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Mansfield Park

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Publisher: Círculo de lectores

3.9
(3094)

Language:Español | Number of Pages: 536 | Format: Board Book | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , French , German , Italian , Chi simplified , Catalan , Greek , Polish , Czech , Portuguese , Dutch

Isbn-10: 8467236531 | Isbn-13: 9788467236538 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover , Mass Market Paperback , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
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  • 3

    Non è “il classico romanzo della Austen”, sebbene tra i protagonisti ritroviamo molte delle tipiche figure austeniane. Lo considero una voce fuori dal coro tra tutti i suoi romanzi: oltre a trasparire ...continue

    Non è “il classico romanzo della Austen”, sebbene tra i protagonisti ritroviamo molte delle tipiche figure austeniane. Lo considero una voce fuori dal coro tra tutti i suoi romanzi: oltre a trasparire tutta la critica che l’autrice muove alla società del suo tempo, accompagnata da un’ironia pungente (qui più degli altri libri), la Austen vi descrive non solo l’educazione che ai suoi tempi veniva impartita alle fanciulle, ma anche la condizione delle donne sposate in generale, molto simile a quella descritta da Tolstoj in Anna Karenina. La protagonista, Fanny Price, è la più rompipalle dei romanzi della Austen, una ragazza che agisce seguendo solo i dettami della società, piuttosto che il proprio volere o desideri; vi avverto, vi verrà voglia di prenderla a sberle!! Il finale è davvero deludente e può essere riassunto con un’unica frase napoletana: “finire a tarallucci e vino”. Voglio dire, se per 550 pagine ci hai descritto ogni minima cosa nei particolari, perché ne dedichi solo 15 al finale?

    said on 

  • 3

    quarto libro che leggo. ammetto di partire prevenuta, io amo Elizabeth Bennet. quindi assolutamente non posso sopportare fanny.. tutta buonismo, timidezze, modestia, perdono, sofferenza in silenzio... ...continue

    quarto libro che leggo. ammetto di partire prevenuta, io amo Elizabeth Bennet. quindi assolutamente non posso sopportare fanny.. tutta buonismo, timidezze, modestia, perdono, sofferenza in silenzio...una palla insomma. tutti la trattano male e lei niente! e poi Edmund... che si invaghisce di una super vamp, infida e malvagia, falsa e leccapiedi, e lui che pende dalle sue labbra... e ci mette tutto il libro a capire che sbaglia. finale un po' affrettato, due righe per spiegare la conversione e il trionfo di fanny... non mi è piaciuto molto devo dire

    said on 

  • 4

    L'imitazione di un amore

    Oggi vi voglio parlare di un libro che nonostante sia stato pubblicato più di un secolo e mezzo fa, purtroppo si potrebbe rivelare ancora attuale per molte culture odierne. Il libro di cui scriverò og ...continue

    Oggi vi voglio parlare di un libro che nonostante sia stato pubblicato più di un secolo e mezzo fa, purtroppo si potrebbe rivelare ancora attuale per molte culture odierne. Il libro di cui scriverò oggi è ‘Mansfield Park’ pubblicato nel lontano 1814 da Jane Austen. Sicuramente questo romanzo è stato e continuerà ad essere uno dei più discussi di quest’autrice perché tratta temi più complessi rispetto a quelli solitamente toccati dalla Austen.

    Avendo letto precedentemente altri romanzi della Austen, devo evidenziare che con gli altri libri le differenze sono enormi ed immediatamente riscontrabili anche dalla lettura più disattenta.
    La nostra protagonista si chiama Fanny Price ed è la figlia di una donna che per amore ha rinunciato ad altri matrimoni molto più vantaggiosi scegliendo di sposare un uomo non ricco.

    Fanny ha numerosi fratelli e vive poveramente con la propria famiglia, fino a quando inaspettatamente viene ‘adottata’ dagli zii benestanti, che decidono di accoglierla come una figlia. Unica base per l’adozione è che la differenza di educazione tra i figli naturali e la piccola Fanny sia evidente a tutti, la giovane, in questo modo, risulterà sempre e comunque soltanto una figlia del benvolere degli zii.
    Così inizia per Fanny una nuova vita, completamente insperata e totalmente nuova. La ragazza è accolta in casa da una zia perennemente annoiata e stanca, da uno zio rigido nei suoi ragionamenti e fermamente convinto dei suoi metodi educativi orientati alle buone maniere formali.

    Fanny è davvero umile, silenziosa e sempre pronta a farsi benvolere dagli zii e dai cugini. La giovane agisce e parla nell’esatto modo in cui deve farlo e mantiene il suo comportamento ‘esemplare’ per tutta la durata del romanzo.
    Enorme la differenza fra Fanny e le cugine, mentre la protagonista è orientata ad un moralismo spaventoso le due cugine tendenzialmente sembrano libere. In realtà nessuna di loro è realmente libera.
    Fanny è un manichino nelle mani degli altri, essendo spesso e volentieri costretta a dire e fare quello che gli altri (parenti ed amici) si aspettano da lei, gli unici complimenti che le sono rivolti riguardano la sua correttezza e la sua bontà.

    Allo stesso modo sono condannate le due cugine, nonostante la loro educazione sia fondamentalmente diversa, Maria e Julia sono costrette a dimenticare il loro carattere, soffocandolo in favore del padre, che è autoritario e non vede nemmeno quando sono infelici.
    Hanno la meglio gli uomini di famiglia, Tom ed Edmund, che nonostante evidenti segni di vanità ed egoismo sembrano lasciati molto più liberi rispetto alle povere figlie.

    Fanny Price è una protagonista che a differenza delle altre eroine austeniane non è riuscita a farmi provare una grande simpatia nei suoi confronti. Il libro è scritto in modo molto particolare, sono infatti due i binari narrativi utilizzati, abbiamo una voce narrante ma nello stesso tempo possiamo leggere dei pensieri della protagonista.
    Quello che infastidisce di Fanny sono probabilmente questi suoi pensieri. Spesso infatti la fanciulla ci fa entrare nella sua mente, ma questo non la rende migliore ai nostri occhi.

    Si viene a scoprire infatti che Fanny, spesso e volentieri agisce secondo quanto dettato dall’etichetta, ma questo ‘rigore’ viene spesso adottato con una sorta di ‘malizia’ che rende il personaggio calcolatore e di conseguenza antipatico. Fanny esprime ‘giudizi’sul presunto merito delle persone che le sono accanto ed in questi pensieri spesso il suo comportamento è oggetto di autocompiacimento falsamente mascherato.
    Il personaggio di Fanny con il passare delle pagine viene poi contrapposto a Mary Crafword, giovane ragazza borghese di Londra, che da subito sembra molto più sveglia di Fanny. In realtà Mary è una ragazza che vive la sua vita con leggerezza, non è mossa da inutili riflessioni sul giudizio altrui ed è molto più libera nei suoi comportamenti ed opinioni. Ovvio che ben presto la ‘sfrontata’ Mary diventerà l’avversaria in amore della ‘timorosa’ Fanny che di fatto non farà nulla per conquistare il suo amore.

    Tutte le azioni, infatti, passano di mano agli altri due protagonisti del triangolo appunto Mary sicura del proprio fascino ed Edmund particolarmente propenso a farsi attirare dal fascino della ragazza. Edmund, è probabilmente il personaggio meno amabile di tutto il romanzo (n.b.scrivendo ‘meno amabile’ sono molto gentile). Infatti, mentre gli altri personaggi maschili, nonostante le evidenti pecche da benpensanti siano in qualche modo accettabili e credibili, Edmund è un personaggio troppo ‘pesante’e noioso per essere anche solo apprezzato in parte.
    Non lo farebbe amare tutta l’insensatezza dell’amore che ha Fanny per lui, ed i suoi comportamenti non fanno altro che renderlo peggiore agli occhi del lettore. E’ il classico benpensante che si permette di dire la sua su ogni piccola sciocchezza del destino, e non ho nemmeno voglia di riportare come il suo comportamento renda l’educazione di Fanny ancora più rigida e forzata. Un personaggio perso soltanto nella stima di se stesso e della propria fede, che per tutto il libro non fa altro che compiacersi della propria ‘rigidità’ e del contegno della sfortunata Fanny. Sfortunata, perché con un educazione del genere chiunque sarebbe cresciuto con un autostima pari a zero.

    Come avrete senza dubbio capito dalle mie parole il libro è più complesso che altri scritti della Austen, soprattutto perché il tema trattato purtroppo vede un problema che spesso e volentieri si ripete ancora nei nostri giorni.
    Interessante il tono sarcastico adottato dall’autrice per raccontare l’educazione di una ragazza ai suoi tempi. Mentre sappiamo dai pensieri di Fanny che la ragazza crede di agire in modo perfetto, la voce narrante tramite una sottile ironia di fatto smentisce la correttezza delle scelte della protagonista, rendendola agli occhi del lettore falsa ed ipocrita. Di fatto, la giovane Fanny, non viene mai smentita ma, allo stesso tempo, non ci sono elementi che la rendono maggiormente simpatica agli occhi del lettore.
    Questo doppio binario vede da un lato una protagonista autocompiaciuta dei proprio comportamenti e dall’altro una voce narrante che scherzosamente prende in giro le azioni ‘falsamente caute’ della propria protagonista.

    Tutto il romanzo si basa sulla descrizione di come l’educazione femminile di quegli anni abbia reso moltissime ragazze infelici nel tentativo di uniformarle a dei comportamenti ‘corretti’. Rispetto ad Emma, sempre della Austen, Fanny non ha scelta e l’unica decisione che prende (in tutto il romanzo) viene osteggiata dai famigliari. In conseguenza di questo Fanny in un secondo tempo sembra quasi voler rivedere le proprie azioni, proprio per non deludere i suoi cari. Molto differente quindi dalla più coraggiosa Emma o comunque anche dalle altre eroine di cui avevo letto in passato.
    Il romanzo è senza dubbio uno dei più anomali della Austen, e per questo davvero molto interessante soprattutto se si pensa che l’educazione femminile viene guardata con sguardo critico da un autrice donna. Ci tengo a sottolineare ancora una volta il coraggio che dimostra di aver avuto quest’autrice, soprattutto se pensato al periodo di pubblicazione del libro.

    Purtroppo non sono sicura di consigliarvi la lettura di ‘Mansfield Park’ anche perché probabilmente non è il romanzo della Austen che ho amato di più (il mio preferito credo che sarà per sempre ‘Emma’ a meno che non mi smentiscano gli ultimi due che mi rimangono da leggere). Sicuramente è da leggere per chi ha già apprezzato la Austen, perché penso sia utile leggere questo romanzo in cui la donna critica con la sua delicata ironia, tutto il sistema educativo. Per chi non conosce l’autrice consiglierei di avvicinarsi prima ad altri suoi romanzi per poi arrivare a questo, in questo modo ‘Mansfield Park’ verrà sicuramente apprezzato di più.

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  • 4

    A surprising novel from my experiences reading Jane Austen. Usually there is a female main character and a male main character which the female is not attracted to because of some character fault and ...continue

    A surprising novel from my experiences reading Jane Austen. Usually there is a female main character and a male main character which the female is not attracted to because of some character fault and then they end up realizing they were made for each other, usually hundreds of pages after the reader does. This book seems to follow the same storyline right up until the end when Austen throws a big twist in the story. This book's main characters are the Bertram family, Sir Thomas, his wife Maria and their sons Thomas and Edmund, daughters Maria and Julia. Fanny Price the niece of the Bertrams, and Mr. and Mrs. Ward with Mrs. Wards brother Henry Crawford and sister Mary Crawford and finally Aunt Norris.

    The version I read was an Everyman's Library version so I had to read the Introduction at the end to avoid knowing the whole story before I even read it.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Mooolto diverso da tutti gli altri e per questo diversamente piacevole.
    Per quanto mi riguarda, non ci si appassiona ad un personaggio, nessuno è da salvare (anche se poi bisogna aprire una parentesi ...continue

    Mooolto diverso da tutti gli altri e per questo diversamente piacevole.
    Per quanto mi riguarda, non ci si appassiona ad un personaggio, nessuno è da salvare (anche se poi bisogna aprire una parentesi sui Crawford).
    La genialata di questo romanzo è far passare per un romanzo morale di formazione (la giovane che resiste a tutte le tentazioni del piacere e alla fine ottiene ciò che desidera) un testo che invece è una forte critica al mondo che circondava la Austen.
    Il narratore (decisamente morale) non coincide con la voce della Austen stessa ma aiuta a tenere assieme tutto il teatrino, ci confonde. A proposito di teatro: il momento delle prove è l'unico momento di verità del romanzo, dove tutti si scoprono ed esprimono realmente i loro sentimenti. Tutto il resto della narrazione è finzione. La Austen amava il teatro e certamente non avrebbe mai potuto parlarne male.
    Il curato sciocco di questa volta (ben camuffato però) è Edmund. Per via delle convenzioni non vuole partecipare alla recita, quando vede in questa una possibilità per amoreggiare con la donna di cui si sta innamorando (Miss Crawford) si arrampica sui vetri trovare una scusa per poter partecipare. Rinsavirà poco dopo e alla fine seguendo i rigidi dettami della società soffrirà, perderà la donna che ama e si "accontenterà" della cugina Fanny.
    Fanny, donna convenzionale e dai sentimenti repressi. Prova tante cose ma non esprime mai nulla. E' un grigio tappezzeria eppure è questo il modello della donna vincente di quel periodo. Chi è schietto ed ha senso dello humor verrà punito (Miss Crawford) così come chi si lascia andare ai sentimenti (Maria).
    Miss Crawford è talmente pungente che a volte, a mio parere, zia Jane la usa come pupazzo del ventriloquo e le mette in bocca sue riflessioni schiette...subito mitigate dal narratore che dice qualcosa che sminuisce la personalità di chi ha appena parlato.
    La magia di questo romanzo è questa cosa qui: il crearsi un corridoio preferenziale tra te e la Austen. Leggi una cosa ma subito dopo è come se lei ti sussurrasse all'orecchio "sai cosa intendevo dire per davvero, no?!".
    Sicuramente consigliato, ma non come primo approccio all'autrice.

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  • 2

    Ieri sono andata a prendere figliadellanno a scuola ...
    Tra casalinghe disperate conciate come straccione (oviesse/zara/cinesi), tutte occhiaie ciccia e brufoli, coi borsoni di rugby/danza/calcio/nuot ...continue

    Ieri sono andata a prendere figliadellanno a scuola ...
    Tra casalinghe disperate conciate come straccione (oviesse/zara/cinesi), tutte occhiaie ciccia e brufoli, coi borsoni di rugby/danza/calcio/nuoto/karate ...c'era LEI: borsa Prada, jeans Dondup, abbronzata e rilassata.
    Reggeva tra le manine la chiavetta del Suv BMW parcheggiato in tripla fila ...
    E ho pensato a tutte le Fanny Price e Mrs Darcy che stanno li' bel belle a rammentarci che NON CI ABBIAMO CAPITO UN C...!

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