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Mangiatori di morte

Di

Editore: Garzanti Libri

3.6
(869)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 176 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Francese , Coreano , Chi semplificata , Spagnolo , Tedesco , Croato , Portoghese , Polacco , Olandese , Ceco , Turco

Isbn-10: 8811667720 | Isbn-13: 9788811667728 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: E. Capriolo

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , History , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Il colto dignitario arabo Ibn Fadlan viene inviato in missione diplomatica dalsuo califfo nella terra dei vichinghi. Siamo nel 922 dopo Cristo, ed egliannota nel suo diario di viaggio ciò di cui è testimone. Incontra gruppi di"barbari" che curano molto meno l'igiene di quanto non facciano con il cibo,l'alcol e il sesso. Assiste ai loro riti, alla violenza delle loro cerimonie,alle orge. Quello di Fadlan con l'Europa dell'epoca è un incontro scioccante,per lui che viene dal mondo sofisticato ed evoluto di Baghdad, la "Città dellapace". Ma nonostante la sua diversità, viene accolto nel clan vichingo, godedella protezione del suo capo e seguirà il gruppo fino in Scandinavia, finoalla lotta finale contro le misteriose creature della nebbia.
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  • 5

    Tra arabo e vichingo mai mettere il dito

    Voglia fare una precisazione prima di partire con la recensione: questo è il primo libro che leggo di Crichton. Lo so, lo so. Sono una buzzurra, ma per lo meno ho visto molti dei film tratti dai suoi ...continua

    Voglia fare una precisazione prima di partire con la recensione: questo è il primo libro che leggo di Crichton. Lo so, lo so. Sono una buzzurra, ma per lo meno ho visto molti dei film tratti dai suoi libri.
    Uno di questi è, per l’appunto, Il tredicesimo guerriero. Ho amato quel film e quando ho scoperto che c’era pure un libro, mi sono messa a cercarlo come una dannata.
    Posticipando la lettura per una serie d’innumerevoli ragioni che non sto a citarvi, alla fine mi sono decisa a leggero, ritrovando ciò che mi era piaciuto nel film.
    A dire il vero, sono rimasta stupita dei molti commenti negativi.
    Ripeto: è il primo libro che leggo di questo scrittore, quindi non posso fare una vera e propria comparazione, ma questo non è un vero e proprio romanzo di narrativa; si tratta di un documento vero e proprio. Ammetto che questa scoperta mi ha stupito un pochino, visto che a quanto pare il personaggio di Ibn Fadlan è esistito davvero. Quindi, il fatto che sia scritto come un diario di bordo senza una vera nota di narrazione poetica, non deve suscitare molto stupore. Dopotutto, Crichton ci riporta ciò che le varie testimonianze e le varie traduzioni hanno salvato del manoscritto originale, e quindi non poteva certo aggiungere dettagli o scene come meglio gli girava. Certo, le varie versioni alle volte sono discordanti, come le annotazioni del romanzo lasciano intendere, ma leggere le varie vicende con l’occhio e la mentalità dell’epoca è davvero interessante.
    Detto questo, una delle cose che mi è piaciuta per eccellenza, è l’incontro tra la cultura araba e quella nordica. Due popoli così diversi che si ritrovano uniti contro la stessa minaccia. Come già scritto nel romanzo, Ibn Fadlan si distingue dagli altri viaggiatori dell’epoca, perché riporta le vicende con occhio curioso e non accusatore nei confronti i vichinghi blasfemi. Ed è proprio questo il punto di forza del manoscritto. Grazie a lui, si possono confrontare le due culture senza abbellimenti o esagerazioni. E, a dire il vero i suoi “scontri” morali sono piuttosto divertenti.
    Il testo si dimostra interessante sia dal punto di vista storico, che sociale. Mi è piaciuto imparare qualcosa di più sulle tradizioni delle due culture e sulle loro credenze, sulla loro vita quotidiana. Inoltre, ci sono molti esempi di modi di dire o storielle popolari che arricchiscono il testo.
    Davvero un’ottima lettura per chi ama i romanzi storici.

    ha scritto il 

  • 3

    Mangiatori di morte

    Sconsigliato a chi conosceva l'ultimo Crichton e non sia appassionato di storia o di antropologia. Più che un romanzo è una ricostruzione storica di epoca vichinga, raccontata attraverso gli occhi di ...continua

    Sconsigliato a chi conosceva l'ultimo Crichton e non sia appassionato di storia o di antropologia. Più che un romanzo è una ricostruzione storica di epoca vichinga, raccontata attraverso gli occhi di un arabo lì catapultato. Non molto scorrevole e anzi noiosetto all'inizio, pian piano prende il lettore (che ha resistito) e lo accompagna fino alla fine del (più o meno veritiero) viaggio.

    ha scritto il 

  • 3

    Mangiatori di morte

    Decisamente differente dagli strepitosi libri che il compianto Crichton scriverà successivamente. Più che ltro si tratta di una cronaca, di una storia ambientata in epoca medievale, dall'altra parte d ...continua

    Decisamente differente dagli strepitosi libri che il compianto Crichton scriverà successivamente. Più che ltro si tratta di una cronaca, di una storia ambientata in epoca medievale, dall'altra parte del mondo, tra realtà e finzione.

    ha scritto il 

  • 2

    Qualche tempo fa mi è capitato di guardare il film Il tredicesimo guerriero. Avevo la sensazione di averlo già visto, ma se l’ho fatto l’ho completamente rimosso. Non è questo il luogo per discutere d ...continua

    Qualche tempo fa mi è capitato di guardare il film Il tredicesimo guerriero. Avevo la sensazione di averlo già visto, ma se l’ho fatto l’ho completamente rimosso. Non è questo il luogo per discutere del film e dei suoi svariati difetti. Discutiamo invece sul libro che ho voluto leggere subito dopo per un confronto.
    Ahmad Ibn Fadlan, ambasciatore in viaggio verso la terra dei Bulgari, viene rapito da un gruppo di Vichinghi. Anch’essi sono in viaggio verso il Nord, verso un’altra tribù che ha chiesto il loro aiuto in seguito agli attacchi di esseri misteriosi e portatori di morte. Fadlan verrà coinvolto nella spedizione - come tredicesimo guerriero, appunto.
    Il libro mi è piaciuto di più rispetto al film, scadente nella trattazione dei personaggi e spesso troppo indulgente verso scene “epiche” che tanto piacciono al pubblico dei blockbuster. Nel romanzo è tutto descritto con precisione, meticolosità, a volte risultando pedante, ma sempre fedele al genere che si sta scrivendo: una cronaca. Cronaca che Chricton cerca in tutti i modi di farci apparire come veritiera (e ci crederemmo, se non fosse per qualche espediente narrativo un po’ troppo moderno). Diciamo che possiamo crederci, a patto di ammettere che è uno di quei manoscritti tipici del Medioevo in cui realtà e fantasia/ignoto/credenze si mescolano.
    Non ho mai letto altro di questo autore, ma vedendo che Mangiatori di morte è uno dei libri probabilmente meno apprezzati, mi fa ben sperare per il futuro.

    ha scritto il 

  • 1

    Questa NON è narrativa e NON è un libro di Crichton. E' un racconto di viaggio sullo stile di Marco Polo. Arrivato a pagina 71 ho interrotto la lettura. Non per lo stile e non per la narrazione, entra ...continua

    Questa NON è narrativa e NON è un libro di Crichton. E' un racconto di viaggio sullo stile di Marco Polo. Arrivato a pagina 71 ho interrotto la lettura. Non per lo stile e non per la narrazione, entrambi ottimi, ma se ho voglia di leggere un racconto di viaggi esotico e medievaleggiante compro e leggo un libro del genere, non un Crichton.
    Il voto di 1 stellina è riconducibile a questa ragione, altrimenti ne meriterebbe tranquillamente 3 o addirittura 4. Riprenderò la lettura in futuro, quando avrò voglia di leggere un libro del genere.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    L'ho letto in soli 4 giorni, non e' lunghissimo e la lettura e' abbastanza godibile e non impegnativa.
    E' una sorta di diario di viaggio del X secolo, redatto da Ibn Fadlan, inviato del califfo di Bag ...continua

    L'ho letto in soli 4 giorni, non e' lunghissimo e la lettura e' abbastanza godibile e non impegnativa.
    E' una sorta di diario di viaggio del X secolo, redatto da Ibn Fadlan, inviato del califfo di Baghdad presso il re dei Bulgari, a quel tempo stanziati presso il fiume Volga.
    Il manoscritto in questione e' realmente esistito ma non e' giunto fino a noi, se non in svariati spezzoni di traduzioni, rinvenuti in biblioteche ed archivi privati.
    Il libro rielabora in parte le varie fonti fino a produrre un corpus unico.
    Nella seconda meta' l'autore riporta invece (in maniera del tutto fantasiosa, non supportata dall'evidenza storica delle fonti e attingendo al materiale del poema epico Beowulf) come Ibn Fadlan sia distolto dalla sua ambasciata e venga costretto a seguire dei guerrieri vichinghi, insediati per fini commerciali lungo il Volga, nel loro ritorno nelle terre scandinave, dove insieme lotteranno contro dei loro acerrimi nemici.
    Mi e' piaciuto anche se non e' uno di quei libri che si ricordano estasiati; ritengo sia stata una lettura interessante, che descrive bene nella prima parte usi e costumi (talvolta lugubri e raccapriccianti) delle popolazioni asiatiche del tempo e dei cosiddetti "Rus", tribu' vichinghe a cui alcuni storici attribuiscono l'etimologia della parola Russia.

    ha scritto il 

  • 3

    “O Buliwyf, tu sei un grande guerriero, ma hai incontrato degni avversari nei mostri della bruma, nei mangiatori dei morti. Sarà una lotta mortale e ti occorreranno tutta la tua forza e la tua saggezza per respingere i loro attacchi.”

    "Ecco là io vedo mio padre, ecco là io vedo mia madre e le mie sorelle e i miei fratelli, ecco là io vedo tutti i miei parenti defunti, dal principio alla fine. Ecco, ora chiamano me, mi invitano a pr ...continua

    "Ecco là io vedo mio padre, ecco là io vedo mia madre e le mie sorelle e i miei fratelli, ecco là io vedo tutti i miei parenti defunti, dal principio alla fine. Ecco, ora chiamano me, mi invitano a prendere posto in mezzo a loro nella sala del Valhalla, dove l'impavido può vivere per sempre"

    Non dir bene del giorno finché non è venuta sera; di una donna finché non è stata bruciata; di una spada finché non è stata provata; di una ragazza finché non si è sposata; del ghiaccio finché non è stato attra- versato; della birra finché non è stata bevuta.

    Il male è di antica data.

    ha scritto il 

  • 0

    Non dir bene del giorno finchè non è venuta sera; di una donna finchè non è stata bruciata; di una spada finchè non è stata provata; del ghiaccio finchè non è stato attraversato...

    Immaginate Mangiatori di morte come Il Milione, ma in verticale, cioè da Bagdad al Nord Europa, attraverso le meraviglie in cui può imbattersi un povero ambasciatore arabo spedito nelle terre selvagge ...continua

    Immaginate Mangiatori di morte come Il Milione, ma in verticale, cioè da Bagdad al Nord Europa, attraverso le meraviglie in cui può imbattersi un povero ambasciatore arabo spedito nelle terre selvagge a fare public relations, che sulle rive del Volga si imbatte in un gruppo di normanni i quali a forza se lo portano dietro verso le nebbie spaventose della Scandinavia, a salvare il loro popolo. Ok direte voi, ma come ha fatto a fare successo un remake musulmano del Milione negli anni ‘70? (Per i puristi, si, lo so, il Milione è stato scritto dopo il citato manoscritto, era per fare la battuta, datevi una calmata). Anzitutto perche Mike la butta in caciara con classe, dicendo che tutto quello che ha scritto è la traduzione letterale dell’antico manoscritto di Ibn Fadlan, quando in realtà mesce abilmente farina del suo sacco e traduzione vera e propria, costruendo un’avventura straordinaria che passo passo ti disorienta e alla fine non sai più a chi credere. Anche perchè alla fine del romanzo srotola una consistente e solida bibliografia, tutta rigorosamente reale, apparte qualche titolo che ti fa storcere il naso, come ad esempio: Il Necronomicon. E allora pensi: mi prende per il culo? Ma poi guardi le note e le appendici, è tutto così convincente, documentato. Eppure, amici lettori, questa è una storia di uomini che combattono l’impensabile, l’oscuro, il mostruoso... (CONTINUA SUL BLOG)

    http://bookskywalker.wordpress.com/2012/12/23/mangiatori-di-morte/

    ha scritto il 

  • 3

    Interessante la finzione del manoscritto ritrovato, per rispettare la quale però la narrazione risulta un poco piatta, è comunque interessante questo avvicinarsi del protagonista ad una cultura divers ...continua

    Interessante la finzione del manoscritto ritrovato, per rispettare la quale però la narrazione risulta un poco piatta, è comunque interessante questo avvicinarsi del protagonista ad una cultura diversa, quella vichinga, che ci fa scoprire poco alla volta.
    Nella seconda parte, quella più avventurosa, la narrazione si fa più coinvolgente; inoltre l'Appendice sui Neanderthal rende più plausibile una storia che, nel film tratto da questo libro, va troppo sul fantastico ed irreale (non mi pare di ricordare che nel film si spieghi in qualche modo chi siano questi esseri mangiatori di morti).

    ha scritto il 

  • 2

    E' forse tra i vecchi libri di Crichton quello che mi ha deluso maggiormente. La ricostruzione del falso storico è un arma a doppio taglio: in questo caso per renderlo verosimile l'autore lo ha anche ...continua

    E' forse tra i vecchi libri di Crichton quello che mi ha deluso maggiormente. La ricostruzione del falso storico è un arma a doppio taglio: in questo caso per renderlo verosimile l'autore lo ha anche reso noioso e non molto incalzante. per poi comunque arrivare a toccare l'impossibile. Risulta di un certo interesse solo nella parte finale, mentre tutto il resto è colmo di annotazioni, nomi personali e geografici, teorie religiose, accozzaglie lessicali etc che non fanno altro che rallentare la lettura. La trama è quindi spezzettata, quasi fosse una partita di calcio colma di falli e fischi arbitrali. Fortunatamente questo diario è breve (circa 170 pagine) ed il modo di scrivere in altri punti è scorrevole. Poi per chi ama i dettagli di certi usi e costumi può anche risultare più interessante del dovuto. La lettura serve a mio avviso per i fan dell'autore (me compreso) che vogliono portarsi avanti nella lettura dei suoi libri.

    ha scritto il