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Manual de Pintura y Caligrafía

By Jose Saramago

(10)

| Mass Market Paperback | 9788466312738

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54 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Il protagonista è H. (o forse sarebbe meglio chiamarlo José), un uomo alla ricerca della propria strada, del proprio modo per canalizzare tutto ciò che lui è e, in particolar modo, tutto ciò che è intorno a lui. Oltre al libro in sé, che, con le sue ...(continue)

    Il protagonista è H. (o forse sarebbe meglio chiamarlo José), un uomo alla ricerca della propria strada, del proprio modo per canalizzare tutto ciò che lui è e, in particolar modo, tutto ciò che è intorno a lui. Oltre al libro in sé, che, con le sue digressioni, tocca molti temi (anche se in maniera, a volte, un po' ermetica), rimangono al lettore soprattutto quei 5 "esercizi di autobiografia": delle piccole perle di estetica di fronte alle quali il lettore italiano se, da un lato, rimane estasiato, dall'altro gongola di sano patriottismo artistico!

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    Simone said on Sep 5, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Saramago non ancora in forma


    Il signore H, è un pittore, o meglio un ritrattista, consapevole del suo scarso talento. Campa vendendo ritratti a ricche famiglie che li richiedono per vanità o per lussuria. La sua vita è abbastanza tipica e piatta e per questo un giorno decide di ...(continue)


    Il signore H, è un pittore, o meglio un ritrattista, consapevole del suo scarso talento. Campa vendendo ritratti a ricche famiglie che li richiedono per vanità o per lussuria. La sua vita è abbastanza tipica e piatta e per questo un giorno decide di cambiare forma d'arte e di avvicinarsi alla scrittura.
    Il percorso dalla tela bianca al foglio bianco lo porterà a una maturazione artistica ma soprattutto personale.

    Un buon libro, ma non il miglior Saramago che ho letto. L'inizio è molto lento e affaticato ma devo dire che verso metà si ritrova molto lo stile unico dello scrittore e la lettura alla fine risulta comunque piacevole. E' uno dei suoi primi libri, e questo credo spieghi la mancanza del suo tocco magico.
    Non la consiglio come lettura per chi si avvicina per la prima volta allo scrittore, ma se lo si ama già la lettura sarà comunque gradevole.

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    jaahbaba said on Aug 31, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    "Ogni opera d’arte […] dev’essere una verifica. Se vogliamo creare qualcosa, dobbiamo alzare i coperchi (o le pietre, o le nuvole, ma supponiamo che siano coperchi) che lo occultano. Ebbene, io credo che non saremmo granché come artisti (e, ovviament ...(continue)

    "Ogni opera d’arte […] dev’essere una verifica. Se vogliamo creare qualcosa, dobbiamo alzare i coperchi (o le pietre, o le nuvole, ma supponiamo che siano coperchi) che lo occultano. Ebbene, io credo che non saremmo granché come artisti (e, ovviamente, come uomini, come esseri umani, come individui) se, trovata per caso o a fatica la cosa tanto cercata, non continuassimo ad alzare il resto dei coperchi, a rimuovere le pietre, a fugare le nuvole, tutte, fino alla fine. Ricordiamoci che la prima cosa potrebbe essere stata messa lì per distrarci dalla seconda. Verificare, secondo me, è la vera regola d’oro."
    (p. 269)

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    NULLA_DIES_SINE_LINEA said on Aug 31, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    “La mia vita è un’impostura organizzata discretamente: non mi lascio tentare dalle esagerazioni e, quindi, mi resta sempre un margine sicuro per fare marcia indietro, una zona di indeterminazione dove è facile che io sembri distratto, disattento e, s ...(continue)

    “La mia vita è un’impostura organizzata discretamente: non mi lascio tentare dalle esagerazioni e, quindi, mi resta sempre un margine sicuro per fare marcia indietro, una zona di indeterminazione dove è facile che io sembri distratto, disattento e, soprattutto, tutt’altro che calcolatore”.

    H. dipinge, ma non è un “pittore”. Lo sa. L’apparenza maschera la realtà, la menzogna veste i panni della verità. Tutto rimane invariato fino a che l'ingranaggio s’inceppa.

    “... vivere nella menzogna, usarla come verità e giustificarla col nome irreprensibile di "arte" può divenire, in certi momenti, insopportabile”.

    Inizia così, la ribellione. Col rifiuto di vivere nella menzogna. Si apre alla lotta per riscattare il proprio io, per essere ciò che è e non ciò che pare. H. prende carta e penna, scrive quello che non riesce a riportare sulla tela. E scrive per un bisogno profondo di spiegare così come preme la necessità di comprendere. Una lotta difficile spiegare ciò che ancora non s’è capito. Tutto si svela in modo profondo e, spesso, doloroso.
    Scava. Scava nel profondo, in quel tratto, fra i due estremi di ogni essere vivente: la nascita e la morte. Ed è lì, fra questi due estremi che scorre una linfa preziosa, troppo preziosa perché possa vestirsi di eterna menzogna.

    Rinascerà nell’istante in cui i libri di storia si appresteranno a narrare una grande caduta.

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    Cat said on Mar 26, 2014 | 1 feedback

  • 2 people find this helpful

    La coscienza intellettuale di un uomo

    A un terzo del libro non ero riuscito ancora a dare un senso a ciò che avevo letto, e ho pensato di doverlo rileggere, di focalizzare maggiormente l'attenzione a particolari che mi fossero sfuggiti. Poi pian piano tutta la simbologia della storia si ...(continue)

    A un terzo del libro non ero riuscito ancora a dare un senso a ciò che avevo letto, e ho pensato di doverlo rileggere, di focalizzare maggiormente l'attenzione a particolari che mi fossero sfuggiti. Poi pian piano tutta la simbologia della storia si è chiarita. Anche il protagonista H., voce narrante del romanzo, non sembra comprendere bene se stesso fino a circa un terzo del racconto. Poi, attraverso la scrittura, un diverso mezzo espressivo, il racconto di se stesso, inizia a comprendere chi sia, non senza un misto di dolore e piacere. Man mano che leggevo mi sono ritrovato a farmi domande molto simili alle sue, a ripercorrere le tappe della mia storia personale, a rifare il ritratto di me stesso. (Noto con curiosità che Saramago pubblicò questo libro, vero e proprio esame di coscienza della figura dell'intellettuale, all'età di 44 anni, esattamente la mia, nel momento in cui lo leggevo).
    Ripercorrendo le tappe della presa di coscienza di H, che a sua volta ripercorre la tradizione alta dell'arte pittorica che, in un Italia, in cui sui muri moderni campeggiano in contrasto le scritte neofasciste, e in Spagna, ebbe rapporti col potere e ne fu critica ritrattista, mi sono messo a ripercorrere anche le tappe della mia vita di persona, di intellettuale e filosofo, per quel poco che lo sono, di insegnante, con le aspirazioni di critica e trasformazione di una società profondamente ingiusta, che per strada sembrano essere diventate unicamente una serie di pensieri individuali, spesso solitari, che non trovano più spazio in nessun luogo di discussione pubblica e che, quando lo trovassero, probabilmente sarebbero accolte attraverso il pregiudizio dell'ideologia dominante. Questo libro continua a chiedermi cosa io voglia essere, e soprattutto cosa non voglia essere. Grazie, maestro Saramago.

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    Ernesto said on Feb 26, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Si sente che questo è uno dei primi libri dell'autore: la scrittura manca di quella musicalità a cui Saramago mi ha abiutato.
    Eppure la storia è molto intensa: racconta di un uomo in equilibrio sul filo della vita e potrebbe essere ognuno di noi...

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    Rosella said on Feb 6, 2014 | Add your feedback

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