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Mansfield Park

La nostra biblioteca classica in cento volumi (88)

By Jane Austen

(61)

| Hardcover

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Book Description

339 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Mansfield Park

    Una lettura tutto sommato piacevole e abbastanza scorrevole dove l’autrice riesce a far rivivere con leggerezza storie vecchie di due secoli. La scrittura è bella, poetica e giustamente 'datata', godibile e mai pesante. Nei romanzi della Austen siam ...(continue)

    Una lettura tutto sommato piacevole e abbastanza scorrevole dove l’autrice riesce a far rivivere con leggerezza storie vecchie di due secoli. La scrittura è bella, poetica e giustamente 'datata', godibile e mai pesante. Nei romanzi della Austen siamo abituati a vedere eroi ed eroine confusi, fallibili, erratici mentre questa volta, la protagonista pensa, parla e si comporta esattamente come dovrebbe, ed è anche timida, ansiosa e insicura, quindi umana. Ma il grosso difetto di questo romanzo è sicuramente la sua conclusione troppo veloce, siamo a pochi capitoli dalla fine del libro, il momento in cui, forse, la curiosità raggiunge l’apice, e ad un certo punto, l’autrice, abbandona la narrazione in terza persona e ci invita a credere che tutto è andato come doveva, catapultandoci in un baleno alle conclusioni finali, lasciandoci anche con un po’ di amaro in bocca.

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    Silvja said on Jul 16, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Tre e mezzo.
    Questa volta la Austen non mi ha conquistata, no.
    Ho apprezzato come al solito le atmosfere che riesce a creare e la sua sottile ironia, anche se qui è ridotta al minimo, però ho trovato i personaggi principali alquanto noiosetti, sopr ...(continue)

    Tre e mezzo.
    Questa volta la Austen non mi ha conquistata, no.
    Ho apprezzato come al solito le atmosfere che riesce a creare e la sua sottile ironia, anche se qui è ridotta al minimo, però ho trovato i personaggi principali alquanto noiosetti, soprattutto Edmund ed il finale tirato via e proprio proprio bruttino.

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    lasaretta75 said on Jul 14, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Uno di quei classici di Jane Austen che fanno bene allo spirito e al cuore di una lettrice che cerca quegli ambienti e paesaggi inglesi e tutti quei sentimenti non rivelati che danno lo stimolo a proseguire sapendo già come finirà.

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    Linda T said on Jul 13, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Allora, come tutti i libri della Austen questo mi è piaciuto parecchio. Adoro il modo in cui l'autrice infittisce la trama con colpi di scena sbalorditivi e l'introduzione di personaggi che o si amano o si odiano ma non risultato per nulla indifferen ...(continue)

    Allora, come tutti i libri della Austen questo mi è piaciuto parecchio. Adoro il modo in cui l'autrice infittisce la trama con colpi di scena sbalorditivi e l'introduzione di personaggi che o si amano o si odiano ma non risultato per nulla indifferenti.
    Un libro molto bello anche se il finale gli ha fatto perdere numerosi punti perché fino alla fine ho creduto che le cose sarebbero andate diversamente...

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    BlackPanther said on Jul 7, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Rispetto agli altri romanzi della Austen, seppur con il consueto lieto fine, appare dissonante, genera stridore per avere una protagonista goffa, "not so shiny like Elisabeth". Molto pungente ed ironico.

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    Alessandra C. said on Jul 2, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Quale migliore omaggio se non rileggere il romanzo della grande autrice inglese per festeggiare al meglio il bicentenario della prima pubblicazione.
    Su Mansfield Park molto si è scritto e molto si scriverà anche in futuro. Scrittori, critici e sempli ...(continue)

    Quale migliore omaggio se non rileggere il romanzo della grande autrice inglese per festeggiare al meglio il bicentenario della prima pubblicazione.
    Su Mansfield Park molto si è scritto e molto si scriverà anche in futuro. Scrittori, critici e semplici lettori hanno detto la loro su questo romanzo che suscita una moltitudine di opinioni e sensazioni il più delle volte diametralmente opposte tra loro.
    È sicuramente il romanzo più controverso, più lento, più riflessivo e ponderato tra i romanzi della scrittrice inglese.
    Alla prima lettura magari si è più attenti alla trama, si vuole sapere come andrà a finire e non si colgono i molti aspetti che compongono questo libro. Già ad una seconda rilettura si intravedono episodi, secondari e non, la sottile ironia e particolari sfumature che la prima volta ti erano sfuggiti.
    Ogni personaggio dei romanzi della Austen è descritto a tutto tondo, in maniera completa e anche la loro caratterizzazione psicologica è ben delineata.
    Ho notato che i personaggi del romanzo agiscono in maniera un po' ipocrita ed egoista, forse solo Fanny, la protagonista, non si comporta così, anche se durante la lettura mi sono chiesta più volte se il suo atteggiamento fosse sincero oppure fosse un po' ipocrita anche lei. Insomma ci è o ci fa?
    Durante la lettura il giudizio sui personaggi fluttua continuamente: Fanny è timida (mi ci rispecchio molto nella sua timidezza) e buona oppure è una noiosa bacchettona? Edmund è ligio al dovere e alla morale o è un rigido bacchettone egocentrico? Miss Crawford è una persona intelligente e spiritosa senza pregiudizi o semplicemente immorale? Mr Crawford è il solito dongiovanni spregiudicato o può redimersi se gliene si dà l'occasione? Sir Thomas è una persona ligia all'educazione o è un padre despota senza sentimenti? E così via...
    Solo nella finzione del teatro ognuno è libero di esprimere i propri sentimenti.
    Fanny è forse l'eroina con cui ci si identifica con più difficoltà. Timida, introversa, troppo remissiva e sottomessa (anche se a volte riusciamo a vedere il suo lato nascosto), non dice mai come la pensa in realtà e per questo a volte può risultare antipatica e falsa.

    La palma per il personaggio più antipatico non solo di questo romanzo ma tra tutti quelli creati dalla penna di Jane Austen è Mrs. Norris. Impicciona, meschina, taccagna, velenosa, chiacchierona, che tutto sa e tutto dirige, maltratta la povera Fanny solo perché è in una situazione peggiore della sua. Una vipera!
    Se fossi stata io Fanny di sicuro le avrei tirato qualcosa in testa, un soprammobile o qualsiasi altra cosa avessi avuto in mano.

    I romanzi della Austen sono dei veri e propri gioielli, con tante sfumature di colori e di luci. Amo il suo stile, la sua ironia, la sua arguzia, il modo in cui descrive i personaggi in modo vivo e con pochi tratti di penna. Ad una seconda e attenta rilettura riesci a riconoscere e a capire i personaggi grazie ad una battuta o ad un particolare che l'altra volta ti erano sfuggiti.

    Mansfield Park è un romanzo sociale, da cui emerge una critica all'educazione dell'epoca e a tutte le assurde regole che stabilivano cosa è opportuno o meno per una signorina ben educata. Oltre a questa critica vi è una critica sociale che coinvolge l'aristocrazia dell'epoca, ben rappresentata dalla famiglia Bertram, che ha come principi principali il denaro, le belle maniere e l'educazione in cui invece si nasconde l'ipocrisia. Il romanzo fa affiorare altre tematiche come gli affari ad Antigua da cui deriva la ricchezza dei Bertram (con lo sfruttamento degli schiavi nelle piantagioni), il dislivello della società e i pregiudizi dell'alta classe nei confronti delle classi più povere, l'affetto e l'educazione data ai figli, il diverso trattamento dell'uomo e della donna nella pena del disonore.

    Un ultima cosa: il finale. Molti hanno detto che è troppo affrettato e forse è vero, però negli ultimi capitoli c'è un cambio di registro radicale in cui Jane dichiara di “voler abbandonare appena può colpe e miserie così odiosi e restituire a tutti una tollerabile serenità”. Questo mi fa pensare che tutto il libro sia una parodia dei cosiddetti “conduct book” o un romanzo di denuncia, ironicamente velata, della condizione femminile dell'epoca.
    A proposito del finale credo che Fanny ed Edmund alla fine siano una bella coppia, simili di carattere e tutto, però... c'è un però; mi sono chiesta: ma Edmund la ama veramente? Certo passano alcuni mesi tra l'amara “fine” del suo amore per Mary e l'innamoramento per Fanny, però pagine prima vi è un passaggio quando Fanny si trova ancora a casa dei suoi a Porthsmouth e riceve una lettera da parte di Edmund in cui le dice che “Miss Crawford è l'unica donna al mondo che potrei immaginare come moglie” Fanny si chiede se rifiutato o accettato il cuore di Edmund sarà votato a Miss Crawford per sempre; è la stessa domanda che mi sono posta io alla fine: Edmund sarà ancora innamorato di Mary e si accontenta di Fanny perché non può avere l'altra oppure è sinceramente innamorato della cugina? Mi è rimasto un po' l'amaro in bocca. Non so! È una domanda che mi frulla ancora in testa.
    Ci sono ancora tante cose da dire ma è meglio che mi fermi qui.

    Un romanzo in cui Jane Austen riesce ha ironizzare con elegante efferatezza usando solo la punta della penna, che è riuscito a tenermi incollata alla pagine, a suscitarmi pareri contrastanti su tutti i suoi personaggi e farmi porre domande su domande che ancora continuano ad affiorare anche dopo che la lettura è terminata.
    Un romanzo che dimostra tutta la grandezza e la modernità di Jane Austen.

    ”Solo lei era triste e insignificante; non prendeva parte a nulla; avrebbe potuto andare via o restare; avrebbe potuto rimanere nel mezzo del trambusto o ritirarsi nella solitudine della stanza di levante, senza che nessuno la vedesse o ne sentisse la mancanza.”

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    Dafne said on Jul 1, 2014 | 8 feedbacks

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