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Mangia, prega, ama

Di

Editore: Rizzoli (Rizzoli best)

3.6
(3482)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 376 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo , Chi semplificata , Olandese , Portoghese , Sloveno , Polacco , Francese , Svedese , Tedesco , Catalano

Isbn-10: 8817042188 | Isbn-13: 9788817042185 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: M. Crepax

Disponibile anche come: Altri , Paperback

Genere: Fiction & Literature , Health, Mind & Body , Travel

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Descrizione del libro
Liz è bella, bionda, solare; ha una grande casa a New York, un matrimonio perfetto, un lavoro invidiabile. Eppure, in una notte autunnale, si ritrova in lacrime sul pavimento del bagno, con l'unico desiderio di essere mille miglia lontana da lì. Quella notte, Liz capisce di non volere niente di tutto quello che ha, e fa qualcosa di cui non si sarebbe creduta capace: si mette a pregare. Come reagireste se Dio (o qualcosa che gli assomiglia) venisse a toccarvi il cuore e la mente, non per invitarvi alla pazienza e alla rassegnazione, ma per dirvi che avete ragione, quella vita non fa per voi? Probabilmente fareste come Liz: tornereste a letto, a pensarci su. A raccogliere le forze, perché il bello deve ancora venire. Un amarissimo divorzio, una tempestosa storia d'amore destinata a finir male e, in fondo, uno spiraglio di luce: un anno di viaggio alla scoperta di sé. In questo irresistibile diario-confessione, Elizabeth Gilbert ci racconta le tappe della sua personalissima ricerca della felicità: l'Italia, dove impara l'arte del piacere, ingrassa di 12 chili e trova amici di inestimabile valore; l'India, dove raggiunge la grazia meditando in compagnia di un idraulico neozelandese dal dubbio talento poetico; e l'Indonesia, dove uno sdentato sciamano di età indefinibile le insegna a guarire dalla tristezza e dalla solitudine, a sorridere e a innamorarsi di nuovo. "Mangia prega ama" è la storia di un'anima irrequieta, con cui è impossibile non identificarsi.
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  • 4

    Buon libro

    Buona narrazione, buona storia, le prime due parti buone, la terza mi ha lasciata un po in sospeso..come se mancasse qualche cosa alla narrazione, qualche cosa di non detto.
    In ogni caso un ottimo libro "da treno".

    ha scritto il 

  • 4

    Un horror da togliere il fiato. Ecco come descriverei William Killed The radio star.
    Da gran fifona quale sono, non leggo molti horror... ma non appena ho letto la trama e visto la copertina di questo romanzo ho capito che non potevo perderlo. Ed ho fatto una buona scelta, perché non mi ha ...continua

    Un horror da togliere il fiato. Ecco come descriverei William Killed The radio star.
    Da gran fifona quale sono, non leggo molti horror... ma non appena ho letto la trama e visto la copertina di questo romanzo ho capito che non potevo perderlo. Ed ho fatto una buona scelta, perché non mi ha delusa. Pietro Gandoli ha un modo di scrivere eccezionale e sa come catturare l'attenzione del lettore.

    Tutto inizia in una notte che sembra essere come tante. Jazz, il protagonista, è un dj di colore che si è trasferito a Little Wood per proseguire il suo sogno. Conduce un programma radiofonico di una radio locale che dura l'intera notte, in compagnia degli assistenti Isabelle e Chuck. E questa macabra storia ha la durata di una puntata radiofonica: tutta la vicenda si svolge in una sola, terribile notte.
    Al centro della storia vi è il suo odio verso un cantante morto pochi giorni prima, William Heart. Inoltre, la sera prima, il corpo del cantante è stato trafugato e non si sa ancora chi sia stato. A far scaturire tutto è una chiamata misteriosa ricevuta durante la trasmissione: una ragazza confessa di essere l'autrice del furto. Il dj rimarrà spiazzato e sconvolto, ma prendendola per una pazza lascerà correre quella telefonata Non sa che da lì inizierà l'incubo per lui e i suoi colleghi, e non sempre ci si sveglia in tempo da un brutto sogno...

    CONTINUA SU
    http://lettoreungransognatore.blogspot.it/2014/10/recensione-william-killed-radio-star-di.html

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro da assaporare lentamente...

    sarà che l'ho letto in un particolare momento della mia vita, che come Liz abbia dovuto lottare per lasciare indietro la tristezza e ritrovare la felicità...ma questo libro mi ha trasmesso una valanga di sensazioni.
    Si cammina davvero con Liz, attraverso tutto il suo percorso di vita, attra ...continua

    sarà che l'ho letto in un particolare momento della mia vita, che come Liz abbia dovuto lottare per lasciare indietro la tristezza e ritrovare la felicità...ma questo libro mi ha trasmesso una valanga di sensazioni.
    Si cammina davvero con Liz, attraverso tutto il suo percorso di vita, attraverso tutti i dolori che irrimediabilmente senti un pò tuoi, arrivando ai traguardi che ti fanno esultare.
    Un libro che ricorda l'importanza del conoscersi, comprendersi e parlare con se stessi. Un libro che insegna che il dolore va affrontato, accettato e non messo da parte.
    Sicuramente un libro che rileggerò più volte.

    ha scritto il 

  • 4

    “There are only two questions that human beings have ever fought over, all through history. 'How much do you love me?' And, 'Who's in charge?' Everything else is somehow manageable. But these two questions of love and control undo us all, trip us up and cause war, grief, and suffering.”

    ha scritto il 

  • 4

    In viaggio con Liz!

    Premetto che ho deciso di non guardare il film senza prima aver letto il libro (di solito il film non rende allo stesso modo..).
    Credo che la protagonista,Liz, debba essere un esempio per tutte quelle donne/persone che si trovano intrappolate in una situazione talmente negativa dalla quale ...continua

    Premetto che ho deciso di non guardare il film senza prima aver letto il libro (di solito il film non rende allo stesso modo..).
    Credo che la protagonista,Liz, debba essere un esempio per tutte quelle donne/persone che si trovano intrappolate in una situazione talmente negativa dalla quale non riescono ad uscirne.
    Lei,sul punto di un'ennesima crisi, decide una notte di prendere in mano la sua vita e di compiere un viaggio che la aiuterà a ritrovare se stessa e la serenità che in questi anni ha perso stando accanto alla persona sbagliata.
    Comincia così il suo lungo viaggio di un anno, alla scoperta di Italia,India e Indonesia che le faranno riscoprire il piacere di star bene con se stessi.

    ha scritto il 

  • 4

    Diluito..

    Ho trovato questo libro da subito affascinante (forse influenzata dai luoghi dell'ambientazione).
    La prima e la seconda parte molto divertente (per la parte Italia) interessante per la descrizione data al Buddhismo e la vita nell'ashram nella seconda.
    La parte dedicata a Bali l'ho tro ...continua

    Ho trovato questo libro da subito affascinante (forse influenzata dai luoghi dell'ambientazione).
    La prima e la seconda parte molto divertente (per la parte Italia) interessante per la descrizione data al Buddhismo e la vita nell'ashram nella seconda.
    La parte dedicata a Bali l'ho trovata lunga, prevedibile, senza particolari stimoli nella lettura.
    L'ho finito per atto dovuto, che per il piacere della lettura.

    ha scritto il 

  • 5

    Devo ammettere di aver letto il libro principalmente per la parte iniziale riguardante l'Italia e quella finale riguardante Javier Bardem, sì, perchè l'ho letto dopo aver visto il film, sicchè per me la protagonista era già Julia Roberts. Il film mi era piaciuto molto e volevo confrontarlo. La pa ...continua

    Devo ammettere di aver letto il libro principalmente per la parte iniziale riguardante l'Italia e quella finale riguardante Javier Bardem, sì, perchè l'ho letto dopo aver visto il film, sicchè per me la protagonista era già Julia Roberts. Il film mi era piaciuto molto e volevo confrontarlo. La parte centrale del "prega" è quella che mi è risultata più noiosa (come nel film d'altronde), forse perchè sono io personalmente poco interessata all'argomento. Il finale è diverso dal film e non me lo aspettavo. In generale l'ho trovato un libro biografico molto piacevole e interessante perchè racconta quello che vogliamo tutti: la continua e costante ricerca della felicità.

    ha scritto il 

  • 5

    Mi è' piaciuto moltissimo!

    In particolare la parte in India e in Indonesia...sarà che mi sto avvicinando al mondo dello yoga e mi ha affascinato molto. Avevo visto prima il film e nonostante mi siano piaciuti entrambi preferisco di gran lunga il libro. Non è il classico libro da ombrellone, si tratta del resoconto di un an ...continua

    In particolare la parte in India e in Indonesia...sarà che mi sto avvicinando al mondo dello yoga e mi ha affascinato molto. Avevo visto prima il film e nonostante mi siano piaciuti entrambi preferisco di gran lunga il libro. Non è il classico libro da ombrellone, si tratta del resoconto di un anno di vita dell'autrice e del suo radicale cambiamento vita, ci sono parti meno scorrevoli rispetto ad altre, ma la lettura risulta piacevole, con alcune vere perle di saggezza orientale.

    ha scritto il 

  • 4

    Mangia Prega Ama

    Era da un po’ di tempo che volevo leggere questo libro ma, per un motivo o per l’altro, non mi decidevo mai a farlo. Non so, pensavo fosse la solita storia d’amore romantica nella quale i due protagonisti si amano, poi si lasciano e poi tornano insieme, il tutto condito da un’atmosfera mistica.< ...continua

    Era da un po’ di tempo che volevo leggere questo libro ma, per un motivo o per l’altro, non mi decidevo mai a farlo. Non so, pensavo fosse la solita storia d’amore romantica nella quale i due protagonisti si amano, poi si lasciano e poi tornano insieme, il tutto condito da un’atmosfera mistica.
    Poi un giorno, per caso, davano il film in televisione e, in quel momento, ho deciso di leggere il libro, era arrivato il momento.
    Mangia, prega, ama è un viaggio, un viaggio che attraversa tre paesi molto diversi tra loro, Italia, india ed Indonesia. È un percorso interiore alla ricerca del proprio Io.
    Elizabeth Gilbert (nonché protagonista nonché autrice del libro) ha 30 anni. È una giornalista/scrittrice ed è sposata con Steven. Vive in una bella casa a New York ed il suo lavoro le permette di viaggiare in tutto il mondo.
    Liz ha una bella vita ma, nonostante tutto, è infelice, tremendamente infelice. Tutte le notti si rifugia in bagno a piangere, seduta sul pavimento, pensando di scappare lontano da quella vita che la sta soffocando.
    Non vuole più essere sposata con Steven ma il solo pensiero di andarsene la fa stare anche peggio.
    Alla fine decide di chiedere il divorzio, che si rivelerà lungo e burrascoso. Steven non vuole assolutamente concederglielo anche si Liz si addossa la colpa di tutto e gli offre una considerevole somma di denaro.
    Un giorno però, inaspettatamente, il suo avvocato le comunica che finalmente Steven ha firmato.
    Nel frattempo Liz conosce David, affascinante e giovane attore. Con lui inizia una relazione di interminabili tira e molla che lascia la nostra protagonista, già provata dal difficile divorzio, senza energia e con la consapevolezza che, in un modo o nell’altro, debba porvi fine.
    Liz così parte, contro il parere di tutti, per il suo viaggio di dodici mesi, osteggiata da famigliari ed amici che non comprendono la sua decisione.
    Prima tappa: Italia, ovvero MANGIA. Liz sceglie Roma come prima tappa del suo viaggio perché ha bisogno di ritrovare la sua voglia di vivere. Inoltre ha sempre voluto imparare l’italiano, senza un motivo, solo perché le piace il suono delle parole.
    Si dedicherà completamente al cibo, al divertimento e al “dolce far niente”.
    Conoscerà molte persone che la accoglieranno come fosse una vecchia amica che non vedono da molto tempo.
    Seconda tappa: India, ovvero PREGA. Decide di trascorre un mese e mezzo nell’ashram della sua guru (periodo che estende poi a quattro mesi), conosciuta tramite David.
    Qui si dedicherà alla ricerca di se stessa tramite la pratica della meditazione e scoprirà che il percorso è molto più difficile di quanto immaginasse.
    Tra le tante persone che incontrerà, l’unica che le rimarrà accanto, per due dei quattro mesi all’ashram, è Richard il Texano. Alla fine del suo soggiorno è una persona completamente diversa. Sta cominciando ad intravedere la vera se stessa.
    Terza tappa: Indonesia, ovvero AMA. Quando Liz arriva a Bali, la prima cosa che farà dopo essersi sistemata, sarà andare a trovare Ketut, un vecchio sciamano conosciuto due anni prima durante un viaggio di lavoro.
    Ketut all’inizio non la riconoscerà perché la ricorda “triste, brutta e più vecchia”; ma una volta ricordatosi di lei e di quello che le aveva predetto, le chiederà di andare da lui tutti i giorni per insegnarle tutto il suo sapere. Elisabeth si metterà ala ricerca del suo equilibrio, principio sul quale si basa la cultura balinese.
    In questo posto paradisiaco (ma solo all’apparenza) Liz conoscerà il balinese americanizzato Yudhi, il brasiliano Felipe e la guaritrice Mayan, grazie alla quale incontrerà e si lascerà andare al vero amore perché “a volte perdere l’equilibrio per amore è parte di vivere una vita equilibrata”. Ma, soprattutto, si ricongiungerà al suo vero Io.

    Devo ammettere che durante la lettura del libro, poi il film l’ho guardato per intero.
    Il libro, incentrato sul lavoro interiore che Elizabeth fa su stessa (e potrebbe benissimo essere chiunque di noi), diventa il solito filmetto in cui la protagonista rinuncia all’amore per poi rendersi contro di aver fatto un enorme errore, corre alla ricerca disperata dell’amato, senza ovviamente trovarlo e poi finalmente lo incontra romanticamente in riva al molo per navigare insieme “verso l’infinito ed oltre”.. MA ANCHE NO!!
    Credo che Elizabeth Gilbert abbia voluto convincerci che tutti possiamo uscire dalle situazioni dolorose, anche da quelle che ci tolgono la voglia di vivere e ritornare ad apprezzare le cose più piccole e semplici. Ognuno di noi, dentro di sé, ha una forza incredibile che aspetta solo di essere liberata per tornare a credere che tutto andrà meglio. Ricordiamo sempre che “i pensieri scimmia che si dondolano da un ramo all’altro della nostra mente” possono essere allontanati!

    ha scritto il 

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