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Malacrianza

Di

Editore: Nutrimenti

2.5
(16)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 272 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8865941103 | Isbn-13: 9788865941102 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Malacrianza è tutto quello che il mondo adulto respinge, condanna o sfrutta del mondo dell'infanzia. È come la memoria tradita della propria infanzia, come una favola nera che tutto avvolge e riscrive. È il bambino che si mette le dita nel naso, la bambina che allegramente ruba o quella che tristemente si prostituisce, ragazzini violenti che in Sud America si difendono dal potere violento che li usa, i bambini che esercitano l'arte di arrangiarsi in qualche paese dell’Est o nel mondo arabo, è una leggenda indiana e una nuova vita che verrà. Malacrianza mette in fila vicende 'esemplari' di sopraffazioni e di piccole solidarietà, di soprusi e di sogni disposti a tutto per potersi avverare. Un viaggio nell’infanzia in varie parti del mondo con i bambini che vivono nelle fogne, quelli di strada, delle favelas, il commercio e la prostituzione infantile… Un viaggio circolare, un racconto senza falsi pudori, senza retorica e ipocrisie, capace di addentrarsi fin nei recessi profondi e nascosti dell’offesa più intollerabile, quella verso i più deboli e indifesi. Un caleidoscopio di storie che, intrecciandosi una nell’altra, danno vita a un'unica storia dell’infanzia tradita. A un affresco in cui non mancano mai l’umanità e perfino l’ironia e dove c'è sempre la freschezza di uno sguardo innocente. Una spericolata, emozionante avventura linguistica in cui l’autore passando dalla terza alla prima persona, riesce a dar voce credibile a bambini perennemente costretti a difendere il proprio futuro. A dar vita a personaggi destinati a interrogare la nostra distratta convivenza sociale.
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  • 3

    Esce per le edizioni Nutrimenti “Malacrianza”, l’opera prima in forma di romanzo di Giovanni Greco, affermato autore teatrale, che si aggiudica l’ultima edizione del Premio Calvino. E la formazione teatrale dell’autore si rispecchia a pieno nella struttura del testo, che si costruisce man a mano ...continua

    Esce per le edizioni Nutrimenti “Malacrianza”, l’opera prima in forma di romanzo di Giovanni Greco, affermato autore teatrale, che si aggiudica l’ultima edizione del Premio Calvino. E la formazione teatrale dell’autore si rispecchia a pieno nella struttura del testo, che si costruisce man a mano a mo’ di puzzle distorto e allucinato, quasi la storia si accrescesse su se stessa, scena su scena, atto su atto. Come se l’architettura del testo vivesse della gestualità soffocata, urlata e graffiata dei piccoli protagonisti delle vicende; del dialogo morto, spezzato, offeso; del linguaggio antico e brutale della violenza, dell’intercalare imprudente e scostumato della strada.
    “Malacrianza” è un discesa senza scampo negli inferi dell’oltraggio all’infanzia, che oltrepassa i confini temporali e geografici, e ci dà una raffigurazione cruda dell’orrore che investe, in località remote, o a pochi passi da noi, il mondo dei bambini. Senza retorica ed omissioni, con sincera e dura onestà.

    ha scritto il 

  • 2

    premessa: il seguente giudizio è frutto di una lettura forse un po' veloce e frettolosa, certamente stanca, non so dire quanto per colpa del libro e quanto per fattori esterni. non escludo, insomma, che delle qualità possano essermi sfuggite per mancanza di attenzione.
    è un testo pretenzios ...continua

    premessa: il seguente giudizio è frutto di una lettura forse un po' veloce e frettolosa, certamente stanca, non so dire quanto per colpa del libro e quanto per fattori esterni. non escludo, insomma, che delle qualità possano essermi sfuggite per mancanza di attenzione.
    è un testo pretenzioso e complesso, numerose storie (pencolanti fra il realismo più crudo e il surrealismo) di bambini violati, abbandonati, perseguitati dal destino e dagli uomini, che si intrecciano fra loro, molto difficili da seguire, anche per la mancanza, per molte pagine, di nomi assegnati ai personaggi. dalla narrazione esterna della prima parte, si passa alle molteplici narrazioni interne dei vari personaggi nella seconda. surreale, complesso, pretenzioso, parecchio faticoso; dove vada a parare, non l'ho ben capito, né mi è venuta voglia di spendermi per capire più a fondo, sì di tirare a finirlo in breve tempo (e non mi è nemmeno tanto riuscito).

    ha scritto il 

  • 0

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    Bambini abusati, bambini maltrattati, umiliati, senza futuro, senza alcuna umanità.
    Non ho trovato un buon motivo per dovermi costringere a leggere questo libro.
    Non ho trovato un solo motivo.
    Forse la sua lettura in ospedale non ha facilitato.
    PS: oltre a tutto la scrittu ...continua

    Bambini abusati, bambini maltrattati, umiliati, senza futuro, senza alcuna umanità.
    Non ho trovato un buon motivo per dovermi costringere a leggere questo libro.
    Non ho trovato un solo motivo.
    Forse la sua lettura in ospedale non ha facilitato.
    PS: oltre a tutto la scrittura è ostica e tagliente. Non è davvero poco!

    ha scritto il 

  • 1

    Astruso e anche cervelotico

    Se questo è uno dei libri migliori del panorama italiano dell'ultimo anno (come lascerebbero immaginare premi e candidature a premi) temo che la letteratura italiana sia messa male. Questo volume è infatti la perfetta manifestazione di come un autore si può far venire una buona idea (forse anche ...continua

    Se questo è uno dei libri migliori del panorama italiano dell'ultimo anno (come lascerebbero immaginare premi e candidature a premi) temo che la letteratura italiana sia messa male. Questo volume è infatti la perfetta manifestazione di come un autore si può far venire una buona idea (forse anche ottima), come quella di intersecare storie di bambini narrate da bambini, per poi sprecarla. Infatti il risultato è semplice: un libro incomprensibile, difficile da seguire (se non impossibile) senza veri e proprio personaggi, senza trama. Tuttavia non manca la necessaria dose di sesso, violenza e idea buonista di fondo (ci sono dei cattivi, genericamente evocati) che rovinano la vita a delle povere vittime (bambini) sfruttando e maltrattando.
    Bah...

    ha scritto il 

  • 1

    Non cederò alla provocazione dell'autore e non starò a lamentarmi dei contenuti orrorifici, che sporcano le pagine di sudore, sangue, sperma ed escrementi, anche se mi hanno provocato più volte il voltastomaco. Contesto invece la struttura narrativa, che procede anarchica, in un compiaciuto elenc ...continua

    Non cederò alla provocazione dell'autore e non starò a lamentarmi dei contenuti orrorifici, che sporcano le pagine di sudore, sangue, sperma ed escrementi, anche se mi hanno provocato più volte il voltastomaco. Contesto invece la struttura narrativa, che procede anarchica, in un compiaciuto elenco di bestialità, per buona parte del libro e pretende poi di ricomporsi in unità attraverso delle agnizioni che non hanno certo il pregio della verisimiglianza. Probabilmente, è il romanzo più disgustoso che abbia mai letto.

    ha scritto il 

  • 0

    "Anche questo, ne era ormai più che sicuro, faceva parte della persecuzione, questo anzi più di altre stranezze, questo falso saperne di più...ti vengono le malattie, ti viene il colera...ma quali malattie!Quale colera!Finisci la creanza, che diventi grande...Com'è vero che chi ha il pane non ha ...continua

    "Anche questo, ne era ormai più che sicuro, faceva parte della persecuzione, questo anzi più di altre stranezze, questo falso saperne di più...ti vengono le malattie, ti viene il colera...ma quali malattie!Quale colera!Finisci la creanza, che diventi grande...Com'è vero che chi ha il pane non ha i denti e chi ha i denti non ha il pane!Sapeva bene che era tutto un complotto, era tutta una montature, come quella della panna pensava non troppo convinto, che quando lui si girava cominciavano a ridere come forsennati, anzi peggio, che quando lui si girava tutto scompariva - facce mani voci sguardi: che se avesse voluto li avrebbe potuti sbugiardare in qualunque momento: girarsi di colpo e sorprendere il nulla dietro di sé, sputtanarli (non si doveva dire quella parola, lo sapeva, però gli suonava giusta...), restituire loro quel che si meritavano - puzza al naso, bocca chiusa, vomito: specchio come si fa in questi casi".

    ha scritto il 

  • 0

    Il giudizio dei nostri "lettori forti"

    L'eventualità speciale e irripetibile dell'infanzia intossicata da veleni desolanti.
    Desolati eroi incastrati fra loro da congiunzioni sinistre in un toccante, insolito, incredibile racconto.
    Riesce a incatenarci, farci meditare ma anche sorridere la minuziosa, sensibile, sottilmente ...continua

    L'eventualità speciale e irripetibile dell'infanzia intossicata da veleni desolanti.
    Desolati eroi incastrati fra loro da congiunzioni sinistre in un toccante, insolito, incredibile racconto.
    Riesce a incatenarci, farci meditare ma anche sorridere la minuziosa, sensibile, sottilmente ironica scrittura che stupisce e intimorisce perché drammaticamente vera.
    (Lucia Trinca)

    ha scritto il 

  • 3

    Dire che è come un pugno nello stomaco pare riduttivo. Lo stomaco era letteralmente sottosopra e ho fattto un'enorme fatica a superare la prima quarantina di pagina, a vincere il senso di nausea che prepotente mi assaliva nel corso della lettura. Nella parte centrale invece è come se la narrazion ...continua

    Dire che è come un pugno nello stomaco pare riduttivo. Lo stomaco era letteralmente sottosopra e ho fattto un'enorme fatica a superare la prima quarantina di pagina, a vincere il senso di nausea che prepotente mi assaliva nel corso della lettura. Nella parte centrale invece è come se la narrazione dei vari quadri in cui è suddiviso il libro prendesse il sopravvento, o forse una volta inseriti nel loro ambiente non servisse più una chiarezza così cruda e violenta come invece nella prima parte e sono stata assorbita dallo snodarsi delle vicende, dai loro intrecci, dalle sovrapposizioni, dalle coincidenze.
    I racconti non procedono secondo un ordine temporalmente lineare e i personaggi si ritrovano poi sotto altre forme e fattezze altrove, coinvolti in altre tragiche vicende.

    Tutta questa violenza attorno a dei bambini sembra impossibile eppure purtroppo temo che lo scrittore nulla abbia inventato dei soprusi cui sono sottoposti e cui si sottopongono. C'è molta violenza che è legata alla sopravvivenza ma si trova anche una grande tenerezza. I momenti che mi hanno coinvolto di più sono quelli più vicini alla realtà, ovvero i pensieri di quel bambino che prima si arrabbia con la.nonna perchè 'decide' di ammalarsi proprio il giorno della festa per il suo sesto compleanno (come si affronta una cosa così da bambini? Io avrei reagito nello stesso identico modo, senza rendermi conto della gravità della situazione), in seguito pensa alla nonna dopo la sua morte.
    Mentre che infinita amarezza quella mendicante cui un pirata della strada uccide la bambina in fasce che, invece di disperarsi, si alza leggera, come non era stata da tempo. Perchè volergliene? Che destino ci sarebbe stato per loro?
    Ma soprattutto - per tutto il libro- gli adulti dove sono? Cosa fanno? Sono loro a instillare nei piccoli questa ferocia assassina, che forse è solo istinto di sopravvivenza e forse è una gran rabbia.
    Personalmente invece trovo che l'autore non sia riuscito a chiudere bene il finale: troppe sovrapposizioni tra i personaggi coniugato con un eccesso di confusione. Si vede che aveva questa ambizione di voler far tornare tutto ma penso potesse funzionare bene lo stesso, il legame tra le varie storie era dato dal loro loro tragico e senza rimedio.
    Trattandosi pur sempre di bambini, anche se stravolti rispetto all'idea classica e stereotipata che ne abbiamo, ho trovato molto belle le storpiature delle parole dette loro dai grandi senza soffermarsi a dare spiegazioni e sbagliate di conseguenza con effetti quasi comici nonostante anche questo piccolo espediente vada a cogliere nel segno di una incomunicabilità forse non violenta ma di certo sempre indice di uno scarso rispetto nei confronti dei più piccoli.

    ha scritto il 

  • 0

    di Martina Calcabrini


    Quando si sente il bisogno di rivelare una verità dolorosa e catturare l’attenzione del pubblico, probabilmente non esiste modo migliore di farlo se non quello di chiedere aiuto ad un attore. Giovanni Greco, attore, regista, traduttore e insegnante di storia del teatr ...continua

    di Martina Calcabrini

    Quando si sente il bisogno di rivelare una verità dolorosa e catturare l’attenzione del pubblico, probabilmente non esiste modo migliore di farlo se non quello di chiedere aiuto ad un attore. Giovanni Greco, attore, regista, traduttore e insegnante di storia del teatro presso l’Accademia nazionale di Arte Drammatica di Roma, non si è lasciato spaventare dall’impresa di svelare la (vera) storia di alcune infanzie tradite e ha deciso di scrivere Malacrianza, un testo crudo, forte, schietto e talmente sincero da essergli valso il Premio Italo Calvino nel 2011.

    “Malacrianza” è una parola che racchiude molteplici significati. Nei dialetti dell’Italia meridionale viene utilizzata con l’accezione di “maleducazione”, in portoghese indica un... per continuare a leggere, vai su: http://www.fourzine.it/2012/02/malacrianza/ ]

    ha scritto il