Manituana

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Publisher: Verso

3.8
(2436)

Language: English | Number of Pages: 384 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , French

Isbn-10: 1844673421 | Isbn-13: 9781844673421 | Publish date: 

Translator: Shaun Whiteside

Also available as: Paperback

Category: Fiction & Literature , History , Political

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Book Description
A book of dazzling scope, Manituana is the latest from the collective of four
young Italian writers who call themselves Wu Ming.
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  • 4

    "Non esistono lutti per chi è capace di sogni"

    Devi fidarti dei sogni, farti guidare da essi, prendere decisioni a seconda delle loro indicazioni - questa la saggezza di Molly Brant, la signora del clan del Lupo, che credeva nei suoi sogni ad occh ...continue

    Devi fidarti dei sogni, farti guidare da essi, prendere decisioni a seconda delle loro indicazioni - questa la saggezza di Molly Brant, la signora del clan del Lupo, che credeva nei suoi sogni ad occhi chiusi e ad occhi ben aperti e vigili influenzava gli uomini e prevedeva gli eventi.
    Figura femminile saggia, piena di forza e credibilità persino nella sua incredibile aura di magia;
    Lacroix, le Grand Diable, coraggioso, selvaggio e affascinante come Nathaniel 'Longue Carabine' - gran bel personaggio.
    Notevoli le associazioni con 'L'ultimo dei Mohicani' (guerra franco-indiana 1757, qui spesso citata): sachem, baggataway, i Mohawk, Albany e molto del resto di quest'avvincente, accurata e appassionante, classica epopea western vista  dalla prospettiva dei fedeli alla corona d'Inghilterra nella guerra contro gli indipendentisti americani (1777).

    "Non esiste distruzione per chi comprende la legge del tempo"

    Lettura fluida di una soddisfazione che non mi aspettavo ma ci speravo, e se non proprio tutto torna, le pulci le faremo un'altra volta - Long live Wu Ming!

    said on 

  • 4

    Narrazione avvolgente, i Wu Ming riescono sempre a costruire storie che si intrecciano con la Storia, anche quella meno conosciuta. I personaggi sono scolpiti con cura, ma ho fatto un po' fatica a seg ...continue

    Narrazione avvolgente, i Wu Ming riescono sempre a costruire storie che si intrecciano con la Storia, anche quella meno conosciuta. I personaggi sono scolpiti con cura, ma ho fatto un po' fatica a seguire l'andamento delle vicende. Alcune immagini rimangono impresse, la Londra di fine '700 è diabolica nella sua miseria e i capitoli sui Mohock britannici sono in artificio linguistico divertente

    said on 

  • 3

    l'abilità

    di penna dei wu ming è senza dubbio migliore della qualità della rilegatura dei recenti tascabili einaudi, che restituiscono al malcapitato lettore acquirente vecchio stile intere segnature, che si st ...continue

    di penna dei wu ming è senza dubbio migliore della qualità della rilegatura dei recenti tascabili einaudi, che restituiscono al malcapitato lettore acquirente vecchio stile intere segnature, che si staccano e spiccano il volo ☹️. #tenutoinsiemeconlosputo
    bello ma non bellissimo, forse troppo lungo

    said on 

  • 4

    Avvincente, ma un poco faticoso

    Il collettivo di scrittori che si firma WU MING costruisce sempre storie avvincenti. Romanzi, certo, ma basati sulla storia. Racconti che ti prendono ed avvolgono. Matituana non fa eccezione, ma, pers ...continue

    Il collettivo di scrittori che si firma WU MING costruisce sempre storie avvincenti. Romanzi, certo, ma basati sulla storia. Racconti che ti prendono ed avvolgono. Matituana non fa eccezione, ma, personalmente, l'ho trovato un po' più faticoso. Forse il tentativo di scrivere "ancora meglio" è andata a scapito della scorrevolezza. L'irrepetibile Q o Altai o L'Armata dei sonnambuli mi sono piaciuti di più. Detto ciò... Il libro l'ho finito da più di un mese e a volte ci ripenso risentendomi coinvolto... Quindi ha colpito nel segno.

    said on 

  • 2

    Buon libro un po' troppo lungo e pesante

    Il collettivo Wu Ming scrive proprio bene, non c'è che dire. Testo molto scorrevole ed incisivo, frasi brevi e suggestive. Tuttavia si fa fatica all'inizio perché ci sono troppi personaggi e spesso si ...continue

    Il collettivo Wu Ming scrive proprio bene, non c'è che dire. Testo molto scorrevole ed incisivo, frasi brevi e suggestive. Tuttavia si fa fatica all'inizio perché ci sono troppi personaggi e spesso si confondono. Ci vuole un po' di tempo per capire le parentele e a caratterizzare i protagonisti. Ho dovuto cercare on line informazioni aggiuntive e genealogie per riuscire a capire. Anche le vicende storiche non stanno in piedi da sole. Occorre prima studiarsi gli eventi reali, i contesti e la geografia con fonti alternative per riuscire a proseguire. Un romanzo di questo tipo dovrebbe fornire direttamente strada facendo tutti gli elementi essenziali per appassionare il lettore: sfido chiunque a comprendere cosa sta succedendo nella prima di metà del libro senza consultare Wikipedia. E' un vero peccato perché il testo è veramente fluido e piacevole.
    In termini complessivi il libro poteva essere molto più corto senza togliere respiro all'epopea e caratterizzazione dei personaggi.
    Insomma per me è stata un po' una delusione. Riproverò un altro libro di Wu Ming per verificare se la fatica è stata mia personale oppure per l'impostazione della romanzo.

    said on 

  • 0

    Wu Ming

    L'ho letto distraendomi molto ed approfittando del sito internet di wu ming foundation, l'edizione è molto curata, i contenuti su internet sono di audiolibro ed immagini.

    said on 

  • 5

    «Dio ti benedica, Molly Brant»

    1775, regione di New York, a sud dei Grandi Laghi. Due barbuti cacciatori di pellicce entrano nell’emporio di Molly Arendiwanen Brant. L’emporio sorge in cima ad una collina dalla quale si domina il f ...continue

    1775, regione di New York, a sud dei Grandi Laghi. Due barbuti cacciatori di pellicce entrano nell’emporio di Molly Arendiwanen Brant. L’emporio sorge in cima ad una collina dalla quale si domina il fiume Mohawk. Stretti tra l’ansa del fiume e la collina, i campi e le abitazioni di legno, costruite sul modello delle Lunghe Case.
    Il territorio delle Sei Nazioni è una Lunga Casa: i Seneca difendono la porta Occidentale, i Mohawk quella orientale; al centro gli Onondaga custodiscono il Fuoco. Cayuga, Oneida e Tuscarora aiutano i loro alleati. Le tredici colonie nordamericane hanno da poco dato il via alla American War of Independence.
    «Appartengo al Popolo della Selce, custode della porta orientale della Lunga Casa. Sono figlio del Clan del Lupo. Prego Dio alla maniera dei papisti francesi e ho combattuto per i re d’Inghilterra. I filosofi non hanno mai messo piede in America né hanno mai incontrato un indiano.»
    La guerra dei sette anni si è da poco conclusa con la sconfitta della Francia. È la fine della dominazione francese in Canada. Ora i coloni non hanno più la necessità di protezione da parte del regno britannico e sono ancora più insofferenti dei privilegi che di cui gode l’Inghilterra, a scapito dell’economia e dell’autonomia delle colonie. Due anni prima, i Figli della Libertà hanno dato vita al Boston Tea Party.
    Le tribù della Lunga Casa si dividono. Oneida e Tuscarora si alleano con gli americani; i Mohawk, i Seneca, gli Onondaga e i Cayuga rimangono fedeli agli inglesi, sperando di mantenere i propri territori.
    Sappiamo come è andata a finire. Inizia così la diaspora delle tribù e la fine della Confederazione della Lunga Casa. Parte dei Mohawk e dei Cayuga si trasferiscono in Canada. Una parte degli Oneida raggiunge il … Wisconsin!
    Ma torniamo ai due cacciatori. Escono dall’emporio carichi di provviste che depositano sul loro carro. Partendo, perdono la lista dei loro acquisti. Scopriamo così i loro nomi e cosa hanno acquistato: una pentola, un barattolo di pece, cinque galloni di rhum, dieci libbre di carne salata, un flacone dell’infuso contro il mal di denti, trenta piedi di corda di canapa, un acciarino, una scatola di chiodi, due pietre focaie, dieci candele, due pale, due giacche di pelle, quattro coperte, quattro paia di stivali, dieci libbre di formaggio affumicato, e poi ancora, due sacchi di pannocchie di mais, cento barattoli di fagioli, quattro grandi zucche …
    «E c’era lei, Degonwadonti, copia viva di Donna del Cielo, che raccontava ai più piccoli la leggenda del Giardino di Dio e dei mille frammenti scampati alla distruzione. Mille gocce di Paradiso dove allevare la speranza. Sull’aia, una giovane donna dai capelli biondi sceglieva i semi da far germogliare a primavera. La discendenza di Pannocchia, Fagiolo e Zucca.»
    Ah, già, i due cacciatori, i loro nomi … Nonno Wu Ming 1 e Nonno Wu Ming 5 …
    Storia e Emozione. Sempre …

    said on 

  • 4

    Più alti che bassi

    Un lavoro di ricostruzione storica affascinante, privo di facili ipocrisie, capace di affrontare nella sua durezza tematiche spinose come la triste sorte delle popolazioni indiane, senza arretrare d’u ...continue

    Un lavoro di ricostruzione storica affascinante, privo di facili ipocrisie, capace di affrontare nella sua durezza tematiche spinose come la triste sorte delle popolazioni indiane, senza arretrare d’un passo innanzi alla brutalità commesse da ambedue le parti. Recensione completa su scrittorindipendenti com

    said on 

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