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Malascuola

Ovvero: se io fossi il ministro dell'istruzione raddoppierei lo stipendio agli insegnanti (e altri rimedi meno piacevoli)

Di

Editore: Piemme

3.8
(18)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 308 | Formato: Altri

Isbn-10: 8856609487 | Isbn-13: 9788856609486 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Education & Teaching , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Negli ultimi due decenni si sono succeduti tanti ministri dell’Istruzione, determinati a cambiare la scuola italiana. Ognuno di loro aveva un’idea alla quale pareva particolarmente affezionato: abolire gli esami a settembre (D’Onofrio), rimettere gli esami a settembre (Fioroni), riformare gli esami di maturità (Berlinguer), riformare la riforma degli esami (Moratti), introdurre il modulo dei tre maestri per due classi nelle scuole elementari (Mattarella), tornare al maestro unico (Gelmini). E poi c’era chi si preoccupava dei grembiuli degli alunni e chi dell’educazione stradale. Chi rivalutava Dante e chi riscopriva le tabelline. Chi si occupava di educazione sessuale. Chi amava i giudizi. Chi ripristinava i voti, lo statuto degli studenti, il 7 in condotta...
È palpabile la sensazione che si tratti di un parlar d’altro, un cimentarsi con piccole questioni marginali, un gattopardesco cambiare i nomi delle cose, lasciando tutto immutato. I problemi veri non si affrontano: non si riesce, non si vuole, non si può. Non si può perché la scuola è da anni un tema di scontro politico. E la riforma della secondaria intanto è all’ordine del giorno dagli anni Sessanta, ossia da circa mezzo secolo.
Ormai però siamo all’allarme rosso. I rapporti OCSE segnalano che i livelli di formazione dei nostri alunni sono agli ultimi posti in Europa. E in certi casi le competenze dei docenti sono anche più basse. La dispersione e l’insuccesso hanno costi insostenibili. Insomma, siamo messi davvero male. Ma – insegnanti, genitori o studenti – la scuola tocca tutti.
E cambiare sul serio non è più procrastinabile.
Dalla profonda conoscenza del settore di un “uomo di scuola”, un libro finalmente capace di coniugare la denuncia con la proposta.
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  • 5

    Il libro che avrei voluto scrivere io

    Ho appena terminato la lettura di questo saggio intelligente, approfondito, illuminante e, in molti punti, divertente. Cremaschi è un uomo di scuola che parla di un mondo che ama e lo fa con spietata sincerità. Credo che ogni pagina di questo libro sia uno spunto di riflessione che varrebbe la p ...continua

    Ho appena terminato la lettura di questo saggio intelligente, approfondito, illuminante e, in molti punti, divertente. Cremaschi è un uomo di scuola che parla di un mondo che ama e lo fa con spietata sincerità. Credo che ogni pagina di questo libro sia uno spunto di riflessione che varrebbe la pena continuare anche dopo averlo terminato. Perché non si può chiudere il libro e passare ad un altro, come si fa con un romanzo. La scuola è un tasto troppo dolente e troppo devastato dal politically correct che spesso impedisce anche solo di chiamare i problemi con il loro nome. Cremaschi lo fa, ma non si limita a scagliare pietre, ad additare errori e responsabilità: propone soluzioni e rimedi concreti che potrebbero restituire alla nostra scuola quella dignità e quella qualità che da troppo tempo sono assenti ingiustificate.
    Quanto vorrei che Cremaschi fosse davvero il Ministro dell'Istruzione...

    ha scritto il 

  • 0

    la mia recensione per "Il momento"

    CLAUDIO CREMASCHI, Malascuola
    Piervincenzo Di Terlizzi

    Come scrivevo nello scorso numero del Momento, il mondo scolastico nel suo insieme ha iniziato un anno denso di appuntamenti decisivi e di scelte fondamentali, talmente intricati da rendere preferibili ai più (soprattutto ai più f ...continua

    CLAUDIO CREMASCHI, Malascuola
    Piervincenzo Di Terlizzi

    Come scrivevo nello scorso numero del Momento, il mondo scolastico nel suo insieme ha iniziato un anno denso di appuntamenti decisivi e di scelte fondamentali, talmente intricati da rendere preferibili ai più (soprattutto ai più furbi, ai più stanchi) le colorite ed innocue discettazioni sui volti in condotta ed i grembiuli, o quelle colorite e meno innocue su bulli e telecamere. Chi avesse ancora fiducia nelle possibilità di farsi un'idea non frammentata delle questioni in campo può però ricorrere ad un libro uscito nella prima settimana di settembre : Malascuola, di Claudio Cremaschi (Piemme, pagine 304, euro 17,50).
    Il titolo, va detto, è forse una delle cose più discutibili del lavoro, il cui autore è uomo di scuola, insegnante prima e poi dirigente d'Istituto. Il pregio fondamentale del libro è, più sostanzialmente, quello di proporre, con chiarezza d'idee e di esposizione, un approccio organico alla questione della scuola italiana (soprattutto all'ordinamento primario e secondario; sull'università non mancano delle riflessioni, che tuttavia sono offerte più episodicamente), a partire da un assunto ipotetico: quello, cioè, di diventare Ministro dell'Istruzione nell'Italia di oggi.
    Investito dunque del ruolo, Cremaschi immagina di dover proporre un programma, che punti ad un accordo di ampia convergenza politica tra maggioranza ed opposizione (per favore, non usiamo più l'orribile bipartisan!), per il rinnovamento della scuola italiana, articolato in sei punti fondamentali (edilizia scolastica all'altezza, modifica del rapporto di lavoro dei docenti, riforma degli ordinamenti, lotta alla dispersione scolastica, sostegno al merito e al talento, finanziamento alla ricerca). Realisticamente, Cremaschi immagina che il suo programma incontrerà molti obiezioni in merito al reperimento delle risorse necessarie, soprattutto perché uno degli elementi innovativi della sua proposta è un forte innalzamento delle retribuzioni degli insegnanti. Ma la spesa, dice Cremaschi, non s'innalzerà: a patto di voler intervenire sulla scuola secondo alcune linee d'indirizzo, che vengono analiticamente presentate nel corso dell'esposizione.
    Il “programma Cremaschi” si muove dunque sul terreno concreto delle cose come stanno adesso, in Italia, quanto a risorse: ma il vincolo forte così determinato non produce l'istinto a scrivere una “riforma al ribasso”, diventa invece lo spunto per una rivisitazione dell'intero sistema con l'intenzione di farlo funzionare meglio. Ecco dunque che Cremaschi affronta le questioni dei giorni di lezione nella settimana e nell'anno, dell'accorpamento degli istituti, della revisione dei programmi e dei carichi orari dei vari ordinamenti scolastici, del ruolo del personale non docente e, da ultimo, del reclutamento, della carriera e del rapporto di lavoro dei docenti e dei dirigenti scolastici. I due perni del ragionamento di Cremaschi sono, da una parte, la ricerca di razionalizzazione delle risorse esistenti; dall'altra, l'intervento oculato per programmare il numero di nuovi docenti da inserire nel sistema scolastico a fronte del grandissimo numero di pensionamenti che si avranno nei prossimi anni.

    Naturalmente, diversi passaggi dell'argomentazione di Cremaschi possono essere soggetti a critica (a chi scrive, ad esempio, pare che Cremaschi, pur riferendovisi, consideri poco il ruolo fecondo nella scuola di una reale cultura dell'autonomia, e lasci troppi margini di vaghezza alla questione del precariato); è difficile, tuttavia, non accogliere il nucleo fondamentale della sua proposta: affrontare la situazione subito, con una progettualità consapevole delle cose di scuola, ma anche con responsabilità politica.
    E qui, come Cremaschi ben sa e come fa intendere nel (non tanto) sorprendente finale all'italiana del libro, si giunge al reale nodo della questione: terreno, negli ultimi anni, di tanta tattica politica, fatta di scaramucce episodiche e di fuochi fatui, la scuola in realtà dovrebbe ritornare ad essere invece un luogo di strategia, che è tutta un'altra cosa; ma questo implica una capacità condivisa di pensare oltre l'oggi, il che non è esattamente il segno dei tempi che attraversiamo.

    ha scritto il 

  • 3

    Spietata analisi degli sperperi economici della scuola pubblica, proposta di soluzioni più o meno condivisibili, assenza di, come dire, amore per la scuola...

    (altra recensione sta qua: http://cheremone.ilcannocchiale.it/2009/09/26/libro_quore.html)

    ha scritto il 

  • 4

    Come riformare la scuola e raddoppiare lo stipendio ai professori, mantenendo invariata la spesa pubblica?


    Un uomo di scuola spiega che i risparmi sono possibili e anzi sono doverosi, poiché nella scuola spendiamo come altri Paesi, ma spendiamo peggio.


    Le sacche di inefficienze nell ...continua

    Come riformare la scuola e raddoppiare lo stipendio ai professori, mantenendo invariata la spesa pubblica?

    Un uomo di scuola spiega che i risparmi sono possibili e anzi sono doverosi, poiché nella scuola spendiamo come altri Paesi, ma spendiamo peggio.

    Le sacche di inefficienze nella scuola pubblica sono infatti parecchie e si traducono in un servizio spesso non all'altezza, le cui conseguenze le paghe l'intero Paese.

    Un libro che irriterà molti perché dice cose sgradevoli.

    ha scritto il 

  • 0

    Un buon contributo, ben documentato e ricco di proposte.
    Ma con qualche difettuccio...
    Ho commentato con un post sul blog:
    http://www.fininformatica.it/wp/malascuola-buone-idee-bidelli-e-itp/

    ha scritto il 

  • 5

    Se Cremaschi avesse parlato a lettere maiuscole, se avesse usato il tono scandalistico di troppa pubblicistica italiana, questo libro sarebbe l'ennesima "casta": viaggio attraverso sprechi e sperperi della scuola pubblica. L'autore, però, interviene nelle complesse questioni con logica e raziocin ...continua

    Se Cremaschi avesse parlato a lettere maiuscole, se avesse usato il tono scandalistico di troppa pubblicistica italiana, questo libro sarebbe l'ennesima "casta": viaggio attraverso sprechi e sperperi della scuola pubblica. L'autore, però, interviene nelle complesse questioni con logica e raziocinio, con quel tanto di freddezza matematica che manca spesso agli esagitati promulgatori di riforme. Alcune idee sono ottime, altre chiaramente utopistiche, altre ancora discutibili. E' apprezzabilissima però l'onestà intellettuale che riverbera nell'analisi dei problemi della scuola. Non sfugge neppure all'autore quanto utopica sia la sua ricostruzione: in un esilarante epilogo (vera e propria ventata d'aria fresca dopo una disamina razionale ed impegnativo), Cremaschi mima lo "scenario di guerra" su cui muoverebbero sindacati e società se solo le sue proposte fossero accettate. Del resto, si sa, il problema è "ben altro"!

    ha scritto il