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Marinai perduti

Di

Editore: E/O (Tascabili e/o)

4.2
(1215)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 249 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Isbn-10: 8876417907 | Isbn-13: 9788876417900 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Traduttore: Franca Doriguzzi

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Travel

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Descrizione del libro
La storia parla di tre marinai, tre navigatori del Mediterraneo, tre "Ulisse" contemporanei: il libanese Abdul Aziz, il greco Diamantis e il turco Nedim. La loro nave, l'Aldebaran (Abdul è il capitano, Diamantis è il suo secondo, Nedim è il marconista), è una vecchia carretta abbandonata nel porto di Marsiglia a causa del fallimento dell'armatore. I tre sono così costretti a un'immobilità forzata, terribile per dei marinai, che però consente alle loro avventurose storie di emergere e di fondersi l'una con l'altra. Hanno alle spalle delle storie piene di misteri, di donne che li attendono per anni oppure che li hanno abbandonati, storie di violenze e d'ingiustizie. Diamantis è alla ricerca di una donna amata in gioventù e che forse vive ancora a Marsiglia. E questo porto mediterraneo, città di accoglienza per gli esiliati di tutto il mondo e per i loro misteri, diventa il teatro dell'ultima avventura di questi tre uomini perduti. Il Mediterraneo - racconta Izzo -, dietro la sua apparenza solare e il colore blu del mare, nasconde una crudeltà, un destino tragico che riserva a molti dei suoi figli.
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  • 4

    Marsiglia, amore e sangue

    Il primo libro che leggo di JC Izzo e mi è piaciuto molto.
    La storia c'è, crudele come la vita vista da Izzo, i marsigliesi, il porto, gli amori vissuti e perduti.
    I personaggi sono brutalmente realis ...continua

    Il primo libro che leggo di JC Izzo e mi è piaciuto molto.
    La storia c'è, crudele come la vita vista da Izzo, i marsigliesi, il porto, gli amori vissuti e perduti.
    I personaggi sono brutalmente realistici:riflessivi, innamorati, delusi, arrabbiati.
    Un intreccio ben costruito e la voglia di iniziare subito a leggere ancora altri libri di Izzo... (...e pensare che qualche amico mi ha detto che questo libro è quasi un libro "minore" dell'autore).

    ha scritto il 

  • 5

    Bellissimo.

    "Una sera, poco prima di partire per la Spezia, aveva ritrovato in una valigia in fondo all'armadio degli abiti dimenticati da Melina. Avevano ancora il suo odore. Soprattutto uno. Gli si ...continua

    Bellissimo.

    "Una sera, poco prima di partire per la Spezia, aveva ritrovato in una valigia in fondo all'armadio degli abiti dimenticati da Melina. Avevano ancora il suo odore. Soprattutto uno. Gli si annodò lo stomaco ed ebbe una specie di vertigine. Si era addormentato con il viso affondato nella stoffa, a respirarne gli effluvi. Al risveglio non si ricordava cosa aveva sognato. Solo una frase letta in un libro riaffiorava alla superficie dei suoi pensieri come il corpo di un annegato: "é una disgrazia non amare". p. 111.

    ha scritto il 

  • 4

    Il loro sguardo era teso verso l'orizzonte. Dove muoiono i sogni e nascono le lacrime.

    L'intensità di queste pagine mi ha conquistata...
    E' l'Izzo malinconico e struggente che tanto amo.

    "Credo mi sarebbe piaciuto essere cartografo. O geografo."
    "E invece ti sei messo in mare."
    "Non ho
    ...continua

    L'intensità di queste pagine mi ha conquistata...
    E' l'Izzo malinconico e struggente che tanto amo.

    "Credo mi sarebbe piaciuto essere cartografo. O geografo."
    "E invece ti sei messo in mare."
    "Non ho cercato altro. Ma... Marinaio in fondo è lo stesso. A ogni viaggio si ridisegna il mondo. Almeno io la vedo così".

    ha scritto il 

  • 0

    l'importanza di essere un titolo

    c'è un profetico responso in questo titolo. i libri sono miei o i titoli appartengono a tutti? alla morte 'sti libri vanno seppelliti, cremosicamente cremati o abbandonarsi alla religione delle trasce ...continua

    c'è un profetico responso in questo titolo. i libri sono miei o i titoli appartengono a tutti? alla morte 'sti libri vanno seppelliti, cremosicamente cremati o abbandonarsi alla religione delle trascendenze? sarà qui o ovunque chi raccoglierà un titolo bibliografico? maledetti franco-napoletani che sanno dove finiscono… per questo mi piace essere dove non sarò: perduto fra i marinai. cristianamente voglio che sia mar mediterraneo.

    ha scritto il 

  • 3

    Bello l'ambiente mediterraneo, con fulcro a Marsiglia, e lo scorcio sulla vita del marinaio di carriera.
    Gli episodi del passato e del presente dei tre protagonisti si mescolano in un intrico di rimpi ...continua

    Bello l'ambiente mediterraneo, con fulcro a Marsiglia, e lo scorcio sulla vita del marinaio di carriera.
    Gli episodi del passato e del presente dei tre protagonisti si mescolano in un intrico di rimpianti e passioni che li porta, chi più chi meno, alla deriva.
    Un pò troppo maschilista per i miei gusti: la donna è Penelope o prostituta...

    ha scritto il 

  • 4

    Mentre lo leggevo ne ero entusiasta.
    Appena terminato l'ho giudicato "un buon romanzo".
    Dopo un paio di settimane me lo sono dimenticato.

    [Ma è sicuramente colpa mia]

    ha scritto il 

  • 4

    E' quando ti fermi che inevitabilmente fai i conti con te stesso. Tre marinai, tre diverse storie, gli stessi drammi personali. Uomini di mare e di esperienza, uomini con la scorza dura ma dall'animo ...continua

    E' quando ti fermi che inevitabilmente fai i conti con te stesso. Tre marinai, tre diverse storie, gli stessi drammi personali. Uomini di mare e di esperienza, uomini con la scorza dura ma dall'animo sensibile che hanno visto il mondo e lo hanno vissuto ma che non sono riusciti ad apprezzare quelli che potevano essere i punti fermi della loro esistenza, colpevoli di non aver saputo coltivare quel poco di buono che hanno creato sulla terraferma. Bloccati nel porto di Marsiglia, non possono evitare di ripercorrere la loro vita, ora che non possono lasciare che il mare li liberi anche solo per un po' dei loro dubbi, paure ed insicurezze. Si può fuggire quanto si vuole ma prima o poi tutto tornerà a sbatterti in faccia più forte di prima.
    "... Ci si perde a non sapere chi siamo."
    Consigliato.

    ha scritto il 

  • 4

    Prigioni

    Forse mi sbaglio, forse non c'entra per nulla ma questo libro mi ha ricordato fortemente Il deserto dei tartari. Non importa che il luogo sia il mare oppure il deserto, la navigazione oppure una impro ...continua

    Forse mi sbaglio, forse non c'entra per nulla ma questo libro mi ha ricordato fortemente Il deserto dei tartari. Non importa che il luogo sia il mare oppure il deserto, la navigazione oppure una improbabile guerra. La prigione di un uomo è nella sua testa. Questa storia è pesante come l'umidità dei 30 gradi di Marsiglia. Claustrofobico come può esserlo il Mediterraneo se contrapposto agli spazi liberi degli oceani. Triste ma con quella vena di speranza che ti porta ad andare avanti.

    ha scritto il 

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