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Manhattan

Di ,

Editore: Rizzoli (Biblioteca Universale, 505)

4.2
(173)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 132 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: 8817135054 | Isbn-13: 9788817135054 | Data di pubblicazione:  | Edizione 4

Traduttore: Adalgisa Campana

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Humor

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Descrizione del libro
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  • 5

    Certo, nessun libro potrà mai emulare la magia dei film di Woody Allen, ma se si tratta si una sua sceneggiatura ci andiamo molto, molto vicini.
    Quasi mai Woody Allen si è allontanato dalla sua città, Manhattan, riguardo l'ambientazione dei suoi film (l'unico che mi viene in mente è anche u ...continua

    Certo, nessun libro potrà mai emulare la magia dei film di Woody Allen, ma se si tratta si una sua sceneggiatura ci andiamo molto, molto vicini.
    Quasi mai Woody Allen si è allontanato dalla sua città, Manhattan, riguardo l'ambientazione dei suoi film (l'unico che mi viene in mente è anche uno dei più belli, "Match Point", ambientato a Londra)e per questo ha dedicato un libro alla sua magica New York.
    Il protagonista, Isaac Davis (soprannominato "Ike") è la sua perfetta incarnazione, come la maggior parte dei personaggi da lui scritti ed interpretati: paranoico, autocritico... sotto analisi.
    Ike, scrittore, ha da poco lasciato la sua seconda moglie (interpretata da una bellissima Meryl Streep del tempo) che l'ha lasciato per un'altra donna e che ora sta scrivendo un libro sul loro matrimonio.
    Ora Ike sta con Tracey, una ragazzina diciassettenne che non ama.
    I suoi migliori amici sono Emily ed Yale.
    Quando Ike si innamora di Mary (la storica Diane Keaton),amante di Yale, lascia Tracey.
    Ma la relazione con Mary - donna estroversa che gli assomiglia molto, che vive in una casa dove il telefono squilla sempre e il cane non fa che abbaiare - dura ben poco: essa infatti non ha mai smesso di amare Yale.
    Nella conclusione Ike cerca di riavvicinare Tracey, che però si è ricostruita una nuova vita e sta partendo per Londra; il finale ci fa intuire che non si riavvicineranno mai più.
    Il film è un capolavoro assoluto - se mi chiedessero di scegliere tra "Manhattan", "Match Point" e "Io e Annie" sarei perduta - e leggerne la sceneggiatura te lo fa conoscere ancora più a fondo.

    ha scritto il 

  • 4

    Risate sotto i baffi

    Sceneggiatura originale. Niente da dire. Bello da leggere come da vedere. Tanti dialoghi lunghi e costruttivi sotto cui si nascondono le tipiche sarcastiche battute dell'originalità firmata Allen. A chi piace il cinema non posso esimermi dal consigliarlo esplorandone il sottotesto.

    ha scritto il 

  • 4

    impossibile non pensare al film leggendo queste pagine di woody allen.
    Una commedia su come le persone si creano continuamente “dei problemi veramente nevrotici e inutili da sé, perché questo gli evita di affrontare uh, i problemi universali”, e allo stesso tempo una appassionata dichiarazi ...continua

    impossibile non pensare al film leggendo queste pagine di woody allen.
    Una commedia su come le persone si creano continuamente “dei problemi veramente nevrotici e inutili da sé, perché questo gli evita di affrontare uh, i problemi universali”, e allo stesso tempo una appassionata dichiarazione di amore nei confronti di New York che qui diviene quasi un luogo dello spirito e dell’anima.
    Il personaggio interpretato da Allen sta tentando l’incipit di un romanzo e la prima cosa che ci viene fatta sapere è che “adorava New York. La adorava smisuratamente”. Ci vengono date più motivazioni riguardo a questo amore e poi vengono in parte ritrattate in quanto la voce narrante trova che una finisca coll’essere troppo romantica, l’altra troppo predicatoria; troppo stantia o troppo arrabbiata e severa. Ma l’idolatria per Manhattan, la sua animazione febbrile, l’aspetto di chi sembra che ne sappia sempre più degli altri, ma anche la decadenza, la carenza di integrità individuale, il crimine e la musica a tutto volume, il sesso, la droga, tutto si riassume nel suo senso di appartenenza: “New York era la sua città. E lo sarebbe sempre stata.” Ike non può funzionare in nessun altro posto che non sia New York.
    Così impercettibilmente dalla contemplazione siamo entrati nella città e ci si trova tra le sue strade e tra la gente che la abita. E iniziamo così a seguire i discorsi e l’intrecciarsi delle vicende dei vari personaggi senza renderci conto che alla fine siamo rimasti irretiti dalla città stessa, che da una battuta all’altra abbiamo iniziato a respirarla.

    ha scritto il