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Maonomics

L'amara medicina cinese contro gli scandali della nostra economia

Di

Editore: Rizzoli

4.1
(66)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 300 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8817039934 | Isbn-13: 9788817039932 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri

Genere: Business & Economics , Political , Social Science

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Descrizione del libro
La coppia democrazia-capitalismo è in crisi, vittima di una depressione che non è solo finanziaria. Trionfa invece il capi-comunismo visto che mentre la nostra economia va in pezzi, la Cina cresce a ritmi vertiginosi. Più 9 per cento del Pil nel 2009 e un piano di investimenti grandioso: strade, scuole, ospedali, ferrovie, colossali impianti per la produzione di energie rinnovabili. Si può ancora dire che il comunismo è stato sconfitto dalla storia? 0 è tempo di cominciare a guardare alla società con occhi un po' più a mandorla? Per esempio, le misure anticrisi attuate dai nostri governi sono servite ad arricchire gli stessi speculatori responsabili del collasso, mentre l'intervento statale cinese ha permesso di limitare i danni e ricominciare a crescere. La nostra vita politica è scossa da continui scandali e violazioni del diritto, mentre in Cina stanno nascendo nuove forme di partecipazione, pur all'interno del partito unico. E tra i grattacieli di Shanghai e Pechino si avverte uno slancio verso la modernità che il vecchio Occidente non riesce più nemmeno a immaginare. Da Margaret Thatcher a Berlusconi, da Wall Street al Cile di Pinochet, passando sempre per Pechino, questo libro racconta una deriva che abbagliandoci con la promessa del benessere ci sta privando della libertà. E grazie a esempi e testimonianze di imprenditori, studiosi, giornalisti, attivisti dei diritti umani spiega invece come la Cina sta lavorando per migliorarsi.
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  • 3

    un punto di vista su cui riflettere

    Un saggio controcorrente a tutto tondo come tanti articoli di Loretta Napoleoni che ha sempre il grandissimo pregio di portarci un punto di vista diverso e “reale” con un’analisi ricca di informazioni aggiuntive e piene di significato. Questo libro punta direttamente al cuore di questa crisi prof ...continua

    Un saggio controcorrente a tutto tondo come tanti articoli di Loretta Napoleoni che ha sempre il grandissimo pregio di portarci un punto di vista diverso e “reale” con un’analisi ricca di informazioni aggiuntive e piene di significato. Questo libro punta direttamente al cuore di questa crisi profondissima e anche momento di svolta, certamente, degli equilibri mondiali. I segnali vanno tutti nella direzione di un diverso rapporto fra i grandi paesi della terra, con un sostanziale riequilibro verso i nuovi “grandi paesi” e irrompe sul piano dell’analisi e delle prospettive il grande tema ambientale e del futuro di un’economia che non può che diventare sostenibile e verde. Il giudizio impietoso e senza censure sul ruolo e la rilevanza che la finanza mondiale ha sulla qualità della vita delle persone e delle società anticipa il dibattito che vediamo delinearsi sul ruolo e sulle regole necessarie per evitare l’accelerazione dei fenomeni economici al servizio della speculazione finanziaria e ridare fiato e voce ai produttori della ricchezza e alle nazioni. Molto interessante l’approccio alla società dell’informazione; frontiera e significato del potere che si concentra sempre di più nelle mani di chi già detiene i mezzi di informazione e la ricchezza portando la nostra democrazia verso una plutocrazia fortemente controllata ed eterodiretta tramite mass media e rete globale del sistema informativo. Da qui una analisi diversa che cerca di cogliere la positività del modello “cinese” che ha sicuramente risposto in modo diverso a questa fortissima crisi e che sta continuando ad avere livelli di crescita annua elevati e in contro tendenza rispetto a tutto il mondo occidentale. L’analisi della situazione della “fabbrica del mondo” trova modo di giustificare anche la politica del Partito Comunista Cinese e il governo del partito unico, valorizzandone la meritocrazia e la capacità di rispondere alle esigenze della popolazione allargando lentamente le maglie del controllo sociale e politico. L’invito che ci viene da questo saggio è quello di tornare ad una analisi della società e ad un cambiamento radicale che permetta all’Europa e agli stessi Usa di rispondere alla crisi con strumenti di lungo periodo che non finiscano per limitare la democrazia e la difesa dell’ambiente.

    ha scritto il 

  • 4

    L'immagine del Progresso

    "Il comunismo vincerà".


    Slavoj Žižek.


    E' sempre divertente mettere alla prova le proprie più ferme convinzioni. Quasi due anni fa scrivevo così della Cina:


    "La doppia occidentalizzazione portata dal comunismo prima e dal liberismo oggi ha spazzato via la storia cinese a forza ...continua

    "Il comunismo vincerà".

    Slavoj Žižek.

    E' sempre divertente mettere alla prova le proprie più ferme convinzioni. Quasi due anni fa scrivevo così della Cina:

    "La doppia occidentalizzazione portata dal comunismo prima e dal liberismo oggi ha spazzato via la storia cinese a forza di Balzi in Avanti e Rivoluzioni culturali, lasciandone solo gli aspetti deteriori ed autoritari. Il risultato è un paese culturalmente distrutto, vacuo, ma al contempo pieno dell'arroganza di chi si sente nuovamente alla ribalta".

    Da allora la mia opinione al riguardo era rimasta sempre la stessa. Poi ho letto Maonomics, l'ultimo libro di Loretta Napoleoni. Quando l'ho preso dallo scaffale ero piuttosto scettico, ma non ho saputo resistere a un provocazione punk del livello di "leggi un libro che parla bene del regime comunista-liberista cinese". Dopo la lettura il giudizio che ho riportato in principio è cambiato su pochi punti, ma significativi. In quel post sostenevo che le teorie occidentali avevano ucciso l'anima cinese, ma se invece fosse successo il contrario? Così scrive l'autrice:

    "La teoria marxista è fondamentalmente una dottrina economica, non una forma di governo. (...) la Cina è proprio la riprova che non è Marx lo sconfitto della storia. A differenza dei russi, i cinesi sono riusciti a creare una forma di dittatura del proletariato che funziona, che si evolve. E che garantisce progresso e benessere meglio di altri sistemi, come confermano dati economici sconcertanti quali l'aumento del reddito reale medio pro capite cinese e la crescita del Pil al 9 per cento nel 2009, mentre quella delle democrazie occidentali era ancora sotto zero".

    Secondo l'analisi di Napoleoni la Cina non è in balia di un'ebbrezza capitalista. L'esperimento dell'iperliberismo cinese è il frutto di un processo scandito da passi lenti e accuratamente architettato sul lungo periodo. Secondo le linee tracciate da Deng Xiaoping e seguite ancor oggi, lo stato non ha mai perso le redini del cambiamento. Con tutto ciò che questo comporta: il governo cinese ha sempre saputo che, per attirare capitali stranieri in determinate zone del paese, avrebbe condannato a morte eserciti di operai e alla distruzione ambientale intere regioni. Semplicemente l'hanno considerato un danno accettabile. Dei gran figli di puttana, insomma: e fin qui, il giudizio del 2008 potrebbe rimanere invariato.

    Ciò che cambia è la prospettiva: prima pensavo semplicemente che il nostro delirio neoliberista avesse contagiato lo stato cinese condannandolo ad un inevitabile tracollo. Al contrario, Pechino ha sfruttato in modo spietato e pragmatico i vantaggi che l'ingresso nel mercato mondiale poteva apportarle senza diventarne la vittima: marxianamente si sono adattati alle circostanze attuali per rafforzare lo stato. Il che, bisogna ammettere, è molto cinese.

    E qui veniamo al secondo punto. Se i cinesi fossero un mero oggetto del capitalismo, non sarebbero capaci, come noi non lo siamo, di progettare un'uscita dall'economia basata sul petrolio e sul gas. Al contrario, dice Napoleoni, i cinesi hanno visto la bufera in arrivo e stanno costruendo una "Grande Muraglia Verde" dietro cui ripararsi quando noi diavoli occidentali faremo il tonfo.

    "Da Pechino in mezz'ora si raggiunge Tianjin, "la città del vento", tra i centri più importanti dell'energia eolica in Cina. Ci si arriva comodamente seduti su un treno supersonico, soprannominato bullet, proiettile, perché veloce quanto una pallottola. Sembra proprio di viaggiare nel futuro, sospesi diversi centimetri dal suolo, e di arrivare in una stazione spaziale della saga di Guerre Stellari, in una foresta di giganteschi mulini a vento. Solo il mare, un serbatoio immenso di energia pulita, ci ricorda che siamo sul pianeta Terra. Di paesaggi così la Cina è piena e molti appartengono alle zone desertiche dell'Asia centrale, dove le strutture che producono l'energia verde sono guardate a vista dall'esercito cinese. Nella provincia del Gansu, piatta e arida come il sud dell'Iraq, si erge un Partenone di pannelli fotovoltaici: colonna dopo colonna, gli specchi corrono lungo un perimetro grande quanto tre campi di calcio. Tutt'intorno, dune di sabbia bianche contribuiscono a dare all'impianto un aspetto lunare. Una visione aerea del deserto dello Xinjiang e di quello della Mongolia cinese offre immagini del tutto simili e i satelliti ci mostrano come Pechino stia trasformando in energia pulita immense distese completamente disabitate perché inospitali".

    La domanda è: basterà? Il sistema cinese mantiene in fondo la pecca che il marxismo condivide con il capitalismo: il culto della crescita. Dubito sinceramente che, anche prospettando un futuro basato sulle energie alternative, la crescita perpetua possa essere mantenuta ancora a lungo. Ai posteri...

    Un altro aspetto interessante di Maonomics sono i passi numerosi che l'autrice dedica all'evoluzione del paese sul fronte dei diritti umani, da Tienanmen a oggi. Assumendo un punto di vista "con gli occhi a mandorla", Napoleoni evita la lente deformante dei media occidentali, raccontando una storia diversa: la storia di un sistema che persegue cambiamenti graduali e che, anche se reprime spietatamente chi cerca di deviare o accelerare il percorso stabilito, non si può ridurre semplicemente alla versione capitalista della nomenklatura sovietica. Pur con tutti i suoi problemi, il modello cinese non è un banale parassita del popolo, risponde piuttosto a criteri di stato diversi dai nostri, e che certo hanno poco a che fare con l'idea della democrazia rappresentativa.

    Ora, può essere che l'analisi proposta da Napoleoni sia fallace in qualche punto fondamentale. In tal caso gli anni a venire scopriranno nella Cina l'ennesima tigre di carta asiatica. Ma se così non fosse, se davvero la plurimillenaria civiltà cinese è riuscita a sopravvivere all'ondata della modernizzazione e anzi a cavalcare la Tigre... beh, tenetevi forte: il Comunismo ha vinto la Guerra Fredda.

    ha scritto il 

  • 5

    cambiare punto di vista, liberarsi da qualche pregiudizio occidentale. per me questo libro è stato uno scossone, positivissimo, per recuperare spirito critico

    ha scritto il 

  • 5

    Finalmente un libro intelligente sulla Cina e di riflesso sull'Occidente. Fuori dei luoghi comuni impasticcati di retorica dei grandi giornali si affrontano questioni dati alla mano. Un passo in avanti per conoscere un grande paese qual è la Cina.

    ha scritto il 

  • 5

    Approfitto di questa occasione per ringraziare Giuseppe che mi ha regalato questo libro molto interessante e molto ben fatto che consiglio aasolutamente a chiunque voglia approfondire la conoscenza dell'evoluzione dell'economia cinese. L'autrice,l'economista Loretta Napoleoni, cerca di rompere il ...continua

    Approfitto di questa occasione per ringraziare Giuseppe che mi ha regalato questo libro molto interessante e molto ben fatto che consiglio aasolutamente a chiunque voglia approfondire la conoscenza dell'evoluzione dell'economia cinese. L'autrice,l'economista Loretta Napoleoni, cerca di rompere il pregiudizio che aleggia intorno alla Cina e di mostrare il suo sviluppo con gli occhi dei cinesi stessi, e non di noi occidentali che ci crediamo a priori superiori in quanto portatori delle libertà democratiche. Una visione a mio avviso originale e interessante dello sviluppo economico cinese, che noi occidentali ignoriamo o consideriamo superficialmente sbagliando, perchè molto presto sarà questa e non più gli Stati Uniti la nazione economicamente più potente del mondo.

    ha scritto il 

  • 5

    la cina è vicina e lotta insieme a noi!

    " LA DEMOCRAZIA IN OCCIDENTE E' UNA MENSA
    DOVE I CLIENTI SELEZIONANO IL CUOCO, MA NON
    I PIATTI CHE SERVE.
    IN CINA INVECE CUCINA SEMPRE LO STESSO CHEF,
    MA I CLIENTI SCELGONO COSA MANGIARE DA UN RICCO MENU' " ...continua

    " LA DEMOCRAZIA IN OCCIDENTE E' UNA MENSA DOVE I CLIENTI SELEZIONANO IL CUOCO, MA NON I PIATTI CHE SERVE. IN CINA INVECE CUCINA SEMPRE LO STESSO CHEF, MA I CLIENTI SCELGONO COSA MANGIARE DA UN RICCO MENU' " ( F. NING )

    Non sono mai stato un ammiratore della cultura cinese, sia per mia ignoranza personale che per scarso interesse in materia. Eppure in questo libro Loretta Napoleoni ci spiega in modo rapido e veloce, con numerose storie corredate di dati e cifre, perchè è proprio a Oriente che in molti oggi dovremmo guardare. E dovremmo farlo con occhi nuovi, con l'umiltà di chi può e deve riconoscere i propri errori e prendere spunto da chi ha fatto meglio di noi per emularlo senza inutili e dannosi pregiudizi. Cosa non facile. Ma da qualche parte si deve pur iniziare ad aprire gli occhi. Per chi pensa che l'attuale crisi economica che attanaglia l'Occidente sia alla stregua di un giudizio divino, inevitabile quanto imperscrutabile.

    ha scritto il 

  • 5

    1/2011 E' un libro eccezionale. La Napoleoni, documentando tutte le sue affermazioni, affronta i problemi della società occidentale (economia, crisi politica) usando la lente cinese. Non mi sembra che si possa parlare di innamoramento della Napoleoni nei confronti dell'esperienza cinese: sotto ...continua

    1/2011 E' un libro eccezionale. La Napoleoni, documentando tutte le sue affermazioni, affronta i problemi della società occidentale (economia, crisi politica) usando la lente cinese. Non mi sembra che si possa parlare di innamoramento della Napoleoni nei confronti dell'esperienza cinese: sotto questo aspetto illuminanti sono le ultime pagine dove si fa il raffronto parallelo tra la guerra di liberazione cinese (Mao) e la rivolta americana di fine '700 (Washington/Jefferson). I ragionamenti e le conclusioni sono sottoscrivibili in toto. Mi sento di raccomandare questo libro senza alcuna esitazione: ripeto è un testo eccezionale.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro che dovrebbero leggere tutti! Almeno per avere una visuale più completa sull'economia moderna e anche su quella futura. Napoleoni può anche non piacere ma ti pone di fronte a realtà oggettive che credo ti potranno far riflettere.

    ha scritto il