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Manhattan Transfer

By John Dos Passos

(25)

| Hardcover | 9788489669796

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Book Description

58 Reviews

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  • 2 people find this helpful

    La luce fra i grattacieli

    Affresco corale di storie umanissime, che in parte si intrecciano fra loro via via; un ampio quadro impressionista con pennellate forti, volutamente confuso nel complesso e dettagliato nel particolare: la New York dei primi vent'anni del Novecento, t ...(continue)

    Affresco corale di storie umanissime, che in parte si intrecciano fra loro via via; un ampio quadro impressionista con pennellate forti, volutamente confuso nel complesso e dettagliato nel particolare: la New York dei primi vent'anni del Novecento, terra del denaro, delle speranze e delle cadute. Un interessante testimone storico scritto magnificamente, con una deliziosa e splendida predilezione per la fotografia e il montaggio, si direbbe se fosse un film (e lo sembra): luce e colori sono l'occhio dell'autore, e il flusso di coscienza il suo modo di tagliare il mazzo. Assieme a loro sono protagonisti i piroscafi e il porto come scenografia (la Grande Mela vi risulterà una città di mare come mai prima) e le relazioni amorose come personaggi, che appaiono anche loro uno spinoso, appassionato, verticale quanto inevitabile ..divenire nel divenire. La modernità in fasce.

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    Giorgia Fazzini said on May 4, 2014 | Add your feedback

  • 6 people find this helpful

    "Questo qui non è Paese per i vecchi" (vi ricorda qualcosa, questa frase?), dice ad un certo punto uno dei tantissimi personaggi che popolano questo grande libro corale, caleidoscopico, rutilante, brulicante, coloratissimo.Romanzo su New York ...(continue)

    "Questo qui non è Paese per i vecchi" (vi ricorda qualcosa, questa frase?), dice ad un certo punto uno dei tantissimi personaggi che popolano questo grande libro corale, caleidoscopico, rutilante, brulicante, coloratissimo.Romanzo su New York e sull'urbanizzazione di una grande metropoli, importante anche per meglio comprendere (e perchè no, anche ridimensionare) tanti altri autori e romanzi americani di grande successo che sono venuti dopo.
    Non è una lettura facilissima; la non linearità del racconto, il grande numero dei personaggi, gli sbalzi temporali nella narrazione, la struttura a patchwork richiedono costanza di lettura e parecchia attenzione. Ma alla fine si è molto contenti di aver letto questo che mi pare proprio possa essere considerato un pilastro della letteratura americana.Libro del 1925, famosissimo un tempo, poi dimenticato ed uscito da tutti i cataloghi, ora fortunatamente riesumato.
    Eccellente ed utilissima la prefazione di Piero Gelli.

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    Gabrilu said on Feb 25, 2014 | 1 feedback

  • 8 people find this helpful

    " Ciò che c’è di più tremendo a New York è che quando ne avete fin sopra i capelli, non sapete più in quale altro posto andare."

    Protagonista indiscussa di questo libro, pubblicato nel 1925, è la metropolitana di New York, cuore pulsante di una città difficile, fotografata dallo scrittore nel periodo del suo massimo sviluppo, dal 1898 fino, appunto, al 1925. La fotografia, tut ...(continue)

    Protagonista indiscussa di questo libro, pubblicato nel 1925, è la metropolitana di New York, cuore pulsante di una città difficile, fotografata dallo scrittore nel periodo del suo massimo sviluppo, dal 1898 fino, appunto, al 1925. La fotografia, tuttavia, non è del tutto fedele: le immagini della città-Babele, ognuna in sé del tutto realistica, si caricano, nel loro sovrapporsi e intersecarsi in un crescendo di caleidoscopica fantasmagoria, di una quaota di visionarietà che fa immediatamente acquisire l’approccio apparentemente dimesso e cronachistico alle vette della grande letteratura.
    Avvalendosi di una tecnica narrativa estremamente avvertita, e utilizzando al meglio gli strumenti di “montaggio” mutuati dal cinema, Dos Passos dà qui davvero forma a un mondo in sé conchiuso, che di sé rivela, con la massima evidenza, le stimmate inconfondibili di una dolorosa, ipertrofica modernità: i miti dell’arricchimento e le pratiche della corruzione, l’invadenza ossessiva dei giornali e della pubblicità, le insostenibili condizioni di vita in sempre più ampie sacche di povertà, cui fatalmente corrispondono inimmaginabili vertici di ricchezza, il chiacchiericcio ora svagato ora a suo modo funebre che pervade l’intero intreccio, si incarnano nel romanzo in una miriade di controllatissimi frammenti, che paiono preda arresa di un’invincibile forza centrifuga, ma che poi, anche grazie alla sottile ironia che informa il tutto, vengono ricondotti tutti verso un ancor più forte centro d’attrazione: quello fornito da una robustissima vocazione etica, che ha sempre l’ultima parola sul destino dei singoli, di una città, di un mondo.

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    Marina di Malombra said on Oct 12, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    "Manhattan transfer" di John Dos Passos: una città, il suo porto, chi arriva chi parte chi ci vive. Mille storie che si intrecciano si sfiorano o corrono parallelamente, per intersecarsi, forse, solo nell' infinità delle narrazioni. Tanti personaggi ...(continue)

    "Manhattan transfer" di John Dos Passos: una città, il suo porto, chi arriva chi parte chi ci vive. Mille storie che si intrecciano si sfiorano o corrono parallelamente, per intersecarsi, forse, solo nell' infinità delle narrazioni. Tanti personaggi con una caratteristica comune, non si dimenticano. Sono animali che si muovono in una giungla, urbana ma non per questo meno feroce, dove la natura, se si esclude il mare, è totalmente assente. Acciaio vetro asfalto odori rumori sono l'habitat in cui si muovono Hellen Bud George Jimmy Stan e mille altri.
    "Non e' un paese per vecchi" anticipa Dos Passos. Una scrittura perfetta, una struttura sincopata che ci obbliga ad una lettura attenta, non superficiale che ci ripaga ampiamente. Insomma un grandissimo libro che vi invito caldamente a leggere e questa volta ... o no? proprio non riesco a scriverlo ... O no?

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    Manricogallotti said on Oct 6, 2013 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Ho desiderato tanto leggere questo libro. Una voce nuova e diversa dalla generazione perduta. Una voce dall'America della generazione perduta. E in parte ne ho ricavato soddisfazione, perché Dos Passos è un mirabile cantore di una metropolitanità fol ...(continue)

    Ho desiderato tanto leggere questo libro. Una voce nuova e diversa dalla generazione perduta. Una voce dall'America della generazione perduta. E in parte ne ho ricavato soddisfazione, perché Dos Passos è un mirabile cantore di una metropolitanità folle, fatta di un sottobosco di piccoli imbroglioni, ubriachi, attricette più o meno troie, gente che tira a campare e affaristi che vanno dalle stalle alle stelle e viceversa in un battito di ciglia. Solo in parte, perché, nonostante quella in mio possesso sia una traduzione celebratissima, non riesce a convincermi. Non riesco a capire se il linguaggio immaginifico sia quello dell'autore o una somma di svarioni; come il vestito di Helene, che è descritto come color fiammingo e invece molto probabilmente è color fenicottero.
    Pazienza, un altro libro da mettere in elenco per quando avrò tempo di leggere in lingua originale.

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    ombraluce said on Sep 5, 2013 | Add your feedback

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