Mal di scuola

Le voci, i sogni, la rabbia degli insegnanti

Di

Editore: Rizzoli (BUR)

3.6
(51)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 191 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8817019224 | Isbn-13: 9788817019224 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Educazione & Insegnamento , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
Per la scuola italiana sono anni difficili. Se si prende in esame soltanto l'ultimo periodo, ci si accorge di quanto ne si è letto sulle pagine sbagliate, quelle di cronaca (con una progressiva e allarmante deriva verso la "nera"). Le sfide aumentano e la scuola sembra perderle tutte, smarrendo insieme la propria credibilità e il poco che resta del prestigio istituzionale che dovrebbe contraddistinguerla. Gli insegnanti, identificati come gli artefici e le vittime di questo fallimento, sono impegnati a destreggiarsi tra studenti sempre più difficili da capire e coinvolgere, obblighi ministeriali spesso poco comprensibili e genitori a volte ostili. E attraverso i loro occhi e le loro storie, dense di speranze, delusioni, aspettative e frustrazioni, che Marco Imarisio, spostandosi di città in città, scuola dopo scuola, docente dopo docente, dipinge il quadro critico del sistema scolastico, e dell'Italia, di oggi.
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  • 3

    Insoddisfazione strisciante

    Che strano rapporto che ho avuto con questo libro …
    L’ho acquistato circa due anni fa, su consiglio di un’amica. Ho letto molto velocemente la prima parte ed ho usato in classe dei passi interessanti, ...continua

    Che strano rapporto che ho avuto con questo libro …
    L’ho acquistato circa due anni fa, su consiglio di un’amica. Ho letto molto velocemente la prima parte ed ho usato in classe dei passi interessanti, inserendoli fra i documenti per un saggio breve sui problemi del sistema scolastico italiano. Eppure … ad un certo punto sono subentrati noia e fastidio. Il libro è rimasto per mesi su uno scaffale e solo adesso ho deciso di ricominciare a leggerlo. Pensavo di averlo infilato in borsa soprattutto perché, viste le dimensioni ridotte, si adatta ai miei attuali viaggi in bus e treno. Forse però la scelta è stata dettata da altri motivi. Molte pagine dipingono una scuola reale e deprimente: alunni disinteressati, docenti frustrati, atti di bullismo, genitori aggressivi o menefreghisti … E allora, in un anno come questo, fatto di supplenze brevi e polemiche infinite, probabilmente avevo solo bisogno di sentirmi meno sola, di sapere che non ho smesso di fare bene il mio lavoro, di ricordare a me stessa che è veramente difficile conquistare degli alunni con i quali si resta solo per qualche settimana. Il mio capitolo preferito è, ovviamente, “Diario precario”, perché anch’io al momento “sono una precaria liquida, mi adatto ad ogni contenitore come l’acqua. Viaggio con un bagaglio leggero, sempre pronta al trasloco, senza pensare mai che quel posto, quella cattedra è mia”. Peccato, però, che all’interno dello stesso capitolo sia presente una colossale stupidaggine sulle graduatorie ad esaurimento. Tra le fonti di Marco Imarisio, il giornalista che ha curato il volume, c’era probabilmente anche qualcuno che ha lasciato che certi pregiudizi condizionassero la sua lettura dell’intricata legislazione scolastica.

    ha scritto il 

  • 5

    Un viaggio tra i problemi della scuola italiana. Un libro-inchiesta che consiglio a tutti, ma in particolar modo a chi la scuola la vive quotidianamente e cioé studenti e docenti.

    ha scritto il 

  • 4

    Chi sta dentro e chi sta fuori...

    Che dire, a chi non è insegnante potrà sembrare il solito libro scritto per autocompatimento, per scavare ancora più profondamente la linea che esiste tra chi sta dentro e chi sta fuori. Alla scuola, ...continua

    Che dire, a chi non è insegnante potrà sembrare il solito libro scritto per autocompatimento, per scavare ancora più profondamente la linea che esiste tra chi sta dentro e chi sta fuori. Alla scuola, ovviamente.
    Io ci ho capito un pò più di me stesso, e mi è servito per riordinare l'ammasso di emozioni, di sentimenti che ho dentro, da quando ho intrapreso - per scelta obbligata - la strada della scuola. Non ho scelto per vocazione l'insegnamento, mi ci sono trovato, ma ho cominciato da subito ad amare questo lavoro.
    La crisi della società. Questo è ciò che vien fuori da questa inchiesta di Imarisio. La crisi della famiglia, dei docenti che non sanno più come fare il loro - fondamentale - lavoro, dei ragazzi in preda al caos che gli regna intorno.
    "Non esistono ragazzi problematici, ma solo problemi intorno ai ragazzi". "Gli insegnanti arrivano fino a un certo punto, dopo tocca agli altri, a quelli che stanno fuori".
    Credo queste due frasi riescano da sole a rappresentare ciò che "Mal di scuola" vuol comunicare.
    E credo pure che questo libro sia indirizzato innanzitutto a genitori e ragazzi, e solo in ultima istanza agli insegnanti.

    ha scritto il 

  • 4

    Il sottotitolo dice già tutto. La scuola italiana sta morendo (e l'attuale governo sta accelerando il processo già in atto, nota del lettore). Chi ci salverà dallo sfacelo totale?

    ha scritto il 

  • 3

    Questo è un libro discreto, per chi vuole farsi un'idea della scuola partendo da alcuni esempi accaduti realmente.
    Scritto dal punto di vista degli insegnanti affronta storie quotidiane ( come a mio av ...continua

    Questo è un libro discreto, per chi vuole farsi un'idea della scuola partendo da alcuni esempi accaduti realmente.
    Scritto dal punto di vista degli insegnanti affronta storie quotidiane ( come a mio avvio dovrebbe essere) e non i casi da prima pagina.. in un periodo dove si sta cercando di riformare la scuola (non nel modo corretto a mio avviso) si dovrebbe conoscere la realtà di questa.. invece ci si basa sull'immagine mediata o lo stereotipo sociale che si ha...
    Permettetemi:
    quanto dovremmo aspettare per avere un ministro( a prescindere dall'appartenenza politica dx, sx; che si occupi di scuola o formazione che abbia lavorato in quel campo almeno una vita?? che conosca veramente il settore in cui dovrà mettere le mani??
    Interessante la contrapposizione a fine capitolo tra le voci dei professori e quella degli ispettori statali..
    Il libro aiuta e si legge velocemente....

    ha scritto il 

  • 4

    Il titolo del libro poteva forse essere "Giapponesi sull'isola". Sì, perché il quadro che emerge da questa inchiesta (scritta da un giornalista, quindi da un "esterno") è quello di una classe di lavor ...continua

    Il titolo del libro poteva forse essere "Giapponesi sull'isola". Sì, perché il quadro che emerge da questa inchiesta (scritta da un giornalista, quindi da un "esterno") è quello di una classe di lavoratori (i docenti, maestre, professori) che si ostinano a lottare contro le potenti forze che stanno distruggendo la scuola. Come il drappello di soldati giapponesi sull'isola del Pacifico, non sanno che la guerra è finita e non si rassegnano alla sconfitta. Le cose possono cambiare? Certo, anche il Giappone si è ripreso (eccome..) dopo la seconda guerra mondiale, ma è cambiato, e di molto!! Anche la scuola deve cambiare, e di molto.
    Il libro in realtà vorrebbe dare anche una speranza, riferendo le molte storie positive di docenti impegnati e appassionati ma, paradossalmente, finisce col rafforzare l'idea dell'"ultima spiaggia"..
    Gli intermezzi, tratti da verbali di "ispezioni ministeriali", sarebbero pezzi di fine umorismo, se non fossero reali tragedie quotidiane.

    ha scritto il 

  • 4

    Reportage dal mondo della scuola

    Molte storie, un racconto complessivo della scuola italiana e alla fine ci si crede un po' che comunque, nonostante tutto, c'è qualcuno che riesce a farla funzionare. Protagonisti i professori. Notevo ...continua

    Molte storie, un racconto complessivo della scuola italiana e alla fine ci si crede un po' che comunque, nonostante tutto, c'è qualcuno che riesce a farla funzionare. Protagonisti i professori. Notevoli gli intermezzi ai capitoli: i verbali degli ispettori scolastici che intervengono nelle situazioni critiche.

    ha scritto il 

  • 4

    L'ho trovato credibile e convincente, in linea di massima rispondente alla mia esperienza di insegnante.
    Qualcosa di più la dico nel blog
    http://contaminazioni.splinder.com/post/15270966 ...continua

    L'ho trovato credibile e convincente, in linea di massima rispondente alla mia esperienza di insegnante.
    Qualcosa di più la dico nel blog
    http://contaminazioni.splinder.com/post/15270966

    ha scritto il