Maschere per un massacro

Di

Editore: Editori Riuniti

4.3
(436)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 167 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8835940311 | Isbn-13: 9788835940319 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Prefazione: Claudio Magris

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , eBook

Genere: Storia , Politica , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
"La guerra mette a nudo la verità degli uomini e insieme la deforma. Ci sono tanti aspetti di questa verità; uno di essi è la cecità generale - cecità delle vittime, degli spettatori (i servizi d'informazione occidentale,oscillanti tra esasperazione, ignoranza o rimozione dell'orrore e fra cinismo e sentimentalismo) e della 'grande politica', che nel libro di Rumiz fa una figura grottesca." (dall'Introduzione di Claudio Magris)
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    Letto con grande emozione...

    Letto con grande emozione durante un viaggio in Croazia e Bosnia nell'estate 2015. L'ho trovato appassionato e appassionante, nonché assai istruttivo. Mi ha fatto vergognare di quanto fossi ignorant ...continua

    Letto con grande emozione durante un viaggio in Croazia e Bosnia nell'estate 2015. L'ho trovato appassionato e appassionante, nonché assai istruttivo. Mi ha fatto vergognare di quanto fossi ignorante delle guerre balcaniche

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro non facile da leggere. Soprattutto perché ha rivelato la mia ignoranza sia sulla geografia che sulla storia, e quindi sulle etnie, di una regione così vicina.
    Rumiz demolisce la teoria del co ...continua

    Un libro non facile da leggere. Soprattutto perché ha rivelato la mia ignoranza sia sulla geografia che sulla storia, e quindi sulle etnie, di una regione così vicina.
    Rumiz demolisce la teoria del conflitto etnico come base della guerra in Jugoslavia della prima metà degli anni 90. E lo sostituisce con qualcosa che non sono riuscito a comprendere fino in fondo, diciamo il perpetuarsi del potere. Se la sua operazione sia fondata o meno, non sono in grado di dirlo. Senz'altro condivido l'idea che la soluzione "semplice" potrebbe non essere quella giusta, quando si affronta un problema così complesso.
    Di sicuro il libro di Rumiz mi spinge ad approfondire la questione, e già questo lo rende per me un buon libro.

    ha scritto il 

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    "Dietro alla grande rappresentazione dello scontro, dietro al sangue e al rancido delle trincee, già si mostra la verità di una guerra nata dalla corruzione. Dietro la spiegazione più tranquillizzante ...continua

    "Dietro alla grande rappresentazione dello scontro, dietro al sangue e al rancido delle trincee, già si mostra la verità di una guerra nata dalla corruzione. Dietro la spiegazione più tranquillizzante della pulizia etnica, in Bosnia e dintorni si è, in realtà, consumato un maledetto imbroglio".
    Il miglior libro per capire cosa è stata la guerra dei Balcani.

    ha scritto il 

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    Libro non semplicissimo di uno scrittore ancora molto coinvolto per fatti oramai lontani per la maggior parte di noi: la guerra dei Balcani, praticamente accanto a noi, negli anni '90. Tanto che ci si ...continua

    Libro non semplicissimo di uno scrittore ancora molto coinvolto per fatti oramai lontani per la maggior parte di noi: la guerra dei Balcani, praticamente accanto a noi, negli anni '90. Tanto che ci si chiede come è stato possibile permettere tutto ciò. Sembra impossibile che ci sia stato il nazismo e pure c'è stato, sembra impossibile che guerre e pulizie etniche siano avvenute in Europa anche pochissimi anni fa e in fondo non abbiamo fatto molto per impedirlo.

    ha scritto il 

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    Che le guerre mediatiche contemporanee nascondano molto più di quanto mostrano è forse ormai chiaro. Ma non lo era abbastanza negli anni '90 quando, alle porte di casa, la ex Jugoslavia implodeva pred ...continua

    Che le guerre mediatiche contemporanee nascondano molto più di quanto mostrano è forse ormai chiaro. Ma non lo era abbastanza negli anni '90 quando, alle porte di casa, la ex Jugoslavia implodeva preda, apparentemente, di ancestrali odii etnici e religiosi. Eppure il libro di Rumiz, scritto 'a caldo', è lì a raccontare tutta un'altra storia, in fondo molto meno rassicurante di quella quasi tribale che ci è stata trasmessa. La guerra - in Croazia, Bosnia, Serbia - è stata freddamente preparata a tavolino da pezzi della stessa nomenklatura che deteneva il potere all'epoca di Tito. E' servita a legittimare l'indisturbato proseguimento delle ruberie e del malaffare, oltre che a compiere una pulizia 'sociale' molto prima che etnica. Sfruttando le leve più deboli di un'entità eterogenea, politici e trafficanti senza scrupoli hanno inscenato, a beneficio del mondo occidentale, una guerra tribale che non aveva motivo di essere. Con il risultato di ridurre una realtà ricca e complessa a una rude semplificazione utile a scopi interni e, anche, esterni. Un libro lucido e durissimo su tutto quello che non abbiamo voluto sapere e vedere, con il rischio di cadere nello stesso sporco gioco in un posto qualunque del nostro apparente pacifico mondo.

    ha scritto il 

  • 4

    Quattro stelle perché è utilissimo per chi, come me, sta tentando di capire qualcosa in un groviglio di eventi incomprensibili. Quando scoppiò la guerra nei Balcani avevo 20 anni ma tutto mi pareva in ...continua

    Quattro stelle perché è utilissimo per chi, come me, sta tentando di capire qualcosa in un groviglio di eventi incomprensibili. Quando scoppiò la guerra nei Balcani avevo 20 anni ma tutto mi pareva incredibilmente complicato, anche se la mia visione dei fatti era ingenua e semplificata. Oggi, a 20 anni esatti dal massacro di Srebrenica, ho voglia di farmi domande e di cercare risposte. L'analisi di Paolo Rumiz è uno dei tanti tasselli che compongono il puzzle delle interpretazioni: non la trovo del tutto convincente (a tratti rasenta il complottismo) ma è comunque una tesi forte che merita di essere tenuta in considerazione e vagliata attraverso altre fonti e testimonianze.

    ha scritto il 

  • 4

    Nel 1996, a caldo, Rumiz racconta la guerra dei Balcani (1991-1995) e i suoi retroscena: un conflitto - spiega - in buona parte “costruito in laboratorio”, mosso da grandi giochi di potere più o meno ...continua

    Nel 1996, a caldo, Rumiz racconta la guerra dei Balcani (1991-1995) e i suoi retroscena: un conflitto - spiega - in buona parte “costruito in laboratorio”, mosso da grandi giochi di potere più o meno mascherati e da “ragioni” molteplici, “sociali, economiche, culturali e criminali”, più solide e decisive rispetto alle contrapposizioni etniche, sbandierate come primarie ma chiaramente forzate ad arte.
    Ho letto il libro, duro ma prezioso, nel ventennale del genocidio di Srebrenica (luglio 1995), vittime ottomila bosniaci musulmani: nella prefazione dell'edizione 2011 e delle successive Rumiz fornisce elementi aggiuntivi rilevanti su quell'orribile massacro, poco noto a guerra appena conclusa anche per il “vergognoso silenzio dell'Europa”.

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  • 4

    Dietro le apparenze

    Il giornalista Rumiz scava e esplora le vere ragioni della prima guerra in Europa dopo la seconda mondiale, discostandosi dal coro che vuole come unica ragione delle guerre jugoslave, l'odio etnico. L ...continua

    Il giornalista Rumiz scava e esplora le vere ragioni della prima guerra in Europa dopo la seconda mondiale, discostandosi dal coro che vuole come unica ragione delle guerre jugoslave, l'odio etnico. Le apparenze ingannano, dietro l'etnia, l'odio razziale, la Jugoslavia era una nazione di gente che per secoli ha convissuto tranquillamente, si è integrata, popoli che hanno le stesse radici, la stessa lingua.

    Rumiz afferma che gruppi di potere, dopo la morte di Tito e la fine del socialismo reale, hanno pianificato ed organizzato la spoliazione dell'intera nazione Jugoslava. Il saccheggio, sia su vasta scala che tra le classi più povere, come obiettivo di una guerra. Gruppi di potere che affondavano le proprie radici sia tra i serbi che tra i croati, di provenienza montanara, dei veri e propri agglomerati tribali

    Rumiz da testimone oculare della guerra suffraga la sua teoria con decine di riscontri che indicano l'assoluto disegno criminale di croati e serbi che spesso vanno a danno dei loro stessi gruppi etnici. L'immobilismo e la dabbenaggine del ricco e potente occidente che si attiva solo dopo le immagini truculente di stragi in diretta TV, come al mercato di Sarajevo, ma che sonnecchia durante i fatti di Sebrenica.

    Il libro non contiene una cronistoria delle operazioni militari, è solo una disamina sociale e politica sulle vere ragioni del conflitto. Un'analisi attenta, meticolosa di un ottimo giornalista esperto del mondo slavo. L'analisi si ferma dopo gli accordi di Dayton del 1995 e mancano completamente gli avvenimenti relativi al Kosovo. L'ultima edizione è del 2010, sarebbe forse stato opportuno fare un upgrade della situazione in quanto anche il Kosovo rappresenta una polveriera ancora attuale.

    ha scritto il 

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