Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Mangiatori di morte

Di

Editore: Garzanti Libri

3.6
(857)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 176 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Francese , Coreano , Chi semplificata , Spagnolo , Tedesco , Croato , Portoghese , Polacco , Olandese , Ceco , Turco

Isbn-10: 8811667720 | Isbn-13: 9788811667728 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: E. Capriolo

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , History , Science Fiction & Fantasy

Ti piace Mangiatori di morte?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Il colto dignitario arabo Ibn Fadlan viene inviato in missione diplomatica dalsuo califfo nella terra dei vichinghi. Siamo nel 922 dopo Cristo, ed egliannota nel suo diario di viaggio ciò di cui è testimone. Incontra gruppi di"barbari" che curano molto meno l'igiene di quanto non facciano con il cibo,l'alcol e il sesso. Assiste ai loro riti, alla violenza delle loro cerimonie,alle orge. Quello di Fadlan con l'Europa dell'epoca è un incontro scioccante,per lui che viene dal mondo sofisticato ed evoluto di Baghdad, la "Città dellapace". Ma nonostante la sua diversità, viene accolto nel clan vichingo, godedella protezione del suo capo e seguirà il gruppo fino in Scandinavia, finoalla lotta finale contro le misteriose creature della nebbia.
Ordina per
  • 0

    Mangiatori di morte

    Decisamente differente dagli strepitosi libri che il compianto Crichton scriverà successivamente. Più che ltro si tratta di una cronaca, di una storia ambientata in epoca medievale, dall'altra parte del mondo, tra realtà e finzione.

    ha scritto il 

  • 2

    Qualche tempo fa mi è capitato di guardare il film Il tredicesimo guerriero. Avevo la sensazione di averlo già visto, ma se l’ho fatto l’ho completamente rimosso. Non è questo il luogo per discutere del film e dei suoi svariati difetti. Discutiamo invece sul libro che ho voluto leggere subito dop ...continua

    Qualche tempo fa mi è capitato di guardare il film Il tredicesimo guerriero. Avevo la sensazione di averlo già visto, ma se l’ho fatto l’ho completamente rimosso. Non è questo il luogo per discutere del film e dei suoi svariati difetti. Discutiamo invece sul libro che ho voluto leggere subito dopo per un confronto.
    Ahmad Ibn Fadlan, ambasciatore in viaggio verso la terra dei Bulgari, viene rapito da un gruppo di Vichinghi. Anch’essi sono in viaggio verso il Nord, verso un’altra tribù che ha chiesto il loro aiuto in seguito agli attacchi di esseri misteriosi e portatori di morte. Fadlan verrà coinvolto nella spedizione - come tredicesimo guerriero, appunto.
    Il libro mi è piaciuto di più rispetto al film, scadente nella trattazione dei personaggi e spesso troppo indulgente verso scene “epiche” che tanto piacciono al pubblico dei blockbuster. Nel romanzo è tutto descritto con precisione, meticolosità, a volte risultando pedante, ma sempre fedele al genere che si sta scrivendo: una cronaca. Cronaca che Chricton cerca in tutti i modi di farci apparire come veritiera (e ci crederemmo, se non fosse per qualche espediente narrativo un po’ troppo moderno). Diciamo che possiamo crederci, a patto di ammettere che è uno di quei manoscritti tipici del Medioevo in cui realtà e fantasia/ignoto/credenze si mescolano.
    Non ho mai letto altro di questo autore, ma vedendo che Mangiatori di morte è uno dei libri probabilmente meno apprezzati, mi fa ben sperare per il futuro.

    ha scritto il 

  • 1

    Questa NON è narrativa e NON è un libro di Crichton. E' un racconto di viaggio sullo stile di Marco Polo. Arrivato a pagina 71 ho interrotto la lettura. Non per lo stile e non per la narrazione, entrambi ottimi, ma se ho voglia di leggere un racconto di viaggi esotico e medievaleggiante compro e ...continua

    Questa NON è narrativa e NON è un libro di Crichton. E' un racconto di viaggio sullo stile di Marco Polo. Arrivato a pagina 71 ho interrotto la lettura. Non per lo stile e non per la narrazione, entrambi ottimi, ma se ho voglia di leggere un racconto di viaggi esotico e medievaleggiante compro e leggo un libro del genere, non un Crichton.
    Il voto di 1 stellina è riconducibile a questa ragione, altrimenti ne meriterebbe tranquillamente 3 o addirittura 4. Riprenderò la lettura in futuro, quando avrò voglia di leggere un libro del genere.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    L'ho letto in soli 4 giorni, non e' lunghissimo e la lettura e' abbastanza godibile e non impegnativa.
    E' una sorta di diario di viaggio del X secolo, redatto da Ibn Fadlan, inviato del califfo di Baghdad presso il re dei Bulgari, a quel tempo stanziati presso il fiume Volga.
    Il manos ...continua

    L'ho letto in soli 4 giorni, non e' lunghissimo e la lettura e' abbastanza godibile e non impegnativa.
    E' una sorta di diario di viaggio del X secolo, redatto da Ibn Fadlan, inviato del califfo di Baghdad presso il re dei Bulgari, a quel tempo stanziati presso il fiume Volga.
    Il manoscritto in questione e' realmente esistito ma non e' giunto fino a noi, se non in svariati spezzoni di traduzioni, rinvenuti in biblioteche ed archivi privati.
    Il libro rielabora in parte le varie fonti fino a produrre un corpus unico.
    Nella seconda meta' l'autore riporta invece (in maniera del tutto fantasiosa, non supportata dall'evidenza storica delle fonti e attingendo al materiale del poema epico Beowulf) come Ibn Fadlan sia distolto dalla sua ambasciata e venga costretto a seguire dei guerrieri vichinghi, insediati per fini commerciali lungo il Volga, nel loro ritorno nelle terre scandinave, dove insieme lotteranno contro dei loro acerrimi nemici.
    Mi e' piaciuto anche se non e' uno di quei libri che si ricordano estasiati; ritengo sia stata una lettura interessante, che descrive bene nella prima parte usi e costumi (talvolta lugubri e raccapriccianti) delle popolazioni asiatiche del tempo e dei cosiddetti "Rus", tribu' vichinghe a cui alcuni storici attribuiscono l'etimologia della parola Russia.

    ha scritto il 

  • 3

    “O Buliwyf, tu sei un grande guerriero, ma hai incontrato degni avversari nei mostri della bruma, nei mangiatori dei morti. Sarà una lotta mortale e ti occorreranno tutta la tua forza e la tua saggezza per respingere i loro attacchi.”

    "Ecco là io vedo mio padre, ecco là io vedo mia madre e le mie sorelle e i miei fratelli, ecco là io vedo tutti i miei parenti defunti, dal principio alla fine. Ecco, ora chiamano me, mi invitano a prendere posto in mezzo a loro nella sala del Valhalla, dove l'impavido può vivere per sempre" ...continua

    "Ecco là io vedo mio padre, ecco là io vedo mia madre e le mie sorelle e i miei fratelli, ecco là io vedo tutti i miei parenti defunti, dal principio alla fine. Ecco, ora chiamano me, mi invitano a prendere posto in mezzo a loro nella sala del Valhalla, dove l'impavido può vivere per sempre"

    Non dir bene del giorno finché non è venuta sera; di una donna finché non è stata bruciata; di una spada finché non è stata provata; di una ragazza finché non si è sposata; del ghiaccio finché non è stato attra- versato; della birra finché non è stata bevuta.

    Il male è di antica data.

    ha scritto il 

  • 0

    Non dir bene del giorno finchè non è venuta sera; di una donna finchè non è stata bruciata; di una spada finchè non è stata provata; del ghiaccio finchè non è stato attraversato...

    Immaginate Mangiatori di morte come Il Milione, ma in verticale, cioè da Bagdad al Nord Europa, attraverso le meraviglie in cui può imbattersi un povero ambasciatore arabo spedito nelle terre selvagge a fare public relations, che sulle rive del Volga si imbatte in un gruppo di normanni i quali a ...continua

    Immaginate Mangiatori di morte come Il Milione, ma in verticale, cioè da Bagdad al Nord Europa, attraverso le meraviglie in cui può imbattersi un povero ambasciatore arabo spedito nelle terre selvagge a fare public relations, che sulle rive del Volga si imbatte in un gruppo di normanni i quali a forza se lo portano dietro verso le nebbie spaventose della Scandinavia, a salvare il loro popolo. Ok direte voi, ma come ha fatto a fare successo un remake musulmano del Milione negli anni ‘70? (Per i puristi, si, lo so, il Milione è stato scritto dopo il citato manoscritto, era per fare la battuta, datevi una calmata). Anzitutto perche Mike la butta in caciara con classe, dicendo che tutto quello che ha scritto è la traduzione letterale dell’antico manoscritto di Ibn Fadlan, quando in realtà mesce abilmente farina del suo sacco e traduzione vera e propria, costruendo un’avventura straordinaria che passo passo ti disorienta e alla fine non sai più a chi credere. Anche perchè alla fine del romanzo srotola una consistente e solida bibliografia, tutta rigorosamente reale, apparte qualche titolo che ti fa storcere il naso, come ad esempio: Il Necronomicon. E allora pensi: mi prende per il culo? Ma poi guardi le note e le appendici, è tutto così convincente, documentato. Eppure, amici lettori, questa è una storia di uomini che combattono l’impensabile, l’oscuro, il mostruoso... (CONTINUA SUL BLOG)

    http://bookskywalker.wordpress.com/2012/12/23/mangiatori-di-morte/

    ha scritto il 

  • 3

    Interessante la finzione del manoscritto ritrovato, per rispettare la quale però la narrazione risulta un poco piatta, è comunque interessante questo avvicinarsi del protagonista ad una cultura diversa, quella vichinga, che ci fa scoprire poco alla volta.
    Nella seconda parte, quella più avv ...continua

    Interessante la finzione del manoscritto ritrovato, per rispettare la quale però la narrazione risulta un poco piatta, è comunque interessante questo avvicinarsi del protagonista ad una cultura diversa, quella vichinga, che ci fa scoprire poco alla volta.
    Nella seconda parte, quella più avventurosa, la narrazione si fa più coinvolgente; inoltre l'Appendice sui Neanderthal rende più plausibile una storia che, nel film tratto da questo libro, va troppo sul fantastico ed irreale (non mi pare di ricordare che nel film si spieghi in qualche modo chi siano questi esseri mangiatori di morti).

    ha scritto il 

  • 2

    E' forse tra i vecchi libri di Crichton quello che mi ha deluso maggiormente. La ricostruzione del falso storico è un arma a doppio taglio: in questo caso per renderlo verosimile l'autore lo ha anche reso noioso e non molto incalzante. per poi comunque arrivare a toccare l'impossibile. Risulta di ...continua

    E' forse tra i vecchi libri di Crichton quello che mi ha deluso maggiormente. La ricostruzione del falso storico è un arma a doppio taglio: in questo caso per renderlo verosimile l'autore lo ha anche reso noioso e non molto incalzante. per poi comunque arrivare a toccare l'impossibile. Risulta di un certo interesse solo nella parte finale, mentre tutto il resto è colmo di annotazioni, nomi personali e geografici, teorie religiose, accozzaglie lessicali etc che non fanno altro che rallentare la lettura. La trama è quindi spezzettata, quasi fosse una partita di calcio colma di falli e fischi arbitrali. Fortunatamente questo diario è breve (circa 170 pagine) ed il modo di scrivere in altri punti è scorrevole. Poi per chi ama i dettagli di certi usi e costumi può anche risultare più interessante del dovuto. La lettura serve a mio avviso per i fan dell'autore (me compreso) che vogliono portarsi avanti nella lettura dei suoi libri.

    ha scritto il 

  • 4

    Non dir bene del giorno finché non viene sera;

    Un triste giorno della mia adolescenza mi sovvenne di prendere in mano Congo. Dopo dieci pagine feci una pernacchia ed andai a giocare alla Play-Station.
    Da quel momento non ho più letto niente di Crichton per scelta...
    Che scelta da pirla, se mi permettete il linguaggio!
    Fatto ...continua

    Un triste giorno della mia adolescenza mi sovvenne di prendere in mano Congo. Dopo dieci pagine feci una pernacchia ed andai a giocare alla Play-Station.
    Da quel momento non ho più letto niente di Crichton per scelta...
    Che scelta da pirla, se mi permettete il linguaggio!
    Fatto sta che avevo già visto il film, ispirato a questo libro. A dire il vero, non l'avevo solo visto. L'avevo AMATO. Ho consumato la VHS su cui l'avevo registrato. Il Tredicesimo Guerriero mi è piaciuto tantissimo, ed anche questo libro mi è piaciuto.

    Non come il film, ma forse è perché l'ho adorato troppo, e se lo riguardassi sono sicura che mi ritornerebbe in mente tutto il copione come l'avevo imparato.

    A suo scapito c'è da dire che questo libro è scritto in uno stile particolare. Ho sentito dire che "non è un Crichton". Francamente, io non lo so. Non ne ho mai letti altri. Ma se non si hanno aspettative di sorta da questo scrittore, e se piacciono i resoconti storici... Bè, Ibn Fadlan secondo me sa essere un ottimo cicerone, e dopo la metà non puoi non esserti affezionato a lui.

    E poi a me ha fatto ridere. Lui e Herger sono bellissimi.
    "Stupido arabo" a tutti.

    -----------------------
    [...] di una donna finché non è stata bruciata; di una spada finché non è stata provata; di una ragazza finché non si è sposata; del ghiaccio finché non è stato attraversato; della birra finché non è stata bevuta.
    (Proverbio vichingo)

    ha scritto il 

  • 5

    Splendido, ma difficile

    Stavolta Crichton l'ha fatta grossa. Basta leggere su Anobii le recensioni dei lettori italiani di questo bestseller per rendersi conto dello sconcerto dei molti che l'hanno giudicato "noiosissimo" o "il peggiore dei libri di Crichton".


    In realtà non è né l'una né l'altra cosa. Sempliceme ...continua

    Stavolta Crichton l'ha fatta grossa. Basta leggere su Anobii le recensioni dei lettori italiani di questo bestseller per rendersi conto dello sconcerto dei molti che l'hanno giudicato "noiosissimo" o "il peggiore dei libri di Crichton".

    In realtà non è né l'una né l'altra cosa. Semplicemente è un libro pensato per un pubblico anglosassone, e che quindi presuppone nei lettori conoscenza diverse da quelle che ha un lettore medio in Italia.

    Sì, tutti i libri di Crichton sono "difficili", solo che lui è bravo a non farcene accorgere. In ogni libro introduce infatti sempre due linee di lettura: una relativa alla vicenda, l'altra a un problema scientifico attuale, sul quale si documenta con uno scrupolo invidiabile, facendo poi nel romanzo opera di vera e propria divulgazione. Magari non ve ne sarete accorti, ma Jurassic park si basava sulle teorie più recenti ed aggiornate relative ai dinosauri, ed ha svecchiato di almeno mezzo secolo la concezione popolare di massa relativa a questi bestioni.

    ==============

    Qui Crichton "riscrive" il Beowulf, un poema medievale anglo-sassone che gli anglofoni studiano a scuola perché è una delle basi più antiche della loro letteratura.
    Questo spiega perché le recensioni dei lettori americani o inglesi su Amazon.com siano entusiastiche, mentre quelle dei lettori italiani sulla Rete non lo siano per niente.
    Il divertimento sta infatti nel fatto di vedere trattare un argomento studiato, e magari subito, con molta noia, a scuola, e vederlo trasformare in un racconto di cappa e spada, con incursioni nel fantascientifico. È un po' come se Crichton avesse preso la Divina Commedia e l'avesse trasformata in un romanzo, tanto per fare un paragone che noi lettori italiani possiamo capire. Ovviamente se lo avesse fatto le parti sarebbero invertite: noi italiani lo troveremmo divertente, ma i lettori americani lo troverebbero noioso perché non saprebbero di cosa stia parlando.

    ==============

    Crichton incapsula la sua narrazione nella forma letteraria della relazione di viaggio di un poeta e diplomatico arabo, che visita le lontane terre scandinave in cui si svolgono i fatti del Beowulf.
    (Specifico qui che anche se al liceo me lo fecero studiare, dopo tanti anni mi ricordavo ormai solo che c'era di mezzo un drago - che nel romanzo di Crichton c'è, ma senza esserci - e ciononostante il libro m'è piaciuto lo stesso, quindi magari andarsi a leggere la trama del Beowulf per divertirsi a vedere come la rilegga Crichton aumenta (parecchio) il divertimento del lettore, però non è indispensabile alla comprensione della vicenda).

    Il gioco di Crichton è molto colto, e capisco i lettori meno smaliziati che non sono in grado di godersi il gioco letterario della minuziosa parodia del racconto di viaggio medievale, ed anche del saggio accademico dei nostri giorni sul presunto "manoscritto antico ritrovato". Con tanto di note a piè di pagina con frecciate petulanti contro altri studiosi che non avevano capito questo o quell'aspetto.
    Ovviamente il lettore privo d'interessi culturali vedrà il film interamente in bianco e nero, ed anche senza audio, visto che non udrà la riscrittura del Beowulf, non vedrà i colori della satira del manoscritto arabo, non percepirà le allusioni ai neanderthaliani, non gliene fregherà nulla dei vichinghi...
    (Per la cronaca, io all'inizio pensavo che tutto il manoscritto arabo fosse farina del sacco di Crichton, invece ho scoperto che il romanzo ingloba tre capitoli d'un testo autentico, noto agli storici per averci parlato del regno vichingo dei Rus' - da cui sarebbe nata la Russia - com'era nell'anno 921 d.C.).

    ==============

    Riassumendo: questo romanzo nasce saldando assieme - con notevole abilità - una relazione di viaggio autentica (ma rimaneggiata!) d'uno scrittore arabo e una saga vichinga, permettendoci di vedere i "fatti" che stavano dietro alla saga. La sua brevità, che molti lettori hanno lamentato, è perfettamente adeguata, nascendo dalla coscienza del fatto che "un bel gioco dura poco" e non è possibile coinvolgere i lettori in un gioco letterario tirato troppo per le lunghe.

    Ciò premesso, io comprendo che un lettore totalmente privo d'interessi storici, magari alla ricerca di extraterrestri o dinosauri che inseguono ruggendo i protagonisti, possa trovare "noioso" questo romanzo.
    Pertanto lascio un avviso. Questo romanzo è destinato a piacere o spiacere a seconda degli interessi generali di chi lo prende in mano: chi non nutre il minimo interesse per la storia passata, è meglio che scelga un altro dei romanzi di Crichton.
    Del resto leggo su Wikipedia che anche il film tratto da questo romanzo, Il tredicesimo guerriero, è stato un flop al botteghino.
    Quindi lo ammetto: stavolta Crichton forse ha preteso davvero troppo dal livello culturale medio del grande pubblico. Ma solo "forse"...
    Al contrario il divertimento è garantito se chi mi sta leggendo ha anche un minimo gusto per la storia e per le storie epiche, e ritiene di potersi districare fra saghe vichinghe, viaggiatori arabi che guardano al mondo vichingo con sguardo a mezza strada fra l'inorridito e l'affascinato, e sterzate nel bizzarro "fantascientifico" nella spiegazione fornita su chi sia in realtà l'entità che sta dietro al "drago" di Beowulf (dirò solo che c'è di mezzo l'ultimo residuo vivente dei neanderthaliani e basta: il titolo del volume è mal tradotto perché in inglese suona Mangiatori dei morti, visto che i guerrieri neanderthaliani mangiano il cervello degli esseri umani da loro uccisi).

    ==============

    In conclusione questo romanzo è sia altamente sconsigliato, sia altamente consigliato, dato che fra tutti quelli scritti da questo straordinario confezionatore di bestseller è quello che richiede maggiormente un pubblico dotato di certe nozioni di base e di certi interessi culturali.
    Valutate quindi se li possedete e decidete caso per caso se faccia per voi o no.

    ha scritto il