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Mansfield Park

La nostra biblioteca classica in cento volumi (88)

Di

Editore: EDIPEM

3.9
(3004)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 308 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Spagnolo , Chi semplificata , Catalano , Greco , Polacco , Portoghese , Olandese

Isbn-10: A000124877 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Diana Agujari Bonacossa , Ester Bonacossa della Valle di Casanova

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback , Altri , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
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  • 4

    A surprising novel from my experiences reading Jane Austen. Usually there is a female main character and a male main character which the female is not attracted to because of some character fault and then they end up realizing they were made for each other, usually hundreds of pages after the re ...continua

    A surprising novel from my experiences reading Jane Austen. Usually there is a female main character and a male main character which the female is not attracted to because of some character fault and then they end up realizing they were made for each other, usually hundreds of pages after the reader does. This book seems to follow the same storyline right up until the end when Austen throws a big twist in the story. This book's main characters are the Bertram family, Sir Thomas, his wife Maria and their sons Thomas and Edmund, daughters Maria and Julia. Fanny Price the niece of the Bertrams, and Mr. and Mrs. Ward with Mrs. Wards brother Henry Crawford and sister Mary Crawford and finally Aunt Norris.

    The version I read was an Everyman's Library version so I had to read the Introduction at the end to avoid knowing the whole story before I even read it.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Mooolto diverso da tutti gli altri e per questo diversamente piacevole.
    Per quanto mi riguarda, non ci si appassiona ad un personaggio, nessuno è da salvare (anche se poi bisogna aprire una parentesi sui Crawford).
    La genialata di questo romanzo è far passare per un romanzo morale di ...continua

    Mooolto diverso da tutti gli altri e per questo diversamente piacevole.
    Per quanto mi riguarda, non ci si appassiona ad un personaggio, nessuno è da salvare (anche se poi bisogna aprire una parentesi sui Crawford).
    La genialata di questo romanzo è far passare per un romanzo morale di formazione (la giovane che resiste a tutte le tentazioni del piacere e alla fine ottiene ciò che desidera) un testo che invece è una forte critica al mondo che circondava la Austen.
    Il narratore (decisamente morale) non coincide con la voce della Austen stessa ma aiuta a tenere assieme tutto il teatrino, ci confonde. A proposito di teatro: il momento delle prove è l'unico momento di verità del romanzo, dove tutti si scoprono ed esprimono realmente i loro sentimenti. Tutto il resto della narrazione è finzione. La Austen amava il teatro e certamente non avrebbe mai potuto parlarne male.
    Il curato sciocco di questa volta (ben camuffato però) è Edmund. Per via delle convenzioni non vuole partecipare alla recita, quando vede in questa una possibilità per amoreggiare con la donna di cui si sta innamorando (Miss Crawford) si arrampica sui vetri trovare una scusa per poter partecipare. Rinsavirà poco dopo e alla fine seguendo i rigidi dettami della società soffrirà, perderà la donna che ama e si "accontenterà" della cugina Fanny.
    Fanny, donna convenzionale e dai sentimenti repressi. Prova tante cose ma non esprime mai nulla. E' un grigio tappezzeria eppure è questo il modello della donna vincente di quel periodo. Chi è schietto ed ha senso dello humor verrà punito (Miss Crawford) così come chi si lascia andare ai sentimenti (Maria).
    Miss Crawford è talmente pungente che a volte, a mio parere, zia Jane la usa come pupazzo del ventriloquo e le mette in bocca sue riflessioni schiette...subito mitigate dal narratore che dice qualcosa che sminuisce la personalità di chi ha appena parlato.
    La magia di questo romanzo è questa cosa qui: il crearsi un corridoio preferenziale tra te e la Austen. Leggi una cosa ma subito dopo è come se lei ti sussurrasse all'orecchio "sai cosa intendevo dire per davvero, no?!".
    Sicuramente consigliato, ma non come primo approccio all'autrice.

    ha scritto il 

  • 2

    Ieri sono andata a prendere figliadellanno a scuola ...
    Tra casalinghe disperate conciate come straccione (oviesse/zara/cinesi), tutte occhiaie ciccia e brufoli, coi borsoni di rugby/danza/calcio/nuoto/karate ...c'era LEI: borsa Prada, jeans Dondup, abbronzata e rilassata.
    Reggeva tra ...continua

    Ieri sono andata a prendere figliadellanno a scuola ...
    Tra casalinghe disperate conciate come straccione (oviesse/zara/cinesi), tutte occhiaie ciccia e brufoli, coi borsoni di rugby/danza/calcio/nuoto/karate ...c'era LEI: borsa Prada, jeans Dondup, abbronzata e rilassata.
    Reggeva tra le manine la chiavetta del Suv BMW parcheggiato in tripla fila ...
    E ho pensato a tutte le Fanny Price e Mrs Darcy che stanno li' bel belle a rammentarci che NON CI ABBIAMO CAPITO UN C...!

    ha scritto il 

  • 3

    Come sempre la Austen riesce magistralmente a creare quegli intrecci di non detto e frainteso che rendono speciali i suoi racconti anche se sai già come finiranno. In questo romanzo poi ci regala una protagonista che mi ha ricordato un po’ Pollyanna e un po’ Jane Eyre. Sostanzialmente la donna pi ...continua

    Come sempre la Austen riesce magistralmente a creare quegli intrecci di non detto e frainteso che rendono speciali i suoi racconti anche se sai già come finiranno. In questo romanzo poi ci regala una protagonista che mi ha ricordato un po’ Pollyanna e un po’ Jane Eyre. Sostanzialmente la donna più timida, remissiva, timorosa, rispettosa, pudica che sia uscita da penna di scrittore. Fanny però sotto sotto mi è simpatica e riesce, nell’unico momento davvero essenziale, ad imporsi (anche se a modo suo). Purtroppo non si può dire lo stesso del protagonista maschile: Edmund è di una tale noia. Tra l’altro, cosa che non le perdonerò mai (!!!), la Austen non lo fa nemmeno dichiarare… ma, dico, scherziamo?!?
    In questo romanzo compare quelle che credo resterà in assoluto il personaggio più meschino della Austen: la zia Norris. Insopportabile e cattiva ogni oltre immaginazione. Tra l’altro secondo me avrebbe meritato una fine peggiore.
    Un libro piacevole, anche se avrei decisamente accorciato la dissertazione sul teatro alla quale viene dedicato troppo spazio, secondo me.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Prendete la piccola e sempre sorridente Pollyanna, rimasta orfana e spedita a casa di una zia rompi**lle che non gliene lascia passare una.
    Prendete Candy Candy ed il suo eterno animo da crocerossina, che la costringe a mettere tutti prima di lei nella scala delle priorità.
    Prendete l ...continua

    Prendete la piccola e sempre sorridente Pollyanna, rimasta orfana e spedita a casa di una zia rompi**lle che non gliene lascia passare una.
    Prendete Candy Candy ed il suo eterno animo da crocerossina, che la costringe a mettere tutti prima di lei nella scala delle priorità.
    Prendete la piccola fiammiferaia, con un'infanzia talmente sfigata che neanche cercando di immaginare qualcosa di peggiore sarebbe possibile farlo.
    Prendete queste tre eroine, mischiatele insieme, aggiungeteci un po' di simil-uomini in cerca di sottane facili, di donne altezzose pronte a decidere della vita degli altri, un sempre-presente novizio religioso che in realtà la prima cosa che sogna è di trovar moglie e qualche calesse che porta a spasso queste nullità.

    Ecco, avrete descritto la storia della povera Fanny, derisa prima dalla sua famiglia e poi dagli zii pseudo adottivi che non fanno altro se non rinfacciarle quanto sia povera e quanto sia inetta rispetto alle loro figliole.
    E cosa dire del povero Edmund, il cugino babbeo della protagonista che prima si invaghisce di una sventola forestiera - che lo prende clamorosamente per i fondelli in quanto vuole solo il suo conto in banca - e non si accorge degli sguardi a forma di cuoricino della povera Fanny?

    L'impressione finale? Non è stato malaccio (molto meglio di questo), ma mi ha ricordato, in più di un'occasione, le telenovelas sudamericane .. ad un certo punto ero convinta di immaginarmi Fanny con il volto di Grecia Colmenares!

    ha scritto il 

  • 3

    Mansfield Park

    Una lettura tutto sommato piacevole e abbastanza scorrevole dove l’autrice riesce a far rivivere con leggerezza storie vecchie di due secoli. La scrittura è bella, poetica e giustamente 'datata', godibile e mai pesante. Nei romanzi della Austen siamo abituati a vedere eroi ed eroine confusi, fal ...continua

    Una lettura tutto sommato piacevole e abbastanza scorrevole dove l’autrice riesce a far rivivere con leggerezza storie vecchie di due secoli. La scrittura è bella, poetica e giustamente 'datata', godibile e mai pesante. Nei romanzi della Austen siamo abituati a vedere eroi ed eroine confusi, fallibili, erratici mentre questa volta, la protagonista pensa, parla e si comporta esattamente come dovrebbe, ed è anche timida, ansiosa e insicura, quindi umana. Ma il grosso difetto di questo romanzo è sicuramente la sua conclusione troppo veloce, siamo a pochi capitoli dalla fine del libro, il momento in cui, forse, la curiosità raggiunge l’apice, e ad un certo punto, l’autrice, abbandona la narrazione in terza persona e ci invita a credere che tutto è andato come doveva, catapultandoci in un baleno alle conclusioni finali, lasciandoci anche con un po’ di amaro in bocca.

    ha scritto il 

  • 3

    Tre e mezzo.
    Questa volta la Austen non mi ha conquistata, no.
    Ho apprezzato come al solito le atmosfere che riesce a creare e la sua sottile ironia, anche se qui è ridotta al minimo, però ho trovato i personaggi principali alquanto noiosetti, soprattutto Edmund ed il finale tirato vi ...continua

    Tre e mezzo.
    Questa volta la Austen non mi ha conquistata, no.
    Ho apprezzato come al solito le atmosfere che riesce a creare e la sua sottile ironia, anche se qui è ridotta al minimo, però ho trovato i personaggi principali alquanto noiosetti, soprattutto Edmund ed il finale tirato via e proprio proprio bruttino.

    ha scritto il 

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