Mann ohne Land

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Verleger: Pendo

4.1
(362)

Language: Deutsch | Number of Seiten: 170 | Format: Others | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) Italian , English , French , Spanish

Isbn-10: 386612077X | Isbn-13: 9783866120778 | Publish date:  | Edition 1

Category: Biography , Non-fiction , Political

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Buchbeschreibung
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  • 4

    Ammetto che se non fosse stato per la stupenda copertina “Un uomo senza patria” di Kurt Vonnegut (minimum fax, pagine 108, 8 euro) forse non avrebbe attratto la mia attenzione: mi ha colpita l’uccelli ...weiter

    Ammetto che se non fosse stato per la stupenda copertina “Un uomo senza patria” di Kurt Vonnegut (minimum fax, pagine 108, 8 euro) forse non avrebbe attratto la mia attenzione: mi ha colpita l’uccellino che esce da una gabbia mentre sicuramente anela la libertà . Un uomo senza patria, cosa può significare? Un uomo che ha radici lontane, come tanti americani, oppure un uomo senza patria è chi si sente deluso dal mondo e un po’ disilluso? In ogni caso, senza farmi troppe domande, visto che ero curiosa di scoprire il punto di vista di Kurt Vonnegut su mondo, ho acquistato il libro. Così va la vita.

    Continua su....
    https://girodelmondoattraversoilibri.wordpress.com/2015/08/04/kurt-vonnegut-un-uomo-senza-patria/

    gesagt am 

  • 4

    Estratto di saggezza

    Riflessioni in ordine sparso sugli Stati Uniti, sul mondo, sull'umanità. Pillole di saggezza da centellinare e gustare. La mancanza di un filo logico gli toglie una stellina.

    gesagt am 

  • 4

    Life is no way to treat an animal. (p. 98)

    "Vi rendete conto che tutta la grande letteratura […] parla di che fregatura sia la vita degli esseri umani? (Non è liberatorio che qualcuno lo dica chiaro e tondo?)" (p. 16)

    gesagt am 

  • 4

    Amare la perpetua meraviglia.

    "Siamo qui sulla Terra per andare in giro a cazzeggiare. Non date retta a chi dice altrimenti".

    Fucking genius!

    gesagt am 

  • 3

    Per citare lo stesso autore, verso la fine della sua vita Vonnegut, come Einstein e come Twain, aveva perso ogni speranza nella razza umana. Aveva visto abbastanza.
    Era un uomo profondamente amareggia ...weiter

    Per citare lo stesso autore, verso la fine della sua vita Vonnegut, come Einstein e come Twain, aveva perso ogni speranza nella razza umana. Aveva visto abbastanza.
    Era un uomo profondamente amareggiato, arrabbiato e frustrato. Leggere questi estratti (da lezioni? Seminari? Bo) ti fa sentire allo stesso modo. Impotente. Sappiamo dove stiamo andando ma non abbiamo il potere di fare niente.
    Giudizio parzialmente negativo sull’edizione: sono presenti alcuni testi già presentati in Dio la benedica, dottor Kevorkian. Repetita iuvant, però a volte dà fastidio.

    gesagt am 

  • 0

    Questa breve raccolta di saggi, apparsi per la prima volta sulla rivista In These Times e pubblicata in America nel 2005 con il titolo A Man Without Country, è l’ultimo contributo che Kurt Vonnegut la ...weiter

    Questa breve raccolta di saggi, apparsi per la prima volta sulla rivista In These Times e pubblicata in America nel 2005 con il titolo A Man Without Country, è l’ultimo contributo che Kurt Vonnegut lascia al mondo delle lettere. Lo è stato per sua esplicita volontà ma il tempo gli ha dato ragione: solo due anni lo separavano dalla morte.

    Edito in Italia da Minimum Fax, Un uomo senza patria raccoglie riflessioni che attraversano il tempo e lo spazio, il reale e l’immaginario e che svelano i meccanismi di una mente geniale e anticonformista. Le tematiche trattate sono varie: Vonnegut discute di umorismo, letteratura, scienza e tecnologia. La politica è una presenza costante, soprattutto in quanto prova della malvagità umana: il disprezzo verso l’amministrazione Bush è fortissimo (non per niente il sottotitolo dell’edizione americana è A Memoir of Life in George W. Bush’s America). Tuttavia la famiglia resta sempre una nota dolce e molti sono gli aneddoti che Vonnegut racconta, come in un’autobiografia improvvisata che segue il riaffiorare della memoria, resa frammentata e meravigliosamente imprevedibile dalla vecchiaia.

    Continua a leggere la recensione qui: http://www.rivistaunaspecie.com/2015/04/17/recensione-uomo-patria-kurt-vonnegut/

    gesagt am 

  • 0

    "E ovviamente, un'altra ragione per non parlare della guerra è che è indescrivibile"

    Sul piccolo palco di un locale buio, vuoto di gente, pieno di fumo, Vonnegut sputa, come in un borbottio interiore, le proprie verità; le undici "confessioni" che costituiscono questo libriccino racco ...weiter

    Sul piccolo palco di un locale buio, vuoto di gente, pieno di fumo, Vonnegut sputa, come in un borbottio interiore, le proprie verità; le undici "confessioni" che costituiscono questo libriccino raccontano il doloroso amore che egli sentiva per gli esseri umani (per gli umanisti) e il profondo disprezzo che provava per la gente (rea di aver condannato la terra ad un'inarrestabile dissoluzione), per i potenti e le loro scellerate, irresponsabili scelte (Sono persone nate senza coscienza, che improvvisamente stanno prendendo il controllo su tutto).
    Nulla di nuovo, in fondo (nemmeno il linguaggio per uno scrittore che è rimasto sempre fedele a se stesso anche nella voce).

    gesagt am 

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