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Malombra

By Antonio Fogazzaro

(339)

| Others | 9788804252597

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Book Description

95 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Una via di mezzo tra Il piacere e Fosca

    Il protagonista é Corrado Silla, aspirante scrittore, frequentatore di salotti e diviso tra l'aspirazione ad una vita spirituale, religiosa, e le passioni terrene. A questi due tipi di vita, corrispondono due tipi di donne: Edith, rappresentante la p ...(continue)

    Il protagonista é Corrado Silla, aspirante scrittore, frequentatore di salotti e diviso tra l'aspirazione ad una vita spirituale, religiosa, e le passioni terrene. A questi due tipi di vita, corrispondono due tipi di donne: Edith, rappresentante la purezza, e Marina di Malombra, marchesina con problemi mentali, che suscita in Silla un misterioso sentimento sensuale e di passione.
    E' un romanzo indubbiamente interessante e rientra appieno tra i classici della letteratura italiana, e in quanto tale ha un certo fascino, almeno per quanto mi riguarda perchè associato a due romanzi che amo, appunto Il piacere e Fosca: al primo, in quanto abbiamo un protagonista diviso tra amore passionale e amore spirituale (pur non trattandosi di estetismo dannunziano); al secondo, perchè il protagonista s'innamora di una donna pazza.
    Complessivamente è un buon romanzo, tuttavia, lo stile é eccessivamente ridonandante, ricco di dettagli che fanno perdere il filo del discorso e dei fatti principali. Non fosse stato per questo, avrei dato quattro stelline, mi dispiace non poterle dare, ma credo che la qualità di un romanzo si veda anche dalla sua scorrevolezza. Lettura interessante ma pesante, adatta soltanto a chi ama davvero i classici.

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    VaMu said on Mar 23, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    VENEZIA

    "io non ho mai potuto soffrire quella lurida, puzzolente, cenciosa cittá di Venezia ..."

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    Patrizia said on Jan 15, 2014 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    Romanticismo

    Pressoché un manifesto, forse 'il' manifesto, del Romanticismo letterario in Italia.

    Meriterebbe, per l'innegabile interesse storico ed artistico, nonché l'indubbia qualità letteraria, cinque stelle, e tutte. Però, è notorio, qui su aNobii ci si per ...(continue)

    Pressoché un manifesto, forse 'il' manifesto, del Romanticismo letterario in Italia.

    Meriterebbe, per l'innegabile interesse storico ed artistico, nonché l'indubbia qualità letteraria, cinque stelle, e tutte. Però, è notorio, qui su aNobii ci si permette di 'stellare' un po' a casaccio e senza troppi complimenti, così mi allineo anch'io a certa mala creanza, levando una stellina in ossequio ad un mio gusto personale non propriamente in sintono con alcuni aspetti del romanzo.

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    Tārkṣya said on Jan 13, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    L'ho attaccato con qualche remora, temendo un romanzo troppo datato e troppo timorato di Dio. Timori sufficientemente fugati.
    L'autore è capace sia di frasi felici sia di scelte di linguaggio che suonano incerte (con il condizionale presente al posto ...(continue)

    L'ho attaccato con qualche remora, temendo un romanzo troppo datato e troppo timorato di Dio. Timori sufficientemente fugati.
    L'autore è capace sia di frasi felici sia di scelte di linguaggio che suonano incerte (con il condizionale presente al posto di quello passato), anche se complessivamente la lingua del romanzo è quasi gustosa. L'impressione è che, appena può, cerchi di farsi bello con insistite descrizioni di luoghi e paesaggi: ma alla trentesima volta stufano, francamente alla lunga le ho trovate confuse e mi han spinto a pensare, mentre le saltavo: "Ok, sei bravo Fogaz, ma magari torna a narrare". Un leggero fastidio anche di fronte alle (non frequenti) citazioni latine o tedesche non tradotte (il pubblico di riferimento capiva tutto?).
    Quando Fogazzaro esce dal Palazzo e torna su Steinegge, Edith e don Innocenzo, si capisce che, da cattolico, ci tiene e che il personaggio del sacerdote gli è congeniale (intorno a lui c'è serenità e arriva a definirlo "bello" in un momento in cui si infervora, con quegli eccessi di emotività tipici di molti romanzi d'epoca, durante una discussione filosofico-religiosa), ma complice la quasi stucchevole dedizione di Edith a far necessariamente diventare un bravo cattolico il padre (neanche fosse una cattiva persona) e non sono quelle le pagine più interessanti e "in movimento", anzi.
    Edith è questa creatura femminile letteraria assolutamente ideale, buona, pura, ovviamente casta e da amare. Ma chiaramente l'attenzione del lettore va all'affascinante e tormentato personaggio di Marina.
    Se non altro, il cristianesimo del libro non è baciapile, con quelle invettive contro i preti che Fogazzaro fa ribadire al sacerdote (sic) in un modo tale che sembra quasi volersi scusare tramite lui.
    Azzeccata un'osservazione dell'introduzione: Fogazzaro era uno di quegli scrittori convinto che i poveri-subalterni, bene o male, fossero/dovessero essere un po' buffi; anche se bisogna dire che il personaggio dell'odiosetta contessa Fosca bilancia.

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    pacciotto said on Dec 28, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Su un lago plumbeo le forte tinte di una passione inquieta

    Corrado Silla, giovane e sconosciuto scrittore, rimasto orfano, viene invitato dal conte Cesare d'Ormengo, che abita una vecchia villa sul lago, ad aiutarlo nel suo lavoro intorno a un libro di scienza politica. Nella villa del conte vivono il suo se ...(continue)

    Corrado Silla, giovane e sconosciuto scrittore, rimasto orfano, viene invitato dal conte Cesare d'Ormengo, che abita una vecchia villa sul lago, ad aiutarlo nel suo lavoro intorno a un libro di scienza politica. Nella villa del conte vivono il suo segretario, il tedesco Steinegge, dalla vita avventurosa e dall'animo semplice e mite, e Marina, l'orgogliosa nipote del conte, che, per aver trovato in uno stipo degli oggetti e il messaggio di una defunta Cecilia, sposata a un antenato del conte d'Ormengo (e da lui rinchiusa nella villa per un peccato d'amore) vede reincarnati in se stessa e nello zio la sventurata Cecilia e il suo oppressore.
    Romanzo a tinte forti dove, al di là delle personalità variamente inquiete e inquietanti dei protagonisti, a dominare è l'atmosfera plumbea e decadente segnata dagli umori atmosferici e dall'incombente presenza del lago, che finirà con l'essere il fulcro dei momenti topici del romanzo. Un'opera maestosa, ancor oggi non del tutto compresa, che alterna lunghe dissertazioni dotte sui temi cari all'autore (le cui opere più tardi saranno addirittura messe all'indice dalla Chiesa), a momenti più spassionati e leggeri. In questo senso alla dominante e inquietante presenza nel libro della protagonista Marina di Malombra, fa da contrappeso, nella parte finale, Edith, la dolce figlia di Steinegge, che farà apparire un raggio di sole in un'opera così gravata dalle ombre e dalle furie lacustri. Un romanzo memorabile, che sussume anche temi cari agli Scapigliati (si pensi solo al parallelismo possibile con "Fosca" di Tarchetti), e che non lascerà indifferenti gli animi più sensibili. Voto finale; 9,5

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    CarmelaMatano said on Dec 9, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Sono un po' confusa.
    Avevo inteso che il romanzo si sarebbe svolto intorno alla schizofrenia della protagonista, Marina, invece se ne fa cenno solo all'inizio, quando trova il libricino e altri oggetti della defunta e poi quasi all'improvviso verso l ...(continue)

    Sono un po' confusa.
    Avevo inteso che il romanzo si sarebbe svolto intorno alla schizofrenia della protagonista, Marina, invece se ne fa cenno solo all'inizio, quando trova il libricino e altri oggetti della defunta e poi quasi all'improvviso verso la fine.
    Anche il rapporto tra Silla e Marina, avviene tutto con una rapidità imprevista e speravo si sviluppasse in qualcosa di più concreto.
    Poi spunta Edith, ma anche questa conoscenza non fa sbocciare nulla di chiaro e non ti fa assaporare niente di interessante.
    Ho come l'impressione che Fogazzaro volesse dire molto ma non riesca a far sviluppare nulla come dovrebbe, mi sembra un libro incompleto, mi ha lasciato con l'amaro in bocca.
    Ho apprezzato molto la sua scrittura, elegante e curata, è narrato con classe ma la storia rimane a mio avviso carente di sviluppi e finisce in modo deprimente, non che un buon romanzo debba avere una fine tutta balocchi e dolcetti, però mi aspettavo qualcosa di più interessante per Silla, dopo tanto ciarpame.

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    Marta said on Nov 10, 2013 | Add your feedback

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