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Manuale di investigazione

Di

Editore: Adelphi (Fabula, 215)

3.4
(232)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 283 | Formato: Copertina morbida e spillati

Isbn-10: 8845924386 | Isbn-13: 9788845924385 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Ombretta Giumelli

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
L'Agenzia investiga su tutto, e su tutti. Nei suoi immensi archivi viene classificato quanto accade nella cupa metropoli là fuori. Charles Unwin fa solo questo: classifica, in particolare, i rapporti di uno dei pochi investigatori di cui si conosca, e si possa leggere in due sensi, il nome, Travis T. Sivart. Quando Sivart scompare, Unwin viene inopinatamente promosso detective e incaricato delle indagini, che dovrà condurre affidandosi a due sole armi, un ombrello e un manuale di investigazione - questo. Le sue assistenti - una segretaria narcolettica, e una femmina temibile riemersa dal passato - non sembrano poterlo aiutare, mentre ogni enigma ne genera un altro. Perché la mummia millenaria del Museo Municipale ha un'otturazione odontoiatrica? Dove sono finite tutte le sveglie della città? Come mai al Manuale manca il diciottesimo capitolo? Un passo alla volta, senza mai uscire dalla notte che avvolge questa storia dall'inizio alla fine, Unwin si addentra in un mondo fatto di interni labirintici, di acque nere, o delle luci improvvise di un freak-show.
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  • 5

    Nonostante Berry abbia più volte ribadito di aver spesso pensato a Calvino mentre scriveva questo giallo quasi onirico con un anti eroe protagonista che rimane a lungo nella memoria del lettore, con la sua bici e i suoi ombrelli sfigati, io ci ho trovato Buzzati. Una lettura che è un gr ...continua

    Nonostante Berry abbia più volte ribadito di aver spesso pensato a Calvino mentre scriveva questo giallo quasi onirico con un anti eroe protagonista che rimane a lungo nella memoria del lettore, con la sua bici e i suoi ombrelli sfigati, io ci ho trovato Buzzati. Una lettura che è un grande divertimento, con immagini indimenticabili

    ha scritto il 

  • 5

    Principi di investigazione onirica

    “Fece un passo indietro. Quella poltrona gli sarebbe saltata addosso se lui gliene avesse dato l'occasione, l'avrebbe divorato. Se solo avesse potuto chiamarla per nome, pensò, forse l'avrebbe ammansita. Oppure avrebbe potuto aprire l'ombrello e proteggersi da quella vista – ma purtroppo l'ombrel ...continua

    “Fece un passo indietro. Quella poltrona gli sarebbe saltata addosso se lui gliene avesse dato l'occasione, l'avrebbe divorato. Se solo avesse potuto chiamarla per nome, pensò, forse l'avrebbe ammansita. Oppure avrebbe potuto aprire l'ombrello e proteggersi da quella vista – ma purtroppo l'ombrello l'aveva dato a Edwin Moore”.

    Una storia straordinaria, ricca di riferimenti e aneddoti, si sviluppa con una trama labirintica, geniale e ingegnosa e un racconto tra il fantasy e il noir che si rivela irresistibile e magico dall'inizio alla fine. Si ride, si sogna e ci si perde in questo libro, soprattutto ci si meraviglia: non con Kafka né con O'Brien, semplicemente in modo unico con Jedediah Berry.

    ha scritto il 

  • 3

    Spunto originale e ambizioso. L'intreccio narrativo e lo sviluppo, onirico e surreale, colmo di citazioni più o meno esplicite, risulta piuttosto faticoso da seguire. Idea sorprendentemente simile a un recente film di Nolan...

    ha scritto il 

  • 2

    In città l’Agenzia investiga su tutto, e su tutti.
    Nei suoi immensi archivi viene classificato tutto quello che accade nella cupa città. E il compito di Charles Unwin, impiegato, è quello di organizzare in fascicoli i frammentari appunti del più celebre degli investigatori, Travis T. Sivart.
    Og ...continua

    In città l’Agenzia investiga su tutto, e su tutti. Nei suoi immensi archivi viene classificato tutto quello che accade nella cupa città. E il compito di Charles Unwin, impiegato, è quello di organizzare in fascicoli i frammentari appunti del più celebre degli investigatori, Travis T. Sivart. Ogni detective ha un suo impiegato e Unwin è il migliore come lo è Sivart. Ma quando il detective scompare, Unwin viene promosso investigatore e si fa carico delle indagini, che dovrà condurre affidandosi a due sole armi, un ombrello e un manuale di investigazione che non è altro che il romanzo in cui affonda il lettore. Spy story nonsense, con personaggi poco tratteggiati, trama sul filo del surreale, eterno conflitto tra bene e male, tra buoni e cattivi, tra sogno e realtà ma con poco materiale di base, anche se l'autore cita fra le sue letture ispiratrici Calvino e Kafka. Mah, forse non l'ho capito io...

    ha scritto il 

  • 2

    La pioggia ed il sogno

    Romanzo ricco di continui rimandi simbolici, probabilmente più ambizioso che riuscito.
    Berry scrive benissimo la sua storia e riesce a tenere in equilibrio l'elaboratissimo castello della trama, senza mostrare lampanti incongruenze. La storia è un classico noir nell'impianto - alla Marlowe, un M ...continua

    Romanzo ricco di continui rimandi simbolici, probabilmente più ambizioso che riuscito. Berry scrive benissimo la sua storia e riesce a tenere in equilibrio l'elaboratissimo castello della trama, senza mostrare lampanti incongruenze. La storia è un classico noir nell'impianto - alla Marlowe, un Marlowe inetto in questo caso - con aggiunte abbondanti di fantastico (l'investigazione de/dentro i sogni), un pizzico di steampunk (meraviglioso il camion a vapore).

    ha scritto il 

  • 3

    Mah?!

    Interessante fino ad un certo punto, poi diventa troppo criptico, alla fine quasi noioso. Peccato perchè la storia del capitolo 18 ovvero quello mancante del famoso manuale l'ho trovata interessante ma non sviluppata bene, o perlomeno non come avrei voluto o mi sarebbe piaciuto.


    Non lo bo ...continua

    Interessante fino ad un certo punto, poi diventa troppo criptico, alla fine quasi noioso. Peccato perchè la storia del capitolo 18 ovvero quello mancante del famoso manuale l'ho trovata interessante ma non sviluppata bene, o perlomeno non come avrei voluto o mi sarebbe piaciuto.

    Non lo boccio completamente perchè ripeto, alcune idee sono belle ma in alcuni punti ho faticato a proseguire, per la noia, soprattutto nei capitoli finali che dovrebbero invece essere quelli chiarificatori.

    ha scritto il 

  • 2

    Ho iniziato la lettura attratto dal titolo (tanto per dire il canone geniale su cui mi sono basato) ma dopo dieci pagine già la trama era piuttosto sospetta e continuare a leggerlo e' stato il primo errore. A metà libro ho iniziato a chiedermi se l' autore scrivesse solo quando aveva mangiato pes ...continua

    Ho iniziato la lettura attratto dal titolo (tanto per dire il canone geniale su cui mi sono basato) ma dopo dieci pagine già la trama era piuttosto sospetta e continuare a leggerlo e' stato il primo errore. A metà libro ho iniziato a chiedermi se l' autore scrivesse solo quando aveva mangiato pesante e dormito poco pure lui come i suoi protagonisti. Volevo smettere ma viste le recensioni piuttosto positive, sulla fiducia, ho ingenuamente pensato che poi si sarebbe ripreso, ed invece questo e' stato il secondo errore. Ecco, poi niente, il terzo errore ben più grave, ovviamente e' stato finire un libro nonsense nell' agonia degli sbadigli...

    ha scritto il 

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