Manituana

Romanzo copyleft

Di

Editore: Wu Ming Foundation

3.8
(2418)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: eBook | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese , Francese

Isbn-10: A000092421 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Copertina morbida e spillati , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Politica

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Descrizione del libro
1775. In Massachusetts la tensione tra impero britannico e colonie del Nordamerica diventa guerra aperta.
Nella colonia di New York le Sei Nazioni - o "Confederazione della Grande Pace" - devono scegliere se combattere, e con chi.
Nella valle del fiume Mohawk vive un mondo meticcio. E' una grande comunità di indiani, irlandesi e scozzesi, fondata da Sir William Johnson, Sovrintendente agli Affari Indiani nominato da re Giorgio. I rumori della guerra arrivano da Boston e si fanno più vicini, antichi legami si rompono, la terra che Sir William chiamava "Irochirlanda" diviene teatro di odio e rancori.
Il capo di guerra Joseph Brant Thayendanega dovrà scegliere e partire, condurre il suo popolo lontano, spingersi oltre il mondo che ha sempre conosciuto.
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  • 2

    Buon libro un po' troppo lungo e pesante

    Il collettivo Wu Ming scrive proprio bene, non c'è che dire. Testo molto scorrevole ed incisivo, frasi brevi e suggestive. Tuttavia si fa fatica all'inizio perché ci sono troppi personaggi e spesso si ...continua

    Il collettivo Wu Ming scrive proprio bene, non c'è che dire. Testo molto scorrevole ed incisivo, frasi brevi e suggestive. Tuttavia si fa fatica all'inizio perché ci sono troppi personaggi e spesso si confondono. Ci vuole un po' di tempo per capire le parentele e a caratterizzare i protagonisti. Ho dovuto cercare on line informazioni aggiuntive e genealogie per riuscire a capire. Anche le vicende storiche non stanno in piedi da sole. Occorre prima studiarsi gli eventi reali, i contesti e la geografia con fonti alternative per riuscire a proseguire. Un romanzo di questo tipo dovrebbe fornire direttamente strada facendo tutti gli elementi essenziali per appassionare il lettore: sfido chiunque a comprendere cosa sta succedendo nella prima di metà del libro senza consultare Wikipedia. E' un vero peccato perché il testo è veramente fluido e piacevole.
    In termini complessivi il libro poteva essere molto più corto senza togliere respiro all'epopea e caratterizzazione dei personaggi.
    Insomma per me è stata un po' una delusione. Riproverò un altro libro di Wu Ming per verificare se la fatica è stata mia personale oppure per l'impostazione della romanzo.

    ha scritto il 

  • 0

    Wu Ming

    L'ho letto distraendomi molto ed approfittando del sito internet di wu ming foundation, l'edizione è molto curata, i contenuti su internet sono di audiolibro ed immagini.

    ha scritto il 

  • 5

    «Dio ti benedica, Molly Brant»

    1775, regione di New York, a sud dei Grandi Laghi. Due barbuti cacciatori di pellicce entrano nell’emporio di Molly Arendiwanen Brant. L’emporio sorge in cima ad una collina dalla quale si domina il f ...continua

    1775, regione di New York, a sud dei Grandi Laghi. Due barbuti cacciatori di pellicce entrano nell’emporio di Molly Arendiwanen Brant. L’emporio sorge in cima ad una collina dalla quale si domina il fiume Mohawk. Stretti tra l’ansa del fiume e la collina, i campi e le abitazioni di legno, costruite sul modello delle Lunghe Case.
    Il territorio delle Sei Nazioni è una Lunga Casa: i Seneca difendono la porta Occidentale, i Mohawk quella orientale; al centro gli Onondaga custodiscono il Fuoco. Cayuga, Oneida e Tuscarora aiutano i loro alleati. Le tredici colonie nordamericane hanno da poco dato il via alla American War of Independence.
    «Appartengo al Popolo della Selce, custode della porta orientale della Lunga Casa. Sono figlio del Clan del Lupo. Prego Dio alla maniera dei papisti francesi e ho combattuto per i re d’Inghilterra. I filosofi non hanno mai messo piede in America né hanno mai incontrato un indiano.»
    La guerra dei sette anni si è da poco conclusa con la sconfitta della Francia. È la fine della dominazione francese in Canada. Ora i coloni non hanno più la necessità di protezione da parte del regno britannico e sono ancora più insofferenti dei privilegi che di cui gode l’Inghilterra, a scapito dell’economia e dell’autonomia delle colonie. Due anni prima, i Figli della Libertà hanno dato vita al Boston Tea Party.
    Le tribù della Lunga Casa si dividono. Oneida e Tuscarora si alleano con gli americani; i Mohawk, i Seneca, gli Onondaga e i Cayuga rimangono fedeli agli inglesi, sperando di mantenere i propri territori.
    Sappiamo come è andata a finire. Inizia così la diaspora delle tribù e la fine della Confederazione della Lunga Casa. Parte dei Mohawk e dei Cayuga si trasferiscono in Canada. Una parte degli Oneida raggiunge il … Wisconsin!
    Ma torniamo ai due cacciatori. Escono dall’emporio carichi di provviste che depositano sul loro carro. Partendo, perdono la lista dei loro acquisti. Scopriamo così i loro nomi e cosa hanno acquistato: una pentola, un barattolo di pece, cinque galloni di rhum, dieci libbre di carne salata, un flacone dell’infuso contro il mal di denti, trenta piedi di corda di canapa, un acciarino, una scatola di chiodi, due pietre focaie, dieci candele, due pale, due giacche di pelle, quattro coperte, quattro paia di stivali, dieci libbre di formaggio affumicato, e poi ancora, due sacchi di pannocchie di mais, cento barattoli di fagioli, quattro grandi zucche …
    «E c’era lei, Degonwadonti, copia viva di Donna del Cielo, che raccontava ai più piccoli la leggenda del Giardino di Dio e dei mille frammenti scampati alla distruzione. Mille gocce di Paradiso dove allevare la speranza. Sull’aia, una giovane donna dai capelli biondi sceglieva i semi da far germogliare a primavera. La discendenza di Pannocchia, Fagiolo e Zucca.»
    Ah, già, i due cacciatori, i loro nomi … Nonno Wu Ming 1 e Nonno Wu Ming 5 …
    Storia e Emozione. Sempre …

    ha scritto il 

  • 4

    Più alti che bassi

    Un lavoro di ricostruzione storica affascinante, privo di facili ipocrisie, capace di affrontare nella sua durezza tematiche spinose come la triste sorte delle popolazioni indiane, senza arretrare d’u ...continua

    Un lavoro di ricostruzione storica affascinante, privo di facili ipocrisie, capace di affrontare nella sua durezza tematiche spinose come la triste sorte delle popolazioni indiane, senza arretrare d’un passo innanzi alla brutalità commesse da ambedue le parti. Recensione completa su scrittorindipendenti com

    ha scritto il 

  • 0

    non avrei mai pensato che "una storia di indiani" mi avrebbe preso così tanto. bellissimo romanzo che ti porta tra i boschi e i fiumi dell'America del Nord. il collettivo dei Wu Ming con questo libro ...continua

    non avrei mai pensato che "una storia di indiani" mi avrebbe preso così tanto. bellissimo romanzo che ti porta tra i boschi e i fiumi dell'America del Nord. il collettivo dei Wu Ming con questo libro mantiene alto il proprio livello.

    ha scritto il 

  • 5

    Libro eccezionale per moti motivi. Primo fra tutta le ricerche alla base sono molto dettagliate da tutti punti di vista, da quello storico a quello antropologico. La narrazione dei popoli nativi (già ...continua

    Libro eccezionale per moti motivi. Primo fra tutta le ricerche alla base sono molto dettagliate da tutti punti di vista, da quello storico a quello antropologico. La narrazione dei popoli nativi (già contaminati dalla cultura europea) è vivida più che mai. Si possono intravedere gli ossimori e le contraddizioni di un popolo che sta scomparendo ma che non vuole rintanarsi nel passato (indiano) né gettarsi verso il nuovo mondo (cultura europea. La narrazione è avvincente e la tecnica con storie intrecciate tra di loro e nella trama stessa è qualcosa che mi ha sempre impressionato perché portata alla perfezione.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Epico

    Tekarihoga lo vide raggiungere il gruppo. I giovani sorrisero. Qualcuno sollevò il fucile e lanciò un grido di entusiasmo. Joseph diede l'ordine e partirono di corsa. Passarono davanti al sachem, rapi ...continua

    Tekarihoga lo vide raggiungere il gruppo. I giovani sorrisero. Qualcuno sollevò il fucile e lanciò un grido di entusiasmo. Joseph diede l'ordine e partirono di corsa. Passarono davanti al sachem, rapidi e leggeri. - Guarda, piccolo, - disse il vecchio rivolto al bambino accucciato ai suoi piedi. - Guardali bene. Un giorno, quando io sarò morto da tempo, potrai dire di avere visto Thayendanega e Ronaterihonte correre insieme.

    Non ho potuto trattenere oltre le mie lacrime per l'inizio della fine di un grande popolo

    ha scritto il 

  • 4

    La fine di un popolo: colpa di scelte sbagliate, di valori non negoziabili, di confronti economici impari. Comunque l'ennesima fine di tradizioni a opera di un uomo bianco che qui sembra più straccion ...continua

    La fine di un popolo: colpa di scelte sbagliate, di valori non negoziabili, di confronti economici impari. Comunque l'ennesima fine di tradizioni a opera di un uomo bianco che qui sembra più straccione che mai. Una storia poco raccontata è molto dolorosa.

    ha scritto il 

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