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Mallory non sapeva piangere

Di

Editore: Piemme

3.6
(155)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 368 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Portoghese , Tedesco

Isbn-10: 8856604515 | Isbn-13: 9788856604511 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Traduttore: L. Schenoni

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Fiction & Literature , Humor , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
I due corpi sono accasciati a terra, scomposti, innaturalmente caldi a causa dell'afa dell'estate newyorkese. La gola della donna è stata incisa in profondità con un taglio che arriva fino all'addome. L'uomo invece ha un'unica ferita mortale e qualche graffio sulle braccia, inferto probabilmente mentre tentava di difendersi. Per la polizia non può che essere opera del serial-killer di Gramercy Park, le cui vittime sono sempre donne anziane, sole e soprattutto molto ricche. Ma questa volta qualcosa deve essere andato storto e ci ha rimesso la vita anche Louis Markowitz, il capo della Sezione Crimini Speciali della Polizia di Manhattan. Quando Kathy Mallory arriva sulla scena del delitto il suo sguardo si ferma sugli occhi vuoti del tenente, suo padre, l'uomo che quando lei aveva solo dieci anni l'aveva accolta in casa come una figlia, anche se era una ladra e viveva per la strada. Ma ora Kathy non è più una bambina, è un'agente di polizia e di fronte a quegli occhi giura che non permetterà che l'assassino resti impunito. Così, a dispetto dei suoi superiori che la vorrebbero lontana da un caso in cui è troppo coinvolta, si mette sulle tracce del killer.
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  • 4

    Bei romanzi thriller legati tra di loro dalla protagonista perfetta e glaciale, Kathy Mallory, un investigatrice con un'infanzia burrascosa, di cui scopriamo pezzi durante i vari capitoli della serie. Godibilissimi anche singolarmente. Questo è forse il primo.

    ha scritto il 

  • 3

    Ho letto "Mallory non sapeva piangere" incuriosita dalle recensioni così diverse scritte su questo romanzo. Che dire? Da uno a dieci: quattro. Non posso affermare che il personaggio di Mallory mi susciti odio se mai fastidio, sembra quasi la caricatura di uno stereotipo. Lei è bellissima ma glaci ...continua

    Ho letto "Mallory non sapeva piangere" incuriosita dalle recensioni così diverse scritte su questo romanzo. Che dire? Da uno a dieci: quattro. Non posso affermare che il personaggio di Mallory mi susciti odio se mai fastidio, sembra quasi la caricatura di uno stereotipo. Lei è bellissima ma glaciale, ti fulmina con uno sguardo, è intelligentissima ed è sempre un passo avanti, come da titolo non piange, ha avuto un'infanzia terribile ma è diventata una poliziotta fighissima ma con un suo particolare senso morale. Più stereotipo di così! Con nessun personaggio si ha l'impressione di andare oltre la superficie, si rimane sospesi in attesa che accada qualche cosa che te lo renda comprensibili e vicino. A me non è successo oltre al fatto che alcune parti mi hanno dato l'impressione di essere state scritte dopo un percorso mentale della scrittrice che però sulla carta ha messo solo la parte finale e quindi mi sono ritrovata più volte a chiedermi come diamine si fosse arrivati a quel punto. Non credo che proseguirò la serie.

    ha scritto il 

  • 4

    Primo libro in ordine cronologico.

    Ogni libro della O'Connell è una storia a se, ma la storia di base continua in sottofondo e quindi preferisco leggerli in ordine cronologico.
    Non mi è ancora capitato di trovare un ottimo detective che non abbia anche problemi personali e/o caratteriali e anche in questo caso la protagonista Kath ...continua

    Ogni libro della O'Connell è una storia a se, ma la storia di base continua in sottofondo e quindi preferisco leggerli in ordine cronologico. Non mi è ancora capitato di trovare un ottimo detective che non abbia anche problemi personali e/o caratteriali e anche in questo caso la protagonista Kathy Mallory non fa eccezione anche se, a differenza di tanti altri detective, è una donna bellissima e con l'istinto del killer. L'ambientazione è New York, ben descritta, con scrittura scorrevole e coinvolgente, il primo libro deve inevitabilmente introdurre tutti i personaggi, quindi l'inizio sfolgorante viene un po' rallentato dall'inserimento di tutti i personaggi base che ritroveremo anche in seguito negli altri libri. La storia, però, poi si dipana fra colpi di scena e intuizioni credibili, si partecipa con trasporto all'indagine e si esulta con la stessa soddisfazione dei protagonisti alla conclusione del caso. Libro leggibilissimo da tutti, sia in spiaggia che sul treno mentre ci si reca al lavoro, ma anche, per i meno impressionabili, prima di andare a dormire. Buona lettura!

    ha scritto il 

  • 2

    Quando impiego troppo tempo a leggere un libro finisce con non piacermi un granché. Sarà per i troppi personaggi, sarà che l'ho interrotto più volte...

    ha scritto il 

  • 2

    Prima avventura del ciclo che per protagonista il personaggio di Kathy Mallory (alias Kathy Markowitz), sergente di polizia in congedo illimitato a seguito del brutale assasinio del suo padre adottivo. Non mi ha però convinto. Protagonista (irritante ed assurda come pochi), personaggi di contorno ...continua

    Prima avventura del ciclo che per protagonista il personaggio di Kathy Mallory (alias Kathy Markowitz), sergente di polizia in congedo illimitato a seguito del brutale assasinio del suo padre adottivo. Non mi ha però convinto. Protagonista (irritante ed assurda come pochi), personaggi di contorno ed ambientazioni sono un poò troppo sopra le righe. La vicenda si dipana in un groviglio di indagini confuse che mandano in tilt il lettore fino alla (quasi prevedibile) resa dei conti finale.

    ha scritto il 

  • 3

    appena discreto

    come sempre c'è un gran parlare del passato (pare che sia la cosa più intrigante della storia), comunque se ci si affeziona ai personaggi (beh, lo stereotipo reiterato alla fine paga|!) e si apprezza un gialletto senza pretese...la Carol è robba che si pote leggere.

    ha scritto il 

  • 3

    ... ovvero Mallory non sapeva piangere

    Questo libro è fortemente penalizzato dal modo in cui è scritto.
    La storia non sarebbe poi così male ed i personaggi principali potrebbero anche essere di quelli a cui si finisce per affezionarsi ma non se ne può avere la certezza perchè la O'Connell non riesce a creare una trama che abbia almen ...continua

    Questo libro è fortemente penalizzato dal modo in cui è scritto. La storia non sarebbe poi così male ed i personaggi principali potrebbero anche essere di quelli a cui si finisce per affezionarsi ma non se ne può avere la certezza perchè la O'Connell non riesce a creare una trama che abbia almeno un minimo di linearità, salta continuamente di palo in frasca, si dedica a descrizioni frammentarie e semina banalità a destra e sinistra. ... Magari i libri successivi sono davvero migliori, come ho letto nelle recensioni, quindi non la boccio ma le concedo il beneficio del dubbio.

    ha scritto il 

  • 3

    Ho deciso di rileggere i libri della O’ Connell e di cominciare dal primo, questo, appunto. Ed è da questo libro che inizia (o finisce?) tutto.
    Come intreccio “giallistico” non mi ha appassionato più di tanto. Mi appassiona però la storia di Mallory e di quelli che le stanno intorno e che le vogl ...continua

    Ho deciso di rileggere i libri della O’ Connell e di cominciare dal primo, questo, appunto. Ed è da questo libro che inizia (o finisce?) tutto. Come intreccio “giallistico” non mi ha appassionato più di tanto. Mi appassiona però la storia di Mallory e di quelli che le stanno intorno e che le vogliono bene da sempre. Mallory mi piace (che non lo sappia lei..), Charles è tenerissimo (“un uomo nato nel secolo sbagliato”) poi il rabbino, il medico legale, il detective. E Helen e Louis Markovitz, che non ci sono più ma che ci son sempre.

    ha scritto il 

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