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Manon Lescaut

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Publisher: Bruguera libro amigo

3.6
(302)

Language:Español | Number of Pages: 189 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) French , Catalan , Italian , English

Isbn-10: 8402096328 | Isbn-13: 9788402096326 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Paperback , Hardcover , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Sports, Outdoors & Adventure

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Book Description
La inmensa fortuna de Manon Lescaut (1731) podría atribuirse a su denso carácter representativo: pocas obras, en efecto, han condensado tan admirablemente el espíritu del inquieto y contradictorio sigo XVIII, en el que ya se gestaban los cambios radicales, las renovaciones éticas y sociales del siglo sucesivo. Pero esta representatividad no es suficiente para explicar el éxito del trágico relato. La verdad es que el indisciplinado benedictino Prévost, hombre aventurero y escritor increíblemente prolífico, condensó en esta historia con admirable sobriedad (realista y sentimental a la par) las contradicciones de la pasión más antigua y su imperio sobre la razón, la virtud y el deber.
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  • 3

    Il mascalzone e la sgualdrina

    Non c'è miglior sintesi di questo romanzo di quella riportata da Montesquieu nelle sue Mémoires: "Je ne suis pas étonné que ce roman, dont le héros est un fripon et l'héroïne une catin plaise, parce que toutes les mauvaises actions du héros ont pour motif l'amour, qui est toujours un mo ...continue

    Non c'è miglior sintesi di questo romanzo di quella riportata da Montesquieu nelle sue Mémoires: "Je ne suis pas étonné que ce roman, dont le héros est un fripon et l'héroïne une catin plaise, parce que toutes les mauvaises actions du héros ont pour motif l'amour, qui est toujours un motif noble, quoique la conduite soit basse.»
    Già, perché non c'è ombra di dubbio che la cara Manon sia una puttanella, benché di bellissimo aspetto e fornita di notevoli "respingenti" e che invece il cavaliere Des Grieux sia un giovane rincitrullito che si fa guidare dal proprio organo genitale come il rabdomante dal legno biforcuto. Si sa troppo poco della vita dell'autore, l'abbé Prévost, ma quel poco che conosciamo ci spinge a considerare Manon Lescaut un romanzo autobiografico; certo risulta difficile credere che simili persone, dotate di così poco buon senso, abbiano veramente mosso i loro passi nella Parigi della Reggenza, ma le vie del Signore sono infinite anche in materia di idiozia. Un plot del genere poteva essere concepito solo da un benedettino (Prévost appunto) infoiato dai lunghi studi in clausura e da una sana predisposizione all'inganno.
    Manon Lescaut è un romanzo settecentesco, per di più parliamo del settecento parigino, quindi abbiamo tutti i capisaldi del tempo: pettegolezzi, lussuria, folklore, lusso e miseria tête-à-tête, carrozze e nèi posticci; è anche un romanzo zeppo di esclamazioni e locuzioni come "Giusto cielo!" o "Orrendo tentativo! o "Passione fatale!", insomma tutte espressioni che fanno capire la portata titanica di sentimenti dirompenti, che strappano l'anima e i corpetti stretti.
    Abituato com'ero alle Manon alquanto compassate e moderatamente sfrontate come quelle di Massenet e di Puccini, ho dovuto però cambiare colonna sonora perché il romanzo che ha ispirato quelle opere immortali, in realtà, si adatta meglio a The Yakety Sax ovvero il motivetto del Benny Hill Show; sono infatti talmente tante le fughe, gli inseguimenti a cavallo o a piedi, i giri in tondo, i ricongiungimenti, i nemici baffuti che non si può associare la lirica di Puccini al nostro - seppur bravissimo - abbé. Alla fine del libro, stremato da una conclusione che sembrava non dover arrivare più (la Louisiana non mi è mai parsa così lontana, ma alla fine arriva e fa il suo dovere), mi sono chiesto che cosa ne sarebbe stato di Manon se quel grullo di Des Grieux non l'avesse strappata alla vita monacale; mi si è formata un'immagine, sempre più nitida, che è quella della Marchesini che interpreta la Badessa ne i Promessi sposi e si racconta con queste immortali parole: "Sedici anni c’avevo, quant’ero caruccia, tanto caruccia; piccoletta, tondetta - sì tonda lo so’ sempre stata questo sì lo confesso - ma ‘na silfide ’n confronto adesso - un po’ nana, questo sì lo confesso, ma ero tanto caruccia. Quanto me sarebbe piaciuto ‘na bella famiglia, un marito, no! M’hanno schiaffato qui dentro, me so’ fatta monaca perché nessuno me voleva. Quanto me sa brutto ‘sto posto!".

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    2

    ho trovato il titolo nel libro "La signora delle camelie" di Dumas (Armand lo regala a Marguerite) e sperando di ritrovarci un'altra protagonista femminile indimenticabile mi sono decisa a leggerlo.
    purtroppo è stato scritto nel 1731 e gli anni si sentono tutti; oltretutto il cavalier de gr ...continue

    ho trovato il titolo nel libro "La signora delle camelie" di Dumas (Armand lo regala a Marguerite) e sperando di ritrovarci un'altra protagonista femminile indimenticabile mi sono decisa a leggerlo.
    purtroppo è stato scritto nel 1731 e gli anni si sentono tutti; oltretutto il cavalier de grieux è un vero mascalzone, un poco di buono e la nostra Manon è molto deludente. Abbandona il suo amato almeno 3 volte per uomini più ricchi di lui e si pente solo alla fine, prima di morire.
    dimenticabile

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  • 4

    Libro del 1731, è diventato, postumo, un capolavoro. Nemmeno il suo autore si accorse di quello che, inizialmente compreso nell'opera monumentale (di 7 tomi) "Memorie e avventure di un uomo di qualità", diventerà non solo il suo capolavoro, ma un capolavoro della letteratura mondiale.
    Seppu ...continue

    Libro del 1731, è diventato, postumo, un capolavoro. Nemmeno il suo autore si accorse di quello che, inizialmente compreso nell'opera monumentale (di 7 tomi) "Memorie e avventure di un uomo di qualità", diventerà non solo il suo capolavoro, ma un capolavoro della letteratura mondiale.
    Seppure la critica del tempo le offrì un'accoglienza indifferente quando non ostile, presso il popolo si affermò come opera di valore e originalità.
    Più di qualsiasi altra cosa fu la figura della protagonista, Manon, a suscitare le più virulente critiche. La forza di questo capolavoro sta, a mio parere, nella creazione di due personaggi che in loro incarnano la stessa idea di romanticismo. Una figura femminile a prima vista "leggera" e "infantile" (quanto mi ha ricordato l'ambigua Lolita!) incontra un uomo che, in nome di un amore ossessivo, perderà onore, titoli e onestà.
    Montesquieu stroncò il romanzo il cui "eroe è un mascalzone e l'eroina una prostituta" e certo non fu voce isolata se nell'edizione della "Larousse du xxème siecle" sotto la voce "manon" darà la secca definizione di "puttana".
    Seppure sia vero che Manon non prenda affatto sul serio il sesso, sul serio prende l'amore e le carezze. La ragazzina superficiale acquista velocemente spessore e profondità fino a rasentare un femminismo "ante litteram" quando afferma, riguardo il suo amante che la manteneva da due anni: "Non gli ho concesso nessun diritto su di me..." tenendo conto che siamo nel primo settecento, la frase è rivoluzionaria.
    La perfetta figura maschile di una coppia romantica nasce con queste parole: "Mi parve così carina che io, che non avevo mai pensato alle differenze dei sessi, né forse, avevo mai guardato una ragazza con un po' d'attenzione, io, dico, di cui tutti ammiravano la saggezza e il ritegno, mi trovai di colpo acceso d'amore fino all'esaltazione". Il colpo di fulmine che, inevitabilmente, tutto incenerirà.
    Paragagonabile al miglior Dickens, di un secolo più tardi, l'affresco della società Parigina è profondo e affascinante, ma mai ironico. Un senso di rovina inesorabile pesa come temporali all'orizzonte, e questa è la chiave primaria per interpretare la vera fibra dell'eroe "farabutto".
    Romanticamente, infatti, il protagonista affronta il proprio destino conscio dei pericoli: "Addio, voglio secondare la mia cattiva sorte a compiere la mia rovina, gettandomi volontariamente tra le sue braccia". Amore contro Destino.

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  • 2

    Noiosissimo, per quanto breve e pieno di peripezie di tutti i tipi. Ho apprezzato la narrazione in prima persona piuttosto che il solito narratore onniscente da vecchi romanzi, e devo dire che la caratterizzazione dei due protagonisti, soprattutto di lui, è molto buona e realistica; anche troppo, ...continue

    Noiosissimo, per quanto breve e pieno di peripezie di tutti i tipi. Ho apprezzato la narrazione in prima persona piuttosto che il solito narratore onniscente da vecchi romanzi, e devo dire che la caratterizzazione dei due protagonisti, soprattutto di lui, è molto buona e realistica; anche troppo, però, perché sono uno peggio dell'altro. Manon è disonesta, incostante, frivola e sciocca, ma lui riesce a essere persino peggio, piagnucoloso e ingrato e stupido, non fa una cosa buona che sia una in tutto il libro. Scappa con una ragazza conosciuta da due minuti tanto perché è carina (e basta con questo amore a prima vista!), mente, imbroglia, tradisce chi vuole aiutarlo e, sempre autocommiserandosi senza sosta, se ne frega di chiunque tranne di quella che se lo meriterebbe di meno (anzi per lei ha una vera e propria ossessione!) e che probabilmente per almeno tre quarti di libro lo ama tanto che lo baratterebbe con un bel vestito se si trovasse a corto di denaro.
    Per tutto il tempo, poi, spuntano come funghi benefattori e vecchi amici che aiutano i due disgraziati tirandoli fuori dai guai (che tra l'altro si causano sempre da soli) senza volere nulla in cambio, non si sa nemmeno perché, immagino per far andare avanti la storia. Ma loro, figurarsi, anziché imparare dai propri sbagli continuano a ripeterli con insistenza, tanto che è difficile decidere chi sia il più stupido e incosciente, e tanto che quantomeno si può dire che hanno quello che si meritano (o persino di più), e che sono uno degno dell'altro.

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  • 4

    Un esempio di come anche la letteratura scritta secoli fa può rivelarsi più che mai attuale. Mi ha fatto molto riflettere, anche se non mi ha conquistata più di tanto. Manon, però, è entrata fin dal subito tra i miei personaggi preferiti di sempre.

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  • 4

    Un classico attualissimo da leggere assolutamente.
    Una storia d'amore combattutissima tra due ragazzi adolescenti che non riescono a gestire la loro relazione, non solo per le diversità caratteriali ma anche per i loro problemi economici.
    Molto bello, ricco di tematiche tutt'oggi attu ...continue

    Un classico attualissimo da leggere assolutamente.
    Una storia d'amore combattutissima tra due ragazzi adolescenti che non riescono a gestire la loro relazione, non solo per le diversità caratteriali ma anche per i loro problemi economici.
    Molto bello, ricco di tematiche tutt'oggi attualissime.

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  • 2

    Decepcionante

    Nada, no me gustó nada. Novela insulta, exagerada y poco creíble. Crítica completa en

    http://piensaescribesm.blogspot.com.es/2013/02/manon-lescaut-abate-prevost.html

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  • 4

    Storia scritta 3 secoli fa eppure non così inattuale...i soldi e il sesso, la scelta tra passione e vita retta, tra conformismo e negazione delle regole, l'amore al dì là della ragione, la morte.

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  • 4

    Impulso del cuore ed impeto del desiderio

    Che figura incantevole questa Manon Lescaut!
    Agisce per quasi tutto il romanzo come una sgualdrina (e così la videro i contemporanei) ma rimane sempre avvolta da un'aura di sincera ingenuità, assolutamente priva di malizia e di calcolante cinismo: ed è questo contrasto di luci ed ombre che ...continue

    Che figura incantevole questa Manon Lescaut!
    Agisce per quasi tutto il romanzo come una sgualdrina (e così la videro i contemporanei) ma rimane sempre avvolta da un'aura di sincera ingenuità, assolutamente priva di malizia e di calcolante cinismo: ed è questo contrasto di luci ed ombre che la rende sfuggente ad ogni definizione e, nello stesso tempo, ben viva e reale nella sua spudorata e limpida amoralità.

    Comme je crois en toi! que je t'aime et je hais!
    Quelle perversité! quelle ardeur inouie
    Pour l'or et le plaisir! Comme toute la vie
    Est dans tes moindres mots! Ah! folle que tu es,
    Comme je t'aimerais demain, si tu vivais!
    (De Musset)

    Il romanzo è ambientato nella Parigi del '700 con le sue strade oscure e pericolose, i giardini silenziosi, i caffè e i teatri, le case di pena, come l'Hopital e Saint-Lazare, e gli hotels dove si giocava, frequentati dai grandi signori, dai cavalieri e dai soldati, ubriaconi e privi di scrupoli.
    Il cavaliere Des Grieux racconta le vicissitudini della sua vita in seguito alla passione incontrollabile ed inarrestabile per la giovane Manon Lescaut, di origini modeste, dal temperamento volubile, ma dotata di straordinario fascino femminile: ed è un susseguirsi di rapimenti, fughe, duelli, inseguimenti, da cui il nostro cavaliere si lascia travolgere come una foglia in una buia foresta, senza opporre alcuna resistenza, anzi, compiendo sempre consapevolmente le scelte che lo porteranno alla rovina.
    La passione amorosa agisce come una fatalità a cui l'uomo è predestinato dai superiori voleri di una misteriosa provvidenza: 'il cristiano che vuol vivere nel mondo non deve lanciare contro il cuore nessun anatema, ma cercare anche nei suoi movimenti più eccezionali l'oscura volontà di Dio'
    'Un instant produit cette étrange vicissitude', e il cuore passa improvvisamente da una situazione ad un altra per cause oscure di cui nessuno saprà mai i moventi.
    L'unica certezza di Des Grieux è che la nostra felicità consiste nel piacere, e il piacere più grande è stare con la propria amata: a questa convinzione è disposto a sacrificare tutto.
    Alla fine la provvidenza ristabilirà l'ordine e l'opera rivelerà anche il suo intento morale, però, solo a pensare all'anno in cui viene pubblicata (1731) mi sa che di questo settecento abbiamo molte idee, a dir poco, inadeguate!

    said on 

  • 4

    Excelente novela de pasión, que a pesar de la ingenuidad del protagonista, se lee muy bien, muy entretenida.
    Esta narrado de forma magistral.

    said on 

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