María Antonieta

By

Publisher: Juventud

4.3
(237)

Language: Español | Number of Pages: 451 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) English , Chi simplified , French , German , Italian , Portuguese , Danish , Turkish , Dutch , Polish , Korean , Latvian , Russian , Hungarian , Japanese , Swedish

Isbn-10: A000093300 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Others , Paperback

Category: Biography , Fiction & Literature , History

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Book Description
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  • 4

    8/10
    Mi aspettavo che questa biografia mi risultasse pesante per lo stile o per i contenuti e invece mi ha piacevolmente sorpreso per il suo equilibrio e per la "pacatezza" nonostante i tragici eventi ...continue

    8/10
    Mi aspettavo che questa biografia mi risultasse pesante per lo stile o per i contenuti e invece mi ha piacevolmente sorpreso per il suo equilibrio e per la "pacatezza" nonostante i tragici eventi descritti

    said on 

  • 4

    Biografia avvincente che riabilita il personaggio di Maria Antonietta: in fondo era solo una ragazzina quando è andata in moglie a Luigi XVI e a cosa doveva pensare, una ragazzina, se non a divertirsi ...continue

    Biografia avvincente che riabilita il personaggio di Maria Antonietta: in fondo era solo una ragazzina quando è andata in moglie a Luigi XVI e a cosa doveva pensare, una ragazzina, se non a divertirsi, disponendo dei mezzi per soddisfare qualsiasi capriciccio? Catapultata in un posto magnifico come Versailles, Regina di Francia dall'oggi al domani, con tutti ai suoi piedi, ce n'era abbastanza per dare alla testa a chiunque. E tuttavia anche l'ignoranza è una colpa, considerato che nel corso degli anni (l'adolescenza passa per tutti) non ha mai voluto ascoltare la madre che la invitava a maggior prudenza e nemmeno i consiglieri, mai ha voluto fermarsi un momento a riflettere sui suoi doveri di regina, anche quando le cose iniziavano a mettersi davvero male (anzi sembra proprio che "pensare" le costasse immensa fatica). La seconda parte del libro ci mostra una Maria Antonietta sempre più impopolare e, a sorpresa, sempre più assennata, madre dedita ai figli e fedele amante di Fersen (quindi dei sentimenti ce li aveva pure lei). Trattandosi di una biografia non possiamo che fidarci della ricostruzione e dell'interpretazione dell'autore, e questo l'ho trovato un fastidioso limite non dell'opera in sè ma proprio un limite mio nell'apprezzare il genere biografico, perché nessuno saprà mai chi sia stata davvero Maria Antonietta: buona parte della sua corrispondenza non è stata scritta da lei, molti ci hanno speculato, molti hanno avuto interesse a occultare parte del contenuto delle sue lettere. Le ultime pagine, che descrivono la prigionia, i tentativi di fuga e infine il patibolo, si leggono con il fiato in sospeso. Ma attenzione, con il punto di vista dell'autore si finisce con il disprezzare il popolo nella sua follia e brutalità e con il provare pietà per i monarchi che fanno davvero una brutta fine. Merito di un'opera del genere è quella di rendere umani anche i personaggi negativi dei libri di storia, non si salva davvero nessuno, nemmeno chi ha lottato per la libertà se l'ha fatto con tale dispiego di violenza.

    said on 

  • 5

    Bellissimo! Una biografia che è un racconto, che è un romanzo, un romanzo avvincente con una protagonista affascinante, forse leggera ma soprattutto incredula davanti a tutto quello che il suo modo di ...continue

    Bellissimo! Una biografia che è un racconto, che è un romanzo, un romanzo avvincente con una protagonista affascinante, forse leggera ma soprattutto incredula davanti a tutto quello che il suo modo di vivere provocò.

    said on 

  • 5

    Ho aspettato a lungo prima di scrivere una recensione perché questo libro mi ha davvero scosso nell'animo e sicuramente è stato scritto con maggiore passione di Marie Stuart perché Marie Antoinette, c ...continue

    Ho aspettato a lungo prima di scrivere una recensione perché questo libro mi ha davvero scosso nell'animo e sicuramente è stato scritto con maggiore passione di Marie Stuart perché Marie Antoinette, come l'autore, è austriaca.
    Fra le righe di questo libro si intravede e non solo la passione ardente che scuote lo scrittore, il numero di dettagli che egli mette alla luce riguardo Marie a Louis sono infiniti, talmente tanti da credere di aver visto ogni cosa da una sedia e di essere tornati con una macchina del tempo nel 1700 ma quel che scrivo è ancora riduttivo perché si vive ogni attimo come se fossimo il suo compagno di viaggio e lei avesse il nostro fiato sul collo.

    Fra le righe di questa distinta biografia emergono dettagli della vita di Marie Antoinette mai riportati in maniera cosi' esatta da uno scrittore. Egli si avvale di tutte le mensogne, le maldicenze, le voci di corridoio e sottopone gli eventi ad una attenta valutazione per regalarci la verità di quel che fu il destino drammatico e fatale di una donna che mostro' il coraggio di un esercito di uomini, ha passato una giovinezza spensierata sparpagliando l'intera cassa del regno per i suoi piaceri piu'futili. Si interessava soltanto, menefreghista, del suo potere personale, sposata per dovere regale a Luigi 16esimo, un sovrano che per debole volontà e complesso fisico non mostro' quasi mai la sua personalità, tutto scorreva e passava sopra di lui, indifferentemente.
    Non si mostro' all'altezza come compagno di potere ne come amante della regina. Una sua caratteristica era la gentilezza perché non rifiuto' mai una richiesta della sua sposa.

    Lei condusse lotte per tutta la vita, voleva essere libera, priva di doveri convenzionali e non aveva la pazienza ne la voglia di leggere e di imparare qualsiasi cosa sia, presto dimentico' la sua lingua materna.

    Lei pospose la sopravvivenza del popolo al benessere estetico del proprio egocentrismo. Lei era annoiata di una vita amorosa inesistente, di un perenne desiderio mai soddisfatto. Col tempo, ella aderi' ai suoi doveri mettendo alla luce gli eredi al trono.

    La caratteristica di questa coppia mal assortita è che entrambi chiusero gli occhi e non vollero sapere del governo, non furono consapevoli dell'opportunità regale della loro esistenza solo quando inizio' la rivoluzione di un popolo insoddisfatto, rozzo, ignavo e volgare.

    Quante accuse volgari e sfondo sessuale e perverso, a quei tempi, caddero su di lei come se al trono una straniera non fosse altro che una pervertita malaugurata.

    Questa corona fu loro tolta e la disgrazia che tutti ben conosciamo, accadde dopo un lungo lasso di tempo in cui la regina e il re si mostrarono forti e Marie Antoinette non fu mai cosi' alta e regale come allora, è la vecchiaia a far risalire alla coscienza la regina che è in lei.

    Una storia vera, drammatica e letale, una storia cosi' isolata e singolare, una regina che nessuno nei regni successivi della Francia e dell'Austria vorranno ricordare cosi' come un Luigi 16esimo, anche lui dimenticato. A Schönbrunn scriverà Stefan Zweig, nemmeno dopo si parlerà molto di Marie Antoinette, che nessun membro della sua famiglia volle salvare, nessuno si mise dalla sua parte nonostante fosse diventata negli ultimi anni della sua vita, una donna colta, una donna paziente, astuta e sveglia come avrebbe potuto esserlo molti anni prima ma le sue premure e azioni dedicate al popolo iniziarono ben troppo tardi, quando piu' nessuno stimava lei o il Re.

    Mi commuovo a scrivere di lei, perché secondo me, mai si merito' la guillottine. Cosi' come suo marito e penso che tutti noi dovremmo apprendere la sua storia. In ogni caso, la pena di morte è qualcosa che per me, non esiste, solo Dio ha questo potere.

    La sua colpa è sicuramente l'aver speso tutto il patrimonio regale per capricci personali in giovinezza e la muta accodiscendenza del marito è altrettanto responsabile. Hanno scelto entrambi la loro strada, ignorando ogni buon senso e ogni presa di decisione.

    Le uniche persone che mai le vollero bene furono sua madre, i suoi figli e il suo vero amore ed anche Luigi.

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  • 4

    Per divenire aggressivo, il malcontento ha bisogno di un capro espiatorio

    La storia raccontata da Zweig in questa biografia è quella arcinota di Maria Antonietta d'Asburgo-Lorena, ultima regina di Francia, moglie di Luigi XVI.

    Arcinota, dicevo. Certo. Ma perché è arcinota? ...continue

    La storia raccontata da Zweig in questa biografia è quella arcinota di Maria Antonietta d'Asburgo-Lorena, ultima regina di Francia, moglie di Luigi XVI.

    Arcinota, dicevo. Certo. Ma perché è arcinota? Lo è perché Zweig si prese la briga, nel 1932, di scrivere questo bellissimo libro che rivede e rivaluta la figura di questa donna così discussa. Il modo di raccontare, la cura dei dettagli, la descrizione del quadro storico e l’indagine psicologica rendono questo libro coinvolgente, avvincente e molto interessante, tanto che da qui poi sono stati tratti romanzi, film, libri e pure cartoni animati (Lady Oscar).

    La storia inizia poco prima del matrimonio della giovane Maria Antonietta, avvenuto a 14 anni, e termina con la ghigliottina. Zweig descrive Maria Antonietta come una donna media o mediocre, non un genio, non una eroina, non particolarmente acuta. Una donna normale che scopre la sua grandezza solo grazie agli eventi che, senza volerlo, la portano ed essere prima la moglie del futuro re di Francia, il prototipo ben riuscito di un completo idiota, poi la Regina ed infine il simbolo, insieme al marito (l'idiota), della dissoluzione della monarchia a causa della Rivoluzione.

    "Ma talvolta un simile individuo di medio valore è in grado di frangere le dure zolle del proprio destino, di ergersi violentemente con la propria energia al disopra della sua stessa mediocrità: di ciò la vita di Maria Antonietta è forse il più luminoso esempio storico. Per i primi trent'anni nei trentotto della sua esistenza, questa donna percorre una via insignificante, se pure in una sfera inconsueta; ella non supera mai nel bene o nel male, la misura media: anima tiepida, carattere mediocre e, dal punto di vista storico, da principio, soltanto un personaggio di comparsa. Se la rivoluzione non fosse scoppiata nel suo mondo sereno e spensierato, questa figlia d'Absburgo avrebbe tranquillamente continuato a vivere come cento donne, milioni di donne di tutti i tempi. Mai nessun uomo avrebbe sentito il desiderio di interrogare la sua anima spenta, nessuno avrebbe saputo chi essa fosse in realtà; non solo, ma – e questo è l'essenziale – ella medesima, Maria Antonietta, regina di Francia, senza le prove della sorte, non avrebbe mai appresa e conosciuta la sua vera grandezza."

    Ne vengono fuori due ritratti interessanti: quello della donna frivola alla ricerca del divertimento, nel primo periodo, e poi quello della donna altera, consapevole, intelligente e ben conscia del suo ruolo di Regina di Francia del secondo. Una donna che certamente, se fosse vissuta in un momento diverso, sarebbe stata in grado di governare molto meglio dell'inutile marito.

    Zweig nel libro descrive la nobiltà e i sovrani molto meglio di quanto non faccia con il popolo e con l'esercito (un po' di rimpianto per gli Asburgo, forse). Il popolo viene visto come ignorante e "plasmabile" sia dalle ideologie che dal denaro e dalla corruzione. L'esercito come un branco di incapaci in grado solo di essere al posto sbagliato nel momento sbagliato.

    "Il destino l'ha posta simbolica Regina di questo secolo, perché con esso viva la sua vita e muoia la sua morte"

    Non so se la ricostruzione storica dei fatti e del periodo iniziale della Rivoluzione effettuata da Zweig sia perfetta; il libro in ogni caso l'ho trovato molto interessante, facile da leggere e un ottimo punto di inizio per eventuali approfondimenti.

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  • 5

    Splendido

    Premetto che io adoro il personaggio di Maria Antonietta e quindi sono piuttosto informata sulla sua biografia, ma questo libro, letto dopo molti altri, mi ha letteralmente rapita. Lo stile, il lingua ...continue

    Premetto che io adoro il personaggio di Maria Antonietta e quindi sono piuttosto informata sulla sua biografia, ma questo libro, letto dopo molti altri, mi ha letteralmente rapita. Lo stile, il linguaggio, la profondità dell'analisi psicologica della protagonista e la precisione della materia trattata, fanno di questo testo un eccellente esempio di ricostruzione storica in chiave narrativa che va assolutamente letto.

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  • 5

    Ah che piacevole tuffo nella storia!

    Meraviglioso Zweig!

    Ho letteralmente divorato questo libro, facendo fatica a staccarmi dalle pagine per sapere come andava a finire! Si lo so, lo sappiamo tutti il finale, ma mi piaceva leggere il rac ...continue

    Meraviglioso Zweig!

    Ho letteralmente divorato questo libro, facendo fatica a staccarmi dalle pagine per sapere come andava a finire! Si lo so, lo sappiamo tutti il finale, ma mi piaceva leggere il racconto della fine di questa grande donna che sicuramente è una delle più affascinanti di tutta la storia.
    Ha qualcosa di particolare leggere una trama che non è pura fantasia, ma realtà. Era tanto che non leggevo una biografia e devo dire la verità ho riscoperto un genere molto bello che credo approfondirò!
    Assolutamente consigliato!

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  • 5

    Rimane forse, nonostante ormai sia un po' datata, la migliore biografia che abbia mai letto. è da questo libro che è nata la mia passione per le biografie storiche e questo è tutto dire. Zweig dimostr ...continue

    Rimane forse, nonostante ormai sia un po' datata, la migliore biografia che abbia mai letto. è da questo libro che è nata la mia passione per le biografie storiche e questo è tutto dire. Zweig dimostra una grande sensibilità e perspicacia nel ritrarre questo personaggio controverso (prima odiato, poi giustiziato, poi martirizzato, poi di nuovo odiato e via discorrendo); davvero bellissimo.

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  • 3

    Il taglio è fortemente narrativo. Più che una biografia sembra di leggere il diario della regina delle brioches (per me, da quando mi sono imbattuta in lei per la prima volta, altro non è stata). Al m ...continue

    Il taglio è fortemente narrativo. Più che una biografia sembra di leggere il diario della regina delle brioches (per me, da quando mi sono imbattuta in lei per la prima volta, altro non è stata). Al meno sino ad ora si percepisce una sottile vena agiografica; attitudine coraggiosa essendo questa sovrana una delle figure storicamente più sgradite.
    Molto significativi gli spaccati sull'alta politica del periodo, più "ad personam" di quanto un moderno non addetto ai lavori possa immaginare. Fenomeno questo che se appare accettabile per il secolo XVIII, epoca in cui la stessa schiavitù era pratica usuale, è invece grave rapportato ai similari accadimenti del XXI.

    La postfazione descrive Zweig come l'iniziatore del romanzo storico. Non è il caso di quest'opera. Si tratta, come già anticipato, di una potente agiografia. L'arciduchessa ignorante e sventata, amante delle frivolezze non potendo da subito divenir madre, si trasforma, con l'approssimarsi della Rivoluzione e lo scatenarsi del Terrore, in una dama dal carisma morale irresistibile? Appare poco plausibile. Altrettanto irreale la figura del sovrano: imbelle, perennemente indeciso, amorfo, al punto da sopportare per sette anni d'essere lo zimbello di Versailles e di Parigi a causa della sua - curabilissima - impotenza, nell'ora suprema mostra una imperturbabilità ultraterrena.
    Zweig, nel dipingere, per contrasto, i sovrani e certa nobiltà come naturalmente dotati di un quid superiore rispetto al terzo stato, sembra subire il fascino del sangue blu. Forse rimpiange i sovrani di Prussia e la caduta degli Asburgo, perché accenti accorati sgorgano dalla sua penna quando racconta di Maria Antonietta e della sua imperiale madre.
    Persino la "Libertà" appare svuotata di senso e la rivoluzione questione di viscere e non d'intelletto. Che lo stato, concetto mai prima elaborato, non sia più costituito dal Re grazie ad essa, passa quasi in secondo piano.
    C'è molto romanticismo in questa storia. Molta abnegazione d'antan, gli amanti si danno del "voi" anche in momenti cruciali. Non si può giudicare con l'occhio e le aspettative della contemporaneità perché il tutto diverrebbe romanzo d'appendice.
    Cade penosamente purtroppo il Nostro quando psicanalizza l'accusa d'abuso sessuale formulata dal giovanissimo Delfino nei confronti della madre,aderendo alla pietosa teoria dell'autoerotismo da parte di un bambino di soli otto anni. Ma Zweig era intimo di Freud, il casuale e pasticcione scopritore dell'inconscio. Nessuno è perfetto.

    said on 

  • 5

    Un altro capolavoro di Zweig. Qui il ritratto di Maria Antonietta è lo strumento per coinvolgere il lettore in un documentatissimo saggio storico, in un meccanismo narrativo che coinvolge come solo un ...continue

    Un altro capolavoro di Zweig. Qui il ritratto di Maria Antonietta è lo strumento per coinvolgere il lettore in un documentatissimo saggio storico, in un meccanismo narrativo che coinvolge come solo un grande romanzo potrebbe fare e in un'analisi di fatti e persone guardati con osservazioni psicologiche, sociologiche e antropologiche che finiscono con il coinvolgere il lettore come poche altre letture riescano fare.

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