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Mansfield Park

La nostra biblioteca classica in cento volumi (88)

Di

Editore: EDIPEM

3.9
(3119)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 308 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Spagnolo , Chi semplificata , Catalano , Greco , Polacco , Ceco , Portoghese , Olandese

Isbn-10: A000124877 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Diana Agujari Bonacossa , Ester Bonacossa della Valle di Casanova

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback , Altri , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
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  • 4

    Hacía tiempo que no lo releía, y no es mi libro preferido de Jane Austen, pero me sigue gustando mucho. Como otros comentan, encuentro a la protagonista ciertamente irritante en su timidez, pero sigue ...continua

    Hacía tiempo que no lo releía, y no es mi libro preferido de Jane Austen, pero me sigue gustando mucho. Como otros comentan, encuentro a la protagonista ciertamente irritante en su timidez, pero sigue teniendo su encanto, visto desde la distancia de las épocas, no deja de divertirme esa discusión sobre la moralidad de representar una función teatral en casa, invitando ¡oh cielos! a gente de fuera del más estricto círculo familiar y ligeramente inferior en clase social a participar de la representación, y la posibilidad de que consideren por un momento que tienen derecho a una familiaridad que no les corresponde...
    En este libro no noto tanto el toque de ironía y de reirse de sí misma que tanto me gusta de los libros de Jane Austen, por eso no se encuentra entre mis preferidos, pero sigue siendo un libro que merece la pena releer de vez en cuando. A ver cuando me animo y me meto con Emma de nuevo.

    ha scritto il 

  • 4

    Ebbene, leggere Jane Austen e' sempre una gioia. Mi mancava questo suo libro e devo dire che ho ritrovato le atmosfere , i sentimenti , l'ironia e tutto quello che di piu si puo dire.
    Bello, da non ma ...continua

    Ebbene, leggere Jane Austen e' sempre una gioia. Mi mancava questo suo libro e devo dire che ho ritrovato le atmosfere , i sentimenti , l'ironia e tutto quello che di piu si puo dire.
    Bello, da non mancare.
    Jane Austen e' sempre jane Austen

    ha scritto il 

  • 3

    Il peggior romanzo di zia Jane

    Premetto che io Jane Austen la adoro ed ho divorato gli altri 5 romanzi e qualche altro scritto minore, ma questo libro proprio non lo digerisco.

    La santarellina di Fanny mi è stata sulle scatole fin ...continua

    Premetto che io Jane Austen la adoro ed ho divorato gli altri 5 romanzi e qualche altro scritto minore, ma questo libro proprio non lo digerisco.

    La santarellina di Fanny mi è stata sulle scatole fin da pagina 1, Edmund lo stordito fin da pagina 2 e gli unici per cui ho provato un po' di simpatia sono stati i "cattivi" Crowford!

    No, ma come si fa a scrivere una storia così, con personaggi così finti? Questa madonnina infilzata che dall'alto del suo cuore puro, giudica tutti gli altri peccatori solo perché si divertono più di lei, per non parlare di quell'altro rammollito che per 308 pagine su 310 sbava dietro a una donna salvo pensare alla fine che sia meglio sposarne un'altra che fino a quel momento ha trattato da sorella ... sai che botta di passione.

    Tutti gli altri personaggi che non siano la protagonista sono "sbagliati" solo perché sono umani: La zia impicciona, l'altra ignava, lo zio presuntuoso, il cugino scapestrato, la cugina passionale, l'altra capricciosa, l'amica troppo sveglia e il di lei fratello troppo libertino (notare:si becca questo giudizio per aver trattenuto per qualche secondo la mano di una ragazza fra le proprie e se lo mantiene per tutto il libro, salvo alla fine finalmente meritarselo scappando con la stessa ragazza, già sposata con un'altro. Jane ha dovuto aggiungere questo pezzo per giustificare il giudizio della sua eroina, perché altrimenti sarebbe stata esagerata perfino per un romanzo regency!!!)
    Non parliamo dello scombussolamento di pagine e pagine per aver messo su -udite udite - una rappresentazione teatrale!!! Scandalo!!! Vergogna!!!
    No, dai,va bene che erano altri tempi, ma così no, eh!

    Insomma, inutile dire che non mi è piaciuto, salvo solo l'ambientazione e la caratterizzazione dei personaggi. Perfino lo stile della scrittrice, sempre così arguto, in questo libro si ammoscia, sopraffatto dal carattere assolutamente sciapito dei due protagonisti

    Davvero Elizabeth e Darcy sono un'altra cosa.

    ha scritto il 

  • 2

    Che dire di questo libro, non mi ha molto soddisfatto. Ho trovato i protagonisti un po' vuoti e senza spessore, la perfezione di Fanny purtroppo non me l'ha fatta trovare simpatica. La trama è quasi a ...continua

    Che dire di questo libro, non mi ha molto soddisfatto. Ho trovato i protagonisti un po' vuoti e senza spessore, la perfezione di Fanny purtroppo non me l'ha fatta trovare simpatica. La trama è quasi assente e questo ne ha reso poco scorrevole la lettura. Peccato, con la Austen ero andata sul sicuro ma questa volta sono rimasta delusa.

    ha scritto il 

  • 2

    ma si cretiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiinaaaaaaaaaaaaaaaa

    Fanny!
    In poche parole tutto quanto c'è di vile nella natura femminile, una che aspetta e spera e non parla e non si muove e non fa nulla! Insomma una che ti verrebbe di seppellire sotto la sabbia com ...continua

    Fanny!
    In poche parole tutto quanto c'è di vile nella natura femminile, una che aspetta e spera e non parla e non si muove e non fa nulla! Insomma una che ti verrebbe di seppellire sotto la sabbia come fa lei con la sua testa.
    Si è capito che non mi è piaciuta?!

    5+/10

    INIZIO SPOILER
    e ora veniamo a noi!

    tu Fanny sei:
    figlia povera di genitori incoscienti e seconda di dieci figli, femmina nella società ottocentesca, senza un solo soldo, vessata dalla zia Norris, schifata dalle cugine, beffeggiata dal cugino maggiore, simil compatita dal cugino di mezzo, sfruttata dalla zia indolente, ignorata dallo zio, poco istruita, poco bella, senza né arte né parte...
    arriva un tipo affascinante, ricco, brillante che ti vuol sposare e tu, ameba senza spina dorsale, hai paura, tremi, ti indigni e speri che si dimentichi di te...
    ma fattelo dire alla maniera degli Arteteca:

    ma si cretiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiinaaaaaaaaaaaaaaaa

    ha scritto il 

  • 2

    Non è la solita Jane

    Carissima Jane.. che cosa mi hai combinato?
    Questo non è come gli altri romanzi che ho letto della Austen (Orgoglio e pregiudizio, Persuasione e Ragione e Sentimento), la protagonista Fanny è una donn ...continua

    Carissima Jane.. che cosa mi hai combinato?
    Questo non è come gli altri romanzi che ho letto della Austen (Orgoglio e pregiudizio, Persuasione e Ragione e Sentimento), la protagonista Fanny è una donniciola qualunque che può fare tenerezza, ma non ha niente del ruolo della protagonista, il suo amore è una cosa insulsa paragonato a quello tra Elisabeth e Mr. Darcy, i personaggi sono tutti un po' anonimi e scontati. Non mi è piaciuto, infatti ci ho messo molto a finirlo.

    ha scritto il 

  • 3

    Non è “il classico romanzo della Austen”, sebbene tra i protagonisti ritroviamo molte delle tipiche figure austeniane. Lo considero una voce fuori dal coro tra tutti i suoi romanzi: oltre a trasparire ...continua

    Non è “il classico romanzo della Austen”, sebbene tra i protagonisti ritroviamo molte delle tipiche figure austeniane. Lo considero una voce fuori dal coro tra tutti i suoi romanzi: oltre a trasparire tutta la critica che l’autrice muove alla società del suo tempo, accompagnata da un’ironia pungente (qui più degli altri libri), la Austen vi descrive non solo l’educazione che ai suoi tempi veniva impartita alle fanciulle, ma anche la condizione delle donne sposate in generale, molto simile a quella descritta da Tolstoj in Anna Karenina. La protagonista, Fanny Price, è la più rompipalle dei romanzi della Austen, una ragazza che agisce seguendo solo i dettami della società, piuttosto che il proprio volere o desideri; vi avverto, vi verrà voglia di prenderla a sberle!! Il finale è davvero deludente e può essere riassunto con un’unica frase napoletana: “finire a tarallucci e vino”. Voglio dire, se per 550 pagine ci hai descritto ogni minima cosa nei particolari, perché ne dedichi solo 15 al finale?

    ha scritto il 

  • 3

    quarto libro che leggo. ammetto di partire prevenuta, io amo Elizabeth Bennet. quindi assolutamente non posso sopportare fanny.. tutta buonismo, timidezze, modestia, perdono, sofferenza in silenzio... ...continua

    quarto libro che leggo. ammetto di partire prevenuta, io amo Elizabeth Bennet. quindi assolutamente non posso sopportare fanny.. tutta buonismo, timidezze, modestia, perdono, sofferenza in silenzio...una palla insomma. tutti la trattano male e lei niente! e poi Edmund... che si invaghisce di una super vamp, infida e malvagia, falsa e leccapiedi, e lui che pende dalle sue labbra... e ci mette tutto il libro a capire che sbaglia. finale un po' affrettato, due righe per spiegare la conversione e il trionfo di fanny... non mi è piaciuto molto devo dire

    ha scritto il 

  • 4

    L'imitazione di un amore

    Oggi vi voglio parlare di un libro che nonostante sia stato pubblicato più di un secolo e mezzo fa, purtroppo si potrebbe rivelare ancora attuale per molte culture odierne. Il libro di cui scriverò og ...continua

    Oggi vi voglio parlare di un libro che nonostante sia stato pubblicato più di un secolo e mezzo fa, purtroppo si potrebbe rivelare ancora attuale per molte culture odierne. Il libro di cui scriverò oggi è ‘Mansfield Park’ pubblicato nel lontano 1814 da Jane Austen. Sicuramente questo romanzo è stato e continuerà ad essere uno dei più discussi di quest’autrice perché tratta temi più complessi rispetto a quelli solitamente toccati dalla Austen.

    Avendo letto precedentemente altri romanzi della Austen, devo evidenziare che con gli altri libri le differenze sono enormi ed immediatamente riscontrabili anche dalla lettura più disattenta.
    La nostra protagonista si chiama Fanny Price ed è la figlia di una donna che per amore ha rinunciato ad altri matrimoni molto più vantaggiosi scegliendo di sposare un uomo non ricco.

    Fanny ha numerosi fratelli e vive poveramente con la propria famiglia, fino a quando inaspettatamente viene ‘adottata’ dagli zii benestanti, che decidono di accoglierla come una figlia. Unica base per l’adozione è che la differenza di educazione tra i figli naturali e la piccola Fanny sia evidente a tutti, la giovane, in questo modo, risulterà sempre e comunque soltanto una figlia del benvolere degli zii.
    Così inizia per Fanny una nuova vita, completamente insperata e totalmente nuova. La ragazza è accolta in casa da una zia perennemente annoiata e stanca, da uno zio rigido nei suoi ragionamenti e fermamente convinto dei suoi metodi educativi orientati alle buone maniere formali.

    Fanny è davvero umile, silenziosa e sempre pronta a farsi benvolere dagli zii e dai cugini. La giovane agisce e parla nell’esatto modo in cui deve farlo e mantiene il suo comportamento ‘esemplare’ per tutta la durata del romanzo.
    Enorme la differenza fra Fanny e le cugine, mentre la protagonista è orientata ad un moralismo spaventoso le due cugine tendenzialmente sembrano libere. In realtà nessuna di loro è realmente libera.
    Fanny è un manichino nelle mani degli altri, essendo spesso e volentieri costretta a dire e fare quello che gli altri (parenti ed amici) si aspettano da lei, gli unici complimenti che le sono rivolti riguardano la sua correttezza e la sua bontà.

    Allo stesso modo sono condannate le due cugine, nonostante la loro educazione sia fondamentalmente diversa, Maria e Julia sono costrette a dimenticare il loro carattere, soffocandolo in favore del padre, che è autoritario e non vede nemmeno quando sono infelici.
    Hanno la meglio gli uomini di famiglia, Tom ed Edmund, che nonostante evidenti segni di vanità ed egoismo sembrano lasciati molto più liberi rispetto alle povere figlie.

    Fanny Price è una protagonista che a differenza delle altre eroine austeniane non è riuscita a farmi provare una grande simpatia nei suoi confronti. Il libro è scritto in modo molto particolare, sono infatti due i binari narrativi utilizzati, abbiamo una voce narrante ma nello stesso tempo possiamo leggere dei pensieri della protagonista.
    Quello che infastidisce di Fanny sono probabilmente questi suoi pensieri. Spesso infatti la fanciulla ci fa entrare nella sua mente, ma questo non la rende migliore ai nostri occhi.

    Si viene a scoprire infatti che Fanny, spesso e volentieri agisce secondo quanto dettato dall’etichetta, ma questo ‘rigore’ viene spesso adottato con una sorta di ‘malizia’ che rende il personaggio calcolatore e di conseguenza antipatico. Fanny esprime ‘giudizi’sul presunto merito delle persone che le sono accanto ed in questi pensieri spesso il suo comportamento è oggetto di autocompiacimento falsamente mascherato.
    Il personaggio di Fanny con il passare delle pagine viene poi contrapposto a Mary Crafword, giovane ragazza borghese di Londra, che da subito sembra molto più sveglia di Fanny. In realtà Mary è una ragazza che vive la sua vita con leggerezza, non è mossa da inutili riflessioni sul giudizio altrui ed è molto più libera nei suoi comportamenti ed opinioni. Ovvio che ben presto la ‘sfrontata’ Mary diventerà l’avversaria in amore della ‘timorosa’ Fanny che di fatto non farà nulla per conquistare il suo amore.

    Tutte le azioni, infatti, passano di mano agli altri due protagonisti del triangolo appunto Mary sicura del proprio fascino ed Edmund particolarmente propenso a farsi attirare dal fascino della ragazza. Edmund, è probabilmente il personaggio meno amabile di tutto il romanzo (n.b.scrivendo ‘meno amabile’ sono molto gentile). Infatti, mentre gli altri personaggi maschili, nonostante le evidenti pecche da benpensanti siano in qualche modo accettabili e credibili, Edmund è un personaggio troppo ‘pesante’e noioso per essere anche solo apprezzato in parte.
    Non lo farebbe amare tutta l’insensatezza dell’amore che ha Fanny per lui, ed i suoi comportamenti non fanno altro che renderlo peggiore agli occhi del lettore. E’ il classico benpensante che si permette di dire la sua su ogni piccola sciocchezza del destino, e non ho nemmeno voglia di riportare come il suo comportamento renda l’educazione di Fanny ancora più rigida e forzata. Un personaggio perso soltanto nella stima di se stesso e della propria fede, che per tutto il libro non fa altro che compiacersi della propria ‘rigidità’ e del contegno della sfortunata Fanny. Sfortunata, perché con un educazione del genere chiunque sarebbe cresciuto con un autostima pari a zero.

    Come avrete senza dubbio capito dalle mie parole il libro è più complesso che altri scritti della Austen, soprattutto perché il tema trattato purtroppo vede un problema che spesso e volentieri si ripete ancora nei nostri giorni.
    Interessante il tono sarcastico adottato dall’autrice per raccontare l’educazione di una ragazza ai suoi tempi. Mentre sappiamo dai pensieri di Fanny che la ragazza crede di agire in modo perfetto, la voce narrante tramite una sottile ironia di fatto smentisce la correttezza delle scelte della protagonista, rendendola agli occhi del lettore falsa ed ipocrita. Di fatto, la giovane Fanny, non viene mai smentita ma, allo stesso tempo, non ci sono elementi che la rendono maggiormente simpatica agli occhi del lettore.
    Questo doppio binario vede da un lato una protagonista autocompiaciuta dei proprio comportamenti e dall’altro una voce narrante che scherzosamente prende in giro le azioni ‘falsamente caute’ della propria protagonista.

    Tutto il romanzo si basa sulla descrizione di come l’educazione femminile di quegli anni abbia reso moltissime ragazze infelici nel tentativo di uniformarle a dei comportamenti ‘corretti’. Rispetto ad Emma, sempre della Austen, Fanny non ha scelta e l’unica decisione che prende (in tutto il romanzo) viene osteggiata dai famigliari. In conseguenza di questo Fanny in un secondo tempo sembra quasi voler rivedere le proprie azioni, proprio per non deludere i suoi cari. Molto differente quindi dalla più coraggiosa Emma o comunque anche dalle altre eroine di cui avevo letto in passato.
    Il romanzo è senza dubbio uno dei più anomali della Austen, e per questo davvero molto interessante soprattutto se si pensa che l’educazione femminile viene guardata con sguardo critico da un autrice donna. Ci tengo a sottolineare ancora una volta il coraggio che dimostra di aver avuto quest’autrice, soprattutto se pensato al periodo di pubblicazione del libro.

    Purtroppo non sono sicura di consigliarvi la lettura di ‘Mansfield Park’ anche perché probabilmente non è il romanzo della Austen che ho amato di più (il mio preferito credo che sarà per sempre ‘Emma’ a meno che non mi smentiscano gli ultimi due che mi rimangono da leggere). Sicuramente è da leggere per chi ha già apprezzato la Austen, perché penso sia utile leggere questo romanzo in cui la donna critica con la sua delicata ironia, tutto il sistema educativo. Per chi non conosce l’autrice consiglierei di avvicinarsi prima ad altri suoi romanzi per poi arrivare a questo, in questo modo ‘Mansfield Park’ verrà sicuramente apprezzato di più.

    ha scritto il 

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