Martin Eden

Di

Editore: Bompiani (Tascabili, 69)

4.4
(1892)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 375 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Polacco , Olandese , Finlandese

Isbn-10: A000023970 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Gastone Rossi

Disponibile anche come: Paperback , Cofanetto , Altri , Copertina rigida

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Scienze Sociali

Ti piace Martin Eden?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 5

    Till human voices wake us, and we drown

    Martin Eden punta, mira e colpisce dritto al fianco ad altezza sterno; disintegra le difese, fa breccia ed entra prepotente senza neanche salutare. Dimentico dei convenevoli, si insinua piano piano co ...continua

    Martin Eden punta, mira e colpisce dritto al fianco ad altezza sterno; disintegra le difese, fa breccia ed entra prepotente senza neanche salutare. Dimentico dei convenevoli, si insinua piano piano col suo fare viscerale. Ma non è rude, e dopo aver fatto incetta indisturbato, diventa ombra e svanisce nell'oscurità, senza lasciare traccia. Si, di lui non vi è più traccia; ma noi siamo ancora feriti e travolti: non c'è cura né palliativo.

    Mi imbarazza continuare, la prosa non basta per esprimere ciò che ha suscitato in me Martin Eden, solo la poesia potrebbe riuscirci. Ed è giusto così, perché qua ci vuole poco per capire di essere di fronte ad una capolavoro, uno di quelli che Messer Canone letterario mondiale dovrebbe solo accogliere a braccia aperte.

    Non sono capace di aggiungere altro, posso solo rimanere abbagliata dal furore che il testo emana consapevole del fatto di non averlo colto totalmente, di non essere all'altezza.

    Nutritevi ragazzi, nutritevi: sulla vostra lista delle cose da fare prima di morire mettete Martin Eden, sarà una spunta di cui non vi pentirete.

    ha scritto il 

  • 4

    Mi sono avvicinato al grande Jack London con questo libro, perché temo che i suoi celeberrimi romanzi d´avventura non facciano per me - riconosco questo limite.

    Mi ci sono avvicinato, per cui posso sp ...continua

    Mi sono avvicinato al grande Jack London con questo libro, perché temo che i suoi celeberrimi romanzi d´avventura non facciano per me - riconosco questo limite.

    Mi ci sono avvicinato, per cui posso spendere l´aggettivo "grande" a ragion veduta, per quel che mi riguarda.
    La stoffa, il lirismo, le frasi, il ritmo, sono da grande - grandissimo - scrittore, mi vien da dire uno che ha insegnato molto a Fitzgerald, e sicuramente anche ad altri, ma non è questo il punto, ovviamente.

    Mi pare si possa affermare che Martin Eden è il grande romanzo autobiografico di London, quello dove mette in scena (e in gioco) sé stesso, la sua "carriera" autodidatta, il suo arrivare alla scrittura passando dalla vita, quella vera, dove ci si sporcano (letteralmente) le mani e ci si spaccano i nasi facendo a cazzotti.
    E ancora il disprezzo per la borghesia, e per il "se stesso" scrittore di successo, adorato e riverito proprio da quei borghesi da cui prima si sentiva trascurato e di cui disprezzava gli ideali.

    In ogni modo, al di là del dato autobiografico questo é un gran romanzo, ricco di vita e di idee, si passa con uguale efficacia dalla tenerezza dell´amore idealizzato alla descrizione di belle e a volte brutali amicizie virili, la descrizione a tinte vivide dell´ipocrisia del "ceto alto" di Oakland e la vita dura nella povertà, nei bassifondi.
    London - evidentemente - scriveva di cose che conosceva bene. E aveva "vissuto" sul serio. Nisba scrittori salottieri, da queste parti.

    È anche uno di quei libri che si presta a chi sottolinea, perché contiene innumerevoli frasi perfette e scene (o periodi)-madre supremamente orchestrati.

    Il romanzo ha evidentemente carattere parabolico specie avvicinandosi al finale, credo London morisse dalla voglia di far evolvere il personaggio in quel modo, in maniera riuscitissima dal punto di vista della scrittura (davvero liriche, elegiache le ultime pagine) ma forse un po´"rigida" se parliamo della gestione della trama.

    Parliamo comunque di un grande romanzo e un grande classico, uno di quei libri, a mio modo di vedere che si "devono" proprio leggere, nel corso di una vita. E Martin è uno di quei personaggi "larger than life" che si devono proprio conoscere.

    ha scritto il 

  • 3

    L'ingenuità di Martin è pari alla sua purezza e io forse sono troppo vecchia per lui

    Si, capisco, Martin Eden, con la sua purezza e integrità, con la sua bellezza fisica e mentale, il suo genio, la sua forza, con quel suo collo da carezzare e le spalle larghe che rollano ogni dove, co ...continua

    Si, capisco, Martin Eden, con la sua purezza e integrità, con la sua bellezza fisica e mentale, il suo genio, la sua forza, con quel suo collo da carezzare e le spalle larghe che rollano ogni dove, con l’ingenuità, la generosità, la bontà e la possente volontà, alimentata dall’ingannevole fiamma dell’amore, è un uomo che conquista, non si può che rimanerne incantati, a dispetto delle intenzioni di London, che lo voleva veicolo di attacco contro l’individualismo – messaggio che mi pare ampiamente disertato. Eppure io, al contrario, mi sono scoperta vittima di una inopinata indifferenza. Annoiata, anche, in diversi momenti.
    La cifra stilistica di London mi ha coinvolto solo parzialmente. Inoltre ho trovato l’intero impianto narrativo in qualche modo ingenuo, anche quando mette in luce le abissali differenze sociali, la meschinità delle persone, i falsi valori borghesi, il marciume dell’uomo. Ed è mancata la profondità che le tematiche filosofiche e sociali richiedevano.
    Se penso al coevo J. Conrad e a Lord Jim, personaggio che può prestarsi a una facile comparazione, trovo un abisso a dividere i due.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro vero. Per questo (forse) difficile da digerire. Tratta della caduta delle illusioni, prima quella di un'alta società "illuminata", poi su un mondo letterario dove i più meritevoli vanno avant ...continua

    Un libro vero. Per questo (forse) difficile da digerire. Tratta della caduta delle illusioni, prima quella di un'alta società "illuminata", poi su un mondo letterario dove i più meritevoli vanno avanti e non vengono affossati, invidiati, divorati; infine l'amore. Martin Eden è una meteora, è l'uomo che arriva al picco più alto del proprio essere per accorgersi che intorno a sé non c'è nessuno. Molto amaro, molto coraggioso, molto bello (parola banale ma vabbè).
    Unico neo, mio più che di London: avessi conosciuto meglio le teorie e le idee di Spencer, che viene citato continuamente nel libro come base di tutta la cultura di Eden forse avrei potuto apprezzare di più il testo.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    altro libro potente. vitale.
    Conosciamo e seguiamo il percorso di evoluzione di Martin Eden, il nutrimento delle sue illusioni e le delusioni inaspettate, grevi e dure inflitte dalla vita.
    Dove alla f ...continua

    altro libro potente. vitale.
    Conosciamo e seguiamo il percorso di evoluzione di Martin Eden, il nutrimento delle sue illusioni e le delusioni inaspettate, grevi e dure inflitte dalla vita.
    Dove alla fine ognuno "fa per quel che sa".
    Nel fluire delle vicende e grazie ai cambiamenti che il tempo e la fortuna determinano, ogni personaggio e' costretto a manifestarsi per ciò che realmente e'. Oltre parole, giuramenti, convinzioni e costruzioni sociali ben indossate il povero e' il vero ricco (come Maria, Joe, lo stesso Martin e il suo mentore) e i ricchi i borghesi si manifestano in tutta la loro volgarità (meschinità, grettezza, opportunismo) di cui non riescono nemmeno a percepirne i sintomi o a riconoscere le manifestazioni. Non avendo mai provato l'urgenza del riscatto, non si sono mai posti domande, non hanno mai provato a sognare alternative al mondo nel quale loro occupano posti di potere. Degenerando lo stesso potere.

    ha scritto il 

  • 2

    No, non mi è piaciuto, ma molto probabilmente non l'ho capito eh! Comunque sto tizio che dal nulla decide di farsi un'istruzione, comincia a leggere di notte e a lavorare come un somaro di giorno, e ...continua

    No, non mi è piaciuto, ma molto probabilmente non l'ho capito eh! Comunque sto tizio che dal nulla decide di farsi un'istruzione, comincia a leggere di notte e a lavorare come un somaro di giorno, e quello che legge lo interiorizza a tal punto da diventare egli stesso scrittore e teorico, poi si sbatte come un matto perchè nessuno lo considera e gli dà fiducia e quando alla fine ottiene il successo di critica e di vendita e finalmente è ricco e famoso, manda tutto a cagare...Scusate l'estrema sintesi, ma che nervoso!!!

    ha scritto il 

  • 0

    la realtá potrebbe deludere

    Il libro parla di un giovane marinaio, Martin Eden, che salva la vita ad Arturo, un giovane di famiglia ricca. Dopo questo salvataggio, lui comincia a frequentare la famiglia di Arturo, in particolare ...continua

    Il libro parla di un giovane marinaio, Martin Eden, che salva la vita ad Arturo, un giovane di famiglia ricca. Dopo questo salvataggio, lui comincia a frequentare la famiglia di Arturo, in particolare la di lui sorella, Ruth. Piú frequenta queste persone, piú è affascinato dalla loro conoscenza e dai loro dialoghi colti, quindi inizia a studiare e successivamente a scrivere. Il libro racconta il percorso di Martin verso la conoscenza accademica e la conseguente comprensione della realtá che lo circonda, che si rivela diversa da come si aspettava, deludendolo nel veder crollare le idee iniziali che si era fatto. In questa realtá che quasi lo disgusta, nemmeno la realizzazione del suo sogno riesce a renderlo felice.

    A parer mio il libro contiene alcuni dei migliori elementi da altri classici europei, ad esempio "I Dolori del Giovane Werther" di Goethe o le "Ultime lettere di Jacopo Ortis" di Foscolo. Il protagonista, ma anche i personaggi secondari e terziari, sono caratterizzati tutti benissimo, dai parenti del protagonista al negoziante della drogheria di fronte. Le descrizioni dei luoghi sono ricche, complete, ma mai noiose. I rapporti tra le persone anche vengono resi bene e i daloghi sono molto belli e interessanti da leggere. É uno di quei libri che come lo inizi, hai voglia di continuarlo assolutamente, almeno questo é l'effetto che ha fatto a me. Lo consiglio a tutti.

    ha scritto il 

  • 4

    "Accidenti, le normali recensioni sono più nauseanti dell’olio di fegato di merluzzo"

    E cosa dire di Martin Eden?
    Un guerriero, un combattente che dalla feccia della società s'insinua nel mondo borghese prima con ammirazione e poi con disprezzo.
    Come il nome del protagonista palesemen ...continua

    E cosa dire di Martin Eden?
    Un guerriero, un combattente che dalla feccia della società s'insinua nel mondo borghese prima con ammirazione e poi con disprezzo.
    Come il nome del protagonista palesemente suggerisce questa è la storia di una battaglia alla conquista del paradiso terrestre.
    E' l'imbarazzo il primo ad introdursi : una porta si apre ed un mondo, fino ad allora, sconosciuto si spalanca davanti agli occhi del ventenne che odora di mare e cammina dondolando come si trovasse a solcare gli oceani anche sulla terra ferma.
    L'incontro con la pallida e fragile Ruth, la scoperta della gioia del sapere e la nascita dell'urgenza dello scrivere cambiano la vita di Martin Eden.
    Considerato uno dei libri arrabbiati della letteratura americana, mette in scena una dura condanna del mondo borghese come grande espressione di falsità ed ipocrisia. Industriali, banchieri, politici: nient'altro che sfruttatori che non sanno realmente vivere.
    Ma la penna s'intinge nel vetriolo entrando nelle stanze del mondo editoriale: " Sciacalli e arpie"!
    I rapporti veri, genuini li si trova tra i socialisti che vivono reclusi ai margini della città. Al centro c'è l'individualismo dei borghesi che si esprime nelle speculazioni e sopraffazioni economiche e l'individualismo filosofico a cui Martin Eden si abbarbica scoprendo le tesi di Herbert Spencer come chiave per spiegare l'esistenza tutta.
    E così' Martin si ritroverà tra le mani una moneta che deciderà il suo destino: da un lato il successo dall''altro il fallimento...
    "Chi sei, Martin Eden? chiese all'immagine riflessa nello specchio quella sera tornando in camera sua. Si osservò a lungo e con curiosità. Chi sei tu? Che cosa sei? Qual è il tuo posto?

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per