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Marcovaldo

ovvero, Le stagioni in città

Di

Editore: Einaudi (Letture per la Scuola Media, 7)

4.0
(7808)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 148 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Tedesco , Spagnolo , Francese , Danese , Portoghese

Isbn-10: A000120321 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina rigida , CD audio , eBook

Genere: Education & Teaching , Fiction & Literature , Humor

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Descrizione del libro
Marcovaldo, ovvero Le stagioni in città è una raccolta di venti novelle di Italo Calvino.
Il sottotitolo Le stagioni in città si rifà alla struttura dei racconti, associati ognuno ad una delle quattro stagioni dell'anno. Protagonista comune a tutti i racconti è Marcovaldo, un manovale con problemi economici, ingenuo, sensibile, inventivo, interessato al suo ambiente e un po' buffo e malinconico.
I racconti sono ambientati in una grande città imprecisata: anche se l'autore non ne fa il nome, con ogni probabilità l'ispirazione fu presa da Torino, dove Calvino ha lavorato e vissuto per molti anni, (il fiume, le colline prossime alla città, le montagne ed i grandi corsi sono tutti elementi che compaiono nei racconti caratteristici del capoluogo piemontese). Tuttavia questa città è simbolo di ogni città, con cemento, ciminiere, fumo, grattacieli e traffico, e Marcovaldo ne è il Cittadino per antonomasia. Anche la ditta Sbav, presso cui Marcovaldo lavora, è la Ditta per eccellenza, simbolo di tutte le ditte, e proprio per questo non si sa né cosa vi si produca, né cosa vi si venda, né il contenuto degli imballaggi che il protagonista sposta e trasporta tutto il giorno.
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  • 4

    L'incanto e l'innocenza

    Mirabile scrittura, quella di Calvino.
    Ho riletto questi racconti nei pigri giorni di luglio, dopo gli anni lontani delle medie.
    Classico imperdibile.

    ha scritto il 

  • 4

    Noi cittadini del niente

    La critica alla "civiltà industriale" si accompagna ad una altrettanto decisa critica a ogni sogno di un paradiso perduto. L'amore per la natura di Marcovaldo è quello che può nascere solo in un uomo ...continua

    La critica alla "civiltà industriale" si accompagna ad una altrettanto decisa critica a ogni sogno di un paradiso perduto. L'amore per la natura di Marcovaldo è quello che può nascere solo in un uomo di città. questo estraneo alla città è il cittadino per eccellenza. Tristezza. Tristezza in ogni racconto: quello del coniglio velenoso è terribile. E ironia. Ironia ovunque. Un libro che si legge in due ore, facile facile, ma che offre tanti, tantissimi spunti di riflessione. Più che attuale. Eppure ha più di 40 anni. Forse perchè i due momenti e sociali, quello a cui appartiene l'opera e quello attuale, in un certo senso coincidono, oppure forse perchè l'essere umano con le sue debolezze, i suoi desideri e le sue miserie rimane sempre lo stesso.
Calvino rimane un grande della letteratura italiana:ironico, pungente e sempre attuale.

    ha scritto il 

  • 5

    - E la luna che ditta l'ha messa?

    Scritte fra il 1952 e il 1963 queste 20 "novelle" mi hanno lasciato interdetta. La loro freschezza e modernità mi hanno colpito. Il linguaggio, l'uso dell'italiano. Marcovaldo un personaggio ingenuo e ...continua

    Scritte fra il 1952 e il 1963 queste 20 "novelle" mi hanno lasciato interdetta. La loro freschezza e modernità mi hanno colpito. Il linguaggio, l'uso dell'italiano. Marcovaldo un personaggio ingenuo e buono come forse era la società povera del dopoguerra. Come eravamo noi nel dopoguerra.
    Meraviglioso, un Calvino che non conoscevo o forse non ricordavo. Questa non è una SOLO una lettura per ragazzi.
    Sei stelle virtuali, posso?

    ha scritto il 

  • 4

    Sebbene qualcuno di questi racconti venga proposto come lettura per bambini e ragazzi, non si tratta di semplici favolette moralizzatrici o dal lieto fine. Il mito del ritorno alla natura viene irriso ...continua

    Sebbene qualcuno di questi racconti venga proposto come lettura per bambini e ragazzi, non si tratta di semplici favolette moralizzatrici o dal lieto fine. Il mito del ritorno alla natura viene irriso non meno delle diavolerie della vita cittadina. Calvino aveva il gusto di scrivere storie da poter interpretare in diversi modi, e uno di questi non ti lascia speranza. Mi riferisco in particolare al racconto "i figli di babbo natale", dove il finale a sorpresa mi ha quasi agghiacciato.

    ha scritto il 

  • 4

    Calvino, quando non ci da dentro con scienza o filosofia scrive fiabe perfette. Poetiche, divertenti, originali pur guardando le stesse cose che tutti noi guardiamo normalmente, inoltre qui parla di m ...continua

    Calvino, quando non ci da dentro con scienza o filosofia scrive fiabe perfette. Poetiche, divertenti, originali pur guardando le stesse cose che tutti noi guardiamo normalmente, inoltre qui parla di miseria e di ecologia senza sbracare nel buonismo o nella geremiade, rimane sempre fiabesco, poetico e divertente.
    Personalmente il racconto che preferisco è quello sullo GNAC, incipit perfetto e ricordi d'infanzia.

    ha scritto il 

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