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Manifesto del Terzo paesaggio

Di

Editore: Quodlibet

4.0
(107)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri

Isbn-10: 8874620489 | Isbn-13: 9788874620487 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1ª ed.

Genere: Art, Architecture & Photography , Philosophy , Da consultazione

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Descrizione del libro
Gilles Clément, paesaggista, indica tutti i "luoghi abbandonati dall'uomo": i parchi e le riserve naturali, le grandi aree disabitate del pianeta, ma anche spazi più piccoli e diffusi, quasi invisibili: le aree industriali dismesse dove crescono rovi e sterpaglie; le erbacce al centro di un'aiuola spartitraffico. Sono spazi diversi per forma, dimensione e statuto, accomunati solo dall'assenza di ogni attività umana, ma che presi nel loro insieme sono fondamentali per la conservazione della diversità biologica. Questo piccolo libro ne mostra i meccanismi evolutivi, le connessioni reciproche, l'importanza per il futuro del pianeta.
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  • 5

    Dall'alterarsi: il costituirsi

    Mi è piaciuto un casino! Al di là di questa espressione loquace e, allo stesso tempo, riduttiva... consiglio la lettura di questo libricino ad ogni giardiniere o aspirante tale, intendendo "giardiniere" qualunque essere umano che voglia considerarsi tale. Come si fa a comprendere il sé e l'altro ...continua

    Mi è piaciuto un casino! Al di là di questa espressione loquace e, allo stesso tempo, riduttiva... consiglio la lettura di questo libricino ad ogni giardiniere o aspirante tale, intendendo "giardiniere" qualunque essere umano che voglia considerarsi tale. Come si fa a comprendere il sé e l'altro da sé, studiando l'alterarsi naturale di un giardino? Qui la risposta. :)

    ha scritto il 

  • 3

    chiaro, conciso, diretto.. Non riesco ancora a capire però se mi è piaciuto tantissimo o se non mi è piaciuto affatto! Il dubbio sta nel come ha dimostrato il suo pensiero.. ma forse perchè io di ciò che penso e sostengo ne parlerei per ore esponendo tesi, osservazioni ed evitando ogni sorta di d ...continua

    chiaro, conciso, diretto.. Non riesco ancora a capire però se mi è piaciuto tantissimo o se non mi è piaciuto affatto! Il dubbio sta nel come ha dimostrato il suo pensiero.. ma forse perchè io di ciò che penso e sostengo ne parlerei per ore esponendo tesi, osservazioni ed evitando ogni sorta di dubbio.
    Sta di fatto che una cultura su Clément me la dovrò fare essendo questo il suo primo libro che leggo (studio).. e vai di Giardinaggio, lol!

    ha scritto il 

  • 5

    Filosofia dello sguardo

    Il libro in realtà non parla granché dello sguardo, anzi, ma è da lì che parte la sua analisi del terzo paesaggio perché "il paesaggio è ciò che si vede quando si smette di osservarlo".
    Purtroppo il libro è in controtempo. Viene pubblicato in Italia prima di tutti gli altri suoi scritti di ...continua

    Il libro in realtà non parla granché dello sguardo, anzi, ma è da lì che parte la sua analisi del terzo paesaggio perché "il paesaggio è ciò che si vede quando si smette di osservarlo".
    Purtroppo il libro è in controtempo. Viene pubblicato in Italia prima di tutti gli altri suoi scritti di cui questo è uno schema, un fare il punto.
    Molti gli stimoli.
    A chi piacerà questo libro consiglio anche FARINELLI, Geografiea. Un'introduzione ai modelli del mondo, Einaudi

    ha scritto il 

  • 1

    Un libro parecchio inutile: una serie di enunciati e proclami riuniti in una raccolta chiamata "manifesto" per spiegarvi l'ovvio: in tutti i centri abitati esistono zone dismesse e piccole aree abbandonate o non sfruttate nelle quali la natura prolifera in maniera spontanea, l'autore denomina tal ...continua

    Un libro parecchio inutile: una serie di enunciati e proclami riuniti in una raccolta chiamata "manifesto" per spiegarvi l'ovvio: in tutti i centri abitati esistono zone dismesse e piccole aree abbandonate o non sfruttate nelle quali la natura prolifera in maniera spontanea, l'autore denomina tali spazi "terzo paesaggio", possono essere bordi di strade, spazi tra i palazzi o interi campi per lungo tempo non coltivati, comunque zone verdi in cui l'uomo non interviene.
    Si, va bene, e quindi?
    Quindi grande rivelazione da parte dell'autore: questi spazi sono molto diversi e biologicamente più interessanti da quelli in cui l'uomo interviene direttamente. Ma và??
    Clément, ma và a ciapà ì ratt, come dicono dalle mie parti.

    ha scritto il 

  • 5

    elogio dell'indecisione

    non e' un romanzo. e' un breve saggio su un paesaggio che ha colpito tutti, una volta o l'altra, ma che stentiamo a classificare: il terzo paesaggio, quello che non e' selvatico ma nemmeno coltivato, che cresce lungo i cigli delle strade e orla i corsi d'acqua, dando vita a piccoli ecosistemi equ ...continua

    non e' un romanzo. e' un breve saggio su un paesaggio che ha colpito tutti, una volta o l'altra, ma che stentiamo a classificare: il terzo paesaggio, quello che non e' selvatico ma nemmeno coltivato, che cresce lungo i cigli delle strade e orla i corsi d'acqua, dando vita a piccoli ecosistemi equilibrati. Un paesaggio del quale l'uomo non sa che farsene. Lo lascia li', un po' disturbato da quelle fronde inutili, perche' non produttive. Ma anche la natura lo tiene tra parentesi, forse perche' e' cosi' vicino ai nostri campi. Tuttavia lui vive, nutre, si nutre, respira. E non ha nessuna intenzione di decidere se diventare un frutto per l'uomo, o un parco, o un quadro. Vive della propria incertezza, anche piuttosto felice si direbbe: chi l'ha detto che decidere e' sempre la cosa giusta?

    ha scritto il 

  • 5

    finalmente l'ho trovato!
    questo libro l'ho comprato oggi trovato alla fiera del libro di pisa è un libro interessante. molto interessante. essendo appassionata di giardinaggio il mio capo me l'aveva prestato sapendo che mi sarebbe interessato e che avevo delle idee ben definite sul come ren ...continua

    finalmente l'ho trovato!
    questo libro l'ho comprato oggi trovato alla fiera del libro di pisa è un libro interessante. molto interessante. essendo appassionata di giardinaggio il mio capo me l'aveva prestato sapendo che mi sarebbe interessato e che avevo delle idee ben definite sul come rendere il giardino il più naturale possibile senza essere devastato da idee insensate dell'uomo (tipo mettere piante per niente autoctone o difficili da seguire) questo libro è un manifesto provocatorio ma molto realista.
    interessante per chi si occupa di arredo e paesaggio urbano. è veramente un manifesto rivoluzionario.

    ha scritto il