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Martin Eden

Di

Editore: Bompiani (Tascabili, 69)

4.4
(1731)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 375 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Polacco , Olandese , Finlandese

Isbn-10: A000023970 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Gastone Rossi

Disponibile anche come: Paperback , Cofanetto , Altri , Copertina rigida

Genere: Biography , Fiction & Literature , Social Science

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Descrizione del libro
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  • 5

    Un marinaio semianalfabeta decide per amore di intraprendere un percorso di crescita culturale e riscatto sociale. Lui, dotato di una sensibilità e di un acume fuori dal comune, finirà per constatare amaramente la vacuità del mondo idolatrato.
    Esemplare l'abilità di London nel descrivere gli effe ...continua

    Un marinaio semianalfabeta decide per amore di intraprendere un percorso di crescita culturale e riscatto sociale. Lui, dotato di una sensibilità e di un acume fuori dal comune, finirà per constatare amaramente la vacuità del mondo idolatrato. Esemplare l'abilità di London nel descrivere gli effetti sulla consapevolezza di se e della società da parte del protagonista.

    ha scritto il 

  • 4

    Vita e morte del Signor Martin Eden

    Martin Eden, giovane marinaio con molta esperienza di vita alle spalle e predisposizione alla rissa facile, incontra per caso l'amore della sua vita dopo aver salvato il di lei fratello da una delle suddette scazzottate. Ruth, così si chiama la ragazza, appartiene al mondo della piccola borghesia ...continua

    Martin Eden, giovane marinaio con molta esperienza di vita alle spalle e predisposizione alla rissa facile, incontra per caso l'amore della sua vita dopo aver salvato il di lei fratello da una delle suddette scazzottate. Ruth, così si chiama la ragazza, appartiene al mondo della piccola borghesia che affascina il marinaio, con le sue buone maniere e la sua cultura ostentata, il suo buon gusto e la sua rarefatta atmosfera di quiete domestica priva di forti emozioni e, in ultima istanza, di vitalità.

    Martin prenderà a modello quel mondo piccolo borghese, e per farsi amare da Ruth si imporrà una trasformazione quasi impossibile da rozzo marinaio che ha viaggiato in lungo e in largo in artista, scrittore capace di descrivere la bellezza come pochi al mondo e guadagnare abbastanza da vivere soltanto della propria scrittura; ma le straordinarie doti intellettuali del giovane gli si ritorceranno contro, e alla fine si accorgerà, troppo tardi, di essere bruciato in fretta e di aver lottato e sofferto tanto per tutte le ragioni sbagliate.

    Jack London ha dichiarato che Martin Eden rappresenta, oltre alla narrazione parzialmente autobiografica delle difficoltà sperimentate come scrittore alle prime armi, una critica feroce all'individualismo spinto tipico della società americana del 1909; dal mio punto di vista il romanzo si può considerare come un bel ritratto drammatico del lato oscuro del "sogno americano" nei primi anni del XX secolo, ovviamente con contorno di critica sprezzante alla borghesia a opera di un autore dichiaratamente socialista. Che poi sono più o meno la stessa cosa, credo.

    ha scritto il 

  • 5

    Martin London * Jack Eden

    Martin, lo vorresti conoscere.
    Due parole seduti sul letto nella sua stanza, con l'odore di cucina, con le pile di manoscritti che si accumulano sotto e sopra la scrivania. Martin è la persona che conosce se stessa, che si nutre del proprio valore nei momenti di digiuno, che discerne, che capisc ...continua

    Martin, lo vorresti conoscere. Due parole seduti sul letto nella sua stanza, con l'odore di cucina, con le pile di manoscritti che si accumulano sotto e sopra la scrivania. Martin è la persona che conosce se stessa, che si nutre del proprio valore nei momenti di digiuno, che discerne, che capisce prima di te cosa sia il giusto, il vero e il bello. Martin è l'amico ideale, colui che rifugge da sovrastrutture e ipocrisia. Martin è anche un uomo libero e come tale, libero anche di abbandonare tutto, anche te.

    ha scritto il 

  • 5

    Finirlo ti fa sentire "orfano"

    Quando lo finisci ti fa sentire "orfano". Lo vuoi ancora, ma ormai è andato, non c'è più nulla da fare. E allora ti penti di averlo letto a quella velocità fotonica, rimugini sulla tua lettura "alla Usain Bolt". Ti rimproveri. Realizzi che forse avresti dovuto passeggiarci dentro. Ma poi, ti sof ...continua

    Quando lo finisci ti fa sentire "orfano". Lo vuoi ancora, ma ormai è andato, non c'è più nulla da fare. E allora ti penti di averlo letto a quella velocità fotonica, rimugini sulla tua lettura "alla Usain Bolt". Ti rimproveri. Realizzi che forse avresti dovuto passeggiarci dentro. Ma poi, ti soffermi e pensi: "No, quella era l'andatura". London ti fa correre a perdifiato per le sue pagine. A corsa conclusa rifiati e una volta ripreso il ritmo regolare del cuore e dei polmoni, ripercorri con la mente dallo start al fotofinish quella corsa matta, ci dialoghi.

    ha scritto il 

  • 5

    Martin e Pip. Pip e Martin. Lo confesso sono i miei personaggi ideali epici e romantici preferiti, ambedue a modo loro. Ma se uno è ambizione pura (il Pip di Grandi speranze), per il cui scopo è disposto ad abbandonare e a dimenticare anche gli affetti veri, per l'altro (Martin) è semplice consap ...continua

    Martin e Pip. Pip e Martin. Lo confesso sono i miei personaggi ideali epici e romantici preferiti, ambedue a modo loro. Ma se uno è ambizione pura (il Pip di Grandi speranze), per il cui scopo è disposto ad abbandonare e a dimenticare anche gli affetti veri, per l'altro (Martin) è semplice consapevolezza di essere diverso. Se uno pretende, l'altro è. Sono due facce della stessa medaglia? Per me si,lo sono perchè ambedue albergano in me e in ambedue mi riconosco, cioè mi riconosco sopratutto anche in questi personaggi romantici e frustrati. E ambedue decidono di partono alla fine, chi per un senso di colpa da riscattare, chi (Martin) per l'incapacità di dover essere altro (ma come non ricordare che altro personaggio che parte per rinuncia è Jim di Conrad). Jack London e i suoi personaggi li ho amati sin da subito, cioè sin da quando li conobbi grazie a un dono di una Befana. Mi regalarono Zanna Bianca e Il richiamo della foresta. Ah quante scorribande che feci nelle foreste e nelle steppe selvagge, quante lotte furiose con nemici di lupi addomesticati ma mai dimentichi del loro appartenere al Wild Side. Perchè Martin è tosto come Zanna Bianca, non rinuncia, cascasse il mondo. E' un idealista che deve sfidare il mondo quando occorre. Devo rammentarvi chi sono, se ci sono, gli idealisti utopici del giorno d'oggi? Dirò meglio: cosa sono diventati oggi?

    ha scritto il 

  • 5

    jack

    se scrivo jack su google il suggeritore suggerisce in quest'ordine (senza pescare dalla cronologia):
    jack nicholson
    jack lo squartatore
    jack russel
    jack la furia.
    Essendo un suggeritore: dopo aver visto qualcuno volò sul nido... porto a pisciare l' inutile cane e squarto qualche donna innocente ...continua

    se scrivo jack su google il suggeritore suggerisce in quest'ordine (senza pescare dalla cronologia): jack nicholson jack lo squartatore jack russel jack la furia. Essendo un suggeritore: dopo aver visto qualcuno volò sul nido... porto a pisciare l' inutile cane e squarto qualche donna innocente mentre ascolto in cuffia i Club Dogo.

    [nemmeno io sapevo che jack (in realtà jake) la furia è uno dei Club Dogo]

    ha scritto il 

  • 4

    "Era sensibile alla bellezza e lì c'era materia per esserlo".

    Avevo comprato Martin Eden per pochi spiccioli ad un mercatino di beneficenza, lo avevo riposto nello scaffale dei libri da leggere e lì era rimasto fino a quando, un giorno, in cerca di una lettura più impegnativa, me lo sono ritrovata fra le mani; dopo un'inizio lento, rasentante la noia, ho ca ...continua

    Avevo comprato Martin Eden per pochi spiccioli ad un mercatino di beneficenza, lo avevo riposto nello scaffale dei libri da leggere e lì era rimasto fino a quando, un giorno, in cerca di una lettura più impegnativa, me lo sono ritrovata fra le mani; dopo un'inizio lento, rasentante la noia, ho capito che sarebbe stato un libro fondamentale. Martin Eden prende il nome dal suo protagonista, un marinaio semi analfabeta il quale, innamoratosi di una raffinata ragazza borghese, decide di "elevarsi" culturalmente per esser degno della sua bella. Inizialmente, mentre leggevo dell'innamoramento di Martin per Ruth, mi venivano in mente Dante e Beatrice, "il cor gentile", l'amore che nobilita l'uomo per la somiglianza che vedevo tra Ruth e Beatrice come "donna angelo"; in seguito il mio pensiero mutò. Il fervore di Martin e la gioia per essersi accorto, grazie alla cultura, di tutti i tipi di bellezza che lo circondano, arriva a fargli maturare la decisione di diventare scrittore per condividere la verità delle cose, ma Martin capirà presto che spesso la verità non è gradita e semplice come pensa. Martin si interessa di filosofia, il romanzo tutto ne è impregnato, e forse questa ha avuto un qualche ruolo nelle scelte compiute sul finale dal protagonista, più o meno condivisibili. Proprio perché non le ho condivise, non ho dato il massimo e mi dispiace perché credo che Martin Eden, nonostante il suo protagonista sia un uomo maturo, possa essere definito un edificante romanzo di formazione della persona, poiché contiene ideali che allargano gli orizzonti e ti permettono di guardare alla vita con occhio critico, diverso dalla morale corrente. Consigliatissimo.

    http://therestlessreadersroom.blogspot.it/2013/12/recensione-martin-eden-di-jack-london.html

    ha scritto il 

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