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Malastagione

Di ,

Editore: A. Mondadori (Strade blu)

3.7
(724)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 305 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8804606673 | Isbn-13: 9788804606673 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Nel bosco di castagni che domina Casedisopra, minuscolo paese dell'Appennino tosco-emiliano, se ne sta appostato in attesa della preda il vecchio Adùmas, montanaro con un nome da romanzo (il padre, appassionato dei Tre moschettieri, lo ha chiamato come l'autore, un certo A. Dumas...). Non è un bracconiere di professione, Adùmas, ma ogni tanto prende la doppietta e va nel bosco. È il brùzzico, il crepuscolo, e Adùmas ha appena bevuto qualche sorso di grappa, giusto per ingannare l'attesa, quando poco lontano spunta una bestia come non ne ha mai viste e come nessuno ne vedrà più. Il dito gli si congela sul grilletto e in un attimo la bestia fugge via. Non c'è grappa o crepuscolo che tenga: davanti ai suoi occhi è appena comparso un cinghiale con un piede umano tra le fauci. I paesani, convinti che il vecchio abbia alzato troppo il gomito, sono subito pronti a schernirlo... Tutti, tranne Marco Gherardini, detto Poiana, ispettore della Forestale che nonostante la sua giovane età sa bene quanti segreti possa nascondere la terra scura sotto i castagni. E poiché anche un Forestale può occuparsi di delitti, quando il crimine si fa largo nei suoi territori, Poiana comincia subito a indagare attorno al caso del cadavere privo di un piede che forse giace in mezzo al bosco. Ma gli tocca scoprire subito che le relazioni e gli affari tra i notabili del luogo creano un groviglio di interessi più pericoloso e inestricabile di un roveto.
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  • 3

    Casedisopra, paesino dell'appennino tosco-emiliano. Un giovane ispettore della forestale, Marco Gherardini detto Poiana, che indaga su un cinghiale che aveva in bocca un piede umano.
    Lo ha visto un v ...continua

    Casedisopra, paesino dell'appennino tosco-emiliano. Un giovane ispettore della forestale, Marco Gherardini detto Poiana, che indaga su un cinghiale che aveva in bocca un piede umano.
    Lo ha visto un vecchio montanaro, all'occorrenza anche bracconiere, Adùmas, così chiamato dal padre appassionato lettore dei “Tre moschettieri”. Morti ammazzati, aggressioni, un incendio del bosco, l'ombra della speculazione edilizia. Il cantautore Francesco Guccini e il giallista Loriano Macchiavelli, coppia rodata (loro il bellissimo “Macaronì” e altri gialli di montagna), fanno solido artigianato. Sembra poco, ma avercene.

    ha scritto il 

  • 4

    Un'altra ottima prova di scrittura per il duo Guccini-Macchiavelli, che anche senza il Maresciallo Santovito sanno costruire un racconto avvincente e mai troppo banale. Chissà che anche Poiana possa a ...continua

    Un'altra ottima prova di scrittura per il duo Guccini-Macchiavelli, che anche senza il Maresciallo Santovito sanno costruire un racconto avvincente e mai troppo banale. Chissà che anche Poiana possa avere la sua saga di storie, non sarebbe niente male!

    ha scritto il 

  • 4

    Una felice scoperta questa del ciclo Machiavelli-Guccini e di Poiana, ispettore forestale alle prese con i tic dei montanari dell'Appennino tosco emiliano e alcuni delitti legati ai ritrovamenti di st ...continua

    Una felice scoperta questa del ciclo Machiavelli-Guccini e di Poiana, ispettore forestale alle prese con i tic dei montanari dell'Appennino tosco emiliano e alcuni delitti legati ai ritrovamenti di strani resti nei boschi.

    ha scritto il 

  • 3

    tre stelle e mezzo voto 8 meno

    Romanzo piuttosto breve, senza pretese di cambiare la storia della letteratura, ma rilassante e godibile con protagonisti simpatici ed eccellente ambientazione.

    ha scritto il 

  • 0

    Nella mia pressoché infinita lista di libri in attesa di essere letti, spuntava fino a qualche giorno fa questo Malastagione, romanzo uscito dalla collaborazione di Loriano Macchiavelli e Francesco Gu ...continua

    Nella mia pressoché infinita lista di libri in attesa di essere letti, spuntava fino a qualche giorno fa questo Malastagione, romanzo uscito dalla collaborazione di Loriano Macchiavelli e Francesco Guccini. La ragione per cui si trovava sperduto tra gli scaffali della mia libreria risulterà evidente: la presenza in copertina del nome di uno dei cantautori italiani più apprezzati dal sottoscritto.
    Che Francesco Guccini si fosse barcamenato nel mondo della letteratura non era una notizia a me nuova, ma, per un motivo e per un altro, non ero mai riuscito a posare i miei occhi su una delle sue fatiche. E così fu fin quando una delle sue opere decise, lei stessa, di mettere gli occhi su di me: non resistetti al fascino di quella copertina. Il resto, come si usa dire, è storia.

    Quindi amore a prima vista e conseguente "vissero tutti felici e contenti"? Be', non proprio. Infatti non saprei cosa mi spinga a spendere qualche parola a proposito, visto che in fin dei conti non riesco a togliermi dalla testa il pensiero di essere di fronte a qualcosa di perfettamente mediocre; una sorta di quintessenza della mediocrità. Certo, mettiamo comunque le mani avanti e precisiamo: il genere letterario a cui si ascrive non è mai riuscito a toccare all'unisono tutte le corde del mio spirito letterario.

    Ma prima di tutte queste ciance, ecco la trama.
    Un bracconiere di nome Adùmas, durante una seduta di caccia, trova nel bel mezzo del bosco un cinghiale con in bocca un piede umano; il quale però gli sfugge da sotto il naso. Riportata la notizia al bar, che ospita tutto il caleidoscopio di vite di quel paesino chiamato Casedisopra, non viene preso sul serio. Solo Marco Gherardini, detto Poiana, agente della forestale, sembra voler approfondire questa strana vicenda e si mobilita nelle indagini. Da quel momento in poi una serie di scoperte scombussolerà la vita di quella piccola comunità montana, non abituata ad avvenimenti del genere.

    Riprendiamo da dove ci eravamo lasciati. Come ho già scritto, Malastagione rientra in un filone letterario per il quale provo sostanziale indifferenza; io ignoro lui e il piacere viene ricambiato volentieri. Per questo motivo non mi dilungherò, e nemmeno all'occorrenza potrei, con tecnicismi da giallo/noir. Tutto scorre linearmente e senza incredibili colpi a effetto.

    I personaggi, seppur ben caratterizzati, peccano di realismo nelle loro interazioni e i ritmi narrativi appaiono inverosimilmente accelerati durante alcuni dialoghi. E questa è una pecca enorme, vista l'importanza di questo elemento nello sviluppo dell'intreccio narrativo.

    E quindi? Tutto qua? Ebbene, no! L'atmosfera che fa da sfondo alla vicenda, approfittando di questi difetti, prende vita e soprattutto passa in primo piano. Ruba la scena al racconto vero e proprio e trasforma le pagine in una rappresentazione pittorica dell'Appennino Tosco-Emiliano. Inalando un caratteristico aroma boschivo, sentendo la natura selvaggia muoversi attorno, il lettore viene
    catapultato in mezzo alla vita di quel paesino sperduto.

    E giunti alla fine perdono anche lo stile di scrittura, forse troppo asciutto, e prendo atto di quello che questo libro è riuscito a passarmi: un viscerale attestato d'amore per la montagna.

    ha scritto il 

  • 5

    giallo e amore per la natura

    La vicenda, non priva di ironia,ha i toni del giallo, ma direi che prevale comunque il verde: l'amore per la natura, il rispetto per l'ambiente, che anima i vari personaggi, ben descritti perfetteame ...continua

    La vicenda, non priva di ironia,ha i toni del giallo, ma direi che prevale comunque il verde: l'amore per la natura, il rispetto per l'ambiente, che anima i vari personaggi, ben descritti perfetteamente intonati all'ambiente, mi è piaciuto molto, scritto bene e divertente oltre che aappassionante.

    ha scritto il