Mansfield Park

La nostra biblioteca classica in cento volumi (88)

Di

Editore: EDIPEM

3.9
(3316)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 308 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Spagnolo , Chi semplificata , Catalano , Greco , Polacco , Portoghese , Olandese , Ceco

Isbn-10: A000124877 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Diana Agujari Bonacossa , Ester Bonacossa della Valle di Casanova

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback , Altri , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Rosa

Ti piace Mansfield Park?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 4

    Scusami, Fanny.

    Ho letto per la prima volta Mansfield Park intorno ai 19 anni e poi di nuovo intorno ai 30. Ed in entrambe le volte, qualcosa e qualcuno disturbarono a mia lettura.
    Sicuramente al tempo non apprezzai, ...continua

    Ho letto per la prima volta Mansfield Park intorno ai 19 anni e poi di nuovo intorno ai 30. Ed in entrambe le volte, qualcosa e qualcuno disturbarono a mia lettura.
    Sicuramente al tempo non apprezzai, anzi trovai pesantissimo, l'utilizzo del discorso indiretto libero, che richiede al lettore una dose di concentrazione maggiore rispetto a quella che serve per la comprensione di descrizioni (di abiti, giardini, arredamenti) e di ciò che viene comunicato col discorso diretto, perché il discorso indiretto libero è subdolo e nell'intrecciare la voce narrante con il pensiero/voce dei personaggi, stordisce e disorienta il lettore distratto; stesso problema con "Persuasione" ed "Emma", che però lessi con altro spirito: "Persuasione" fu per me una lettura più tarda e meditata e dunque l'intersecarsi tra narratore e narrati mi risultò agevole, e in" Emma", che fu invece lettura assai precoce, il brio, la simpatia, la buona fede e l'ingenua cattiveria della protagonista anestetizzarono ogni difficoltà di comprensione e, scivolando senza pensieri di sorta, fui benevolmente coinvolta dai pasticci piccoli e grandi combinati da una ragazza deliziosa. E proprio questo è il punto. Perché in realtà, le mie riserve nei confronti di Mansfield Park mi derivarono, sì, dalle uno stile narrativo complesso ma fu Fanny soprattutto il problema, perché non la sopportavo. Non mi era simpatica come Emma, non era frizzante come Lizzie, né appassionata come Marianne e dolce come Elinor, né teneramente sfigata come Catherine o profonda e consapevole come la mia diletta Anne; d'altra parte quando si è giovani si hanno a noia i personaggi troppo composti, rigidi, immoti e silenziosi, perché invece la giovinezza è spesso ricerca, contraddizione, sventatezza e ribellione.
    Fanny no. Fanny sembrava più anziana delle sue zie e più rigida di Edmund, che già non era un campione di flessibilità e di accondiscendenza. Insomma Fanny mi sembrava mia nonna.

    Non so perché, ma dopo più di venti anni, ho voluto rileggerlo; forse non potevo sopportare che Jane Austen fosse davvero scivolata su una delle sue protagoniste o forse è stata Fanny stessa a chiamarmi affinché la rivalutassi ( ^__^). Fatto sta che la lettura stavolta è stata intensa e proprio molti passaggi che ricordavo oscuri mi hanno chiarito silenzi e atteggiamenti, parole e gesti che anni fa non avevo compreso.
    Prima di tutto sfido chiunque, nelle condizioni sociali e familiari di Fanny, a comportarsi in modo diverso dal suo: prelevata da una famiglia numerosa, povera e volgare, trasportata come una bambola presso i suoi zii ricchi solo al fine di essere la dama di compagnia per le sue cugine e per le sue zie; memore e ben consapevole del suo livello sociale e tagliata fuori da un futuro radioso e da radiose prospettive; educata a rimanere al suo posto, a parlare se interrogata, a stazionare per anni sempre in casa a disposizione di una zia pusillanime e di un'altra avara e malevola; mai invitata a pranzi e balli. Insomma, per essere stata allevata per assecondare le esigenze di una classe superiore e per essere stata plasmata fin da piccola da un morigerato cugino, splendido esemplare della corrente evangelical, Fanny è fin troppo viva e fin troppo determinata e coerente. E nella sua apparente staticità, addirittura rivoluzionaria, perché mai una donna di livello sociale così basso, senza dote né appoggi, ha osato rifiutare (nel panorama austeniano) un uomo ricco, giovane e bello. Per anni ho creduto che fosse una sciocca, invece la sciocca ero io, che non avevo capito il suo coraggio, la sua coerenza e la sua determinazione: resiste perché non lo stima e non si fida, e con dolore immenso preferisce avere gli zii contro e subire l'umiliazione dell'allontanamento che piegarsi. Fanny è granitica e la sua forza alla fine sarà utile ad una famiglia che senza di lei sarebbe andata alla deriva. La sua resistenza salverà la storia e le sue virtù salveranno la famiglia, che poi virtù... diciamo anche che la Austen salva Fanny proprio in prossimità di possibili cedimenti. Chi ci assicura, infatti, che non avrebbe recitato se non fosse arrivato lo zio Bertram? E chi ci assicura che non avrebbe sposato Crowford se questi non avesse ceduto al sesso con un'altra donna?
    Insomma, donna coerente e granitica la nostra Fanny, ma anche umana nelle sue riflessioni, nei suoi pensieri più nascosti e perfino nei suoi desideri (qui moltissimo serve il discorso indiretto libero) e forse più cedevole di quanto immaginiamo. Forse avrebbe ceduto a Crowford pur di non vivere nel degrado della sua casa d'origine e forse avrebbe volentieri spaccato una brocca in testa a Mary e a Maria, ma non lo sapremo mai, anche se la Austen, secondo me, vuole che il lettore lo ipotizzi.
    Granitica sì, ma non finta. Coerente sì, ma non idiota. Silenziosa sì, ma non sorda. Assorta sì, ma non disattenta. Umana, anzi, quasi umana.
    .

    ha scritto il 

  • 5

    Jane Austen è sempre Jane Austen, e ogni suo romanzo non delude mai!
    Mansfiel Park è uno dei romanzi in cui ho atteso con maggiore ansia il finale!
    La storia è incentrata sulla vita di Fanny Price, un ...continua

    Jane Austen è sempre Jane Austen, e ogni suo romanzo non delude mai!
    Mansfiel Park è uno dei romanzi in cui ho atteso con maggiore ansia il finale!
    La storia è incentrata sulla vita di Fanny Price, una ragazza buona, educata, generosa e molto...moolto timida! (Forse anche troppo.)
    Fanny viene mandata sin da piccola ad abitare con i suoi ricchi zii per cercare di aiutare economicamente la madre sollevandola dall'incarico di occuparsi di almeno una delle sue figlie. Fanny, appunto molto timida, ha problemi nel riuscire a instaurare un rapporto con le cugine , ed è spaventata in modo esasperato dal suo autoritario zio, e inizialmente il suo soggiorno a Mansfield si può paragonare più ad un incubo che ad un conforto. Successivamente stringe un rapporto di amicizia con suo cugino Edmund, con cui si confida e parla liberamente, e che inizia ad apprezzare sempre di più per via della sua gentilezza, della sua intelligenza e della sua bontà d'animo fino a che non se ne innamora perdutamente, al punto da non riuscire a toglierselo più dalla testa. Inizialmente il romanzo parla delle vicende di Fanny mettendola un po' da parte come se fosse un personaggio poco rilevante, e si concentra di più sulle vicende delle sue due cugine che si innamorano dello stesso presuntuoso ragazzo Henry Crowford, che si diverte a far innamorare di lui le due sorelle e gode nel vedere come loro si ingelosiscono l'una dell'altra e sperino ognuna per se di essere la preferita che poi lui successivamente sposerà, mentre lui non ha la minima intenzione di legarsi e nessuna di loro. Successivamente il romanzo fa più luce sui sentimenti che trova riprovevole il comportamento di Mr Crowford cui, alla fine si ritrova ad essere al centro della sua attenzione!
    Mr Crowford infatti con l'intento di far innamorare anche lei solo per gioco , si innamorerà lui stesso della piccola dolce Fanny che però lo rifiuterà con totale sicurezza, per via del disprezzo che prova nei suoi confronti, considerandolo un ragazzo vanesio incapace di legarsi realmente a qualcuno. A questo punto il Signor Crowford tenterà con ogni suo mezzo possibile di conquistare l'amore di Fanny , senza però mai riuscirci. Fanny intanto sarà costretta ad assistere ,senza poter fare nulla, al modo in cui suo cugino Edmund si innamora piano piano e sempre di più al punto da arrivare a volerle chiedere la mano, della sorella di Mr Crowford, una donna irriverente e avida che Fanny detesta e non sopporta che possa stare accanto al suo amato.
    Fanny inoltre verrà spinta ad accettare Mr Crowford e la sua proposta di matrimonio da suo zio Sir Thomas e dal suo amato Edmund, poiché essi lo rintengono un più che accettabile partito (essendo egli ricco) che possa assicurare a Fanny una vita tranquilla e florida ed inoltre credendo che egli sia davvero innamorato come dimostra di essere.
    Alla fine risulterà esatto il pensiero di Fanny su Mr Crowford (poiché egli in prenda ad un momento di vanità scapperà con la sposata cugina di Fanny Mrs Rushworth, ancora innamorata di lui) ed Edmund si accorgerà della vera natura di Miss Crowford e rinuncerà definitivamente a sposarla.
    Infine tramite queste mille vicissitudini Edmund si accorgerà di amare sua cugina Fanny con cui poi si sposerà con la benedizione di tutti i suoi familiari più cari e con la più devota felicità di Fanny stessa.

    ha scritto il 

  • 3

    Questo è il quarto romanzo della Austen che affronto e devo dire, a malincuore, che è anche quello che mi ha colpito meno.
    Jane Austen è un’autrice che mi piace molto. Adoro la sua capacità di traspor ...continua

    Questo è il quarto romanzo della Austen che affronto e devo dire, a malincuore, che è anche quello che mi ha colpito meno.
    Jane Austen è un’autrice che mi piace molto. Adoro la sua capacità di trasportare il lettore nei favolosi scenari inglesi dell’Ottocento, negli affari privati di caratteristiche famiglie vittoriane. Adoro il modo con cui spesso prende in giro i personaggi, la leggerezza della sua penna, il suo modo di raccontare.
    Eppure, nonostante in Mansfield Park abbia ritrovato tutto ciò, nonostante la storia raccontata non sia affatto male, non mi ha soddisfatta appieno.
    L’ho trovato un romanzo eccessivamente lento, a tratti noioso, che poteva essere ridotto tranquillamente a 200 pagine. La protagonista, Fanny, a mio parere è troppo placida, esageratamente senza carattere, anonima. Certo, non è un’eroina senza macchia, ma una fanciulla dal carattere sensibile, dolce e mansueto, tuttavia credo che Jane non abbia saputo metterla in risalto. Anche una protagonista come Fanny può risultare interessante, se ben dipinta, ma in Mansfield Park, purtroppo, questo non è avvenuto.
    (Recensione: http://piccolacrisalide.it/last-reads-2-siddartha/)

    ha scritto il 

  • 5

    E' questa l'opera più cupa della Austen, quella in cui la sua analisi spietata della società e della sotterranea ingiustizia che animava il suo mondo diventa più chiara e trasparente. La Austen, a dis ...continua

    E' questa l'opera più cupa della Austen, quella in cui la sua analisi spietata della società e della sotterranea ingiustizia che animava il suo mondo diventa più chiara e trasparente. La Austen, a dispetto della sua fama, non è, per me, assolutamente un'autrice "femminile", ma, al contrario, è una degli scrittori più lucidi e amari nel suo sguardo sul mondo che io abbia mai letto. La sua ironia, sottile e apparentemente innocua, è una critica spietata e senza appello del suo sistema sociale e, in particolare della condizione della donna, molto prima che il femminismo o il socialismo avessero dato forma e riferimenti culturali e politici al diffuso senso di ingiustizia che la società settecentesca aveva costruito. I romanzi della Austen sono perfette costruzioni letterarie, ma non sono solo quello, non del tutto perlomeno, secondo me, esse sono, ancora di più, riflessioni sociali e politiche, elaborate quando questi concetti non appartenevano al comune sentire, soprattutto nell'universo mentale di una tranquilla zitella di campagna. Il senso profondo delle sue opere si coglie appieno in "Mansfield Park", opera che prende appunto il titolo dalla "proprietà" di uno dei personaggi e che segue le vicende di una famiglia nobile nella quale cresce una cugina "povera", Fanny Price. La Austen è distaccata e fredda in questo romanzo, persino la sua protagonista è seguita da lontano. I dolori della povera Fanny, i piccoli, insignificanti dolori, inesistenti, per lei reali, ma colpevoli, ingiustificati perchè non ha diritto di sentire chi vive della misericordia altrui, tali dolori sono solo accennati, suggeriti, la Austen li sente ma non li giudica. Osserva, implacabile, tutto da lontano. E' un opera che sento dura, inospitale, ma è quella in cui le debolezze del mondo sono rivelate senza timore e, quasi, senza speranza.

    ha scritto il 

  • 4

    La Comédie Humaine austeniana

    “Mansfield Park” è un grande teatro e la teatralizzazione del genere umano è al centro della trama di questo romanzo. Fanny Price, una giovane nata in una famiglia povera e numerosa, viene adottata da ...continua

    “Mansfield Park” è un grande teatro e la teatralizzazione del genere umano è al centro della trama di questo romanzo. Fanny Price, una giovane nata in una famiglia povera e numerosa, viene adottata da bambina dagli zii - Sir e Lady Bertram - e cresciuta nella lussuosa residenza di Mansfield. Nel corso dei suoi primi anni di crescita, assistiamo alla maturazione di un carattere remissivo e riflessivo in netta contrapposizione con quello delle cugine Maria e Julia, e al progressivo attaccamento nei confronti del secondogenito Edmund - suo cugino.
    Il punto cruciale del romanzo, a mio avviso, viene sperimentato dal lettore nel primo libro: in seguito alla partenza di Sir Bertram, gli abitanti di Mansfield Park organizzeranno, insieme ad alcuni parenti e amici, una rassegna teatrale, decidendo di portare in scena “Giuramenti d’innamorati”, una licenziosa commedia dell’epoca. Ebbene, è proprio dietro al sipario che ciascun personaggio comincia a “mettere in scena” se stesso, spogliandosi delle convenzioni e indossando dei panni che nessuno toglierà fino alla conclusione del romanzo (nonostante la rappresentazione teatrale non sia effettivamente mai andata in scena a causa dell’improvviso ritorno del padrone di casa), con tutte le conseguenze che ne deriveranno.
    In “Mansfield Park” ogni personaggio recita un ruolo e ad esso resta ancorato sempre. Tutti, questo è ovvio, compresa Fanny Price: l’indissolubile eroina della perfezione porta avanti la forzata purezza delle sue scelte, dei suoi pensieri, delle sue parole non dette a discapito della simpatia che si potrebbe provare per lei se solo non fosse così costruita come coloro che, ogni due pagine, vengono da ella stessa mal giudicati.
    Il mondo è un teatro e Jane Austen lo sa bene. Tra tutti, “Mansfield Park” è sempre stato l’unico romanzo austeniano a lasciarmi perplesso. È senz’altro il suo scritto meno romantico (basti solo pensare alla “dichiarazione” d’amore proposta da uno dei protagonisti nella penultima pagina del suo lavoro) e, forse, il più critico e complesso di tutti; per questi motivi, credo, il terzo romanzo pubblicato in vita da Jane Austen risulta essere anche quello più difficile da amare, sebbene ciascuno possa ritrovare in questa comédie humaine britannica un frammento della propria esistenza, un guizzo, un’illuminazione sui caratteri che abitano il mondo.

    ha scritto il 

  • 3

    Tra passeggiate placide per i campi, balli, sussurri e occhiate, pettegolezzi e frivoli passatempi borghesi come l’organizzazione di una rappresentazione teatrale, i giorni scorrono a Mansfield seguen ...continua

    Tra passeggiate placide per i campi, balli, sussurri e occhiate, pettegolezzi e frivoli passatempi borghesi come l’organizzazione di una rappresentazione teatrale, i giorni scorrono a Mansfield seguendo la storia della timida Fanny Price.
    Nonostante la trama non sia malvagia, devo ammettere che questo romanzo mi ha annoiata in molte sue parti, in cui sono stati fatti eccessivi giri di parole corredati da una basilare lentezza nello svolgersi degli eventi. Totalmente differente da "Orgoglio e Pregiudizio".

    Recensione completa qui: http://sakomar.blogspot.it/2016/09/recensione-di-mansfield-park-di-jane.html

    ha scritto il 

  • 5

    La libertà è un'utopia a Mansfield Park.....

    Mansfield Park secondo me è il romanzo più particolare della Austen, infatti è quasi del tutto privo del tono leggero da commedia, ironico e vivace, presente in titoli come Orgoglio e Pregiudizio.
    Qua ...continua

    Mansfield Park secondo me è il romanzo più particolare della Austen, infatti è quasi del tutto privo del tono leggero da commedia, ironico e vivace, presente in titoli come Orgoglio e Pregiudizio.
    Quando l'ho letto mi è sembrato quasi l'opera di un'autrice diversa, tanto il tono è serio e moraleggiante, infatti, forse per questo, è stato snobbato dalla critica dell'epoca.
    Al narratore onnisciente viene affidato il ruolo di guida morale del romanzo, che ci mostra quello che è giusto e quello che è sbagliato secondo le convenzioni. La solidità di questi "dogmi" è ridicolizzata da una vena sottilmente ironica e pungente.
    Fanny, adottata da bambina dai ricchi zii, cresce come una parente povera, all'ombra dei cugini istruiti ma superficiali, e vessata dalla sgradevole zia Mrs. Norris. Viene presentata come un modello di sensibilità, rettitudine e virtù, ma ben presto ci si rende conto che non è tutto oro quel che luccica. La ragazza è infatti talmente ossessionata dal giudizio altrui e dal senso di colpa, che dice e fa quello che si aspettano da lei, non quello che vuole veramente. Così cauta e ambigua nei giudizi da risultare falsa, è un po' come la goccia che erode la pietra. Questo si nota soprattutto nei confronti della sua rivale, Mary Crawford, di cui il suo amato cugino Edmund, l'unico che sembra capirla, si infatua.
    Mary è tutto quello che Fanny non è, dice quello che pensa, non si cura delle convenzioni sociali, è bella, ricca, affascinante, insomma è l'opposto dell'ideale della donna dell'epoca, umile, sottomessa e controllata in ogni pensiero e gesto. Forse per questo la voce principale, intende punire lei e in genere le donne "libere" del romanzo per il loro anticonformismo.
    Maria, che era scappata con Henry Crawford lasciando il marito, finirà i suoi giorni in compagnia della zia Mrs. Norris all'ombra del bel mondo, mentre Mary perde l'amore di Edmund, che disapprova e non sa gestire la sua indipendenza e la sua impulsività.
    L'unico modo attraverso il quale tutti i membri e visitatori di Mansfield Park possono mostrare ciò che sentono veramente è la rappresentazione teatrale. Maria può esprimere liberamente il suo amore per Henry e lo stesso può fare Mary con Edmund.
    Neanche comportarsi secondo le convenzioni sociali sembra garantire felicità. Lady Bertram è una donna annoiata e depressa che non muove un dito senza consiglio del marito, mentre sua sorella Mrs. Norris con la sua ossessione di rendersi utile risulta quasi grottesca.
    Anche se alla fine Fanny ottiene quello che vuole, cioè sposare Edmund, il lettore non è spinto a gioirne. Edmund cambia i propri sentimenti in maniera troppo repentina, sembra che scelga Fanny solo perchè più malleabile e il "lieto fine" appare forzato. La protagonista ha ottenuto affetto, riconoscimento e vantaggi economici solo reprimendo il proprio sè più autentico, per questo è un romanzo molto amaro, che mostra e critica il forte potere delle convenzioni sociali. Il romanzo sembra sottindendere che quest'ultime potranno anche non garantire soddifazione e felicità, ma, se si vuole essere accettati, sono l'unica via da seguire.

    ha scritto il 

  • 4

    ORGOGLIO E MASOCHISMO

    Orgoglio e masochismo sono sono i sentimenti che mi hanno accompagnato e dato la forza di portare a termine la lettura di questo libro.
    Eh si, perchè è pieno di momenti morti e descrizioni un po' ripe ...continua

    Orgoglio e masochismo sono sono i sentimenti che mi hanno accompagnato e dato la forza di portare a termine la lettura di questo libro.
    Eh si, perchè è pieno di momenti morti e descrizioni un po' ripetitive, lunghe pagine in cui non vi sono grandi accadimenti.
    Perciò la lettura non è andata tutta d'un fiato ma ha avuto bisogno di molte pause.Durante le quali però, e questo conferma la grandezza dell'autrice il pensiero era costantemente rivolto a Fanny e Mansfield Park.
    Perciò il giudizio sull'opera è totalmente positivo.
    Oltretutto, essendo una pubblicazione postuma, magari Jane Austen avrebbe potuto apportare delle modifiche ma non ne ha avuto l'opportunità.
    Consigliato.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Nella Gran Bretagna del 19° secolo, esattamente a Mansfield Park, vive la ricca famiglia Bertam.

    Lady Maria Bertram ha due sorelle, Mrs Norris e Mrs Price. La prima è una donna benestante, ma avara e ...continua

    Nella Gran Bretagna del 19° secolo, esattamente a Mansfield Park, vive la ricca famiglia Bertam.

    Lady Maria Bertram ha due sorelle, Mrs Norris e Mrs Price. La prima è una donna benestante, ma avara e superba; la seconda è andata in sposa a un uomo di umili origini e dal brutto carattere, da cui ha avuto molti figli. A causa del numero così alto dei membri della famiglia e delle condizioni disagiate in cui vivono, i ricchi zii di Mansfield Park accolgono nella loro casa una delle bambine, Fanny.

    Fanny cresce, quindi, in un ambiente ricco e tra gli agi, ma nessuno, la zia Norris in modo particolare, le permette di dimenticare che è stata accolta in quella casa per la magnanimità dei parenti e che non sarà mai allo stesso livello dei cugini Bertram. La ragazza cresce sottomessa, ma ha un buon carattere e non sa covare né odio, né rancore.

    L’unico che si mostra davvero generoso con la cugina è Edmund, figlio cadetto di casa Bertram, presto destinato alla vita religiosa.

    La vita a Mansfield Park scorre serena fino all’arrivo dei fratelli Crawford, Mary ed Henry.

    Mary punta al cuore, ops! volevo dire alle ricchezze, di Edmund, mentre Henry affascina le due giovani sorelle, per poi scegliere Fanny.

    Ma Fanny è una creatura pura e non ha intenzione di legare il suo destino a chi non è sincero. E poi nel suo cuore c’è già Edmund…

    Dopo un breve ritorno presso la sua famiglia d’origine, Fanny si rende conto che la sua casa è ormai Mansfield Park. E’ lì che è cresciuta e, sebbene si consideri inferiore ai cugini, considera la dimora dei Bertam la sua casa, quella dove vuole continuare a vivere.

    Uno scandalo familiare l’aiuterà a ritornare. Ma stavolta sarà diverso; anche i Bertram si sono resi conto del valore della ragazza e del fatto che ormai faccia, a pieno titolo, parte della famiglia.

    Il lieto fine è assicurato…

    Dopo un inizio un po’ difficile, in quanto non riuscivo a familiarizzare con i personaggi di questo libro, la storia mi ha presa molto.

    Ho trovato molto divertente la parte in cui si cerca di organizzare un’opera teatrale a Mansfield Park e l’insuccesso dovuto al ritorno improvviso del capofamiglia, uomo rigido, fedele ai principi morali e desideroso di non suscitare scandalo in società.

    Mi è piaciuta molto anche la trasformazione caratteriale di quest’ultimo; alla fine non era poi così rigido e insensibile, anzi…

    Ho odiato profondamente Mrs Norris e la sua superbia e mi ha urtata non poco la quasi perfezione di Fanny. Il quasi ci sta d’obbligo, poichè anche lei non è priva di difetti e dimostra un po’ di altezzosità quando si vergogna della sua famiglia d’origine.

    Un po’ troppo melenso il finale per i miei gusti, ma, quando l’autore o l’autrice ti fanno provare così tanta empatia nei confronti di personaggi mai esistiti, non può che definirsi un libro ottimo.

    Anche se…continuo a preferire il caratteraccio di Emma

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per