Malombra

Di

Editore: Mondadori

3.6
(826)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 436 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8804252596 | Isbn-13: 9788804252597 | Data di pubblicazione:  | Edizione 10

Disponibile anche come: Cofanetto , Paperback , Tascabile economico , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , Rilegato in pelle , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 4

    Una riscoperta

    Fogazzaro, celebrato soprattutto per il suo Piccolo Mondo Antico, realizza con Malombra una sorta di romanzo gotico che nulla ha da invidiare –per dirne uno solo- a Cime Tempestose.
    Il lago e le monta ...continua

    Fogazzaro, celebrato soprattutto per il suo Piccolo Mondo Antico, realizza con Malombra una sorta di romanzo gotico che nulla ha da invidiare –per dirne uno solo- a Cime Tempestose.
    Il lago e le montagne sono la risposta (italiana?) alla brughiera britannica spazzata dal vento di Emily Brontë .
    Romanzo modernissimo, sia per il “montaggio cinematografico”, sia per la caratterizzazione dei personaggi. La fragilità nervosa dei protagonisti –Marina e Silla- rimanda addirittura a Freud con parecchi anni di anticipo.

    ha scritto il 

  • 4

    Cercavo Gozzano in biblioteca e ho trovato Fogazzaro. Il caso mi ha portato a leggere Malombra e a cimentarmi con la sua scrittura non più usuale ai nostri giorni che ti dà l'impressione di poter rall ...continua

    Cercavo Gozzano in biblioteca e ho trovato Fogazzaro. Il caso mi ha portato a leggere Malombra e a cimentarmi con la sua scrittura non più usuale ai nostri giorni che ti dà l'impressione di poter rallentare lo scorrere veloce del nostro tempo .

    ha scritto il 

  • 0

    pessimismo cosmico

    Allora, la marchesina di Malombra va presa a calci in culo! Non le sta bene la dimora? Non le sta bene la compagnia? Le manca la gran vita di Parigi? Il Conte d'Ormengo è antipatico? Lui è a casa sua, ...continua

    Allora, la marchesina di Malombra va presa a calci in culo! Non le sta bene la dimora? Non le sta bene la compagnia? Le manca la gran vita di Parigi? Il Conte d'Ormengo è antipatico? Lui è a casa sua, e fa quel cazzo che gli pare! Se non ti sta bene cara Marchesina, prendi i tuoi quattro straccetti e vai fuori dai coglioni! Poi Corrado, tu e le tue pippe mentali, c'hai trovato una tedeschina che neanche a sognarla la potevi far meglio, e vai a perdere la testa per una bimbaminkia snob e schizofrenica, ma perché non cresci? Tanto venderà sempre Fabio Volo più di te! Non è meglio che vai a lavorare?! Ma si sa, questo è Fogazzaro, lui sapeva scrivere, lui sapeva far paesaggi da sogno, ma non riusciva mai a togliere la nebbia, per lui il drammatico, la morte, l'ineluttabilità degli eventi aveva sempre il sopravvento nella vita degli uomini. Certo però, che i suoi personaggi la disgrazia se la cercano con il lanternino. Ma vabbè, leggendo Fogazzaro non si può esimersi dal pensare agli scrittori suoi contemporanei, vengono in mente gli Zola, i Maupassant, i Tolstoj, i Melville, i London, anche loro spesso non brillavano di positivismo, ma avevano un fine, un messaggio, erano portatori di un tassello che serviva per costruire quell'immenso muro della società moderna, il tuo tassello Antonio, qual è? Io non l'ho colto, me lo son perso, o se per caso era: Che la vita è una merda e tutti dobbiamo morire; beh, lo sapevamo già, e magari leggendo, per un attimo, lo si vorrebbe pure dimenticare. Dopo il Cortis, piccolo mondo antico, e questo, il Fogazzaro è meglio che l'archivio, che c'ho da andare da Balzac, che almeno lui mi fa divertire.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    5 stelle per i personaggi, la trama, lo stile di scrittura, insomma per tutto. Però il finale... sicuramente mi ha sorpreso, ma ci sono rimasta davvero malissimo :(

    ha scritto il 

  • 3

    Avrei voluto dargli di più, ma sono stata sincera. Non fraintendiamoci, è un grande racconto, ma...ma ci sono tanti ma. L'andamento l'ho trovato altalenante, alterna tanti momenti di pieno coinvolgime ...continua

    Avrei voluto dargli di più, ma sono stata sincera. Non fraintendiamoci, è un grande racconto, ma...ma ci sono tanti ma. L'andamento l'ho trovato altalenante, alterna tanti momenti di pieno coinvolgimento ad altri lenti e , lo posso dire? ...abbastanza insopportabili e noiosi. Non si tratta tanto delle difficoltà di linguaggio (si tratta pur sempre di un italiano per così dire "arcaico"), ma seguirlo a volte diventa difficoltoso e credo che questo mi abbia fatto perdere molto del pathos . La prosa di Fogazzaro manca della fluidità e della poesia liquida di un D'Annunzio che personalmente amo molto. La storia è gotica e oscura, però manca di qualcosa per arrivare alle vette del gotico vero. Il meglio è raggiunto dal personaggio di Marina. Immensa nella sua lucida ossessione, essere passionale e ribelle incatenato che trova solo nella ...follia?....la libertà. Adorabile donna forte e passionale, essere affascinante e maliardo e forse per questo considerato con tanto timore e nello stesso tempo con venerazione dai piccoli borghesi perbenisti che la circondano. Lei, nella sua lucida follia è forse l'unica ad essere davvero reale.

    ha scritto il 

  • 3

    Una via di mezzo tra Il piacere e Fosca

    Il protagonista é Corrado Silla, aspirante scrittore, frequentatore di salotti e diviso tra l'aspirazione ad una vita spirituale, religiosa, e le passioni terrene. A questi due tipi di vita, corrispon ...continua

    Il protagonista é Corrado Silla, aspirante scrittore, frequentatore di salotti e diviso tra l'aspirazione ad una vita spirituale, religiosa, e le passioni terrene. A questi due tipi di vita, corrispondono due tipi di donne: Edith, rappresentante la purezza, e Marina di Malombra, marchesina con problemi mentali, che suscita in Silla un misterioso sentimento sensuale e di passione.
    E' un romanzo indubbiamente interessante e rientra appieno tra i classici della letteratura italiana, e in quanto tale ha un certo fascino, almeno per quanto mi riguarda perchè associato a due romanzi che amo, appunto Il piacere e Fosca: al primo, in quanto abbiamo un protagonista diviso tra amore passionale e amore spirituale (pur non trattandosi di estetismo dannunziano); al secondo, perchè il protagonista s'innamora di una donna pazza.
    Complessivamente è un buon romanzo, tuttavia, lo stile é eccessivamente ridonandante, ricco di dettagli che fanno perdere il filo del discorso e dei fatti principali. Non fosse stato per questo, avrei dato quattro stelline, mi dispiace non poterle dare, ma credo che la qualità di un romanzo si veda anche dalla sua scorrevolezza. Lettura interessante ma pesante, adatta soltanto a chi ama davvero i classici.

    ha scritto il 

  • 4

    Romanticismo

    Pressoché un manifesto, forse 'il' manifesto, del Romanticismo letterario in Italia.

    Meriterebbe, per l'innegabile interesse storico ed artistico, nonché l'indubbia qualità letteraria, cinque stelle, ...continua

    Pressoché un manifesto, forse 'il' manifesto, del Romanticismo letterario in Italia.

    Meriterebbe, per l'innegabile interesse storico ed artistico, nonché l'indubbia qualità letteraria, cinque stelle, e tutte. Però, è notorio, qui su aNobii ci si permette di 'stellare' un po' a casaccio e senza troppi complimenti, così mi allineo anch'io a certa mala creanza, levando una stellina in ossequio ad un mio gusto personale non propriamente in sintono con alcuni aspetti del romanzo.

    ha scritto il 

  • 3

    L'ho attaccato con qualche remora, temendo un romanzo troppo datato e troppo timorato di Dio. Timori sufficientemente fugati.
    L'autore è capace sia di frasi felici sia di scelte di linguaggio che suon ...continua

    L'ho attaccato con qualche remora, temendo un romanzo troppo datato e troppo timorato di Dio. Timori sufficientemente fugati.
    L'autore è capace sia di frasi felici sia di scelte di linguaggio che suonano incerte (con il condizionale presente al posto di quello passato), anche se complessivamente la lingua del romanzo è quasi gustosa. L'impressione è che, appena può, cerchi di farsi bello con insistite descrizioni di luoghi e paesaggi: ma alla trentesima volta stufano, francamente alla lunga le ho trovate confuse e mi han spinto a pensare, mentre le saltavo: "Ok, sei bravo Fogaz, ma magari torna a narrare". Un leggero fastidio anche di fronte alle (non frequenti) citazioni latine o tedesche non tradotte (il pubblico di riferimento capiva tutto?).
    Quando Fogazzaro esce dal Palazzo e torna su Steinegge, Edith e don Innocenzo, si capisce che, da cattolico, ci tiene e che il personaggio del sacerdote gli è congeniale (intorno a lui c'è serenità e arriva a definirlo "bello" in un momento in cui si infervora, con quegli eccessi di emotività tipici di molti romanzi d'epoca, durante una discussione filosofico-religiosa), ma complice la quasi stucchevole dedizione di Edith a far necessariamente diventare un bravo cattolico il padre (neanche fosse una cattiva persona) e non sono quelle le pagine più interessanti e "in movimento", anzi.
    Edith è questa creatura femminile letteraria assolutamente ideale, buona, pura, ovviamente casta e da amare. Ma chiaramente l'attenzione del lettore va all'affascinante e tormentato personaggio di Marina.
    Se non altro, il cristianesimo del libro non è baciapile, con quelle invettive contro i preti che Fogazzaro fa ribadire al sacerdote (sic) in un modo tale che sembra quasi volersi scusare tramite lui.
    Azzeccata un'osservazione dell'introduzione: Fogazzaro era uno di quegli scrittori convinto che i poveri-subalterni, bene o male, fossero/dovessero essere un po' buffi; anche se bisogna dire che il personaggio dell'odiosetta contessa Fosca bilancia.

    ha scritto il