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Mandragola

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Publisher: Waveland Pr Inc

3.7
(1714)

Language:English | Number of Pages: 57 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian

Isbn-10: 0917974573 | Isbn-13: 9780917974571 | Publish date: 

Creator: Niccolò Machiavelli

Category: Fiction & Literature , Humor , Philosophy

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Book Description
A superior treatment of Machiavelli's minor masterpiece! Flaumenhaft's beautifully crafted, literal translation aims to capture the original intent of the playwright. Machiavelli himself distinguished carefully between translations and revisions; thus, Flaumenhaft finds a faithful translation essential to conveying Machiavelli's thought and to allowing direct access to the work. The Prologue explores the relationship between Machiavelli's stage comedies--part of the Comedia Erudita of the Italian Renaissance--and his political books. Mandragola focuses on the interplay between personal and political ethics, a major theme throughout his works. The translation includes helpful notes that clarify allusions, language, and context. Names of characters and places, titles and forms of address, and some familiar Italian words and phrases remain in Italian. Passages in Latin, as well as idioms, are reproduced in the notes.
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  • 3

    “Callimaco e Madonna Lucrezia non dormiranno perché io so, se io fussi lui, e se voi fussi lei, che noi non dormiremmo.”

    Il desiderio di prevalere sugli altri, di dominare il prossimo per raggiungere i propri scopi…è una delle caratteristiche che accomuna non solo l’uomo moderno, ma anche quello di cinquecento anni fa.
    Tutti vogliamo qualcosa, tutti desideriamo ottenere ciò che ci fa stare meglio, la differenza sta ...continue

    Il desiderio di prevalere sugli altri, di dominare il prossimo per raggiungere i propri scopi…è una delle caratteristiche che accomuna non solo l’uomo moderno, ma anche quello di cinquecento anni fa. Tutti vogliamo qualcosa, tutti desideriamo ottenere ciò che ci fa stare meglio, la differenza sta nell’essere più furbi degli altri e arrivare prima alla meta, anche se per arrivarci bisogna prevaricare e distruggere il prossimo. Machiavelli tutto questo lo sapeva fin troppo bene, era un uomo che aveva dalla sua una profonda conoscenza dell’animo umano e della società del suo tempo e, soprattutto, non aveva nessuna remora nel giudicare e criticare le azioni altrui, anche quelle più turpe. Con questa commedia mette in scena una vicenda umana che, come ne “Il Principe”, ha come fine ultimo il raggiungimento di uno scopo prefissato(ne “Il Principe” è il potere politico, ne “La Mandragola” è il denaro). La commedia, considerata uno dei simboli del teatro italiano, rappresentata nel 1520, narra di un fatto realmente accaduto, di una beffa che rappresenta il fulcro di tutta la storia. Callimaco, un giovane uomo appena rientrato a Firenze, ha un desiderio nascosto, quello di conoscere la bella Lucrezia, la giovane moglie di un anziano dottore in legge, Nicia. Callimaco vorrebbe invitare la coppia in una località termale per riuscire finalmente ad avvicinarsi alla bella Lucrezia, ma non sa assolutamente come agire e per questo chiede consiglio al suo servo Siro, che gli suggerisce di attrarre questa coppia nella località termale con uno stratagemma: far credere a Nicia che quelle acque termali aumentino la fertilità(i due infatti tentano invano da anni di avere dei figli). Ad avvalorare questa tesi ci si mette anche Ligurio, un giovane che vive di espedienti e che spesso viene invitato da Nicia a pranzo. Ligurio suggerisce a Callimaco di fingersi un noto medico francese esperto in problemi di sterilità. Sotto queste finte vesti si presenta così a Nicia, suggerendogli di bere e di far bere a sua moglie, prima di un rapporto sessuale, una pozione a base di mandragola(erba considerata dagli erboristi medioevali molto afrodisiaca). Però, come in ogni buona commedia che si rispetti, ecco che giungono i primo problemi, anzi uno soltanto: il primo che avrà rapporti sessuali con la donna che ha appena ingurgitata la pozione morirà, poiché assorbirà tutti i veleni della pianta…così si vede necessario trovare una povera “cavia” che stia con Lucrezia prima dell’anziano marito. Il povero uomo, all’inizio incredulo, si vede costretto ad accettare il compromesso, essendo il desiderio di avere un figlio molto più forte dell’amore nei confronti della moglie, ma l’egoismo dei due uomini, Callimaco e Nicia, porterà delle conseguenze disastrose sulla povera Lucrezia, che vedrà persa per sempre la sua ingenuità e la sua integrità morale… Commedia molto divertente ma anche molto amara, pessimista come lo era in fondo Machiavelli che, come scritto sopra, in quest’opera si dimostra ancora una volta un profondo conoscitore dell’animo umano, rivelandone i lati più oscuri e abietti come la superbia, come i vizi, come la perfida astuzia che, come oggi, accomunano buona parte degli esseri umani. Una lettura rapida, brillante e divertente, una lettura che porta il lettore indietro nel tempo di ben cinquecento anni ma, dopo averla terminata, ci si rende conto che, in fondo, siamo sempre allo stesso punto.

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  • 5

    La storia si svolge a Firenze nel 1504. Callimaco è innamorato di Lucrezia, moglie dello sciocco dottore in legge messer Nicia. Con l'aiuto del servo Siro e dell'astuto amico Ligurio, Callimaco, in veste di famoso medico, riesce a convincere messer Nicia che l’unico modo per avere figli sia di so ...continue

    La storia si svolge a Firenze nel 1504. Callimaco è innamorato di Lucrezia, moglie dello sciocco dottore in legge messer Nicia. Con l'aiuto del servo Siro e dell'astuto amico Ligurio, Callimaco, in veste di famoso medico, riesce a convincere messer Nicia che l’unico modo per avere figli sia di somministrare a sua moglie una pozione di mandragola (da qui il titolo della commedia), ma il primo che avrà rapporti con lei morirà....

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  • 4

    Commedia dell'inganno. La storia si svolge a Firenze nel 1504. Callimaco è innamorato di Lucrezia, moglie dello sciocco dottore in legge messer Nicia. Con l'aiuto del servo Siro e dell'astuto amico Ligurio, Callimaco, in veste di famoso medico, riesce a convincere messer Nicia che l’unico modo pe ...continue

    Commedia dell'inganno. La storia si svolge a Firenze nel 1504. Callimaco è innamorato di Lucrezia, moglie dello sciocco dottore in legge messer Nicia. Con l'aiuto del servo Siro e dell'astuto amico Ligurio, Callimaco, in veste di famoso medico, riesce a convincere messer Nicia che l’unico modo per avere figli sia di somministrare a sua moglie una pozione di mandragola (da qui il titolo della commedia), ma il primo che avrà rapporti con lei morirà. Ligurio trova presto una geniale soluzione: a morire sarà un semplice garzone, cosa che tranquillizza parzialmente Nicia, il quale resta comunque perplesso, visto che qualcuno dovrà andare a letto con sua moglie. Naturalmente Ligurio ha pensato all'amico Callimaco, che spasima per Lucrezia: infatti non vi sarà nessun garzone come vittima predestinata, bensì sarà lo stesso Callimaco a travestirsi da tale. In una famosa e molto divertente scena, il garzone-Callimaco viene colpito e portato a casa di Nicia, e poi infilato nel letto insieme a Lucrezia. Questa, che nel frattempo è stata convinta a consumare il rapporto adulterino da fra' Timoteo, accetta, e nel momento in cui scopre la vera identità di Callimaco, acconsente alla fine a diventare sua amante. Dopo la notte degli inganni, riassunte le sembianze del medico, Callimaco ottiene dallo stesso Nicia, contento della futura paternità, il permesso di abitare in casa sua e quindi, inconsapevolmente, di godere delle grazie di Lucrezia.

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  • 3

    Letto per un esame di discipline dello spettacolo...

    Potrei definirlo simpatico ma le cose che mi vengono in mente quando penso a questo testo sono le volgarità che dicono alcuni personaggi. Mmm non ci siamo da Machiavelli mi aspettavo un qualcosina in più...

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  • 4

    Il mondo della Mandragola sembra non prevedere sfumature, ma procedere per una divisione netta,che non fa sconti: da una parte i furbi, gli scaltri, quelli "dai molti pensieri" come l'Odisseo omerico, dall'altra, invece, gli sciocchi, i creduloni, quelli che, per l'appunto, possono credere che un ...continue

    Il mondo della Mandragola sembra non prevedere sfumature, ma procedere per una divisione netta,che non fa sconti: da una parte i furbi, gli scaltri, quelli "dai molti pensieri" come l'Odisseo omerico, dall'altra, invece, gli sciocchi, i creduloni, quelli che, per l'appunto, possono credere che una pozione fatta di erba mandragola sia in grado di ingravidare una donna. Tuttavia, ed è questa la stupenda invenzione drammaturgica, mentre sul piano concettuale a tale divisione corrisponderebbe una naturale contrapposizione, sul piano scenico non c'è guerra, i due eserciti più che scontrarsi si fondono, si percorrono a vicenda, dimostrando che l'essenza del mondo, seppur generata da un dualismo, non sta affatto nella sua rigida ripartizione, ma in un variegato intreccio. Tutti i personaggi sono parte di un gran carrozzone, dove i confini tra bene e male appaiono molto più difficili da decifrare di quanto sembrerebbe: Callimaco è furbo, mette sul piatto di una scommessa amorosa tutta la sua onorabilità, fingendosi quel che non è, ma sa trattare con grande delicatezza e rispetto la sedotta Lucrezia; Messer Nicia, al contrario, è ingenuo nella sua scioccaggine, ma al tempo stesso si mostra capotico e ferisce con la sua arroganza maschilista la giovane moglie; Fra Timoteo si presta al gioco di convincere Lucrezia citando con dovizia di particolari e latinismi esempi delle sacre scritture, salvo poi pentirsi del malfatto, pentimento che però non produce alcun cambiamento; Lucrezia, infine, per tacere degli altri personaggi, riservata e timorata di Dio, che una volta provato il piacere della carne con chi è molto più giovane del proprio marito, non sa più rinunciarci, come probabilmente ogni donna farebbe. La Mandragola, dunque, è una gran commedia umana, dove l'uomo si scompone in tante sfaccettature che si rispecchiano in chi gli è di fronte, dove ogni più solida convinzione frana sotto i colpi dell'ingegno più spregiudicato, dove anche il peccato può, se visto da una certa ottica, diventare opportunità da cogliere al volo. Se tutto questo è vero allora anche una semplice pozione di Mandragola ha diritto ad essere considerata il più grande medicinale che possa esserci!

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  • 4

    Quella Pozione...

    La Mandragola del Machiavelli è una commedia unica,da leggere e rileggere tutta di un fiato;all'inizio credevo che la lingua (italiano del '400) potesse crearmi qualche problema,pur avendo la parafrasi parziale delle battute,poi piano piano ho capito che per assaporare appieno questa opera teatra ...continue

    La Mandragola del Machiavelli è una commedia unica,da leggere e rileggere tutta di un fiato;all'inizio credevo che la lingua (italiano del '400) potesse crearmi qualche problema,pur avendo la parafrasi parziale delle battute,poi piano piano ho capito che per assaporare appieno questa opera teatrale bisognava leggerla così come Nicolò l'aveva scritta,stando bene attenti e dando la giusta intonazione. Belli i riferimenti alla commedia classica (Plauto e Terenzio),ed interessante la parodia della figura di Lucrezia,totalmente diversa dalla Lucrezia di Livio (la quale dopo essere stata violentata da uno sconosciuto nel suo letto si uccise per la vergogna!) Complimenti Nicolò Machiavelli,ma di certo lo sapevi già di aver scritto un piccolo capolavoro !

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  • 0

    Un delizioso classico

    Machiavelli è stata la croce e la delizia del programma monografico del mio esame di Letteratura Italiana I: correva l'anno di ormai quasi 20 anni fa. Allora, lo vissi principalmente come una croce: oltre al Principe e alla Mandragola, infatti, il Nostro - e nessuno lo sa - è autore di MIGLIAIA d ...continue

    Machiavelli è stata la croce e la delizia del programma monografico del mio esame di Letteratura Italiana I: correva l'anno di ormai quasi 20 anni fa. Allora, lo vissi principalmente come una croce: oltre al Principe e alla Mandragola, infatti, il Nostro - e nessuno lo sa - è autore di MIGLIAIA di versi riguardanti la cronaca, la politica e l'attualità del suo tempo, che avevo dovuto studiare e analizzare...Ma le sue opere maggiori, che capolavori. Già lette al liceo, l'analisi universitaria me li aveva fatti amare ancora di più. E ora, non so perché una sera ho ripreso in mano il libretto della Mandragola: che divertimento, godermi la storia e le scene e le battute e i personaggi, ricordando in sottotraccia tutta l'analisi testuale e di contenuto, ma abbandonadomi al puro sollazzo offerto da un intreccio perfetto, da personaggi memorabili (che non sono tipi da Commedia dell'Arte, ma delineati a tutto tondo con un'arguzia straordinaria, con poche battute: il Frate, il marito cornuto (Nicia), il servo astuto (Ligurio), l'amante tormentato (Callimaco), la mamma maneggiona (Sostrata) - che un po' ricorda l'Agnese manzoniana, per paradosso, così' come la giovane "desiderata" (Lucrezia), nella sua finta ingenuità ha dei tratti di Lucia. La Mandragola è la pozine magica intorno alla quale gravità l'inganno ordito da Ligurio per garantire al suo padrone Callimaco la palma della donna di cui si è invaghito, la giovane moglie dello stupido e arrogante e impotente Nicia. Ma al di là dell'intreccio, di plautiana memoria, sono le scoppiettanti battute a stupire, anche per la loro attualità.

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