Hooray! You have added the first book to your bookshelf. Check it out now!
Create your own shelf sign up
[−]
  • Search Digit-count Valid ISBN Invalid ISBN Valid Barcode Invalid Barcode

Manituana

By Wu Ming

(25)

| Hardcover | 9781844673421

Like Manituana ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free

Book Description

A book of dazzling scope, Manituana is the latest from the collective of four
young Italian writers who call themselves Wu Ming.

357 Reviews

Login or Sign Up to write a review
  • 1 person finds this helpful

    … la disciplina, colonnello, serve a illudersi che la guerra sia una partita a scacchi tra gentiluomini ...


    Puoi fermare le loro malattie, ma non il contagio che portano nell'animo. I bianchi ci distruggeranno come distruggono se stessi. Non fa differenza quale sia la bandiera. Sono un gorgo che si allarga e sprofonda ogni cosa.

    Abbiamo combattuto qu ...(continue)


    Puoi fermare le loro malattie, ma non il contagio che portano nell'animo. I bianchi ci distruggeranno come distruggono se stessi. Non fa differenza quale sia la bandiera. Sono un gorgo che si allarga e sprofonda ogni cosa.

    Abbiamo combattuto qui a Manhattan, a White Plains, abbiamo espugnato i forti, cacciato i continentali.Ho spedito Cornwallis dietro Washington, perchè lo inseguisse fino all'inferno, ma questo dannato paese è molto più grande dell'inferno.

    Is this helpful?

    Plasson said on Aug 17, 2014 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    All'inizio, quasi fino a metà libro, non riuscivo a prendermi di questo libro, di questa storia che, come da buona tradizione letteraria nativa, faticava a prendere piede.
    La scrittura era ottima ma la fatica c'era.
    Poi, da metà libro in poi (da Lond ...(continue)

    All'inizio, quasi fino a metà libro, non riuscivo a prendermi di questo libro, di questa storia che, come da buona tradizione letteraria nativa, faticava a prendere piede.
    La scrittura era ottima ma la fatica c'era.
    Poi, da metà libro in poi (da Londra in poi per intenderci) tutto cambia, l'interesse si fa vivo, la storia prende piede, i personaggi iniziano ad essere familiari e il libro inizia a piacere.
    La storia, bè, quella purtroppo non si può cambiare e sai già come va a finire, ma mentre leggi, forse una parte di te spera di non sapere già il finale.
    Joseph Brant e Philippe Lacroix sono stati due compagni di viaggio fantastici.
    W le Sei Nazioni.

    Is this helpful?

    Hank said on Aug 4, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Sperare che non finisca come sai già che finirà, rimanere con il fiato sospeso, non credere alle sciagure che arrivano...
    il libro è avvincente e pieno, splatter nei dettagli di guerra, bellissimo il lessico e la scrittura.
    La cosa positiva dei fina ...(continue)

    Sperare che non finisca come sai già che finirà, rimanere con il fiato sospeso, non credere alle sciagure che arrivano...
    il libro è avvincente e pieno, splatter nei dettagli di guerra, bellissimo il lessico e la scrittura.
    La cosa positiva dei finali dei Wu Ming è che non sono mai nè completamente negativi, nè completamente positivi, non ti lasciano insoddisfatto come accade con altri. Anche se in questo caso, ho preferito 54...

    Is this helpful?

    nadia said on Jul 31, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    storia interessante e ben documentata, scritta con perizia. a tratti però un po' dispersiva e frammentaria.

    Is this helpful?

    Chrome 24 said on Jul 10, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Buono

    Romanzo storico con buona parte dei personaggi realmente esistiti, questo libro racconta di come le sei nazioni degli Irochesi passino nel giro di cinque anni da una pacifica stabilità alla fame e alla distruzione. Gli autori riescono ancora a ricord ...(continue)

    Romanzo storico con buona parte dei personaggi realmente esistiti, questo libro racconta di come le sei nazioni degli Irochesi passino nel giro di cinque anni da una pacifica stabilità alla fame e alla distruzione. Gli autori riescono ancora a ricordarci, come al tempo di 'Q', quanto sia orrenda la guerra e quanto siamo fortunati noi occidentali del XXI secolo.

    Molto efficace la parte centrale a Londra, ricca di satira sociale e punteggiata dal gergo 'drugo' dei Mohawk di Soho - un esperimento linguistico piuttosto riuscito. Bella anche la dura, coriacea parte finale, a base di genocidio e torture. Meno riuscito invece l'inizio - troppi personaggi inseriti troppo in fretta. Si ha spesso la sensazione che ce ne siano troppi, che molti di loro in realtà non servano all'economia del racconto.

    E' un libro che sembra lungo e non lo è, anche perché, come in 'Q', abbondano le pagine lasciate mezze bianche. Il testo è fortemente segmentato.

    Riassumendo, peggio di 'Q' (ma quel libro fu scritto in stato di Grazia) e se la gioca forse con 'Altai' (che mi piacque di più, ma solo perché ne adoro l'ambientazione). E ricordate che in America non c'era (e non c'è) posto per il passato. C'è solo l'eterno presente del capitalismo dispiegato.

    Is this helpful?

    Tommaso Bruni said on May 23, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Epico, coinvolgente, straziante. E viene da chiedersi chi sono i veri selvaggi... e quanta ricchezza, cultura e dignità siano andate perdute per sempre. Grandi Wu Ming.

    Is this helpful?

    Apemaia74 said on May 12, 2014 | Add your feedback

Book Details

Improve_data of this book