Manhattan

Di

Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

4.2
(180)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 131 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: 8817125695 | Isbn-13: 9788817125697 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Campana A.

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Umorismo

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Descrizione del libro
In una Manhattan grigia e piovosa, con il sottofondo delle note di Gershwin, vive Ike, scrittore quarantenne nevrotico e scapestrato, separato da una prepotente moglie lesbica e sentimentalmente legato a Tracy, ragazzina di 17 anni che tratta con fare paterno. Il suo amico e coetaneo Yale, incerto fra i piaceri della trasgressione e la fedeltà coniugale, vive una storia difficile con Mary. Ike, tenendo compagnia a Mary quando Yale è impegnato con la moglie, finisce per farsi prendere dal suo fascino. Storie di ordinaria nevrosi nella città più nota del mondo.
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  • 5

    Esta fue la primera película que vi de Woody Allen por elección propia y desde entonces he dejado de lado las películas que simplemente "están bien para echar el rato" y me he centrado en aquellas que ...continua

    Esta fue la primera película que vi de Woody Allen por elección propia y desde entonces he dejado de lado las películas que simplemente "están bien para echar el rato" y me he centrado en aquellas que consiguiesen aportarme algo. Supuso en mí un punto de inflexión y por eso es el director por cuya filmografía más me he interesado. También por eso tuve que hacerme con el guión de la película. Por eso y porque habla del amor y de lo que no es amor, de una niña que se junta con adultos y parece la más adulta de ellos, pero que no deja de ser una niña. Una historia de las que tocan por dentro que, sin que sirva de precedente, os recomiendo ver la película antes que leer el libro.

    ha scritto il 

  • 4

    Risate sotto i baffi

    Sceneggiatura originale. Niente da dire. Bello da leggere come da vedere. Tanti dialoghi lunghi e costruttivi sotto cui si nascondono le tipiche sarcastiche battute dell'originalità firmata Allen. A c ...continua

    Sceneggiatura originale. Niente da dire. Bello da leggere come da vedere. Tanti dialoghi lunghi e costruttivi sotto cui si nascondono le tipiche sarcastiche battute dell'originalità firmata Allen. A chi piace il cinema non posso esimermi dal consigliarlo esplorandone il sottotesto.

    ha scritto il 

  • 4

    impossibile non pensare al film leggendo queste pagine di woody allen.
    Una commedia su come le persone si creano continuamente “dei problemi veramente nevrotici e inutili da sé, perché questo gli evit ...continua

    impossibile non pensare al film leggendo queste pagine di woody allen.
    Una commedia su come le persone si creano continuamente “dei problemi veramente nevrotici e inutili da sé, perché questo gli evita di affrontare uh, i problemi universali”, e allo stesso tempo una appassionata dichiarazione di amore nei confronti di New York che qui diviene quasi un luogo dello spirito e dell’anima.
    Il personaggio interpretato da Allen sta tentando l’incipit di un romanzo e la prima cosa che ci viene fatta sapere è che “adorava New York. La adorava smisuratamente”. Ci vengono date più motivazioni riguardo a questo amore e poi vengono in parte ritrattate in quanto la voce narrante trova che una finisca coll’essere troppo romantica, l’altra troppo predicatoria; troppo stantia o troppo arrabbiata e severa. Ma l’idolatria per Manhattan, la sua animazione febbrile, l’aspetto di chi sembra che ne sappia sempre più degli altri, ma anche la decadenza, la carenza di integrità individuale, il crimine e la musica a tutto volume, il sesso, la droga, tutto si riassume nel suo senso di appartenenza: “New York era la sua città. E lo sarebbe sempre stata.” Ike non può funzionare in nessun altro posto che non sia New York.
    Così impercettibilmente dalla contemplazione siamo entrati nella città e ci si trova tra le sue strade e tra la gente che la abita. E iniziamo così a seguire i discorsi e l’intrecciarsi delle vicende dei vari personaggi senza renderci conto che alla fine siamo rimasti irretiti dalla città stessa, che da una battuta all’altra abbiamo iniziato a respirarla.

    ha scritto il