Manhattan Transfer.

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Verleger: Rowohlt Taschenbuch Verla

3.8
(450)

Language: Deutsch | Number of Seiten: 332 | Format: Others | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) English , Spanish , Italian , Basque

Isbn-10: 3499141337 | Isbn-13: 9783499141331 | Publish date:  | Edition 23., Aufl.

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Social Science

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Buchbeschreibung
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    Non lo sto più leggendo ormai da tempo.
    Appartiene a un periodo in cui leggere non era impossibile, ma molto difficile. Mi piaceva, stavo trovando il ritmo, ma poi tutto si è interrotto e riprenderlo ...weiter

    Non lo sto più leggendo ormai da tempo.
    Appartiene a un periodo in cui leggere non era impossibile, ma molto difficile. Mi piaceva, stavo trovando il ritmo, ma poi tutto si è interrotto e riprenderlo non è più stato possibile.
    Domani, forse, un altro domani.

    gesagt am 

  • 4

    La città bastarda, la città di cemento, la città di carta, la città d'America di quell'America che ha forgiato il Secolo, la città dei poeti degli alcolizzati e dei cliché, la città di notte (suono di ...weiter

    La città bastarda, la città di cemento, la città di carta, la città d'America di quell'America che ha forgiato il Secolo, la città dei poeti degli alcolizzati e dei cliché, la città di notte (suono di bottiglie che rotolano), la città in costruzione da immaginare attraverso feroci cartoline di fuoco, la città umana, tremendamente umana, la città di tutti e la città di nessuno.

    gesagt am 

  • 5

    È un romanzo ricco di immagini, colori, odori, profumi e sfumature, pieno di personaggi importanti e non, ambientato a New York negli anni immediatamente precedenti la prima guerra mondiale. È come se ...weiter

    È un romanzo ricco di immagini, colori, odori, profumi e sfumature, pieno di personaggi importanti e non, ambientato a New York negli anni immediatamente precedenti la prima guerra mondiale. È come se fosse un quadro impressionista dove l'importante non è il dettaglio ma la visione d'insieme. Così se si incontra un nuovo personaggio, si segue la sua giornata, il suo momento e poi lo si perde di vista non importa...leggere questo romanzo è come salire su un autobus e fare il giro della città, origliare i frammenti di conversazione tra i passeggeri, seguire per un poco i passanti, spiare dentro le finestre e condividere piccoli sprazzi di vita ottenendo così per sommatoria la storia di questa caleidoscopica città.
    Vale la pena leggerlo solo per come è scritto.

    gesagt am 

  • 0

    Il cielo sopra Manhattan è come nickel; ora si fa roseo e giallo; ora è color zaffiro; è color tortora; è screziato da nuvolette; è fosco e di color arancione; è scuro e striato d'argento, oppure è co ...weiter

    Il cielo sopra Manhattan è come nickel; ora si fa roseo e giallo; ora è color zaffiro; è color tortora; è screziato da nuvolette; è fosco e di color arancione; è scuro e striato d'argento, oppure è color inchiostro; è del colore dell'uovo del pettirosso; sfuma verso il violetto; è color blu di fiamma; blu nero; è blu sparso di nuvole bianche; è color lavagna; è d'un grigio sporco di ardesia; sembra una volta di ferro battuto; è blu indaco; è di zinco.
    Sotto questo cielo multicolore, sotto la neve, la pioggerella, gli acquazzoni, sotto il sole vermiglio che sorge, che tramonta, che inonda la città, che ne fa scintillare il pulviscolo, che fa brillare, d'estate, i cappelli di paglia degli uomini, passano le stagioni e gli anni, l' '800 finisce e il '900 inizia, c'è la guerra in mezzo, il ritorno delle truppe, il proibizionismo, si formano, crescono e si consolidano o falliscono le grandi aziende finanziarie, sbocciano gli spettacoli, si affermano gli importanti studi legali; noi ascoltiamo le voci e le storia di mille vite di uomini che New York la popolano, come termiti sotto o dentro i grattacieli di acciaio, vetro e cemento.
    Storie brevi, qualcuna di miseria; storie lunghe, qualcuna di successi, in un grande quadro alla Bosch, pieno di personaggi, piccoli e grandi, poveri o straricchi. E, in sottofondo o sovrapposte, la musica: ora di un suonatore di violino o di una pianola, ora di un'orchestrina o di un fonografo, ora canticchiata da uno dei personaggi; e il rumore: delle ruote dei carri, dei piroscafi in manovra, di voci, di passi, di traffico, di taxi, della ferraglia della sotterranea e della sopraelevata, della folla nei ristoranti, delle squadre dei pompieri.

    Un libro notevole, d'impatto, costruito come un patchwork ma da un sarto finemente dotato, un quadro della storia e della letteratura americana che vale indubbiamente la pena di leggere.

    Nota 1: non ho avuto il coraggio di affrontarlo in lingua originale; appena iniziato a sfogliarlo mi sono reso conto che la ricchezza del vocabolario usato mi avrebbe impedito una lettura fluida e proficua. Ho optato per l'unica (?) versione in italiano che ne esiste.
    Nota 2: per non rischiare di perdermi tra i moltissimi personaggi (più di una trentina, quelli maggiori), ho dovuto far ricorso a una lista dei nomi...

    gesagt am 

  • 5

    Lettura impegnativa.

    Avevo scritto quasi tutta la recensione e per qualche svista si è cancellato tutto, non è la prima volta, forse trovare un sistema d'inserimento più pratico anche per quando si usa tablet e smartphone ...weiter

    Avevo scritto quasi tutta la recensione e per qualche svista si è cancellato tutto, non è la prima volta, forse trovare un sistema d'inserimento più pratico anche per quando si usa tablet e smartphone, non sarebbe una brutta idea! Quella finestra che ti permette di leggere due righe è veramente penosa!

    Romanzo impegnativo per i diversi personaggi e storie che avanzano a spezzoni, a volte incrociandosi, altre no. Probabilmente lo stile evoca il turbinio e la velocità della metropoli. Interessante notare che nei primi anni venti avessero già problemi di traffico.
    È un flusso di coscienza collettivo di questa "capitale mondiale" che tritura come niente fossero alcuni storici passaggi come la prima guerra mondiale, i fermenti sociali e politici, il proibizionismo e i primi sintomi della grande crisi finanziaria.
    Forse andrebbe letto disinteressandosi delle vicende dei singoli, a me non riesce, seguendo solo il corso principale, apprezzando la qualità della scrittura e la testimonianza di quel frangente frenetico e crudele. Un'epoca di passaggio come forse è anche questa che stiamo vivendo, speriamo ci sia un nuovo Dos Passos a raccontarla.

    gesagt am 

  • 3

    Un altro grande ritratto-mosaico

    E' passato ormai qualche giorno dal momento in cui ho finito questo libro, e mi permane la fastidiosa sensazione che mi sia rimasto molto poco: non ricordo nulla dei nomi dei personaggi, nè degli even ...weiter

    E' passato ormai qualche giorno dal momento in cui ho finito questo libro, e mi permane la fastidiosa sensazione che mi sia rimasto molto poco: non ricordo nulla dei nomi dei personaggi, nè degli eventi di questo lunghissimo e faticosissimo intreccio.
    Eppure non dovrebbe essere una sorpresa, visto che fin dalle prime pagine traspare che l'intento di John Dos Passos, nello scrivere questo "Manhattan Transfer", non era affatto quello di raccontare una storia nel senso tradizionale del termine, ma di tracciare l'infernale e meraviglioso ritratto della New York degli anni ruggenti.

    Come più tardi accadrà a Don De Lillo con "Underworld", un cimento simile si può tentare di affrontare solamente con l'accostamento di infinite immagini micrscopiche, che tutte insieme possono dare una impressione di quel ciclopico e mostruoso essere vivente che è la grande mela. E proprio il parallelismo con De Lillo, che compie la stessa operazione sulla New York del dopo guerra, è ciò che rende interessante qusto libro.

    Ma mentre Don De Lillo si incentra sulla New York all'interno del mondo, lasciando spazio nel mosaico/ritratto alla guerra fredda, al terrore del nucleare, al problema sempre più importante dei rifiuti, John Dos Passos trova posto soltanto per riprodurre il feroce consumismo nascente, la doppiezza che si nasconde dietro valori tanto stringenti ed imposti quanto poco sentiti, la feroce ansia di arricchirsi che caratterizza tutta la società americana (che sempre più negli anni successivi metterà in relazione la dignità della persona con il censo). La grande bolla immobiliare, il crack del '29, gli anni del proibizionismo, Roosevelt e la minaccia hitleriana nascente rimangono solo sullo sfondo, l'autore non ha trovato il modo di dare spessore a questi eventi.

    De Lillo è superiore a Dos Passos, ma parte da quest'ultimo. E quindi, per chi fosse interessato a questo tipo di romanzi, o a conoscere meglio quell'incredibile evento umano che è New York, "Manhattan Transfer" è un libro utile e consigliabile, anche per dare ultieriori significato e valore aggiunto a "Underworld".

    "Quanto ti vorrei bene, papà, se tu fossi ricco!". In questa frase che sfugge innocentemente di bocca ad una piccola bambina, sta il senso di tutto il libro.

    gesagt am 

  • 4

    "Questo non è un Paese per vecchi"

    Un libro pervaso di presenze, formiche guardate dall'alto e poi seguite una per una, tra descrizioni classiche e flussi di coscienza.
    La storia dell'umanità a New York, tra gli anni precedenti la prim ...weiter

    Un libro pervaso di presenze, formiche guardate dall'alto e poi seguite una per una, tra descrizioni classiche e flussi di coscienza.
    La storia dell'umanità a New York, tra gli anni precedenti la prima guerra mondiale e la fine della seconda, americani che arrivano qui tutti da altrove, tra chi parte in miseria per poi scalare tutte le classi sociali, chi non ce la fa, chi si barcamena tutta la vita e chi dopo aver compiuto il ciclo completo torna sul fondo.

    Mi sono appassionata a seguire gli intrecci, a guardare ragazzini crescere, fortune nascere e crollare, a lasciare qualcuno a un angolo di strada o in un affollato caffè per seguire qualcun altro e poi ritrovare il primo dopo venti o trenta pagine, in una brulicante tensione spesso amara e disillusa di vita e vite, in una città che non dà tregua mai, che è polvere, pioggia, gelo e afa, stanze fredde e saloni surriscaldati, alcol e sudore, belletto e sporcizia, che freme tra banchine, strade, palazzi, imbarcazioni e la L-line ferroviaria, ideale trait d'union tra tutte le storie.

    gesagt am 

  • 3

    Un ritratto di NYC a tutto tondo. Bianco e nero denso di odori, colori, sensazioni, emozioni, volti e paesaggi urbani in continuo cambiamento. Flusso di coscienza e sovrapposizione di piani e personag ...weiter

    Un ritratto di NYC a tutto tondo. Bianco e nero denso di odori, colori, sensazioni, emozioni, volti e paesaggi urbani in continuo cambiamento. Flusso di coscienza e sovrapposizione di piani e personaggi che si incrociano senza incontrarsi. Experimental writing techniques and narrative collages that would become more pronounced in his U.S.A. trilogy and other later works. James Joyce's Ulysses (1922), T. S. Eliot's The Waste Land, and experiments with film collage by Soviet director Sergei Eisenstein.

    gesagt am 

  • 4

    Il modo di scrivere di Dos Passos tende in questo romanzo a rappresentare e quindi a spingere verso l’identificazione in una realtà caotica, quale è quella di New York. E’ una città che non dorme m ...weiter

    Il modo di scrivere di Dos Passos tende in questo romanzo a rappresentare e quindi a spingere verso l’identificazione in una realtà caotica, quale è quella di New York. E’ una città che non dorme mai , che non perdona attimi di cedimento, in cui i rapporti umani sono ridotti al minimo. La rappresentazioni dei personaggi che animano la storia non è lineare , le loro storie vengono frammentate cronologicamente e assemblate insieme senza una successione temporale sistematica e ordinata . Il flusso di coscienza viene ora spezzettato sotto forma di riflessioni o di monologhi ed alternato a momenti di descrizione realistica soprattutto dei suoni, dei colori così stridenti e caotici che avvolgono la città. Un inferno metropolitano che denuncia apertamente tutto quello che è il consumismo, l’indifferenza sociale e l’aridità dei sentimenti. Non è un libro di facile lettura perché non riesci a star dietro a tutti personaggi che spesso appaiono e scompaiono con salti temporali o le cui azioni avvengono in contemporanea a quelli di altri. Non è facile amare questo lavoro, occorre forse decantare la lettura e magari riprenderla una seconda volta.

    gesagt am 

  • 4

    Può un romanzo reggersi soltanto su una scrittura magistrale? Manhattan Transfer può. La trama è volutamente discontinua, i personaggi sono troppi, si confondono l'un l'altro e complessivamente sono p ...weiter

    Può un romanzo reggersi soltanto su una scrittura magistrale? Manhattan Transfer può. La trama è volutamente discontinua, i personaggi sono troppi, si confondono l'un l'altro e complessivamente sono poco riusciti. Ma la scrittura è tale che nonostante questi enormi difetti vi convincerete di aver letto un capolavoro.

    gesagt am