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Martin Bauman

By

Publisher: Little, Brown Book Group

3.5
(164)

Language:English | Number of Pages: 480 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish

Isbn-10: 0349114633 | Isbn-13: 9780349114637 | Publish date: 

Also available as: Hardcover

Category: Fiction & Literature , Gay & Lesbian

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Book Description
At the dawn of the Reagan era Martin Bauman, nineteen, clever, ambitious and insecure, is enrolled at a prestigious college with a hard-won place under the tutelage of the legendary and enigmatic Stanley Flint, a man who can make or break writing careers with the flick of a weary hand. Martin is poised on the threshold of the writing life, his twin desires to get into print and to find his way out of the closet. Moving through the century's most licentious decade - the decade of cocaine, wild parties, huge advances and the tragic comedown of AIDS - Martin matures from brilliant student to apprentice in a Manhattan publishing house to fully fledged member of the New York literary brat pack. Yet despite his apparent success, his emotional and creative desires refuse, stubbornly, to be satisfied and his every achievement is haunted by the austere and troubling image of literary perfection, his elusive mentor, Stanley Flint. Subtle, erotic, honest and funny, David Leavitt's deliciously sharp, multi-layered dissection of literary and sexual mores lays bare the life of the artist, in all his venal, envious, self-loathing, poignant glory.
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  • 5

    Una fotografia

    Il grande libro gay. Ho pensato spesso durante la lettura che avrei voluto leggerlo a vent'anni per evitare di commettere alcuni errori, per non soffrire alcuni inevitabili dolori...ma non è forse quello che la vita ci porta inevitabilmente a provare? Sì. Leavitt ci racconta tutto questo con un p ...continue

    Il grande libro gay. Ho pensato spesso durante la lettura che avrei voluto leggerlo a vent'anni per evitare di commettere alcuni errori, per non soffrire alcuni inevitabili dolori...ma non è forse quello che la vita ci porta inevitabilmente a provare? Sì. Leavitt ci racconta tutto questo con un pò di magia, senza vergogna e ipocrisia. L'amore e New York.

    said on 

  • 4

    mi è piaciuto molto il libro di david su martin. su questo essere vivente che vuole riuscire a tutti i costi come scrittore, nonostante alcuni test attitudinali gli consigliassero di dover tentare come parrucchiere o taglialegna!!! test attitudinali che sembravano avere più importanza di shakespe ...continue

    mi è piaciuto molto il libro di david su martin. su questo essere vivente che vuole riuscire a tutti i costi come scrittore, nonostante alcuni test attitudinali gli consigliassero di dover tentare come parrucchiere o taglialegna!!! test attitudinali che sembravano avere più importanza di shakespeare in un'epoca che grazie a reagan insegnava che non si doveva studiare per imparare, bensì per riuscire. e quindi martin ancora prima che reagan facesse capolino sulla scena politica, smettendo cappello e pistola da sceriffo, viene ammesso ad un corso della leggenda vivente stanley flint. flint, una leggenda, un "si dice...", uno che portava l'odore di metropolitana che faceva rabbrividire di piacere martin per tutte quelle cose che lui credeva si potessero fare e che un giorno non tanto lontano avrebbe cominciato a sperimentare. quindi con l'ossessione dell'approvazione flintiana, bauman alterna le buone intenzioni di un ragazzetto che crede che la politica serva a far stare meglio e che la letteratura serva a creare opere d'arte, approda a new york imparando invece che la politica serve a sostenere candidati che ti portino a guadagnare milioni di dollari e che la latteratura è una guerra tra editori e scrittori che diventeranno i cantori dei più giovani milionari made in wall street. leavitt consegna un bel libro, disseminato di argute osservazioni(che è un piacere sottolineare per ricordarsi a che pg sono)scritte con l'esatto intento di farle sembrare o diventare modi di dire, ma in modo fluente e per niente pretenziose. un libro per certi versi nostalgico(anche se solo forse per me e per gli anni 80)e un pò autunnale, per la disillusione che trasforma e accompagna martin nel suo percorso di "invecchiamento". consigliato.

    said on 

  • 2

    Martin Bauman

    Trama lenta e noiosa. In alcuni punti scorrevole, in altri senza senso. Molto meglio "La lingua perduta delle gru", di cui "Martin Bauman" sembra la brutta copia.

    said on 

  • 2

    Prima grande delusione da Leavitt. Trama troppo complessa nello sviluppo e lenta da digerire. Non finiva più! Che fine ha fatto il suo stile inconfondibile?

    said on 

  • 3

    Insomma.

    Concordo con le recensioni lette finora, non è certo un Leavitt in gran forma. A due anni dalla lettura il ricordo è sbiadito, e questo non è quasi mai un buon segno.

    said on 

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