Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Mappe per amanti smarriti

Di

Editore: Feltrinelli

4.0
(265)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 384 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8807819198 | Isbn-13: 9788807819193 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: D. Vezzoli

Genere: Fiction & Literature

Ti piace Mappe per amanti smarriti?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Siamo in un'innominata città inglese, ai cui margini vive una comunitàpachistana. Kaukab vive da quarant'anni in Inghilterra, non parla la lingua ecerca di non avere contatti con i bianchi. Donna semplice e ignorante, distretta fede musulmana, lacerata tra le regole morali delle proprie origini ela realtà che la circonda, Kaukab rispecchia i conflitti che agitano l'interacomunità. Shamas, suo marito, è invece una sorta di libero pensatore, convintoche le due culture debbano e possano integrarsi. Suo malgrado s'innamora diSoraya, una giovane appena giunta dal Pakistan: un amore tragico, che lorenderà per sempre infelice. Un tentativo di descrivere il conflitto che nascedalla precarietà dei sentimenti e dall'urto delle culture.
Ordina per
  • 4

    Denso, pieno di colori intrecciati come a formare una splendida stoffa orientale; intrecciati come le tante storie che lo compongono e che testimoniano le difficoltà di un'integrazione necessaria ma complessa e faticosa. La storia di una famiglia di pakistani che vivono in Inghilterra e che cerca ...continua

    Denso, pieno di colori intrecciati come a formare una splendida stoffa orientale; intrecciati come le tante storie che lo compongono e che testimoniano le difficoltà di un'integrazione necessaria ma complessa e faticosa. La storia di una famiglia di pakistani che vivono in Inghilterra e che cercano di orientarsi tra gente di cui hanno imparato a diffidare e una cultura che rifiutano.

    ha scritto il 

  • 5

    Se non mi fosse stato consigliato da una persona di cui mi fido forse non l'avrei mai letto e sarebbe stato un vero peccato... Un libro magico, poetico, suadente, ricco di contraddizioni. Ci entri dentro piano piano, come in un nuovo posto dove bisogna prima ambientarsi, ma ne vale davvero la pe ...continua

    Se non mi fosse stato consigliato da una persona di cui mi fido forse non l'avrei mai letto e sarebbe stato un vero peccato... Un libro magico, poetico, suadente, ricco di contraddizioni. Ci entri dentro piano piano, come in un nuovo posto dove bisogna prima ambientarsi, ma ne vale davvero la pena. Assolutamente splendido e consigliatissimo.

    ha scritto il 

  • 0

    Un fiore per diploma

    Vicino ci ho messo
    George Small, "A Grammar Of The Urdu Or Hindustani Language In Its Romanized Character"

    La mappa della mappa, diciamo.

    ____________

    vengono dunque gli operai a casa mia a smontare
    due mobili

    solo che piove ma loro dicono adesso smontiam ...continua

    Vicino ci ho messo
    George Small, "A Grammar Of The Urdu Or Hindustani Language In Its Romanized Character"

    La mappa della mappa, diciamo.

    ____________

    vengono dunque gli operai a casa mia a smontare
    due mobili

    solo che piove ma loro dicono adesso smontiamo
    poi vediamo

    e smontano e poi caricano subito sul furgone anche se
    piove

    giù per le scale del condominio con un peso che io
    da dietro dicevo tutto bene?

    tutto bene sì, mi fa lui, tutto bene
    ma a me sembrava un canchero per me più che altro

    e poi dico alla fine un caffè o un the? e tutti un caffè
    e io dico però ho il solubile meglio,dicono loro

    e tiro fuori una torta con le fragole
    e mi chiedono fatta tu? e io sì, io e la coop

    più la coop però
    poi sono andati via, con il furgone contromano e io

    no no no no attenti

    e lui scusami
    poi sono salito in casa e in cameretta c'era un vuoto

    e mi sembrava quando la casa era appena comprata
    l'ho guardata bene, la parete e poi sono uscito

    anche fuori era tutto vuoto
    la vuota libertà invernale dice uno, mi pare

    solo che qui non è inverno
    i 3 operai nella loro lingua parlavano litigavano

    segnavano sui legni smontati delle cose coi loro caratteri
    misteriosi e io pulivo intanto in cucina nell'altra camera

    e poi tutto è finito
    l'umanità migliore fa molte cose senza darsi delle arie

    tranquilli tranquilli

    ha scritto il 

  • 5

    Cinque stelle, visto che non se ne possono dare sei.
    Per un attimo ho pensato di togliere una stella a tutti gli altri libri della mia libreria, per lasciarne cinque solo a questo; ma sono troppo pigro per farlo.
    Ho voglia di scrivere all'autore.

    ha scritto il 

  • 5

    Tutti gli animali - si dice a un certo punto in questo libro - scappano dal fuoco. Tutti, tranne le falene, quegli insetti misteriosi e notturni che Jugnu studiava. E come grappoli di falene, i protagonisti di questa storia, o meglio delle molte storie che si intrecciano, sembrano volare ciecamen ...continua

    Tutti gli animali - si dice a un certo punto in questo libro - scappano dal fuoco. Tutti, tranne le falene, quegli insetti misteriosi e notturni che Jugnu studiava. E come grappoli di falene, i protagonisti di questa storia, o meglio delle molte storie che si intrecciano, sembrano volare ciecamente in cerchi sempre più stretti attorno alla fiamma. Molti saranno bruciati, forse tutti.
    Sono vite straziate dalla rassegnazione e dalla miseria fisica e morale quelle di questa colonia di pakistani che vive ai margini di una cittadina inglese. Vite di vecchi che non sanno adattarsi e restano legate alla tradizione della loro origine - la religione, la morale severa, la sottomissione che per le donne è doppia - ad Allah e agli uomini. Vecchi che proiettano le loro idee su figli che non sanno che farsene, la cui emancipazione cozza contro il muro di famiglie rigidamente ortodosse.
    Così Kaukab vive per suo marito e i suoi figli, e in questo amore si trasforma in mostro capace di divorare ogni genuina spinta all'apertura. Kaukab che si rifugia nella preghiera per sopire l'umiliazione di una lingua che non capisce, di usi che le ripugnano, dei figli che la fuggono. Così Shamas, il marito, laico e comunista, si sfianca nella difesa degli immigrati, che lo ripagano con bocconi amari. E cerca la vita in un amore unilaterale e struggente verso l'enigmatica Soraya. Amore senza senso, senza futuro e anche senza presente, e per questo tanto più vero.
    E i giovani? I giovani scappano: le ragazze tagliano i capelli, i ragazzi 'cercano' le bianche. Oppure esasperano la tradizione, la deformano fino a farsene scudo per crimini orrendi.
    Quanti sentieri tracciano tutti i personaggi attorno al lago dove si dice si sia arenato un gigante? Dove sono le mani luminose di Jugnu che attirano le falene e, con loro, Chanda? Quanti amanti si smarriscono in queste pagine? Quanto amore va sprecato come una bottiglia di vino pregiato fracassata sul pavimento?
    E' un libro doloroso, ma è un romanzo splendido. La capacità di sezionare le tensioni familiari mi ha ricordato il miglior Yeousha (paradossale?), mentre le contraddizioni che prendono corpo in visioni e metafore mi hanno fatto pensare a Il dio delle piccole cose. Ci sono voluti undici anni, sembra, per scrivere questo romanzo. E ogni parola ha la profondità di un piombo lanciato nel mare. Ci sono uomini e donne, e odori, e uccelli variopinti e misteriose falene. E tutto è vivo, e perciò fa male cogliere il momento, l'attimo esatto, in cui l'ala iridescente della falena, troppo vicina, ormai, alla fiamma, sfrigola via in un minuscolo fuoco artificiale...

    ha scritto il