Mandami tanta vita

Voto medio di 380
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Moraldo, arrivato a Torino per una sessione d’esami, scopre di avere scambiato la sua valigia con quella di uno sconosciuto. Mentre fatica sui testi di filosofia e disegna caricature, coltiva la sua ammirazione per un coetaneo di nome Piero. Alto, ... Continua
Ha scritto il 26/09/17
Questo libro non l'ho capito
A volte quando si guarda un opera d'arte astratta si intuisce che c'e' un significato ma si fatica a trovarlo, finche' non appare all'improvviso. Con questo libro ho avuto la stessa sensazione iniziale, ma non ho mai trovato il significato.Per meta' ...Continua
Ha scritto il 24/09/17
Questo libro l'ho letto in una settimana circa e ricordo di aver sbuffato ad ogni pagina, con la continua tentazione di chiuderlo, archiviarlo, venderlo..boh!L'ho letto tutto invece, con la speranza che ad un certo punto la vicenda mi avrebbe ...Continua
Ha scritto il 28/08/17
Romanzo con ambientazione storica molto curata e coinvolgente personaggi piacevoli, però la storia sembra un pò incompiuta, quasi superficiale..forse poteva essere più curato e completo, peccato.
Ha scritto il 18/08/17
però
Molto bella la ricostruzione storica, si sente la fedeltà ai documenti del tempo, la cura nella ricerca. ma il romanzo lascia nell'insieme la sensazione di non andare a fondo, di essere stato pensato, più che sentito. il tocco dell'autore è ...Continua
Ha scritto il 14/07/17
Qui di narra di due, Piero Gobetti e Monaldo, suo coetaneo, quasi una copia deforme, pavida e inconcludente, rispetto al primo.Monaldo prova invidia e ammirazione per la precoce attività editoriale di Gobetti, per la mente brillante, che lo ...Continua
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Ha scritto il Mar 19, 2016, 22:12
Queste giornate di sole l'hanno ingannato. L'hanno portato sul punto di credere che una svolta fosse vicina, l'hanno spinto sull'altura buona per prendere il volo, per poi dirgli Guarda che sono soltanto scarpe, quelle che hai ai piedi. Stupide, ...Continua
Pag. 151
Ha scritto il Mar 19, 2016, 22:12
Quando ho saputo della sua morte, ho sentito uno scoppio dentro. Con certe morti succede. Ti volti, ed è sparito un pezzo di paesaggio. Una montagna, un bosco.
Pag. 133
Ha scritto il Mar 19, 2016, 22:10
L'acquazzone non è nemmeno un acquazzone, ma una pioggia leggerissima che annuncia quella di marzo, rugiada sparata nell'aria.
Pag. 130
Ha scritto il Mar 19, 2016, 22:08
Infinite volte è capitato anche a lui di essere liquidato come un ingenuo, con quel paternalismo, con il disincanto di chi ha già perduto la propria battaglia. Vorrebbe, in questo, non diventare mai come gli adulti.
Pag. 129
Ha scritto il Jun 05, 2015, 14:07
[Parigi] Non c'è niente che non sorprenda. Anche il particolare più noto acquista una patina di inusitato. Oltre la spessa ragnatela del traffico, gli restano negli occhi venditrici di fiori, carretti di arrotini, insegna di cabaret, la solennità ...Continua
Pag. 126

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