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María Antonieta

By Stefan Zweig

(2)

| Mass Market Paperback

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Book Description

39 Reviews

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  • 3 people find this helpful

    Con Zweig ho la sensazione del "guardare e non toccare":mentre leggendo Joseph Roth ho sempre l'impressione di essere li' con i suoi personaggi, vivendo le stesse emozioni, con Zweig mi sembra quasi di stare al cinema, dove vedo passare i protagonist ...(continue)

    Con Zweig ho la sensazione del "guardare e non toccare":mentre leggendo Joseph Roth ho sempre l'impressione di essere li' con i suoi personaggi, vivendo le stesse emozioni, con Zweig mi sembra quasi di stare al cinema, dove vedo passare i protagonisti dei suoi libri con un certo distacco.
    Anche questa biografia, benche' scritta benissimo e certamente non "fredda" (si nota la simpatia di Zweig per la dignita' e la forza della Regina di Francia), purtroppo non ha toccato le miei corde piu' profonde.
    Quasi mi vergogno a dare solo tre stellette, ma sinceramente non e' un libro che rileggerei.

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    Chequers58 said on Jun 28, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    straordinario, ironico, coinvolgente. Empatia.Leggerlo peraltro in francese e a Parigi diventa ancora più coinvolgente...

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    StrangerinMoskau said on Jun 10, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il carro si ferma davanti al patibolo. "Con un aspetto ancor più calmo e tranquillo di quello che aveva all'uscita dalla prigione" la regina sale, respingendo ogni aiuto, i gradini di legno del palco; i suoi piedi agili, calzati di scarpine di raso n ...(continue)

    Il carro si ferma davanti al patibolo. "Con un aspetto ancor più calmo e tranquillo di quello che aveva all'uscita dalla prigione" la regina sale, respingendo ogni aiuto, i gradini di legno del palco; i suoi piedi agili, calzati di scarpine di raso nero a tacchi alti, superano quell'ultima scala con la stesa grazia leggera con cui risalivano un giorno gli scalini marmorei di Versailles. Getta uno sguardo smarrito agli odiosi sviluppi umani verso l'orizzonte. Riconosce forse laggiù, fra le nebbie autunnali, le Tuileries, dove ha vissuto indicibili sofferenze? Si ricorda ancora, in quell'ultimo, in quell'estremo momento, del giorno in cui quella STESSA FOLLA, in quel giardino laggiù, l'ha salutata erede al trono di Francia? Nessuno lo sa. Nessuno conosce i pensieri ultimi di un condannato a morte. Ma già tutto è finito. I carnefici l'afferrano alle spalle, la gettano con rapido colpo sul patibolo, con la testa sotto la lama, uno strappo alla corda, un lampeggiare del coltello che scende, un colpo sordo, e già Sanson afferra per i capelli la testa esangue per reggerla in alto, per mostrarla a tutta la piazza. Di colpo la tensione di QUEI DIECIMILA si libera e prorompe in un urlo selvaggio. "Evviva la repubblica!" urlano le bocche sciolte dallo spasimo soffocante. Poi la FOLLA si disperde in gran fretta. Parbleu! È già passato il mezzogiorno: è tempo di andare a pranzo: presto a casa! Perché indugiare? Domani, per settimane, per mesi ancora, su quella stessa piazza si potrà godere ogni giorno lo stesso spettacolo.

    (Maria Antonietta : una vita involontariamente eroica - pag. 414)

    Cosa dire? Questo è il "rispetto" dato a questa donna: Maria Antonietta.

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    Ginger said on May 11, 2014 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    Per noi è facile. Noi che negli impressionabili anni dell'adolescenza abbiamo seguito tutta la serie di Lady Oscar, lo sappiamo che la regina Maria Antonietta in fondo era buona e nonostante la corte affamasse il popolo, lei non era quella strega che ...(continue)

    Per noi è facile. Noi che negli impressionabili anni dell'adolescenza abbiamo seguito tutta la serie di Lady Oscar, lo sappiamo che la regina Maria Antonietta in fondo era buona e nonostante la corte affamasse il popolo, lei non era quella strega che tutti dipingevano. E che anche se si rifiutava di salutare la Dubarry, non ha certo detto la famigerata battuta delle brioches.
    Ma quando Zweig decise di scrivere la biografia di Maria Antonietta (pubblicata nel 1932) la figura della sventurata regina era evidentemente ancora ostaggio di opposte fazioni politiche, che ne fornivano ritratti estremizzati, a vantaggio dell'una o l'altra causa. Il primo obiettivo del biografo è stato quindi di sgombrare il campo dagli estremismi: “Maria Antonietta non è né la grande santa dell'idea monarchica, né la grande bagascia della rivoluzione. Ma un carattere medio, in fondo, una donna comune, non troppo intelligente, non troppo stolta, né fuoco né ghiaccio, senza energie speciali per il bene e senza la minima volontà al male; la donna media di ieri, di oggi e di domani, senza tendenze e genialità eccezionali, senza volontà di eroismi e perciò appunto apparentemente inadatta a divenire oggetto di una tragedia”.
    Il secondo obiettivo di Zweig è analizzare e umanizzare la figura di questa donna bistrattata dagli storici, facendo ricorso a fonti diverse da quelle tradizionali, ritenute ormai inaffidabili per la loro parzialità politica. Erano scoperte recenti di quell'epoca i carteggi tra Maria Antonietta e il conte Van Axel Di Fersen (Fersen! per noi fans di Lady Oscar è quasi incredibile che sia realmente esistito!), e la pubblicazione integrale delle lettere tra la regina e sua madre, Maria Teresa d'Austria. Ed è a questi epistolari che Zweig soprattutto si affida per tracciare un nuovo e più autentico ritratto di Maria Antonietta.
    La figura che ne scaturisce non è certo priva di difetti: Zweig racconta di una Maria Antonietta certamente non perfida o intrigante, ma frivola e intellettualmente pigra, incapace di rendersi conto dell'importanza del suo ruolo in Francia e in Europa, presa solo dai propri effimeri interessi mondani: “Per vent'anni essa sostiene con impeccabile stile sul suo pacoscenico di Versailles, eretto come un ponte di fiori giapponesi sopra un abisso, la parte di regina del rococò per un pubblico artificioso, tra artificiosi scenari”.
    Racconta della sua vita di corte, del suo rapporto (o non rapporto) con l'inetto re Luigi XVI, degli scandali, degli amori, del precipitare degli eventi storici attorno a lei.
    Solo negli ultimi anni, con la famiglia reale ostaggio dei rivoluzionari, Maria Antonietta sembra recuperare una consapevolezza del suo ruolo e ha un risveglio interiore che le fa scoprire in se stessa risorse insospettate. La mediocre regina diventa allora quel tragico personaggio storico che tutti conosciamo: “talvolta un simile individuo di medio valore è in grado di frangere le dure zolle del proprio destino, di ergersi violentemente con la propria energia al di sopra della sua stessa mediocrità: di questo la vita di Maria Antonietta è forse il più luminoso esempio storico”.
    Negli ultimissimi anni della sua vita, ormai troppo tardi per cambiarne il destino, la regina riacquista una sua “interiore grandezza”, che le permetterà di affrontare a testa alta anche la ghigliottina.

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    Skimble said on Apr 5, 2014 | 5 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    La biografia migliore che sia mai stata scritta su questa regina: ne mette in evidenza luci e ombre, sfatando i luoghi comuni e scavando nell'animo di una donna che "troppo tardi è riuscita ad essere all'altezza di se stessa".

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    Aglaya said on Mar 24, 2014 | Add your feedback

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