Malastagione

Di ,

Editore: A. Mondadori (Strade blu)

3.7
(766)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 305 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8804606673 | Isbn-13: 9788804606673 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Nel bosco di castagni che domina Casedisopra, minuscolo paese dell'Appennino tosco-emiliano, se ne sta appostato in attesa della preda il vecchio Adùmas, montanaro con un nome da romanzo (il padre, appassionato dei Tre moschettieri, lo ha chiamato come l'autore, un certo A. Dumas...). Non è un bracconiere di professione, Adùmas, ma ogni tanto prende la doppietta e va nel bosco. È il brùzzico, il crepuscolo, e Adùmas ha appena bevuto qualche sorso di grappa, giusto per ingannare l'attesa, quando poco lontano spunta una bestia come non ne ha mai viste e come nessuno ne vedrà più. Il dito gli si congela sul grilletto e in un attimo la bestia fugge via. Non c'è grappa o crepuscolo che tenga: davanti ai suoi occhi è appena comparso un cinghiale con un piede umano tra le fauci. I paesani, convinti che il vecchio abbia alzato troppo il gomito, sono subito pronti a schernirlo... Tutti, tranne Marco Gherardini, detto Poiana, ispettore della Forestale che nonostante la sua giovane età sa bene quanti segreti possa nascondere la terra scura sotto i castagni. E poiché anche un Forestale può occuparsi di delitti, quando il crimine si fa largo nei suoi territori, Poiana comincia subito a indagare attorno al caso del cadavere privo di un piede che forse giace in mezzo al bosco. Ma gli tocca scoprire subito che le relazioni e gli affari tra i notabili del luogo creano un groviglio di interessi più pericoloso e inestricabile di un roveto.
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  • 3

    L'ambientazione è un paese dell'Appennino tosco-emiliano, al centro di tutto un piede, apparso in bocca a un cinghiale in corsa e poi subito sparito. Un delitto molto eventuale: senza un' arma né un c ...continua

    L'ambientazione è un paese dell'Appennino tosco-emiliano, al centro di tutto un piede, apparso in bocca a un cinghiale in corsa e poi subito sparito. Un delitto molto eventuale: senza un' arma né un cadavere e persino senza un' idea di chi possa essere la vittima.
    Il romanzo è quasi tutto così: molto rarefatto negli eventi, povero di colpi di scena, di ipotesi e con ancor meno certezze. Parecchi "forse", moltissimi "non si sa". Se ne viene fuori lentamente e non del tutto e persino la soluzione finale resta in effetti più una solida ipotesi che una provata certezza.
    Uno dei punti di forza di questo romanzo è la verosimiglianza della lingua e del registro di ogni personaggio. Ma il realismo viene anche da scelte come quella di usare luoghi immaginari ma comunque aderenti alla contemporaneità molto più delle scenografie nazi-biscottiere dei paeselli senza tempo, popolati da giovani ariani gaudenti, tipici di tante produzioni televisive.
    L'unica nota autenticamente critica può essere mossa solo al terzo autore del romanzo: un manovratore occulto che presumo risieda alla pro-loco di qualche paesello appenninico. Non passa capitolo, e spesso nemmeno pagina, senza che i personaggi non ammirino una cascata, bevano un aperitivo, cucinino, acquistino o consumino vini e pietanze prelibate. Parlando in senso tecnico tutti questi pasti sono descritti molto bene ma il loro numero è spropositato. Viene da domandarsi quanto debba guadagnare un ispettore della forestale per pasteggiare ogni giorno a vino e fiorentine nel ristorante del paese. O se davvero non possa trovare qualcosa di diverso da fare, almeno ogni tanto, quando non è in servizio.
    Forse chi si avvicinasse a «Malastagione» avendo troppo in mente le avventure del maresciallo Santovito potrebbe rimanere leggermente deluso ma, in definitiva, il romanzo è molto gradevole.

    http://www.colonnedercole.org/index.php?option=com_content&view=article&id=220:malastagione&catid=7:narrativa&Itemid=13

    ha scritto il 

  • 4

    Giallo all'italiana ben scritto da Machiavelli e Guccini: non ci sono tecniche sofisticate di analisi, né computer tuttofare e sapientoni, ma la vecchia scuola dell'indagine sul campo portata avanti d ...continua

    Giallo all'italiana ben scritto da Machiavelli e Guccini: non ci sono tecniche sofisticate di analisi, né computer tuttofare e sapientoni, ma la vecchia scuola dell'indagine sul campo portata avanti da Poiana, personaggio molto ben caratterizzato. Il tutto coronato da uno sfondo di provincia, davanti a un buon bicchiere di vino.

    ha scritto il 

  • 1

    Malarecensione

    Grande delusione la lettura di Malastagione. Di giallo c'è molto poco. Per tutto il libro ho atteso le risalite di Poiana dopo le picchiate, il fatto è che io lo attendevo su un albero molto alto, lui ...continua

    Grande delusione la lettura di Malastagione. Di giallo c'è molto poco. Per tutto il libro ho atteso le risalite di Poiana dopo le picchiate, il fatto è che io lo attendevo su un albero molto alto, lui invece si posava su un palo molto basso. D’accordo che il suo volo è veleggiato, ma questa volta è troppo passivo. Poi non ho capito perché bisogna per sforza farlo 'innamorare' ogni volta, per giunta lei ricambia sempre, nella vita mica è tutto così ‘automatico’!? Forse è per allungare il brodo, non che sia contraria agli innamoramenti, ma preferisco quelli sull'impronta di Autogrill e cioè di difficile concretizzazione.

    Adumas lo salvo, mi è troppo simpatico.

    Batti le ali, liberati dal carico, acquista quota Poià, altrimenti non ti leggo più!

    ha scritto il 

  • 3

    Casedisopra, paesino dell'appennino tosco-emiliano. Un giovane ispettore della forestale, Marco Gherardini detto Poiana, che indaga su un cinghiale che aveva in bocca un piede umano.
    Lo ha visto un v ...continua

    Casedisopra, paesino dell'appennino tosco-emiliano. Un giovane ispettore della forestale, Marco Gherardini detto Poiana, che indaga su un cinghiale che aveva in bocca un piede umano.
    Lo ha visto un vecchio montanaro, all'occorrenza anche bracconiere, Adùmas, così chiamato dal padre appassionato lettore dei “Tre moschettieri”. Morti ammazzati, aggressioni, un incendio del bosco, l'ombra della speculazione edilizia. Il cantautore Francesco Guccini e il giallista Loriano Macchiavelli, coppia rodata (loro il bellissimo “Macaronì” e altri gialli di montagna), fanno solido artigianato. Sembra poco, ma avercene.

    ha scritto il 

  • 4

    Un'altra ottima prova di scrittura per il duo Guccini-Macchiavelli, che anche senza il Maresciallo Santovito sanno costruire un racconto avvincente e mai troppo banale. Chissà che anche Poiana possa a ...continua

    Un'altra ottima prova di scrittura per il duo Guccini-Macchiavelli, che anche senza il Maresciallo Santovito sanno costruire un racconto avvincente e mai troppo banale. Chissà che anche Poiana possa avere la sua saga di storie, non sarebbe niente male!

    ha scritto il 

  • 4

    Una felice scoperta questa del ciclo Machiavelli-Guccini e di Poiana, ispettore forestale alle prese con i tic dei montanari dell'Appennino tosco emiliano e alcuni delitti legati ai ritrovamenti di st ...continua

    Una felice scoperta questa del ciclo Machiavelli-Guccini e di Poiana, ispettore forestale alle prese con i tic dei montanari dell'Appennino tosco emiliano e alcuni delitti legati ai ritrovamenti di strani resti nei boschi.

    ha scritto il 

  • 3

    tre stelle e mezzo voto 8 meno

    Romanzo piuttosto breve, senza pretese di cambiare la storia della letteratura, ma rilassante e godibile con protagonisti simpatici ed eccellente ambientazione.

    ha scritto il