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Mare di papaveri

By Amitav Ghosh

(772)

| Paperback | 9788854502208

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Book Description

È il marzo del 1838 e la Ibis, una magnifica goletta a due alberi che, con la vela di maestra e le vele di prora ben tese sembra un uccello dalle grandi ali bianche, è appena arrivata al largo dell’isola di Ganga-Sagar dove il Gange sfocia nel Golfo Continue

È il marzo del 1838 e la Ibis, una magnifica goletta a due alberi che, con la vela di maestra e le vele di prora ben tese sembra un uccello dalle grandi ali bianche, è appena arrivata al largo dell’isola di Ganga-Sagar dove il Gange sfocia nel Golfo del Bengala.
Dalla nave si scorgono soltanto le sponde fangose dell’isola e i boschi di mangrovie, ma all’interno entrambe le rive del sacro fiume sono già coperte, per chilometri e chilometri, da folte distese di petali rossi, campi sterminati di papaveri.
Per quei petali la Ibis è lì, alla foce del Gange, destinata dalla «Benjamin Brightwell Burnham», la compagnia inglese proprietaria, a uno dei traffici più lucrosi dell’Impero britannico: il commercio di «delinquenti e stupefacenti» o, secondo una più elegante espressione, di «oppio e coolie».
Il momento, infatti, è eccellente per partecipare alle aste d’oppio della Compagnia delle Indie orientali e al trasporto di predoni, briganti, criminali, ribelli, cacciatori di teste e teppisti d’ogni razza e genere sulle varie isole-prigione dell’Impero sparse nell’Oceano Indiano.
A bordo della Ibis vi è la ciurma più incredibile che si possa incontrare in tutte le acque del Pacifico: un gruppo di lascari, i leggendari marinai cinesi e africani, arabi e malesi, bengalesi e tamil, insomma appartenenti a tutte le razze possibili e immaginabili, che parlano un lingua tutta loro, non hanno altro abito che una striscia di cambrì da avvolgere intorno ai fianchi e vanno in giro scalzi da quando sono nati.
A guidarli è un personaggio dall’aspetto formidabile, con una faccia che susciterebbe l’invidia di Gengis Khan: magra, lunga e sottile, con occhi irrequieti e un paio di baffi piumati che gli scendono fino al mento.
Nel suo avventuroso viaggio, la Ibis reca a bordo un’umanità davvero straordinaria: il figlio di una schiava liberata del Maryland dalla carnagione color avorio antico; un raja in rovina, il cui viso lungo, scarno e triste esprime esemplarmente il tramonto della vecchia India; una vedova dagli occhi privi di colore che non esita a infrangere i sacri riti della tradizione hindu; un uomo che vuole erigere un tempio alla donna che ha amato e che rivive ora in lui …
Mano a mano che i legami con le origini si affievoliscono e i contorni delle vite precedenti sbiadiscono, tutti, sulla Ibis, equipaggio e passeggeri, cominciano a sentirsi «fratelli di navigazione», uniti da una comunanza che oltrepassa continenti, razze e generazioni.
Primo libro di una trilogia dedicata alla nascita dell’India moderna, il paese sorto, appunto, da una delle piú straordinarie mescolanze di etnie e culture, Mare di papaveri si annuncia come il primo tassello dell’opera della vita di Amitav Ghosh, un’opera che, per forza e ambizione, può rappresentare per l’India moderna quello che libri come Moby Dick hanno rappresentato per l’America: la simbolica narrazione dell’origine di una civiltà nuova sorta dall’incontro-scontro di mondi opposti.

142 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Non scontato, decisamente. Diciamo che mi metterò in nota di leggere anche il resto della trilogia ma... non subito. C'è bisogno di una pausa.
    La nave Ibis deve stare un po' all'ancora. Troppi personaggi epici in un posto solo. Troppo di tutto: dalla ...(continue)

    Non scontato, decisamente. Diciamo che mi metterò in nota di leggere anche il resto della trilogia ma... non subito. C'è bisogno di una pausa.
    La nave Ibis deve stare un po' all'ancora. Troppi personaggi epici in un posto solo. Troppo di tutto: dalla determinazione dei personaggi, alla possessione di una santona, alle tristezze sessuali di tutti i personaggi cattivi di contorno. Un po' fumettaro, se così si può dire.
    Sicuramente interessante la caratterizzazione dei ceti e delle caste attraverso le diverse lingue, anche inventate. La parola che fa la persona più che la persona che fa la parola. Interessante

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    Moka said on Aug 25, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Bello, bello, bello!
    Finalmente un romanzo avvincente, dall'ambientazione esotica e marinaresca.
    Persone molto diverse tra loro per nazionalità e ceto, ma tutti con situazioni molto ingarbugliate, si ritrovano sulla stessa nave per un viaggio verso d ...(continue)

    Bello, bello, bello!
    Finalmente un romanzo avvincente, dall'ambientazione esotica e marinaresca.
    Persone molto diverse tra loro per nazionalità e ceto, ma tutti con situazioni molto ingarbugliate, si ritrovano sulla stessa nave per un viaggio verso delle isole lontane e poco conosciute.
    Personaggi memorabili e molto ben delineati.
    Ognuno parla la propria lingua e i continui scambi di termini dialettali creano una divertente e fresca atmosfera di confusione e equivoci.
    Non si vede l'ora di leggere il seguito!!

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    Aryary said on Jul 2, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ghosh è abilissimo a farci rivivere il periodo storico in cui si muovono i suoi personaggi, prima con la vita in India sotto il giogo inglese poi con le descrizioni di vita di bordo. Ci si indigna per la violenza e l'ingiustizia del colonialismo, e c ...(continue)

    Ghosh è abilissimo a farci rivivere il periodo storico in cui si muovono i suoi personaggi, prima con la vita in India sotto il giogo inglese poi con le descrizioni di vita di bordo. Ci si indigna per la violenza e l'ingiustizia del colonialismo, e ci si lascia cullare dalla Ibis, goletta per il trasporto di emigranti (e qui sarebbe facile addentrarsi in paragoni sulle varie ondate migratorie che conosciamo anche molto da vicino). La puzza, i rumori di bordo, il mal di mare tutto concorre a trasportarci nel mondo dei trasporti marittimi del XIX secolo.
    Un vero affresco sotto forma di fuilleton.
    L'unico punto debole di questo romanzo è la sua non fine. Sin dall'inizio è chiaro che ci si trova a leggere il primo capitolo di una trilogia eppure, sino alla fine, si spera che ci sia comunque una fine degna di questo nome. Invece l'interruzione del libro lascia parecchio sospesi: il libro non può essere letto a sé stante, è fondamentale procedere al prossimo capitolo. Quindi speriamo che lo scrittore si sbrighi a concludere la trilogia.

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    Michele Quitadamo said on Jun 26, 2014 | Add your feedback

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    India nella prima metà dell'Ottocento, sotto il dominio inglese che prospera sul traffico d'oppio: su questo sfondo si intrecciano le vicende di una pluralità di personaggi, attraverso le quali si finisce totalmente immersi in quella realtà. Peccato ...(continue)

    India nella prima metà dell'Ottocento, sotto il dominio inglese che prospera sul traffico d'oppio: su questo sfondo si intrecciano le vicende di una pluralità di personaggi, attraverso le quali si finisce totalmente immersi in quella realtà. Peccato che, visto che si tratta di una prima puntata, il racconto finisce sul più bello!

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    princess said on Jun 16, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    A rischio d'inabissamento...

    ... quasi quasi volevo buttarmi giù dalla Ibis, nelle torbide acque del Gange e farmi trasportare fino al nero oceano...
    L'ho trovato pesante, a tratti noioso, difficile per i continui riferimenti linguistici quasi mai tradotti...
    Il fatto è che for ...(continue)

    ... quasi quasi volevo buttarmi giù dalla Ibis, nelle torbide acque del Gange e farmi trasportare fino al nero oceano...
    L'ho trovato pesante, a tratti noioso, difficile per i continui riferimenti linguistici quasi mai tradotti...
    Il fatto è che forse avevo aspettative troppo alte. Sì, deve essere un problema tutto mio, visti i pareri perlopiù esaltanti (o esaltati??!) su questo romanzo.
    Non credo che mi avventurerò nella lettura degli altri due tomi.

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    _Honey_ (!) said on Jun 12, 2014 | Add your feedback

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    Una meravigliosa esperienza linguistica

    Bellissimo. Ho letto questo romanzo per un esame di Storia Contemporanea, leggerò sicuramente altro dell'autore e il resto della trilogia. Il punto debole che molti hanno attribuito a questo libro è, secondo me, il suo punto forte: l'uso della lingua ...(continue)

    Bellissimo. Ho letto questo romanzo per un esame di Storia Contemporanea, leggerò sicuramente altro dell'autore e il resto della trilogia. Il punto debole che molti hanno attribuito a questo libro è, secondo me, il suo punto forte: l'uso della lingua. Non riesco ad immaginare l'esperienza meravigliosa che questo romanzo possa rivelarsi se letto in lingua originale.

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    SunFlower ∼ said on May 13, 2014 | Add your feedback

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