Scritto originariamente per il pubblico francese e angloamericano, Marcia su Roma e dintorni apparve per la prima volta in edizione italiana a Parigi nel lontano 1933. L'autore lo pubblicò quindi in pieno fascismo e a breve distanza dagli avvenimenti che narrava e che lo avevano visto prima oppositoContinue
Scritto originariamente per il pubblico francese e angloamericano, Marcia su Roma e dintorni apparve per la prima volta in edizione italiana a Parigi nel lontano 1933. L'autore lo pubblicò quindi in pieno fascismo e a breve distanza dagli avvenimenti che narrava e che lo avevano visto prima oppositore tenace del nuovo regime, poi perseguitato e messo in carcere e infine esule a Parigi dopo un'avventurosa fuga da Lipari con Carlo Rosselli e Fausto Nitti. Il racconto autobiografico, che abbraccia il decennio 1919-1929, narra il sorgere e il dilagare del fascismo, soprattutto in Sardegna: dalla costituzione dei primi fasci, accolti con diffidenza o ostilità dalla gente dell'isola, alle proditorie aggressioni degli squadristi e alle vere e proprie spedizioni armate contro popolazioni
inermi, per finire con la conquista incontrastata del potere e la soppressione di ogni legalità. E poiché all'evolversi della situazione in Sardegna si accompagnava un processo analogo in tutto il paese, Lussu descrive anche questo, a grandi linee, nella sua veste di membro del Parlamento. Assistiamo cosi ai tentennamenti del governo Facta e del re, alla marcia su Roma, al delitto Matteotti, alla secessione aventiniana. Avvenimenti politici ed episodi personali si alternano in una narrazione piena di freschezza e vivacità, in cui non vengono mai meno - neppure nei punti più drammatici - l'ironia e il sarcasmo, quasi attributi connaturali a una prosa
dotata di una forza di suggestione difficilmente eguagliabile.
Emilio Lussu è nato ad Armugia (Cagliari) nel 1890. Ufficiale nella Brigata Sassari nella guerra 1915-18, fu tra i fondatori nel dopoguerra del Partito sardo d'Azione. Deputato nel 1921 e 1924, prese parte alla secessione aventiniana. Perseguitato e deportato a Lipari, da dove evase nel 1929, fu tra i fondatori e dirigenti di "Giustizia e Libertà" nella direzione del Partito d'Azione, dal quale passò poi al Partito socialista. Ministro nel governo Parri e nel primo gabinetto De Gasperi, è stato più volte senatore. Nel 1964 ha aderito al Psiup. Della sua opera di scrittore ricordiamo: La Catena (1929), Teoria dell'insurrezione (1936), Un anno sull'Altipiano (1938), Diplomazia clandestina (1956), e II Partito d'Azione e gli altri (1968).