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Book Description
Irridenti, baldanzose, sedotte dalle sfide dell'amore giovane, le splendide "donne dagli occhi grandi" raccontate da Ángeles Mastretta hanno incantato milioni di lettori in tutto il mondo. La scrittrice messicana le ritrova oggi più mature, più consapevoli, tenacemente ironiche e capaci di inventarsContinue
4 Reviews
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arancioeblu said on Jan 6, 2012 | Add your feedback
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io amo moltissimo le storie generose e indulgenti della Mastretta... amori imperfetti, di persone che non sono belle, non sono impeccabili, non sono ricche e nemmeno gloriosamente povere... poveri diavoli che attraversano la vita come tutti gli altri, ma a cui la scrittrice regala il diritto di aver ... (continue)
giovi said on Dec 13, 2011 about the Softcover edition | Add your feedback
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Vale said on Aug 17, 2011 | Add your feedback
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Una serie di racconti senza dubbio dalla parte delle donne.
Si leggono storie diverse, di esperienze di vita, inusuali e creative in una realtà messicana: storie che a volte suscitano un sorriso, ma spesso fanno riflettere per la sofferenza e il dolore che si cela dietro una scrittura ariosa e legge ... (continue)Biblioteca Cederna Monza - gruppo di lettura Liberi Libri said on Jul 7, 2011 | Add your feedback
Book Details
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Rating:




(126)
- Libri Italiani
- Paperback 288 Pages
- ISBN-10: 8809058526
- ISBN-13: 9788809058521
- Publisher: Giunti
- Pub date: Apr 01, 2008
- Also available as: Softcover
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- Certe sere arancioni LittleBee (1 comment, 1 person)
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| ISBN | Edition | List | Sale | Seller |
|---|---|---|---|---|
| 9788809058521 | Paperback | €14.50 | €13.34 | IBS.IT |
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Forse Angeles Mastretta ha scelto questo titolo per avvertire il lettore della presenza di un attore non protagonista in questi racconti: gli uomini. Mariti è un nome collettivo che include quelli che incontriamo a partire dall'età in cui, per ciascuna di noi, la parole amore comincia a significare ... (continue)
Forse Angeles Mastretta ha scelto questo titolo per avvertire il lettore della presenza di un attore non protagonista in questi racconti: gli uomini. Mariti è un nome collettivo che include quelli che incontriamo a partire dall'età in cui, per ciascuna di noi, la parole amore comincia a significare qualcosa.
Romanzo tutto al femminile, gradevole, che rappresenta un campionario abbastanza completo e variegato di quel "universo femminile" che le donne rinfacciano agli uomini di non capire, ma che spesso ho l'impressione che custodiscono con compiaciuta segretezza.
Storie di donne tradite e traditrici, libere e consapevoli, divorziate, madri-compagne-amanti che si annullano, sorelle, amiche.
Ambientato in Messico, questo romanzo spazia temporalmente dall'inizio del secolo ad oggi, racconta storie di adolescenti, di anziane che osservano la vita con gli occhi di chi ne ha vissute più d'una, è scritto in punta di pennino o attraverso email, passa dalla tradizione orale a internet.
Gradevole, scorrevole, il classico libro da prestare alle amiche.
Anche se non vi ho trovato uno stile originale o inconfondibile, questo Mariti non è privo di passaggi molto ben scritti, ironici, struggenti.
Avrebbe voluto che suo marito le dicesse che era bella e che il suo amante le dicesse che l'amava. Impossibile. Stando così le cose, li lasciò entrambi e si comprò un grande specchio e le opere complete di Mozart. Non fu mai tanto felice come in quell'estate.
Sognò che incontrava la donna di suo marito e non l'ammazzava. Aveva sempre avuto voglia di strangolarla, almeno un pochino… Non camminavano per le stesse strade alla stessa ora, non cercavano l'ombra degli stessi alberi, non si scaldavano allo stesso sole. Per questo non l'ammazzò.
Anche se non erano arrivati a togliersi i vestiti sotto lo stesso tetto, si immaginavano insieme per la vita e si guardavano con sguardi carichi di qualcosa che si chiama anelito e che altro non è se non nostalgia del futuro.
Si addormentarono così, nella lentezza delle ore che uno vive come se fossero già passate. Le ore ripetute, anonime, le ore come tante, le ore noiose di cui un giorno sentiremo la mancanza.
Le scoprì i seni e la baciò come se fosse fatta di noci e di datteri.
Era tutto perfetto, quindi lui non riuscì a sopportarlo… lui si lanciò in un discorso in cui le dichiarava un amore inconfutabile e pertanto l'urgenza di un addio.
A volte un brusio di nostalgia le saliva dai piedi fino alla fronte… "È la menopausa", disse sua sorella quando la sentì descrivere quella repentina sensazione di angoscia. "Non ha niente a che vedere con lo schizofrenico che ti ha lasciata. Per quanto la perdita di un marito possa sembrarti drammatica, non è niente in confronto alla perdita dell'estradiolo".
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