Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Maschere per un massacro

Di

Editore: Editori Riuniti

4.3
(384)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 167 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8835940311 | Isbn-13: 9788835940319 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Prefazione: Claudio Magris

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , eBook

Genere: History , Political , Social Science

Ti piace Maschere per un massacro?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
"La guerra mette a nudo la verità degli uomini e insieme la deforma. Ci sono tanti aspetti di questa verità; uno di essi è la cecità generale - cecità delle vittime, degli spettatori (i servizi d'informazione occidentale,oscillanti tra esasperazione, ignoranza o rimozione dell'orrore e fra cinismo e sentimentalismo) e della 'grande politica', che nel libro di Rumiz fa una figura grottesca." (dall'Introduzione di Claudio Magris)
Ordina per
  • 0

    Un'interpretazione, per molti versi condivisible, di quanto avvenuto nei Balcani. Per conoscere i fatti e cercare di farsi una propria opinione consiglio
    http://www.anobii.com/books/Le_guerre_jugoslave/9788806… : averlo letto mi ha aiutato a contestualizzare il libro ...continua

    Un'interpretazione, per molti versi condivisible, di quanto avvenuto nei Balcani. Per conoscere i fatti e cercare di farsi una propria opinione consiglio
    http://www.anobii.com/books/Le_guerre_jugoslave/9788806181383/0135cb82b131809b31 : averlo letto mi ha aiutato a contestualizzare il libro di Rumiz.

    ha scritto il 

  • 4

    L'unica nota positiva nella non-lettura di Venuto al mondo è stato un desiderio di conoscenza dei fatti legati alla guerra che ha portato alla dissoluzione della vecchia Yugoslavia.
    Rumiz, ottimo giornalista, di quelli da prima linea, ne da una lettura sociale, più di "guerra di classe" che ...continua

    L'unica nota positiva nella non-lettura di Venuto al mondo è stato un desiderio di conoscenza dei fatti legati alla guerra che ha portato alla dissoluzione della vecchia Yugoslavia.
    Rumiz, ottimo giornalista, di quelli da prima linea, ne da una lettura sociale, più di "guerra di classe" che etnica. Descrive una guerra voluta razionalmente ad alto livello, in cui la gente è stata manipolata e guidata verso il massacro e la diaspora, sotto gli occhi, indifferenti, di Europa e America. Fino alla pace, pure questa ottenuta a tavolino, quando da rubare non c'era più nulla.
    Di questa guerra, che si è svolta poco tempo fa a poca distanza da dove abito non sapevo quasi nulla, tranne pochi tragici eventi di particolare efferratezza, quelli che i giornali usano come titoloni: i due attentati al mercato di Sarajevo, le fosse comuni, il recente processo i cui esiti non conosco assolutamente, e già questo la dice lunga sulla mia - nostra - disinformazione e anche sul nostro disinteresse per un conflitto che, tutto sommato, ci sembra lontano, non appartenere a noi e alla nostra cultura.
    Ma, come ammonisce Rumiz alla conclusione del suo libro, in ognuno di noi si agitano campanilismi e preconcetti: facciamo attenzione che qualcuno, un giorno, non decida di usarli per portarci alla stessa irrazionale e tragica conclusione.
    Molto interessante e istruttivo. Unica pecca l'autore da molti eventi come scontati, e ha uno stile che utilizza la ripetizione, la ridondanza per esprimere i concetti. Alla lunga è un poco pesante da leggere. Comunque bello.

    ha scritto il 

  • 5

    La storia della guerra dei Balcani è la storia di una colossale fregatura. Quella di quattro banditi che sono riusciti a sdoganare col mondo intero le necessità criminali di una casta come necessità geo-strategiche indispensabili alla pace planetaria

    Paolo Rumiz è un grande giornalista a narratore, uno di quelli che non scrive i suoi pezzi seduto al terminale scorrendo le agenzie di stampa e scopiazzando da wikipedia e da twitter ma va a documentarsi sul posto, parla con la gente e si pone delle domande.


    In questo libro ci racconta la ...continua

    Paolo Rumiz è un grande giornalista a narratore, uno di quelli che non scrive i suoi pezzi seduto al terminale scorrendo le agenzie di stampa e scopiazzando da wikipedia e da twitter ma va a documentarsi sul posto, parla con la gente e si pone delle domande.

    In questo libro ci racconta la guerra dei Balcani da un punto di vista nuovo, che noi europei non conoscevamo o, come dice il sottotitolo del libro, non abbiamo voluto conoscere. Rumiz ci descrive la guerra dei Balcani come la storia di una colossale fregatura, messa in piedi da una danda di farabutti, equamente divisi tra i diversi fronti, che in pubblico si lasciavano andare in discorsi infuocati esacerbando gli animi e fomentando l'odio, ed in privato facevano affari con il nemico a spese del proprio stesso popolo.

    La lettura che da Rumiz delle vicende dei Balcani degli anni 90 è molto interessante e mette a nudo l'inadeguatezza e l'inettitudine della politica e della diplomazia europea e la grande facilità con cui noi europei ci facciamo manipolare dalla stampa e dalla televisione.

    ha scritto il 

  • 5

    da leggere nei Balcani

    Un libro che ti fa capire cosa è successo. Ti fa pesare l'importanza dell'informazione e della disinformazione. Consiglio la lettura durante un viaggio nei Balcani come abbiamo fatto noi. Visitare Sarajevo, Srebrenica e poi il Montenegro durante la lettura aiuta ad avere un quaro totale di cosa è ...continua

    Un libro che ti fa capire cosa è successo. Ti fa pesare l'importanza dell'informazione e della disinformazione. Consiglio la lettura durante un viaggio nei Balcani come abbiamo fatto noi. Visitare Sarajevo, Srebrenica e poi il Montenegro durante la lettura aiuta ad avere un quaro totale di cosa è accaduto.

    ha scritto il 

  • 4

    Dove mi porta il cuore

    Un viaggio con Paolo Rumiz, in una terra incompresa e per certi versi incomprensibile, vicina ma mai veramente accettata dall'Europa, abbandonata durante e dopo il conflitto e il genocidio.

    E poi partire per i Balcani, come ho fatto io.

    ha scritto il 

  • 4

    Don't forget. Non è solo la lapide del ponte di Mostar, è il monito a stare svegli, a non dimenticare, a leggere le pieghe della storia da un'altra angolazione rispetto a quella che mamma Televisione vuole farci credere. E' una lettura della guerra dei Balcani probabilmente più densa di rispetto ...continua

    Don't forget. Non è solo la lapide del ponte di Mostar, è il monito a stare svegli, a non dimenticare, a leggere le pieghe della storia da un'altra angolazione rispetto a quella che mamma Televisione vuole farci credere. E' una lettura della guerra dei Balcani probabilmente più densa di rispetto e attenzione

    ha scritto il 

  • 4

    Molto interessante, forse un po troppo specifico, da per scontate cose che almeno io faccio un po di fatica a ricordare, i nomi dei protagonisti, la geografia, le divisioni. Lettura comunque consigliata e fondamentale per cercare di capire quello che è successo a pochi km di distanza da noi. Molt ...continua

    Molto interessante, forse un po troppo specifico, da per scontate cose che almeno io faccio un po di fatica a ricordare, i nomi dei protagonisti, la geografia, le divisioni. Lettura comunque consigliata e fondamentale per cercare di capire quello che è successo a pochi km di distanza da noi. Molto interessante soprattutto la tesi sui perché della guerra

    ha scritto il 

  • 4

    " c'è l'assoluto controllo che i regimi conservano, fino all'ultimo, su masse lobotomizzate, represse e incapaci di decisioni autonome. c'è infine l'importanza decisiva dei mass media-parte emersa di un icberg fatto di servizi segreti, di forza militare e anche di conti in banca- in questa spetta ...continua

    " c'è l'assoluto controllo che i regimi conservano, fino all'ultimo, su masse lobotomizzate, represse e incapaci di decisioni autonome. c'è infine l'importanza decisiva dei mass media-parte emersa di un icberg fatto di servizi segreti, di forza militare e anche di conti in banca- in questa spettacolare metamorfosi.

    ha scritto il 

  • 4

    "...e ancora non trovo una parola migliore di "imbroglio". Perchè tale fu quel massacro costruito in laboratorio e sdoganato ai fessi come conflitto di civiltà, scontro trbale o generica barbarie."

    ha scritto il 

Ordina per