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Maria la sanguinaria

Miserie e grandezze alla corte dei Tudor

By Carolly Erickson

(395)

| Paperback | 9788804501091

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Book Description

Carolly Erickson smantella lo stereotipo di spietata tiranna cui Maria Tudor,la prima regina inglese, è da sempre condannata, per rivelarne la vera natura.Emerge così il ritratto contrastato di una donna infelice e sola quanto fortee combattiva, una Continue

Carolly Erickson smantella lo stereotipo di spietata tiranna cui Maria Tudor,la prima regina inglese, è da sempre condannata, per rivelarne la vera natura.Emerge così il ritratto contrastato di una donna infelice e sola quanto fortee combattiva, una regina rimasta troppo a lungo nell'ombra nellaquale l'appellativo Sanguinaria l'ha relegata.

32 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Ho letto molti romanzi storici della Erickson, ma questa è una delle prime biografie dell'autrice con cui mi cimento...
    Ho trovato il libro molto interessante e completo, dato che offre una panoramica molto utile sia della dinastia Tudor che del cont ...(continue)

    Ho letto molti romanzi storici della Erickson, ma questa è una delle prime biografie dell'autrice con cui mi cimento...
    Ho trovato il libro molto interessante e completo, dato che offre una panoramica molto utile sia della dinastia Tudor che del contesto sociale e culturale dell'epoca.
    La figura di Maria viene analizzata con attenzione, e indagata in molti suoi aspetti, soprattutto quelli legati alla sua giovinezza.
    Insomma, mi ha sicuramente aiutato a comprendere meglio questa figura controversa della storia inglese, che non risulta così negativa come l'appellativo che le stato dato può suggerire (sicuramente l'ho apprezzata più del padre Enrico VIII, visto che si è ritrovata, senza alcuna esperienza, a dover rimettere insieme un regno profondamente in crisi).

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    violet89 said on Oct 29, 2013 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Cara Maria, poi però non domandarti perché tutti pensano che Elisabetta come regina sia stata migliore di te!

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    Marco M. said on Aug 19, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Sanguinaria???

    Non conoscevo la storia di Maria Tudor, ma conoscevo il soprannome che l'ha sempre indicata: “la sanguinaria”. Dalla lettura del libro ho avuto l'impressione che il soprannome sia stato frutto di forzature e di distorsioni: come qualcuno ha già fatto ...(continue)

    Non conoscevo la storia di Maria Tudor, ma conoscevo il soprannome che l'ha sempre indicata: “la sanguinaria”. Dalla lettura del libro ho avuto l'impressione che il soprannome sia stato frutto di forzature e di distorsioni: come qualcuno ha già fatto notare, la storia la scrive chi vince, mai chi perde.
    E' innegabile che negli ultimi due o tre anni della sua vita (su 42 anni) la sua condotta irreprensibile da tutti i punti di vista (donna profondamente religiosa, casta, misericordiosa e fondamentalmente buona, nonchè estremamente orgogliosa ed integerrima), abbia lasciato il posto a persecuzioni nei confronti degli “eretici”, attraverso roghi e decapitazioni in abbondanza, ma non dimentichiamo che anche il padre, Enrico VIII, non ha risparmiato chi si è frapposto al suo tentativo di poter fare e disfare i suoi matrimoni a suo piacimento, aprendo la strada alla sua erede. Le condanne e le persecuzioni che hanno contraddistinto la fine del regno di Maria Tudor erano comunque ispirate da un ideale (giusto o sbagliato che sia, non è questo il punto): ripristinare la fede della Chiesa di Roma, abbandonata prima dal Re Enrico ed in seguito dal figlio Re Edoardo VI (per interposte persone attraverso lo zio Reggente Edward Seymour e l’arcivescovo di Canterbury), mentre tutte le esecuzioni e le persecuzioni perpetuate da Enrico VIII (nonchè la soppressione dei monasteri e la demolizione degli edifici religiosi)sono state dettate non da ideali ma da prurigine, per poter ripudiare o eliminare le mogli “indesiderate” e non più utili al suo diletto. Ma Enrico era un uomo, e quindi come tale a lui si è perdonato tutto e tutti i suoi misfatti sono passati in secondo piano (misfatti che hanno condotto allo scisma anglicano, la cui portata e le cui conseguenze sono ormai parte integrante della Storia).
    Per capire Maria si deve guardare non solo ai suoi pochi anni di regno, ma si deve guardare alla sua infanzia, dall’essere stata trattata ed educata come figlia legittima e futura Regina d’Inghilterra a figlia illeggittima per non dire bastarda, più volte ad un passo dall’eliminazione fisica, un giorno sugli altari ed un giorno nella polvere a seconda delle bizze di Enrico e della moglie di turno.
    E la pertinacia con la quale prima suo padre il Re e poi suo fratello si sono opposti per ben 37 anni ad un suo matrimonio? Negare ad una donna la possibilità di amare, di avere una regolare vita sessuale (dubito che, data la sua fede ed il suo ruolo pubblico, si sia concessa avventure clandestine), di avere un figlio, non può che condurre una persona alla crudeltà. E quando finalmente ha convolato a nozze, nozze dettate da allenze politiche e non nozze d’amore, assaporando per la prima volta le gioie del talamo coniugale, come un’adolescente alla prima esperienza, si è innamorata, e per amore del suo consorte straniero, Filippo II di Spagna, ha condotto l’Inghilterra in una guerra che ha dissanguato le già esangui finanze del Regno, alla perdita dei possedimenti inglesi sul continente e, cosa ben più grave per la sua sorte, l’aver compromesso per sempre il consenso dei suoi sudditi. Questo è quello che non si è mai perdonato a Maria, l’aver amato uno straniero ed aver ridimensionato i confini inglesi. Io provo pietà per questa infelice Regina.
    Libro molto dettagliato, poco romanzato, dal ritmo incalzante (quasi come un giallo carico di suspence e colpi di scena), descrive la vita di Maria Tudor contestualizzandola con ampie pagine sulla vita del Re suo padre, essenziale per comprenderne appieno gli eventi, e con pregevoli descrizioni della vita del tempo, quali il sudor anglico, le pestilenze, le siccità e le misere esistenze del popolo inglese. Unica pecca del libro, la mancanza di un albero genealogico o di uno schema sintetico con date di nascita, morte, incoronazioni ecc, utili per districarsi all’interno del labirinto di legami legittimi ed illeggittimi e per storicizzare cronologicamente gli eventi.

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    Melenis said on Aug 15, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Una biografia che rivaluta la figura di questa regina che nell'immaginario comune viene spesso associata nello stereotipato soprannome di Sanguinaria e ai ritratti degli ultimissimi mesi di vita quando appare precocemente invecchiata.

    Ripercorrendo ...(continue)

    Una biografia che rivaluta la figura di questa regina che nell'immaginario comune viene spesso associata nello stereotipato soprannome di Sanguinaria e ai ritratti degli ultimissimi mesi di vita quando appare precocemente invecchiata.

    Ripercorrendo la storia della sua vita, Carolly Erikson mostra la complessa personalità di Maria, prima donna a sedere sul trono d'albione, ultima regina cattolica d'Inghilterra. Figlia primogenita (in quanto unica sopravvissuta) della turbolenta unione tra Enrico VIII e Caterina d'Aragona, passa dall'essere la stella del regno, vezzeggiata, partito ambito da tutti i principi d'Europa ad essere la figlia ripudiata del re. Il fatto di trovarsi in mezzo alla guerra tra i genitori, di essere odiata dalla nuova regina Anna Bolena segna per sempre la personalità di questa religiosissima principessa che ha nella sua incrollabile fede l'unica consolazione quando vede tutto il suo mondo sgretolarsi sotto gli implacabili colpi dei complotti politici.

    Negli anni della sua adolescenza, la figura di Caterina, la madre da cui viene separata per timore di congiure, diviene un punto di riferimento costante su quelli che devono essere i suoi doveri di donna e di principessa, un titolo che non vorrà mai abbandonare neppure quando il padre la "retrocede" al semplice Lady Maria per sottolineare il suo status di figlia illegittima.

    Anche il rapporto contrastato con re Enrico si rivela fondamentale per la crescita di questa fanciulla che diventa per il popolo l'eroina del cattolicesimo vilipeso negli anni della Riforma Anglicana e vista come l'unica in grado di restaurare l'antica dottrina sull'isola. Emerginata per la sua fede dal Consiglio protestante dell'amato fratello, il giovane Edoardo VI, si dimostra ferrea nella sua volontà nonostante l'alone di una condanna a morte per tradimento aleggi sempre sopra il suo capo.

    La sua costanza e la sua determinazione vengono premiate quando alla morte prematura del re bambino riesce a salire al trono ambito (suo padre l'aveva reinserita nella successione dinastica quand'era divenuto lampante che non avrebbe potuto avere altri eredi se non lei, Edoardo ed Elisabetta) a dispetto del tentativo dei protestanti di mettere sul trono Jane Grey. E una volta ricevuta la corona per Maria diviene impellente il bisogno di restaurare la fede cattolica quasi come se tutte le sofferenze patite nei suoi trentacinque anni di vita fossero una missione per compiere un dovere ancora più alto: riportere l'Inghilterra in seno alla Chiesa di Roma.

    Qui comincia la sua fama nefasta, quella di sanguinaria persecutrice dei protestanti anche se dalla biografia emerge come fossero più i suoi vescovi ad essere intransigenti con i cosidetti eretici e la regina si limitasse ad accettare i roghi come un atto di purificazione del suo regno.
    Tenace e decisa, Maria si dimostra una regina capace nonostante lo scetticismo comune di vedere una donna assisa sul trono. Commette però un errore: dopo aver smaniato per una vita alla ricerca di uno sposo che non le veniva concesso (dopo averla dichiarata illegittima, Enrico è titubante a vederla accasata ad un principe straniero), decise di maritarsi per dare all'Inghilterra un erede cattolico. La scelta cade su Filippo, figlio dell'imperatore Carlo V, suo cugino (e già suo promesso sposo quand'era ancora una bambina). Più giovane di lei di una decina di anni, avvenente e strafottente, Filippo anela ad essere incoronato re di Inghilterra (e non solo principe consorte) per includere l'isola nel già vasto panorama dei possedimenti che erediterà alla morte del padre. La scleta di Maria si rivela pessima perchè le fa perdere il consenso della popolazione, oltre a relegarla in secondo piano nella politica europea. Innamorata come un'adolescente del marito (che passa più tempo all'estero tra avventure galanti che non al suo fianco), passa gli ultimi due anni di regno sospiando nell'attesa di un uomo sempre lontano, ossessionata dalla vana speranza di un figlio che non arriva (per due volte si illude, ma è solo l'idropisia che la porterà alla morte)lasciando appassire il suo bel viso fresco dietro mille preoccupazioni.
    Muore a poco più di quarant'anni e con lei si spegne l'ultimo fuoco di restaurazione religiosa perchè la sorellastra, la leggendaria Elisabetta I, dihiarerà il protestantesimo come religione di stato.

    La sua storia mi ha fatto riflettere su come molti personaggi storici vengano considerati come negativi sulla base di ciò che i detrattori hanno scritto di loro negli anni successivi, magari per ingraziarsi chi è il potente del momento. Sta alla storiografia coontemporanea cercare di riabilitare questi personaggi ripulendoli delle loro etichette andando a scavare nelle fonti e raccontando una storia il più fedele possibile all'originale.

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    Kja Stark said on Mar 27, 2013 | Add your feedback

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    Indispensabile per cercare di capire le tante incongruenze e tragiche assurdità messe in atto durante il regno di Maria Tudor; a volte noioso, anche perché il saggio copre tutti i 42 anni di vita travagliata della figlia di Enrico VIII e Caterina D'A ...(continue)

    Indispensabile per cercare di capire le tante incongruenze e tragiche assurdità messe in atto durante il regno di Maria Tudor; a volte noioso, anche perché il saggio copre tutti i 42 anni di vita travagliata della figlia di Enrico VIII e Caterina D'Aragona.

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    Patmoon said on Jan 24, 2013 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (395)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
  • Paperback 533 Pages
  • ISBN-10: 880450109X
  • ISBN-13: 9788804501091
  • Publisher: A. Mondadori (Oscar storia; 276)
  • Publish date: 2002-01-01
  • Also available as: Hardcover , Others
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