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Marcovaldo

I grandi romanzi italiani n. 3

Di

Editore: RCS - Corriere della Sera

4.0
(7712)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 140 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Tedesco , Spagnolo , Francese , Danese , Portoghese

Isbn-10: A000006713 | Data di pubblicazione: 

Prefazione: Gian Antonio Stella

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Altri , CD audio , eBook

Genere: Education & Teaching , Fiction & Literature , Humor

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Descrizione del libro
Il vento, venendo in città da lontano, le porta doni inconsueti, di cui s'accorgono solo poche anime sensibili, come i raffreddati del fieno, che starnutano per pollini di fiori d'altre terre.
Un giorno, sulla striscia d'aiuola d'un corso cittadino, capitò chissà donde una ventata di spore, e ci germinarono dei funghi.
Nessuno se ne accorse tranne il manovale Marcovaldo che proprio lì prendeva ogni mattina il tram...
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  • 5

    Piacevole sorpresa il Marcovaldo. Il primo libro di Calvino che ho letto è stato "se una notte d inverno un viaggiatore"...stupendo ma ha richiesto un certo grado di attenzione, il Marcovaldo non è da ...continua

    Piacevole sorpresa il Marcovaldo. Il primo libro di Calvino che ho letto è stato "se una notte d inverno un viaggiatore"...stupendo ma ha richiesto un certo grado di attenzione, il Marcovaldo non è da meno, ma non mi aspettavo la semplicità narrativa di questi racconti. La e scrittura è lirica è disimpegnata i racconti ilari, divertenti, e pregni di significato. Magnifiche novelle

    ha scritto il 

  • 4

    Venti piccoli racconti che hanno per denominatore comune quest'uomo semplice, di mestiere manovale e con famiglia numerosa a seguito, che nonostante la vita grama non tralascia di apprezzare la belle ...continua

    Venti piccoli racconti che hanno per denominatore comune quest'uomo semplice, di mestiere manovale e con famiglia numerosa a seguito, che nonostante la vita grama non tralascia di apprezzare la bellezza e la poesia della natura e dei dettagli. Marcovaldo e i racconti di cui è protagonista conquistano il lettore per la loro tenerezza e semplicità ricca di dettagli, per l'ingenuità di un protagonista dal cuore sognatore che nonostante l'insoddisfazione è sempre pronto a ricominciare.

    ha scritto il 

  • 4

    Un contemporaneo Don Quichotte

    Questo libro mi ha un po’ rappacificato con Calvino che di solito non mi appassiona molto. Il personaggio di Malcovaldo, operaio alienato dalla realtà che lo circonada ed il suo goffo rapporto con la ...continua

    Questo libro mi ha un po’ rappacificato con Calvino che di solito non mi appassiona molto. Il personaggio di Malcovaldo, operaio alienato dalla realtà che lo circonada ed il suo goffo rapporto con la natura è commuovente. L’ingenuità di Marcovaldo che continuamente aspira ad un bucolico contatto con la natura lo porta inevitabilmente a fallire ed i suoi tentativi di farne parte sono donchisciotteschi. In realtà suo malgrado Marcovaldo è parte integrante di quel mondo di cui è vittima inconsapevole. Marcovaldo ha per la natura un desiderio di possesso e devastazione: i funghi vanno raccolti, gli uccelli migratori cacciati, i pesci pescati, le vespe e la sabbia usati per curarsi, il coniglio allevato e nutrito per poi farlo arrosto… E in questa contraddizione che rende contemporaneamente Marcovaldo (e con lui tutti noi, uomini contemporanei) vittima della modernità ma anche inconsapevole complice di quella devastazione e di quel grigiore che lo circonada. Nelle ultime storie la natura che sporadicamente fa fa capolino nella vita di Marcovaldo sparisce del tutto, al suo posto troviamo grattacieli e merci con la loro potenza devastatrice.
    Riporto alcuni dei passaggi che mi sono piaciuti, riflessioni che purtroppo negli ultini 20 anni si fanno sempre meno:
    “Alle sei di sera la città cadeva in mano dei consumatori. Per tutta la giornata il gran daffare della popolazione produttiva era il produrre: producevano beni di consumo. A una cert'ora, come per lo scatto d'un interruttore, smettevano la produzione e, via!, si buttavano tutti a consumare”
    “Marcovaldo stava per dire: «Siete voi i bambini poveri!», ma durante quella settimana
    s'era talmente persuaso a considerarsi un abitante del Paese della Cuccagna, dove tutti compravano e se la godevano e si facevano regali, che non gli pareva buona educazione parlare di povertà, e preferì dichiarare: – Bambini poveri non ne esistono più!”
    “Con quei soldi, avrebbe potuto correre anche lui per i negozi, a comprare comprare comprare per regalare regalare regalare, come imponevano i più sinceri sentimenti suoi e gli interessi generali dell'industria e del Commercio”.

    Mi dispiace leggere tante recensioni che trovano questo romanzo superato (io lo trovo attualossimo, a tratti profetico) e Marcovaldo uno sfigato, come se ci si potesse del tutto dissociare da questo personaggio e dai suoi errori.

    ha scritto il 

  • 4

    Bello anche se tanto triste!!!

    Marcovaldo che non riceve mai posta, che è uno dei pochi a rimanere solo a Ferragosto nella sua città, che non può fare la spesa, come gli altri, al supermercato, che vorrebbe pescare o raccogliere fu ...continua

    Marcovaldo che non riceve mai posta, che è uno dei pochi a rimanere solo a Ferragosto nella sua città, che non può fare la spesa, come gli altri, al supermercato, che vorrebbe pescare o raccogliere funghi, ma che ama tanto la natura, da portare con se la bellissima pianta della ditta o voler dormire su una panchina, per essere sotto il cielo stellato.Mi ha fatto sorridere anche se la tua vita è un pò fantozziana :))) W Marcovaldo

    ha scritto il 

  • 4

    Tenero e malinconico

    Dolce, ingenuo, tenero, malinconico Marcovaldo alle prese con le difficoltà della vita moderna ... Naturalmente , quella dell'epoca (50 anni fa), quando il "logorio della vita moderna" era rappresenta ...continua

    Dolce, ingenuo, tenero, malinconico Marcovaldo alle prese con le difficoltà della vita moderna ... Naturalmente , quella dell'epoca (50 anni fa), quando il "logorio della vita moderna" era rappresentato dalla pubblicità di Ernesto Calindri con il suo tavolino e il Cynar in mezzo a un traffico che oggi, in qualsiasi città, sarebbe benedetto.
    Ci sono episodi divertentissimi (ad esempio, Il bosco dell'autostrada) e altri che sono pura poesia (Es. Luna e Gnac).
    Un libro per ragazzi che vale la pena leggano anche i grandi. O viceversa.

    ha scritto il 

  • 5

    Non so come ho potuto aspettare così tanto per leggerlo!
    Questo libro è una raccolta di 20 racconti tutti con lo stesso protagonista: Marcovaldo. Il tempo passa e la percezione ci viene dal susseguirs ...continua

    Non so come ho potuto aspettare così tanto per leggerlo!
    Questo libro è una raccolta di 20 racconti tutti con lo stesso protagonista: Marcovaldo. Il tempo passa e la percezione ci viene dal susseguirsi delle stagioni.
    Marcovaldo è un personaggio ingenuo, sognatore, povero, sfortunato e, soprattutto, imprigionato in una città che non sente sua. Vorrebbe vivere sotto le stelle, e fa il possibile per portare il più possibile la natura nella sua esistenza e in quella della sua numerosa famiglia.
    Lo sfondo è una città del passato, perfettamente attuale, che marcia verso l'evoluzione: fabbriche, supermarket, inquinamento (anche alimentare), malattie e insegne pubblicitarie.
    Marcovaldo suscita simpatia e compassione per la sua sfortuna proverbiale e le sue avventure grottesche e ai limiti del surreale!
    Contenuti profondi mascherati da fiaba, in perfetto stile calviniano.

    ha scritto il 

  • 4

    Non è per bambini

    Ogni libro dovrebbe essere letto al momento giusto. Come a molti italiani, alle elementari mi è stato imposto di leggere Marcovaldo di Italo Calvino. Si tratta notoriamente del mezzo più efficace per ...continua

    Ogni libro dovrebbe essere letto al momento giusto. Come a molti italiani, alle elementari mi è stato imposto di leggere Marcovaldo di Italo Calvino. Si tratta notoriamente del mezzo più efficace per far odiare un'opera. Da allora ho sempre trovato Calvino abbastanza noioso. Oggi, avendo superato da un pezzo i quaranta, è arrivato il momento di rileggerlo. Finalmente posso apprezzare i venti racconti scritti in un italiano perfetto, la sottile ironia delle trame e le vicende bizzarre di questo Fantozzi meno estremo, più simile a noi, alle prese con la difficoltà della vita in una città che pare disumana, ma nella quale Marcovaldo si muove trasognato alla ricerca di una vita semplice, ma attratto irresistibilmente dalla modernità.

    ha scritto il 

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