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Malombra

Di

Editore: Feltrinelli

3.6
(756)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 384 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8807822288 | Isbn-13: 9788807822285 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Silvia Rota Sperti ; Contributi: Carlo Bo

Disponibile anche come: Altri , Cofanetto , Tascabile economico , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , Rilegato in pelle , eBook

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
La protagonista indiscussa di questo grande romanzo d'amore e follia è la giovane, oscuramente affascinante, Marina Crusnelli di Malombra, ospitata dallo zio, il conte Cesare d'Ormengo, in una magnifica villa sul Lago di Como. Venuta in possesso di un autografo dell'antenata Cecilia, apparentemente portata alla morte dal marito, padre dell'attuale conte, si convince di esserne la reincarnazione e di avere l'obbligo di vendicarne l'assassinio. Quando alla villa giunge lo sconosciuto scrittore Corrado Silla, orfano di una cara amica del conte Cesare, i due giovani vengono subito travolti da un amore tormentato ma assoluto. Un amore destinato tuttavia, a causa della crescente pazzia di Marina, a essere trascinato verso un gorgo inevitabile. Un testo fondamentale dell'Ottocento italiano, uno straordinario romanzo romantico, molto amato anche da autori poeticamente distanti come Verga.
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  • 5

    Il mistero di Marina

    Chi è Marina? Uno spettro che si aggira nei paesaggi descritti così meravigliosamente dalla penna di Fogazzaro. E le ultime pagine sono il salto nell'Orrido, quella gola tanto misteriosa, quel ...continua

    Chi è Marina? Uno spettro che si aggira nei paesaggi descritti così meravigliosamente dalla penna di Fogazzaro. E le ultime pagine sono il salto nell'Orrido, quella gola tanto misteriosa, quel luogo dove avviene la svolta del romanzo, dove le direzioni dei personaggi si incrociano e poi fuggono via come spaventati dalla realtà. Ma ciò che convince è lo scontrarsi con convinzione delle idee morali e spirituali di un romanziere che riporta in auge i difetti e i pregi di ciò che è il cattolicesimo; quasi proponesse in questa narrazione una riforma che avrebbe potuto cambiare le sorti di una religione tanto intollerante verso il laicismo. Ed è questa la chiave per comprendere il personaggio di Marina: "certi movimenti involontari della nostra memoria, sono probabilmente opere di spiriti superiori, parte buoni, parte malvagi...". Dunque l'autore ci propone già una nuova direzione letteraria, che di lì a poco sarebbe comparsa: l'avanguardia storica. Una questione non è risolta e poco mi è chiara. Cos'avrà scritto, nei pressi della casa di Don Innocenzo, Edith su quella terra gelida di passioni il giorno prima di abbandonarla con suo padre?

    ha scritto il 

  • 3

    Una via di mezzo tra Il piacere e Fosca

    Il protagonista é Corrado Silla, aspirante scrittore, frequentatore di salotti e diviso tra l'aspirazione ad una vita spirituale, religiosa, e le passioni terrene. A questi due tipi di vita, ...continua

    Il protagonista é Corrado Silla, aspirante scrittore, frequentatore di salotti e diviso tra l'aspirazione ad una vita spirituale, religiosa, e le passioni terrene. A questi due tipi di vita, corrispondono due tipi di donne: Edith, rappresentante la purezza, e Marina di Malombra, marchesina con problemi mentali, che suscita in Silla un misterioso sentimento sensuale e di passione. E' un romanzo indubbiamente interessante e rientra appieno tra i classici della letteratura italiana, e in quanto tale ha un certo fascino, almeno per quanto mi riguarda perchè associato a due romanzi che amo, appunto Il piacere e Fosca: al primo, in quanto abbiamo un protagonista diviso tra amore passionale e amore spirituale (pur non trattandosi di estetismo dannunziano); al secondo, perchè il protagonista s'innamora di una donna pazza. Complessivamente è un buon romanzo, tuttavia, lo stile é eccessivamente ridonandante, ricco di dettagli che fanno perdere il filo del discorso e dei fatti principali. Non fosse stato per questo, avrei dato quattro stelline, mi dispiace non poterle dare, ma credo che la qualità di un romanzo si veda anche dalla sua scorrevolezza. Lettura interessante ma pesante, adatta soltanto a chi ama davvero i classici.

    ha scritto il 

  • 4

    Romanticismo

    Pressoché un manifesto, forse 'il' manifesto, del Romanticismo letterario in Italia.

    Meriterebbe, per l'innegabile interesse storico ed artistico, nonché l'indubbia qualità letteraria, cinque ...continua

    Pressoché un manifesto, forse 'il' manifesto, del Romanticismo letterario in Italia.

    Meriterebbe, per l'innegabile interesse storico ed artistico, nonché l'indubbia qualità letteraria, cinque stelle, e tutte. Però, è notorio, qui su aNobii ci si permette di 'stellare' un po' a casaccio e senza troppi complimenti, così mi allineo anch'io a certa mala creanza, levando una stellina in ossequio ad un mio gusto personale non propriamente in sintono con alcuni aspetti del romanzo.

    ha scritto il 

  • 3

    L'ho attaccato con qualche remora, temendo un romanzo troppo datato e troppo timorato di Dio. Timori sufficientemente fugati. L'autore è capace sia di frasi felici sia di scelte di linguaggio che ...continua

    L'ho attaccato con qualche remora, temendo un romanzo troppo datato e troppo timorato di Dio. Timori sufficientemente fugati. L'autore è capace sia di frasi felici sia di scelte di linguaggio che suonano incerte (con il condizionale presente al posto di quello passato), anche se complessivamente la lingua del romanzo è quasi gustosa. L'impressione è che, appena può, cerchi di farsi bello con insistite descrizioni di luoghi e paesaggi: ma alla trentesima volta stufano, francamente alla lunga le ho trovate confuse e mi han spinto a pensare, mentre le saltavo: "Ok, sei bravo Fogaz, ma magari torna a narrare". Un leggero fastidio anche di fronte alle (non frequenti) citazioni latine o tedesche non tradotte (il pubblico di riferimento capiva tutto?). Quando Fogazzaro esce dal Palazzo e torna su Steinegge, Edith e don Innocenzo, si capisce che, da cattolico, ci tiene e che il personaggio del sacerdote gli è congeniale (intorno a lui c'è serenità e arriva a definirlo "bello" in un momento in cui si infervora, con quegli eccessi di emotività tipici di molti romanzi d'epoca, durante una discussione filosofico-religiosa), ma complice la quasi stucchevole dedizione di Edith a far necessariamente diventare un bravo cattolico il padre (neanche fosse una cattiva persona) e non sono quelle le pagine più interessanti e "in movimento", anzi. Edith è questa creatura femminile letteraria assolutamente ideale, buona, pura, ovviamente casta e da amare. Ma chiaramente l'attenzione del lettore va all'affascinante e tormentato personaggio di Marina. Se non altro, il cristianesimo del libro non è baciapile, con quelle invettive contro i preti che Fogazzaro fa ribadire al sacerdote (sic) in un modo tale che sembra quasi volersi scusare tramite lui. Azzeccata un'osservazione dell'introduzione: Fogazzaro era uno di quegli scrittori convinto che i poveri-subalterni, bene o male, fossero/dovessero essere un po' buffi; anche se bisogna dire che il personaggio dell'odiosetta contessa Fosca bilancia.

    ha scritto il 

  • 5

    Su un lago plumbeo le forte tinte di una passione inquieta

    Corrado Silla, giovane e sconosciuto scrittore, rimasto orfano, viene invitato dal conte Cesare d'Ormengo, che abita una vecchia villa sul lago, ad aiutarlo nel suo lavoro intorno a un libro di ...continua

    Corrado Silla, giovane e sconosciuto scrittore, rimasto orfano, viene invitato dal conte Cesare d'Ormengo, che abita una vecchia villa sul lago, ad aiutarlo nel suo lavoro intorno a un libro di scienza politica. Nella villa del conte vivono il suo segretario, il tedesco Steinegge, dalla vita avventurosa e dall'animo semplice e mite, e Marina, l'orgogliosa nipote del conte, che, per aver trovato in uno stipo degli oggetti e il messaggio di una defunta Cecilia, sposata a un antenato del conte d'Ormengo (e da lui rinchiusa nella villa per un peccato d'amore) vede reincarnati in se stessa e nello zio la sventurata Cecilia e il suo oppressore. Romanzo a tinte forti dove, al di là delle personalità variamente inquiete e inquietanti dei protagonisti, a dominare è l'atmosfera plumbea e decadente segnata dagli umori atmosferici e dall'incombente presenza del lago, che finirà con l'essere il fulcro dei momenti topici del romanzo. Un'opera maestosa, ancor oggi non del tutto compresa, che alterna lunghe dissertazioni dotte sui temi cari all'autore (le cui opere più tardi saranno addirittura messe all'indice dalla Chiesa), a momenti più spassionati e leggeri. In questo senso alla dominante e inquietante presenza nel libro della protagonista Marina di Malombra, fa da contrappeso, nella parte finale, Edith, la dolce figlia di Steinegge, che farà apparire un raggio di sole in un'opera così gravata dalle ombre e dalle furie lacustri. Un romanzo memorabile, che sussume anche temi cari agli Scapigliati (si pensi solo al parallelismo possibile con "Fosca" di Tarchetti), e che non lascerà indifferenti gli animi più sensibili. Voto finale; 9,5

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Sono un po' confusa. Avevo inteso che il romanzo si sarebbe svolto intorno alla schizofrenia della protagonista, Marina, invece se ne fa cenno solo all'inizio, quando trova il libricino e altri ...continua

    Sono un po' confusa. Avevo inteso che il romanzo si sarebbe svolto intorno alla schizofrenia della protagonista, Marina, invece se ne fa cenno solo all'inizio, quando trova il libricino e altri oggetti della defunta e poi quasi all'improvviso verso la fine. Anche il rapporto tra Silla e Marina, avviene tutto con una rapidità imprevista e speravo si sviluppasse in qualcosa di più concreto. Poi spunta Edith, ma anche questa conoscenza non fa sbocciare nulla di chiaro e non ti fa assaporare niente di interessante. Ho come l'impressione che Fogazzaro volesse dire molto ma non riesca a far sviluppare nulla come dovrebbe, mi sembra un libro incompleto, mi ha lasciato con l'amaro in bocca. Ho apprezzato molto la sua scrittura, elegante e curata, è narrato con classe ma la storia rimane a mio avviso carente di sviluppi e finisce in modo deprimente, non che un buon romanzo debba avere una fine tutta balocchi e dolcetti, però mi aspettavo qualcosa di più interessante per Silla, dopo tanto ciarpame.

    ha scritto il 

  • 3

    La lettura di “Malombra” non ha riscosso troppi consensi: gran parte lo ha letto integralmente, ma alcuni hanno saltato le pagine più descrittive e pochissimi invece si sono arresi poco dopo ...continua

    La lettura di “Malombra” non ha riscosso troppi consensi: gran parte lo ha letto integralmente, ma alcuni hanno saltato le pagine più descrittive e pochissimi invece si sono arresi poco dopo l’inizio. Nonostante Fogazzaro non entri subito nel vivo della vicenda e utilizzi molte (forse troppe, a detta di qualcuno) similitudini, giustificabili tenendo conto del periodo in cui il romanzo è stato scritto e della corrente letteraria alla quale appartiene, abbiamo tutti gradito la trama che coinvolge i protagonisti: Marina, che solo alla lontana ci ha ricordato le figure altrettanto “tormentate” di Emma Bovary e Anna Karenina, e Corrado Silla, che, però, non ha suscitato molte simpatie, alla luce del suo bisogno di essere amato e quindi della ricerca di esso in chiunque, senza distinzioni. Ciò su cui abbiamo riflettuto maggiormente è stata la religiosità, che è presente in tutto il romanzo: ci ha colpito scoprire che non è stata interpretata come un insieme di regole, ma un misto di “cuore e mente”.

    ha scritto il 

  • 4

    “Malombra” fu pubblicato nel 1881 senza suscitare l’entusiasmo della critica ma ricevendo il sostegno dei lettori. In questo romanzo le vicende dell’inetto Corrado Silla si mescolano con ...continua

    “Malombra” fu pubblicato nel 1881 senza suscitare l’entusiasmo della critica ma ricevendo il sostegno dei lettori. In questo romanzo le vicende dell’inetto Corrado Silla si mescolano con quelle della femme fatale Marina di Malombra. Fogazzaro narra le inquietanti fantasie dell’orfana Marina di Malombra che, ospite nel castello dello zio d’Ormengo, crede di essere la reincarnazione dell’infelice nonna Cecilia, fatta morire dal marito geloso. Marina cercherà la vendetta incrociando il suo destino con quello di Corrado Silla, scrittore fallito, che verrà conquistato dal fascino fatale della fanciulla. Vi sono poi, nella narrazione, altre storie, altri personaggi che rappresentano la società dell’epoca. Marina è l’emblema di una giovane donna che vive tra turbamenti e allucinazioni che caratterizzano la sua pazzia; la perdita completa del rapporto con la realtà la porterà verso un tragico finale. Ma, anche Silla tanto normale non è: egli è un uomo debole, sconfitto dalla vita, che non riesce a prendere nessuna decision, potrebbe scegliere tra Malombra e Edith, ma non lo fa, perdendosi! Marina è una donna legata alla sua malattia, il suo animo è tormentato dalle paure e dai dubbi. La figura della protagonista è, per me, al di fuori del tempo perché il suo ritratto ben delinea la donna d’oggi con le sue inquietudini, le sue fragilità, le sue frustrazioni, le sue solitudini. Leggendo “ Malombra” viene spontaneo pensare ad altre figure femminili come Madame Bovary e Anna Karenina: sono tutte donne che restano vittima delle loro passioni, che non sanno scegliere tra cuore e mente. Marina, infatti, non vuole essere salvata, ma, al contrario, vuol perdersi perché solo con l’autodistruzione potrà salvarsi. Questa donna non ha alcuna autostima è troppo orgogliosa e si condanna a ripetere sempre gli stessi errori. Tutto ciò è, lo ripeto, molto moderno.

    http://pennadoro.blogspot.it/

    ha scritto il 

  • 4

    Ho apprezzato molto le formidabili doti di Fogazzaro come superbo "paesaggista", anche se bisogna riconoscere che il suo modo di scrivere, oggi risulta un tantino "pesante". E' la classica "lettura ...continua

    Ho apprezzato molto le formidabili doti di Fogazzaro come superbo "paesaggista", anche se bisogna riconoscere che il suo modo di scrivere, oggi risulta un tantino "pesante". E' la classica "lettura impegnata" senza ombra di dubbio. La forte caratterizzazione dei personaggi minori è stata una delle cose che mi sono piaciute di più. Molto suggestivi e completamente diversi i due personaggi femminili di questa storia. Marina enigmatica e passionale, Edith malinconica e pura. Follia, reincarnazione, un castello sulle rive di un lago, atmosfere un po' lugubri... C'è molto in questo romanzo, il finale, poi a sorpresa, merita davvero la lettura.

    ha scritto il