Mare al mattino

Di

Editore: Einaudi (L'Arcipelago Einaudi)

3.5
(1498)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 128 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806211137 | Isbn-13: 9788806211134 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook , Copertina morbida e spillati , Tascabile economico

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Farid e Jamila fuggono da una guerra che corre piú veloce di loro. Angelina insegna a Vito che ogni patria può essere terra di tempesta, lei che è stata araba fino a undici anni. Sono due figli, due madri, due mondi. A guardarlo dalla riva, il mare che li divide è un tappeto volante, oppure una lastra di cristallo che si richiude sopra le cose. Ma sulla terra resta l’impronta di ogni passaggio, partenza o ritorno – che la scrittura, come argilla fresca, conserva e restituisce. Un romanzo di promesse e di abbandoni, forte e luminoso come una favola.
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  • 3

    La storia è un millepiedi e ogni piede tira da una parte diversa, e in mezzo c'è il nostro corpo.

    http://diariodiunadipendenza.blogspot.it/2015/12/recensione-mare-al-mattino-di-margaret.html

    ha scritto il 

  • 4

    un libro molto, troppo attuale

    bello! finalmente un libro bello, che mi è piaciuto, non tanto per la storia in se narrata, che è inevitabilmente triste, ma per il ritmo con cui è stato scritto questo libro, un libro serrato, un lib ...continua

    bello! finalmente un libro bello, che mi è piaciuto, non tanto per la storia in se narrata, che è inevitabilmente triste, ma per il ritmo con cui è stato scritto questo libro, un libro serrato, un libro che non puoi chiudere che non puoi smettere di leggere, che ti viene da tracannare tutto d'un fiato, fino alla fine... una storia attuale, con la guerra in Africa e le persone che sfidano la vita accalcandosi su soffocanti barconi di morte... c'è sempre un Saddam da cui fuggire... a volte ci sono parole arabe che non si capiscono, ma quello che guida il lettore è questo ritmo come una corsa perdifiato.. della vita verso la vita, verso altre vite possibili... quando lo sono...
    gente che scappa o che è scappata tanto tempo fa come coloro che "colonizzarono" Tripoli in epoca fascista, un po' d'Italia li dove l'Italia era lontana.. dove la terra era diversa, dove c'era molto arabo.. dove i"civilizzati" si innamorano della saggezza dei berberi che sanno capire il deserto... un libro che mi ha fatto pensare alla canzone Aida di Rino , in cui la storia d'Italia si ripete in un ciclo continuo.. e c'è Angelina, italiana Tripolina che è stata araba fino ad 11 anni e che adesso è in Italia ed è mamma di Vito, che ha quasi trent'anni, e ancora non sa cosa fare della vita, si chiede se e quale senso abbia... e c'è Farid figlio di Omar e Jamila, nipote di Nonno Mussa.. Farid è piccolo... intorno si sentono spari.. jeep che passano e mitragliatrici che esplodono verso la povera gente.. quando viene colpito Omar, Jamila decide di provare anche lei a vedere dove il barcone della speranza porterà lei e il suo piccolo.. e Farid .. quando la vita diventa un filo troppo sottile a cui potersi aggrappare, pensa agli occhi della sua amica gazzella, che era riuscito ad avvicinare e alla quale portava da mangiare dietro le mura di creta.. gli occhi della gazzella, una delle immagini più belle di tutto il libro.. forse quella che racchiude il senso del tutto, che ci rimanda alle bestie che siamo, alla bestialità dell'uomo ma anche al suo rapporto con la vita e con il mondo, importanti come un granello di sabbia finché i nostri occhi non toccano il cuore di qualcuno...

    ha scritto il 

  • 2

    "Nessuna gioia,solo un macabro trofeo che sporca i vivi. La memoria è calce sui marciapiedi di sangue."

    http://therestlessreadersroom.blogspot.it/2015/11/recensione-mare-al-mattino-di-margaret.html

    ha scritto il 

  • 3

    Artefatto?

    http://lemieletturecommentate.blogspot.it/2015/11/mare-al-mattino-di-margaret-mazzantini.html
    Forse si cambia, forse si apprezzano cose diverse con il passare del tempo, o forse semplicemente la Mazza ...continua

    http://lemieletturecommentate.blogspot.it/2015/11/mare-al-mattino-di-margaret-mazzantini.html
    Forse si cambia, forse si apprezzano cose diverse con il passare del tempo, o forse semplicemente la Mazzantini ha modificato il suo modo di scrivere... o forse non mi ricordo più cosa mi piacque così tanto di lei. Non sono più riuscita a ritrovare la magia di "Venuto al mondo", ma probabilmente sono passati cinque anni ed io non sono più quella che si innamorò di quel libro, le letture fatte hanno modificato i miei gusti, mi hanno resa più critica ed esigente.
    Questo è un bel libro, ambientato nel periodo delle Primavere Arabe con flashback sul passato, all'inizio un po' troppo aulico per i miei gusti, ma scorrevole nello stile e avvincente nell'argomento. Beh, che dire, aspettarsi una storia leggera dalla Mazzantini sarebbe inutile, e anche qui si trova la nostra brava tragedia. Un racconto che parla purtroppo di ciò che accade ogni giorno, dei dittatori e della povera gente, dei colpevoli e degli innocenti; la Mazzantini con pochi accenni riesce a dare una visione del perché così tanta gente muore in mare su quei barconi fatiscenti, ma lo fa con poesia, non è un libro dal taglio giornalistico, è un vero e proprio romanzo breve dove l'autrice lascia indietro il suo modo di scrivere duro e ci pone di fronte alla cruda realtà con morbidezza.
    Nonostante questo non mi sono innamorata di Mare al mattino, forse mi è sembrato un racconto un po' ruffiano, mi è mancata la durezza che forse certe storie meritano, tutta questa poesia nello scrivere mi è sembrata falsa, troppo artefatta.
    L'unica frase che mi ha davvero colpito per la sua verità e bellezza è questa, e da sola merita 4 stelle:
    "Gheddafi, hanno ammazzato Gheddafi." Non era andata su internet a vedersi il flagello, la fuga nel buco di cemento del topo insanguinato. Conosce la fine dei dittatori. Quando la carne diventa gomma da trascinare. L'insensatezza della rabbia postuma. Nessuna gioia, solo un macabro trofeo che sporca i vivi."

    ha scritto il 

  • 5

    La caduta del Rais

    Dopo due letture deludenti di romanzi della Mazzantini, confesso che questo è stato una vera sorpresa. Stentavo a credere fosse scritto da lei. Un piccolo capolavoro che unisce "due lembi di terra, du ...continua

    Dopo due letture deludenti di romanzi della Mazzantini, confesso che questo è stato una vera sorpresa. Stentavo a credere fosse scritto da lei. Un piccolo capolavoro che unisce "due lembi di terra, due lembi di tempo. In mezzo c'era il mare." Il mare Mediterraneo che separa l'Italia dalla Libia: un tempo attraversato dagli Italiani con l'ondata migratoria del 1938, ora attraversato dai flussi migratori in fuga dalla Libia dopo la caduta di Gheddafi. E ancora il rientro forzato dei Tripolini in Italia, anche loro come profughi, Italiani nati in Libia e rimpatriati con la speranza di fare ritorno un giorno al luogo natale di là dal mare. "C'è qualcosa nel luogo dove si nasce. Non tutti lo sanno. Solo chi è strappato a forza lo sa."

    ha scritto il 

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