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Maledetti da Dio

Di

Editore: Sonzogno

4.0
(258)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 272 | Formato: Altri

Isbn-10: 8845410870 | Isbn-13: 9788845410871 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: L. Theodoli

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback , Tascabile economico

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Un racconto-verità in prima persona: la storia di un disertore dalle SS cheper sfuggire allo sterminio del lager entra in un battaglione di disciplina.Grecia, Africa, Russia: il loro unico obiettivo è quello di uccidere e nonessere uccisi.
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  • 4

    La seconda guerra mondiale vista da un soldato tedesco

    Un libro da leggere: la versione di "niente di nuovo sul fronte occidentale" ambientata nella seconda guerra mondiale. Un diario crudo e tremendamente realistico nelle sue descrizioni su cosa vuol dire "guerra".

    ha scritto il 

  • 0

    Non mi interessano le magnifiche vittorie: voglio la pace. Salvar la pelle! Ma chi vorrà mai più avere a che fare con noi anche se salveremo la pelle? Nessuno. E neppure noi stessi. Maledetti tutti!


    L’eccesso di zelo dei traduttori italiani ha voluto rafforzare il concetto già pote ...continua

    Non mi interessano le magnifiche vittorie: voglio la pace. Salvar la pelle! Ma chi vorrà mai più avere a che fare con noi anche se salveremo la pelle? Nessuno. E neppure noi stessi. Maledetti tutti!

    L’eccesso di zelo dei traduttori italiani ha voluto rafforzare il concetto già potente espresso dal titolo originale, letteralmente “La legione dei dannati”.
    Il romanzo fa riferimento alle esperienze dell’autore in un battaglione di disciplina tedesco durante la seconda guerra mondiale.
    L’autore e i suoi commilitoni sono persone che si sono macchiate di reati, più o meno effettivi: diserzione, furto, simpatie per il comunismo.
    Non si tratta di uomini che vanno alla guerra intossicati da una retorica, o di coscritti inviati al fronte dalle norme sul servizio militare.
    Sono uomini mandati in guerra per pagare il prezzo dei loro “crimini”. Partono con disincanto, con odio verso chi li manda a morire. Eppure, sul campo di battaglia, si comportano da veri soldati.
    Del resto, la loro “origine”, quando occorre carne da macello, non conta più:
    Soldati e danaro non hanno odore, non importa da dove vengono.

    Dove sta, allora, la differenza con chi ha partecipato alla guerra magari nell’esaltazione e nella fiducia in un regime criminale?
    Forse nel diritto di poter denunciare con credibilità la disumanizzazione che la guerra comporta.
    L’enorme spreco di risorse economiche e umane. Uomini che impazziscono a altri che sono disposti all’automutilazione pur di lasciare il fronte. La paura, la perdita di speranza, il vivere continuamente sporchi e indeboliti dalla sistematica mancanza di sonno.
    Hassel riesce a smascherare un espediente usato da chi comanda, a partire da una riflessione sui percorsi illogici compiuti dalle tradotte. In realtà la mancanza di logica è studiata a tavolino, per salvare chi comanda: è indispensabile che non si possa risalire alle colpe, quando le cose vanno male:
    se guerra è eguale a confusione
    e confusione è eguale a mancanza di responsabilità:
    allora guerra è eguale a mancanza di responsabilità.

    E così che ogni piccolo gesto di umanità diventa un atto di coraggio, quasi di eroismo. Come le donne che stoicamente fanno l’amore con i militari soltanto per regalare loro un momento di benessere e di oblio (in contrasto con le solerti ammiratrici di Hitler, per cui non c’è assoluzione: “Le donne sono le peggiori”, disse von Barring. “Che Dio mi guardi dalle donne fanatiche.”). Come il soldato che adotta il gatto Stalin (!) e lo porta con sé prendendosene cura.

    È emblematico il caso di Lopai, un ufficiale istruttore che si comporta in modo giusto con i suoi soldati non facendo fare loro nulla senza farlo anche lui – il grande paradosso di un uomo giusto al servizio di un regime ingiusto.
    Se il coraggio e l’onestà di quell’uomo non fossero stati una delle tante rotelle del meccanismo hitleriano,come ufficiale di qualsiasi altro esercito, lo avrei sinceramente ammirato. In quelle condizioni mi limitavo a rispettarlo.

    Non so se è consono il paragone con Remarque, certamente Sven Hassel, anche quando adotta lo stile del romanzo picaresco, riesce a creare personaggi umani, per denunciare con forza lo stupro compiuto dalla guerra sull’essenza stessa dell’essere uomo.
    E, pur senza la pretesa di scrivere un romanzo storico, non mancano i riferimenti: il conflitto sempre più esplicito tra esercito e SS, la follia di Hitler nella condotta dell’assedio di Stalingrado, i movimenti studenteschi di opposizione al regime a Monaco.

    Sulla pagina di wikipedia dedicata a Sven Hassel viene illustrata una polemica sull’identità dello scrittore, sulla reale paternità dei suoi libri, sulla sua infedeltà alle vicende storiche e sulle contraddizioni.
    Mi interessa poco, perché si tratta di uno scrittore, che può concedersi licenze nella finzione letteraria. La lettura di “Maledetti da Dio” fa dimenticare queste critiche (che, verosimilmente, sono pretestuose) e invoglia, piuttosto, a leggere le altre vicende di Sven e dei suoi commilitoni del battaglione di disciplina.

    ha scritto il 

  • 4

    Quattro stelle scarse.....

    Non il capolavoro che in molti dicono ma nemmeno una bazzecola....
    In questo romanzo non troverete il rigore storico che si riscontra in altri lavori:Hassel infatti fu un personaggio controverso che mischiò spesso e volentieri elementi di verità a parti nettamente "romanzate".

    Un lib ...continua

    Non il capolavoro che in molti dicono ma nemmeno una bazzecola....
    In questo romanzo non troverete il rigore storico che si riscontra in altri lavori:Hassel infatti fu un personaggio controverso che mischiò spesso e volentieri elementi di verità a parti nettamente "romanzate".

    Un libro da leggere dunque come passatempo, senza pretendere di trovarvi lo specchio fedele delle tragiche vicende accadute al fronte.

    Quello che si salva è lo stile, diretto, crudo, l'autore non si fa problemi a spiegare come ha più volte ucciso a sangue freddo per salvare la pelle cosi come descrive in maniera molto cruda le varie uccisioni dei commilitoni;un grande ritmo narrativo completa il quadro delle cose rimarchevoli di questo lavoro, il primo, scritto da Hassel.
    Comunque consigliato.

    ha scritto il 

  • 5

    Il primo libro della serie. Il soldato Sven, disertore, viene arrestato e condannato a quindici anni di galera. Può commutare la sua pena, prestando servizio in una compagnia disciplinare, con il compito di sminatore. Crudo, esplicito, a tratti spietato.

    ha scritto il 

  • 4

    Libro molto crudo ma realistico dalla parte dei soldati tedeschi che, a parte le SS., combattevano perché costretti. Ciò non toglie che abbiano combattuto con molto onore e sicuramente , a mio parere, la follia omicida di Hitler , avrà contribuito a portare avanti una guerra con t ...continua

    Libro molto crudo ma realistico dalla parte dei soldati tedeschi che, a parte le SS., combattevano perché costretti. Ciò non toglie che abbiano combattuto con molto onore e sicuramente , a mio parere, la follia omicida di Hitler , avrà contribuito a portare avanti una guerra con tanta rassegnazione. Speriamo che tali orrori non abbiano a ripetersi mO più . Paolo G

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro da leggere

    L'orrore della guerra raccontato da chi l'ha vissuta in prima linea, dalla "parte sbagliata" senza potersi sottrarre a ordini che non avrebbe mai voluto eseguire. L'orrore dei campi di prigionia, la diserzione, la disperazione per la perdita delle persone più care in un vortice narrativo mai sens ...continua

    L'orrore della guerra raccontato da chi l'ha vissuta in prima linea, dalla "parte sbagliata" senza potersi sottrarre a ordini che non avrebbe mai voluto eseguire. L'orrore dei campi di prigionia, la diserzione, la disperazione per la perdita delle persone più care in un vortice narrativo mai sensazionalistico, costruito con un ritmo pacato e con una terminologia semplice ma al tempo stesso agghiacciante. Uno di quei romanzi che raccontano la verità come solo chi è sopravvissuto all'orrore può fare.

    ha scritto il 

  • 4

    grandiosa epopea classica durante la 2a Guerra Mondiale.
    Ci troverete tutto quello che c'è da aspettarsi da un romanzo del "genere", compresa la morale finale ( scontata ma tant'è, non si parla certo di Barbie e soldatini di plastica qui ).

    L'autore a volte risulta incerto. A volte e ...continua

    grandiosa epopea classica durante la 2a Guerra Mondiale.
    Ci troverete tutto quello che c'è da aspettarsi da un romanzo del "genere", compresa la morale finale ( scontata ma tant'è, non si parla certo di Barbie e soldatini di plastica qui ).

    L'autore a volte risulta incerto. A volte esagerato. A volte esasperato. Pero' non delude... anzi. Ci attacca alla lettura convincendoci che tutto quello che stiamo leggendo lui l'ha vissuto per davvero.

    I momenti di guerra a volte sono solo accennati in poche righe, a volte narrati in maniera esaustiva .. pero' il top Hassel lo raggiunge con le emozioni dei suoi protagonisti ( tutti, tutti i personaggi in questo romanzo lo sono! ) quando esce dal vissuto di trincea per passare ai momenti di "pausa" per me il romanzo regala delle perle emotive. Mi sono affezionato a tutti ( a non fatelo!!! ) ho vissuto con loro esperienze indimenticabili e anche solo per questo non posso far a meno di consigliarvi questo romanzo.

    Maledetti da Dio è una "panoramica" totale sulla storia della 2a Guerra Mondiale e nella particolare cronologia di Sven Hassel in pratica racconta TUTTO, dall'inizio alla fine. Questo leva un po' la voglia di leggere gli altri romanzi già sapendo quello che succede ( ovviamente non intendo: sapendo chi vince la Guerra ahahah, ma sapendo la sorte dei vari soldati protagonisti ) cio' nonostante sono sicuro ne leggero' di nuovo e pure presto, tanto m'è piaciuto.

    :)

    ha scritto il 

  • 4

    La guerra vista dal basso

    Diretto e crudo, descrive con realismo il punto di vista degli ultimi (banditi, disertori, criminali, contrari al regime) che vennero destinati al fronte. Si legge con interesse, interessante notare l'assoluta mancanza di informazioni dei militari nei confronti di quello che succedeva nel mondo e ...continua

    Diretto e crudo, descrive con realismo il punto di vista degli ultimi (banditi, disertori, criminali, contrari al regime) che vennero destinati al fronte. Si legge con interesse, interessante notare l'assoluta mancanza di informazioni dei militari nei confronti di quello che succedeva nel mondo e solo verso la fine il comprendere che la guerra era persa con relativi sentimenti contrastanti.

    ha scritto il