Dal fondatore di The Believer, una delle riviste letterarie americane più innovative e interessanti, e della newsletter letteraria "The New York Ghost", recentemente celebrata dal New York Times, un romanzo corrosivo sulla vita degli impiegati dopo il miraggio della new economy.Continue
Dal fondatore di The Believer, una delle riviste letterarie americane più innovative e interessanti, e della newsletter letteraria "The New York Ghost", recentemente celebrata dal New York Times, un romanzo corrosivo sulla vita degli impiegati dopo il miraggio della new economy.
"Ho riso come se avessi letto le esilaranti cronache di un manicomio. Maledetti colleghi è molto più di una satira: dietro il brillante affresco delle giornate di lavoro sprecate, s'intravedono una speranza e un cuore pulsante".Gary Shteyngart, autore di "Absurdistan"
In un palazzo incastrato nell'unica strada semideserta di Manhattan, ingombra di giornali spinti dal vento come «granchi giganti», un gruppo di impiegati consuma le proprie giornate nel terrore di perdere il posto. Si profilano licenziamenti a raffica, i "californiani" stanno per acquisire la maggioranza delle azioni e corre voce che si venga mandati via a seconda di come inizia il nome: le prime a cadere sono state le J, adesso pare tocchi alle K. Agli impiegati non resta che aggrapparsi alle sedie, alle scrivanie, ai terminali, nella speranza di restarvi ancorati, e imparare le virtù del reciproco odio. L'amicizia è bandita, la delazione scorre sul sistema nervoso delle mail e dei report inviati da una postazione all'altra. Per chi invece decide di tenersi fuori c'è il trasferimento a una scrivania «in Siberia», nella no man's land di un angolo dell'ufficio distante chilometri dagli ascensori. Il grande capo, intanto, interpreta la realtà per percentuali, s'istruisce su Il principe di Machiavelli e costringe i suoi sottoposti a penose partite di softball; mentre Jack peregrina tra un cunicolo e l'altro massaggiando le spalle dei colleghi, Laars cerca su Google l'albero genealogico dei suoi antichi flirt, Pru divora romanzi in metropolitana ma solo se il titolo finisce in "ista" e Crease cambia continuamente postazione così da rendersi introvabile, nel caso decidessero di licenziarlo.
Nella misura folgorante di capitoletti brevi, quasi frantumi che raddoppiano il senso di queste esistenze "a pezzi", Ed Park mette in scena con corrosiva intelligenza la commedia umana di una classe abbandonata da un'America che ha smarrito il miraggio della new economy. E che ora, ferocemente, corre ai ripari.
Ed Park, editor insieme a Vendela Vida, moglie di Dave Eggers, di The Believer e di The Voice Literary Supplement, scrive per The New York Times Book Review e per molte altre testate americane. Vive a Manhattan dove pubblica sul net "The New York Ghost".