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Manituana

Romanzo copyleft

By Wu Ming

(199)

| eBook

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Book Description

1775. In Massachusetts la tensione tra impero britannico e colonie del Nordamerica diventa guerra aperta.
Nella colonia di New York le Sei Nazioni - o "Confederazione della Grande Pace" - devono scegliere se combattere, e con chi.
Nella valle del fiu Continue

1775. In Massachusetts la tensione tra impero britannico e colonie del Nordamerica diventa guerra aperta.
Nella colonia di New York le Sei Nazioni - o "Confederazione della Grande Pace" - devono scegliere se combattere, e con chi.
Nella valle del fiume Mohawk vive un mondo meticcio. E' una grande comunità di indiani, irlandesi e scozzesi, fondata da Sir William Johnson, Sovrintendente agli Affari Indiani nominato da re Giorgio. I rumori della guerra arrivano da Boston e si fanno più vicini, antichi legami si rompono, la terra che Sir William chiamava "Irochirlanda" diviene teatro di odio e rancori.
Il capo di guerra Joseph Brant Thayendanega dovrà scegliere e partire, condurre il suo popolo lontano, spingersi oltre il mondo che ha sempre conosciuto.

357 Reviews

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  • 4 people find this helpful

    All'inizio, quasi fino a metà libro, non riuscivo a prendermi di questo libro, di questa storia che, come da buona tradizione letteraria nativa, faticava a prendere piede.
    La scrittura era ottima ma la fatica c'era.
    Poi, da metà libro in poi (da Lond ...(continue)

    All'inizio, quasi fino a metà libro, non riuscivo a prendermi di questo libro, di questa storia che, come da buona tradizione letteraria nativa, faticava a prendere piede.
    La scrittura era ottima ma la fatica c'era.
    Poi, da metà libro in poi (da Londra in poi per intenderci) tutto cambia, l'interesse si fa vivo, la storia prende piede, i personaggi iniziano ad essere familiari e il libro inizia a piacere.
    La storia, bè, quella purtroppo non si può cambiare e sai già come va a finire, ma mentre leggi, forse una parte di te spera di non sapere già il finale.
    Joseph Brant e Philippe Lacroix sono stati due compagni di viaggio fantastici.
    W le Sei Nazioni.

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    Hank said on Jul 29, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    storia interessante e ben documentata, scritta con perizia. a tratti però un po' dispersiva e frammentaria.

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    Chrome 24 said on Jul 10, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Buono

    Romanzo storico con buona parte dei personaggi realmente esistiti, questo libro racconta di come le sei nazioni degli Irochesi passino nel giro di cinque anni da una pacifica stabilità alla fame e alla distruzione. Gli autori riescono ancora a ricord ...(continue)

    Romanzo storico con buona parte dei personaggi realmente esistiti, questo libro racconta di come le sei nazioni degli Irochesi passino nel giro di cinque anni da una pacifica stabilità alla fame e alla distruzione. Gli autori riescono ancora a ricordarci, come al tempo di 'Q', quanto sia orrenda la guerra e quanto siamo fortunati noi occidentali del XXI secolo.

    Molto efficace la parte centrale a Londra, ricca di satira sociale e punteggiata dal gergo 'drugo' dei Mohawk di Soho - un esperimento linguistico piuttosto riuscito. Bella anche la dura, coriacea parte finale, a base di genocidio e torture. Meno riuscito invece l'inizio - troppi personaggi inseriti troppo in fretta. Si ha spesso la sensazione che ce ne siano troppi, che molti di loro in realtà non servano all'economia del racconto.

    E' un libro che sembra lungo e non lo è, anche perché, come in 'Q', abbondano le pagine lasciate mezze bianche. Il testo è fortemente segmentato.

    Riassumendo, peggio di 'Q' (ma quel libro fu scritto in stato di Grazia) e se la gioca forse con 'Altai' (che mi piacque di più, ma solo perché ne adoro l'ambientazione). E ricordate che in America non c'era (e non c'è) posto per il passato. C'è solo l'eterno presente del capitalismo dispiegato.

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    Tommaso Bruni said on May 23, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Epico, coinvolgente, straziante. E viene da chiedersi chi sono i veri selvaggi... e quanta ricchezza, cultura e dignità siano andate perdute per sempre. Grandi Wu Ming.

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    Apemaia74 said on May 12, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Manituana è un canto bellissimo. Pieno di odori quasi, perché non so, io mi sono sentita quasi accudita leggendolo, e oltre l'epicità della situazione (che secondo me non è poi l'intento principale, quello dell'epicità), mi sono sentita così in mezzo ...(continue)

    Manituana è un canto bellissimo. Pieno di odori quasi, perché non so, io mi sono sentita quasi accudita leggendolo, e oltre l'epicità della situazione (che secondo me non è poi l'intento principale, quello dell'epicità), mi sono sentita così in mezzo a degli esseri umani.

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    mementomihi said on Apr 22, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Mi piacciono i nativi americani.A chi non piacciono gli indiani?Sin dai tempi dell'asilo.Per questo è molto facile per me avvicinarmi a qualsiasi romanzo che parla dei bei vecchi tempi andati per i cari indiani.Ma questo romanzo è particolare.Non aff ...(continue)

    Mi piacciono i nativi americani.A chi non piacciono gli indiani?Sin dai tempi dell'asilo.Per questo è molto facile per me avvicinarmi a qualsiasi romanzo che parla dei bei vecchi tempi andati per i cari indiani.Ma questo romanzo è particolare.Non affronta la storia dall'ottica tradizionale dell'indiano amico degli yankee(balla coi lupi,tex)ma da quello delle tribù Mohawk alleati con gli inglesi contro gli americani.Vivremo le diverse storie di personaggi realmente esisti come Joseph Brant leader della resistenza contro gli americani,Sir.William Johnson,Peter Johnson e Philip Lacroix che è stato parzialmente rimaneggiato dalla sua figura da tamburino per rendere la storia più ricca di spessore e coinvolgimento.Detta così,il romanzo si presenta già in modo anomalo ma interessante.Lontani dal buonismo di romanzi classici quali "L'ultimo dei Mohicani",il romanzo "Manituana" riesce a rapire,grazie anche a uno stile asciutto e immediato.Un libro funzionale nel suo essere ludico ma profondo,sopratutto nel certosino lavoro di ricerca della fedeltà storica.Ma cosa non funziona?Il fatto di avere un punto di vista diverso all'interno di ogni capitolo,non risulta accattivante ma eccessivamente dispersivo.Il cambio repentino del soggetto sotto la lente del narratore,non consente l'immedesimazione del lettore e questo non è il massimo per un romanzo del genere.Il mio voto è negativo perché oltre al succitato difetto,mi ha colpito poco e lasciato alquanto basito.Probabilmente,ho sbagliato nel nutrire delle così alte aspettative per il collettivo Wu Ming.Mi aspettavo di trovare un romanzo complesso,con profonde riflessioni anche alternative sugli Indiani e sul loro coinvolgimento durante le guerre d'Indipendenza.Queste analisi,sono sviluppate in maniera poco approfondita o fugacemente toccate.L'unico capitolo che mi è realmente piaciuto stilisticamente e a livello di argomentazioni è quello ambientato a Londra.Ho trovato interessante la descrizione sul Mohawk Club,un gruppo di teppisti che si spacciava per Indiani; realmente esistito.Anche se sono poco utili ai fini della trama per scarsa iterazione con i protagonisti e con la storia.Una citazione di stile ma poco convincente,quasi buttata lì.Per ultimo,condivido anche la scelta dell'utilizzo di una sorta di "linguaggio" alternativo nei dialoghi dei teppisti delle zone poco raccomandabili di Londra.Anche se le ho trovate(probabilmente è una cosa voluta),troppo vicine al linguaggio dei malcicchi di Arancia Meccanica."Manituana" è un romanzo a tratti divertente,a tratti coinvolgente ma veramente lontano da quello che mi aspettavo da quel collettivo che tanto mi aveva entusiasmato nella lettura del suo manifesto "New Italian Epic".Credo che il romanzo di genere possa essere rivoluzionario e utile per la nostra letteratura così immobile e stantia.Credo ancora,nonostante tutto,ai Wu Ming.

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    Sine qua Non said on Apr 13, 2014 | Add your feedback

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