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Martin Eden

Di

Editore: Bompiani (Tascabili, 69)

4.4
(1775)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 375 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Polacco , Olandese , Finlandese

Isbn-10: A000023970 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Gastone Rossi

Disponibile anche come: Paperback , Cofanetto , Altri , Copertina rigida

Genere: Biography , Fiction & Literature , Social Science

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Descrizione del libro
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  • 3

    Ho fatto conoscenza, ma non amicizia, con Martin Eden: un personaggio aspro e sgradevole che si è identificato con il superuomo niciano sviluppando un ego ipertrofico in campo filosofico e letterario. ...continua

    Ho fatto conoscenza, ma non amicizia, con Martin Eden: un personaggio aspro e sgradevole che si è identificato con il superuomo niciano sviluppando un ego ipertrofico in campo filosofico e letterario.
    Il primo terzo del romanzo è molto incisivo, una satira arguta del perbenismo; già la seconda fetta scivola nel phamplet spinto e pedante, mentre l'ultima sciupa l'opera intera per il sarcasmo aperto, brutale, ridondante.

    ha scritto il 

  • 5

    Indescrivibile

    Questo libro è indescrivibile, è magnifico, l'introspezione è sublime, la storia è fantastica. E' impossibile non focalizzarsi sul punto di vista del protagonista. Questo libro mi ha commossa, ho gioi ...continua

    Questo libro è indescrivibile, è magnifico, l'introspezione è sublime, la storia è fantastica. E' impossibile non focalizzarsi sul punto di vista del protagonista. Questo libro mi ha commossa, ho gioito, sofferto e pianto con esso e con i personaggi. Uno dei libri più belli in assoluto che abbia mai letto :')

    ha scritto il 

  • 5

    Romanzo di formazione, considerato il capolavoro di London che misura se stesso nello specchio del suo alter ego, Martin Eden, appunto. E ben aldilà della dichiarata intenzione dell'autore ("una delle ...continua

    Romanzo di formazione, considerato il capolavoro di London che misura se stesso nello specchio del suo alter ego, Martin Eden, appunto. E ben aldilà della dichiarata intenzione dell'autore ("una delle ragioni per cui ho scritto questo libro è l'attacco all'individualismo...") il libro descrive la drammatica lotta per l'esistenza in un contesto segnato dalla profonda diseguaglianza sociale; è pervaso dalla percezione della decadenza di una intera società; racconta la contrapposizione radicale tra la fiamma della giovanile e schietta ricerca di se stessi e la palude delle convenzioni sociali, e infine mostra quella stessa luce che fatalmente affonda nelle sabbie mobili dell'indifferenza e dell'ipocrisia borghese.
    E, nonostante ci dispiaccia congedarci così drasticamente dall'indomito Martin -peraltro al culmine della gloria- il bellissimo, struggente finale vale da solo tutta l'opera.

    ha scritto il 

  • 5

    CHI STA ASPETTANDO L'USCITA DI UN IPOTETICO "LIBRO" DI BARBARA D'URSO NON È ASSOLUTAMENTE DEGNO DI LEGGERE QUESTO CAPOLAVORO.

    "S'era troppo evoluto; troppi libri aperti li separavano. Aveva fatto un viaggio così lungo nel paese dell'intelligenza, che non riusciva più a trovare la strada del ritorno."
    Che romanzo!!! Fantastic ...continua

    "S'era troppo evoluto; troppi libri aperti li separavano. Aveva fatto un viaggio così lungo nel paese dell'intelligenza, che non riusciva più a trovare la strada del ritorno."
    Che romanzo!!! Fantastico, magnifico, stupefacente!!! Che genio è Jack London!!!!! Come già detto in altre recensioni, mi piace sottolineare le frasi più belle, più significative. In questo libro hai l'imbarazzo della scelta. L'autore è il protagonista, Martin Eden. Questo romanzo è un'autobiografia. So che sto commettendo un sacrilegio, perché non potrò mai paragonarmi ad un genio come London. Ma un po' mi rivedo nel protagonista. Dalla prima all'ultima pagina. Tutti dovrebbero leggere questi capolavori. A volte ce ne dimentichiamo. Cerchiamo sempre le ultime uscite a discapito di queste vere e proprie opere d'arte.

    ha scritto il 

  • 4

    Il destino amaro di chi segue i propri sogni

    Aveva la bellezza dentro di sé,Martin Eden, ma non riusciva ad esprimerla perché gli mancavano le parole. E le parole, si sa, te le danno i libri, lo studio, la cultura. E così lui, rozzo marinaio, co ...continua

    Aveva la bellezza dentro di sé,Martin Eden, ma non riusciva ad esprimerla perché gli mancavano le parole. E le parole, si sa, te le danno i libri, lo studio, la cultura. E così lui, rozzo marinaio, comincia a studiare per rendersi degno di Ruth, quella donna-angelo conosciuta per caso in casa Morse e subito amata. Studia con dedizione, con impegno, con disciplina ferrea fino a giungere a superare quegli uomini che dapprima stimava, che gli erano parsi così colti e raffinati, e adesso gli appaiano dei cervelli mediocri e banali. Decide che diventerà uno scrittore, scrive con solerzia e produttività ma i suoi manoscritti tornano sempre indietro nella sua misera stanzetta, lì ad ammucchiarsi sotto il tavolo. Eppure, neanche per un secondo Martin Eden pensa di mollare, di dedicarsi a un occupazione più "concreta" di quelle che gli propongono la sorella e la fidanzata Ruth. Non può farlo, per lui "essere" coincide con "scrivere". E quando rimarrà solo e abbandonato da tutti, proprio allora la fortuna busserà alla sua porta, i suoi lavori verranno pubblicati e lui diventerà uno scrittore ricco e famoso. Ma era davvero questo il sogno? Forse non aveva ragione Brissenden con il suo disgusto verso la mercificazione della letteratura? Martin Eden è lontano, ha perso ogni contatto con la vita che gli scorre davanti e gli si getta contro. E' tempo di partire, dice.
    Finale amaro, ma, forse, inevitabile.

    ha scritto il 

  • 5

    Un marinaio semianalfabeta decide per amore di intraprendere un percorso di crescita culturale e riscatto sociale. Lui, dotato di una sensibilità e di un acume fuori dal comune, finirà per constatare ...continua

    Un marinaio semianalfabeta decide per amore di intraprendere un percorso di crescita culturale e riscatto sociale. Lui, dotato di una sensibilità e di un acume fuori dal comune, finirà per constatare amaramente la vacuità del mondo idolatrato.
    Esemplare l'abilità di London nel descrivere gli effetti sulla consapevolezza di se e della società da parte del protagonista.

    ha scritto il 

  • 4

    Vita e morte del Signor Martin Eden

    Martin Eden, giovane marinaio con molta esperienza di vita alle spalle e predisposizione alla rissa facile, incontra per caso l'amore della sua vita dopo aver salvato il di lei fratello da una delle s ...continua

    Martin Eden, giovane marinaio con molta esperienza di vita alle spalle e predisposizione alla rissa facile, incontra per caso l'amore della sua vita dopo aver salvato il di lei fratello da una delle suddette scazzottate. Ruth, così si chiama la ragazza, appartiene al mondo della piccola borghesia che affascina il marinaio, con le sue buone maniere e la sua cultura ostentata, il suo buon gusto e la sua rarefatta atmosfera di quiete domestica priva di forti emozioni e, in ultima istanza, di vitalità.

    Martin prenderà a modello quel mondo piccolo borghese, e per farsi amare da Ruth si imporrà una trasformazione quasi impossibile da rozzo marinaio che ha viaggiato in lungo e in largo in artista, scrittore capace di descrivere la bellezza come pochi al mondo e guadagnare abbastanza da vivere soltanto della propria scrittura; ma le straordinarie doti intellettuali del giovane gli si ritorceranno contro, e alla fine si accorgerà, troppo tardi, di essere bruciato in fretta e di aver lottato e sofferto tanto per tutte le ragioni sbagliate.

    Jack London ha dichiarato che Martin Eden rappresenta, oltre alla narrazione parzialmente autobiografica delle difficoltà sperimentate come scrittore alle prime armi, una critica feroce all'individualismo spinto tipico della società americana del 1909; dal mio punto di vista il romanzo si può considerare come un bel ritratto drammatico del lato oscuro del "sogno americano" nei primi anni del XX secolo, ovviamente con contorno di critica sprezzante alla borghesia a opera di un autore dichiaratamente socialista. Che poi sono più o meno la stessa cosa, credo.

    ha scritto il 

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