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Manhattan

Di ,

Editore: Rizzoli (Biblioteca Universale, 505)

4.2
(175)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 132 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: 8817135054 | Isbn-13: 9788817135054 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Adalgisa Campana

Disponibile anche come: Altri

Genere: Humor

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Descrizione del libro
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  • 4

    Risate sotto i baffi

    Sceneggiatura originale. Niente da dire. Bello da leggere come da vedere. Tanti dialoghi lunghi e costruttivi sotto cui si nascondono le tipiche sarcastiche battute dell'originalità firmata Allen. A c ...continua

    Sceneggiatura originale. Niente da dire. Bello da leggere come da vedere. Tanti dialoghi lunghi e costruttivi sotto cui si nascondono le tipiche sarcastiche battute dell'originalità firmata Allen. A chi piace il cinema non posso esimermi dal consigliarlo esplorandone il sottotesto.

    ha scritto il 

  • 4

    impossibile non pensare al film leggendo queste pagine di woody allen.
    Una commedia su come le persone si creano continuamente “dei problemi veramente nevrotici e inutili da sé, perché questo gli evit ...continua

    impossibile non pensare al film leggendo queste pagine di woody allen.
    Una commedia su come le persone si creano continuamente “dei problemi veramente nevrotici e inutili da sé, perché questo gli evita di affrontare uh, i problemi universali”, e allo stesso tempo una appassionata dichiarazione di amore nei confronti di New York che qui diviene quasi un luogo dello spirito e dell’anima.
    Il personaggio interpretato da Allen sta tentando l’incipit di un romanzo e la prima cosa che ci viene fatta sapere è che “adorava New York. La adorava smisuratamente”. Ci vengono date più motivazioni riguardo a questo amore e poi vengono in parte ritrattate in quanto la voce narrante trova che una finisca coll’essere troppo romantica, l’altra troppo predicatoria; troppo stantia o troppo arrabbiata e severa. Ma l’idolatria per Manhattan, la sua animazione febbrile, l’aspetto di chi sembra che ne sappia sempre più degli altri, ma anche la decadenza, la carenza di integrità individuale, il crimine e la musica a tutto volume, il sesso, la droga, tutto si riassume nel suo senso di appartenenza: “New York era la sua città. E lo sarebbe sempre stata.” Ike non può funzionare in nessun altro posto che non sia New York.
    Così impercettibilmente dalla contemplazione siamo entrati nella città e ci si trova tra le sue strade e tra la gente che la abita. E iniziamo così a seguire i discorsi e l’intrecciarsi delle vicende dei vari personaggi senza renderci conto che alla fine siamo rimasti irretiti dalla città stessa, che da una battuta all’altra abbiamo iniziato a respirarla.

    ha scritto il