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Mason & Dixon

Di

Editore: Rizzoli (La scala)

4.0
(177)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 736 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Francese , Danese

Isbn-10: 8817862061 | Isbn-13: 9788817862066 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Massimo Bocchiola

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
L'astronomo Mason e il topografo Dixon, scienziati britannici del XVIII secolo, hanno personalità opposte ma sono accumunati, oltre che dalla tendenza a bere più del dovuto, dalla fede assoluta nella ragione. Impegnati, in coppia, in numerose ricerche astronomiche per incarico del re d'Inghilterra, i due passano alla storia come i creatori di quella che tutti gli americani conoscono come la "linea Mason-Dixon", cioè il tracciato di confine tra la Pennsylvania e il Maryland. E questa è una delle immagini chiave del libro.
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  • 2

    Agotador

    Llegué a esta novela tras muchas lecturas de críticas situándola como una de las cumbres de la Literatura. Como buena alta cumbre me ha costado una barbaridad culminarla. Casi ocho meses de ...continua

    Llegué a esta novela tras muchas lecturas de críticas situándola como una de las cumbres de la Literatura. Como buena alta cumbre me ha costado una barbaridad culminarla. Casi ocho meses de lectura con idas y venidas a otros textos para descansar (el libro requiere tirar de Wikipedia constantemente para poder seguir sin perderse en los detalles políticos, científicos y sociales del siglo XVIII). Como demostración de capacidad técnica, la novela es un prodigio. El autor maneja estilos y géneros con una maestría excepcional y la cantidad de referencias y homenajes es pasmosa. Sin embargo, el libro no tiene alma. Conectas con los personajes en contadas ocasiones. Pynchon escribe para que admiremos sus capacidades, no para hacer disfrutar al lector: nos pone deliberadamente complicado acceder a la historia (leí algún capítulo en inglés y es aún más demencial pues emplea contracciones, mayúsculas y alteraciones de grafía simulando la escritura del XVIII sin más propósito que hacer el texto más impenetrable. Es de agradecer que el traductor (impecable) de la obra al español haya decidido prescindir de esa complicación absurda). Abstenerse aquellos que busquen una novela de aventuras o divulgación científica. Se trata de un maratón intelectual sin otra recompensa que la satisfacción personal de ser capaz de terminarlo.

    ha scritto il 

  • 3

    come sempre con Pynchon, fascino e complessitá vanno di pari passo. devo dire che rispetto alle atmosfere hippy e post-68ine es. in Vineland e Vizio di Forma, l´ambientazione "d´epoca" giova allo ...continua

    come sempre con Pynchon, fascino e complessitá vanno di pari passo. devo dire che rispetto alle atmosfere hippy e post-68ine es. in Vineland e Vizio di Forma, l´ambientazione "d´epoca" giova allo scrittore, anche se poi rimane un´opera fortemente pynchoniana. Niente trama, miriadi di personaggi, canzoncine, fantasticherie, riferimenti a volte reali, a volte fallci, tanto per far compulsare inutilmente Wikipedia. Molti critici hanno visto un filo conduttore sulla Globalizzazione (il tema c´é), o sulla storia dell´America (anche questo), ma io ci ho visto in primis la descrizione di un´amicizia virile e due personaggi umani, veri (in effetti la storia é vera...) come non sempre a Pynchon riesce. Come spesso capita, a volte ti senti quasi preso in giro, o Ubriacato dalle FInte di Corpo, lui vuole dimostrare di essere il piú bravo, il piú colto, il piú inventivo, il piú folle, qui ci si mette anche un linguaggio ricalcato sul romanzo dell´epoca, orologio diventa "Oriuolo"; strumento "Istromento"; i sostantivi sono maiuscoli, e cosí via, cosa che certamente é un´ulteriore sfida al lettore. Ma ne vale la pena davvero, tanto da chiedersi (come spesso succede con Pynchon) se dopo una prima lettura diciamo tra spontanea e "ragionata" non sarebbe giusto ri- leggerlo una seconda volta in maniera SOLO spontanea e una terza in maniera SOLO ragionata (ecco la seconda e la terza magari tra qualche anno, eh?)

    http://www.recensireilmondo.com/

    ha scritto il 

  • 3

    Per continuare a scroccare l’ospitalità dei parenti ed evitarsi così i rigori dell’inverno, il non certo specchiatissimo rev. Cherrycoke (l’onomastica dei personaggi è, come al solito, ...continua

    Per continuare a scroccare l’ospitalità dei parenti ed evitarsi così i rigori dell’inverno, il non certo specchiatissimo rev. Cherrycoke (l’onomastica dei personaggi è, come al solito, superlativa) racconta alla famiglia l’avventura dell’astronomo Mason e del topografo Dixon, inglesi incaricati di disegnare la linea che divide la Pennsylvania dal Maryland e che, più tardi, separerà Unione e Confederazione. Se, però, dovessimo sottoporre Pynchon alla stessa prova affrontata dal reverendo, probabilmente qualche giretto fuori al freddo finirebbe per farlo: questo ponderoso librone di oltre settecento pagine, infatti, è sì pieno di spunti brillanti e divagazioni fantasiose, ma il risultato complessivo finisce per essere inferiore a quello di altre opere dello scrittore di Glen Cove. Ad esempio, sarà anche per colpa della circostanza che tutti quanti bevono in quantità imbarazzanti, ma sono davvero troppi i momenti in cui non si capisce bene dove ci si trovi o chi stia parlando – emblematico può essere il capitolo 23 – e, inoltre, c’è qualche spunto interessante che viene abbandonato troppo presto, come il Cane Sapiente (e parlante) d’Inghilterra che dopo poche pagine ci assicura che siamo entrati di nuovo nel mondo pynchoniano, a confronto di altri tirati un po’ per le lunghe e in merito si veda l’episodio di Sant’Elena. Si tratta, in ogni caso, di imperfezioni che non spingono a rinunciare a fare il piccolo sforzo per seguire le avventure e le elucubrazioni della coppia protagonista, nonché dei millanta personaggi che li circondano. Siccome il libro è ambientato nel Settecento, lo scrittore utilizza l’inglese del tempo (o quello che potrebbe essere l’inglese del tempo, con il sovrappiù delle maiuscole per tantissimi sostantivi) e bisogna dare merito a Massimo Bocchiola di aver tradotto il tutto in stile con notevole efficacia: la musicalità della frase è spesso un valore in sé a prescindere da quel che racconta, come nel meraviglioso incipit, e la resa riesce a essere all’altezza. Il malinconico Mason, che incontra con frequenza il fantasma della moglie deceduta, e l’effervescente Dixon incrociano le loro vite su di una nave diretta in Sudafrica dove i due si recano per studiare il transito di Venere, battibeccano sovente e senza risparmiarsi cattiverie, ma finiscono per attrarsi come tutti gli opposti: attorno a loro si muovono innumerevoli figure, ora di fantasia ora reali (gli sballi elettrici di Franklin, la ganja di Washington, Jefferson che prende a prestito una chiacchiera di Dixon per la ricerca della felicità), che vivono ogni sorta di avventura accennando o proclamando teorie che non si capisce mai se abbiano un fondamento storico o siano state inventare lì per lì (non che abbia poi qualche importanza stabilirlo, perché suona comunque bene questo discettare di geomanzia, terra cava, deismo, rapimenti alieni e molto altro). Non possono mancare, ovviamente le situazioni e i momenti – spesso racconti nel racconto - difficili da dimenticare: le donne ninfomani di casa Vroom che concupiscono tutte Mason, la parabola del cuoco Armand e l’anatra meccanica che lo segue ovunque, il giardino dei vegetali giganti e il formaggio di analoghe dimensioni che rotola spiaccicando ogni cosa sul suo cammino, il rapimento di Eliza e la sua fuga dal Canada in compagnia di uno fuso mica male come il cinese Zhang, la rivisitazione del verme di Lambton, lo svedese Stig e la sua inquietante ascia, il piccolo popolo che vive all’interno della Terra dalle parti del Polo Nord, per non parlare dei gesuiti visti come una sorta di Spectre. Dove lo scrittore ritorna all’improvviso serio è quando guarda alla storia della nascita del suo Paese, con i miti fondativi messi a confronto con la brutalità nei confronti degli schiavi e degli indiani in aggiunta alla considerazione del fatto che tracciare un confine tirando semplicemente una linea (o, forse, tracciare un confine e basta) sarà, prima o poi, foriero di disgrazie tra coloro che vivono da una parte e quelli che stanno dall’altra.

    ha scritto il 

  • 5

    Mason & Dixon è un altro tassello nel mondo surreale di Pynchon.Non dà un affresco dell'America nel settecento.Non è un romanzo storico.Ci troviamo di fronte al vecchio Thomas che racconta la ...continua

    Mason & Dixon è un altro tassello nel mondo surreale di Pynchon.Non dà un affresco dell'America nel settecento.Non è un romanzo storico.Ci troviamo di fronte al vecchio Thomas che racconta la storia di un astronomo e un topografo in un mondo folle e grottesco.Le peripezie iniziano a Capo di Buona Speranza per studiare il transito di Venere e si spostano poi in un America in formazione,in conflitto ma sicuramente non pre-rivoluzione americana piuttosto inserita in quel contesto ma pienamente post-moderna.In realtà questo romanzo risulta essere leggermente meno ostico dell'Arcobaleno della Gravità.Meno schizofrenico,non lineare e forse più diretto e classico nel suo svolgersi.Naturalmente per quel che vale;stiamo sempre parlando di Pynchon.Dobbiamo abituarci a un inglese del settecento che richiama Dickens,un ritmo nella lettura quasi musicale che si era ed è completamente perso nei romanzi contemporanei.Un valore aggiunto all'opera non è solo l'utilizzo dell'inglese del settecento ma anche la splendida traduzione.Massimo Bocchiola utilizza un italiano (oriuolo=orologio per fare un esempio)ormai completamente dimenticato e riesce nella sua difficoltà a rendere benissimo l'opera nonostante la diversità delle due lingue.Sarebbe in ogni caso d'uopo leggerlo in inglese.Ritornando al ritmo della scrittura,non ci troviamo,quindi,di fronte alle "mitragliate" di parole che permeavano l'Arcobaleno ma a un uso delle frasi degne di una danza.Il romanza analizza il fenomeno della globalizzazione,l'uso della storia e forse in tono minore la critica al sistema americano.Per Pynchon la globalizzazione non è un fenomeno degli ultimi 20 anni ma una parte integrante della storia dell'uomo sin dai tempi coloniali.La colonizzazione è in realtà globalizzazione e segue gli stessi iter.Imperi o sistemi occidentali che delocalizzano in paesi non industrializzati per portare un sistema fascista e imporre un modo di vivere completamente diverso da quel contesto.Oltre a questo,abbiamo la ridiscussione del concetto di Storia;ma sopratutto il bisogno di un confronto mai come ora necessario per ridisegnare certi luoghi comuni della civiltà umana.Uno dei concetti più forti è riassunto nella frase: Who claims truth,truth abandons. Chi si crede vincitore e depositario della storia non può che vedersi scippare da se stesso la verità della sua percezione storica. Si potrebbe continuare all'infinito ma credo che mi debba fermare per non risultare esageratamente noioso.Cani parlanti,anatre meccaniche(ricorda tanto Le Canard digérateur -l'anatra digeritrice-di Jacques de Vaucanson),il vermo (il verme di lambton),fantasmi inglesi (il fantasma di baker street)c'è veramente di tutto per non annoiarsi.Credo che un comportamento da intellettuale radical-chic non sia chi affronti una lettura del genere cercandola di capirla senza mitizzarla, ma il suo contrario,ovvero chi vuole per pregiudizio svilirla dipingendola come "masturbazione letteraria"senza arte né parte.Mi mancherete Mason,Dixon,Rev.Cherrycoke,Maskelyne....mi mancherete.Non perdete tempo con altri autori,la letteratura post- moderna inizia e si completa qui.

    ha scritto il 

  • 4

    fraudio, spring-2013, adventure, african-continent, amusing, biography, britain-england, dodgy-narrator, doo-lally, epic-proportions, execution, historical-masturbation, historical-fiction, london, ...continua

    fraudio, spring-2013, adventure, african-continent, amusing, biography, britain-england, dodgy-narrator, doo-lally, epic-proportions, execution, historical-masturbation, historical-fiction, london, fantasy, north-americas, philosophy, poetry, published-1997, sciences, seven-seas, slaves, tbr-busting-2013, teh-brillianz, too-sexy-for-maiden-aunts, war Read from May 18 to 21, 2013

    Jenny found this helpful link: http://masondixon.pynchonwiki.com/wik...

    Opening: Snow-balls have flown their Arcs, starr’d the Sides of Outbuildings, as of Cousins, carried Hats away into the brisk Wind off Delaware, - the Sleds are brought in and their Runners carefully dried and greased, shoes deposited in the back Hall, a stocking’d-foot Descent made upon the great Kitchen, in a purposeful Dither since Morning, punctuated by the ringing Lids of various Boilers and Stewing-Pots, fragrant with Pie-Spices, peel’d Fruits, Suet, heated Sugar, - the Children, having all upon the Fly, among rhythmic slaps of Batter and Spoon, coax’d and stolen what they might, proceed, as upon each afternoon all this snowy Advent, to a comfortable Room at the rear of the House, years since given over to their carefree Assaults.

    Need to have the beautiful Knopfler/Taylor song

    I find this useful too: http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_...

    Sheer genius, and I've saved the file for a re-visit in my rocking chair years.

    TBR Busting 2013 mp3 3 likes

    ha scritto il 

  • 2

    Un tempo probabilmente lo avrei gradito di più. Ora leggo veramente con difficoltà libri dallo stile così volutamente complesso e arzigogolato da non capire cosa sta succedendo anche per diverse ...continua

    Un tempo probabilmente lo avrei gradito di più. Ora leggo veramente con difficoltà libri dallo stile così volutamente complesso e arzigogolato da non capire cosa sta succedendo anche per diverse pagine di fila. C'è da dire che quando ci si fa l'abitudine, la situazione migliora e si apprezza l'umorismo, l'ingegnosità, l'infinità di aneddoti e la cultura enciclopedica di questo comunque straordinario autore. Ma lo scoglio iniziale è durissimo (ero lì per lasciare giù il libro, cosa che avrò fatto non più di 2-3 volte in vita mia). Inoltre ho letto una versione senza note a pie' di pagina e moltissimi riferimenti sono quasi impossibili da cogliere (e dire che sono anche appassionato di quel periodo storico). Certo che con l'aggiunta delle note necessarie la mole del libro comincerebbe a trascendere le umane possibilità... Insomma per me questo romanzo è stato "troppo" in tutti in sensi, forse anche l'Arcobaleno delle Gravità non mi piacerebbe più se lo rileggessi oggi. A chi volesse approcciare qualcosa di Pynchon consiglierei sicuramente "L'incanto del lotto 49", che dà un assaggio della genialità dell'autore in un formato ancora accessibile.

    ha scritto il 

  • 5

    DIS-UMANO

    E' stato quando l'ho letto la seconda volta che ho fatto questo pensiero:" Questo scrittore non compare mai in pubblico perchè, probabilmente, uno che scrive così non può esistere realmente. ...continua

    E' stato quando l'ho letto la seconda volta che ho fatto questo pensiero:" Questo scrittore non compare mai in pubblico perchè, probabilmente, uno che scrive così non può esistere realmente.

    ha scritto il 

  • 0

    Wallace & Pynchon

    Mi torna in mente la lettura di Mason&Dixon in questi giorni che sto provando a leggermi "gravity's rainbow" in lingua originale, e ora, che ho appena terminato con malinconia e a malincuore di ...continua

    Mi torna in mente la lettura di Mason&Dixon in questi giorni che sto provando a leggermi "gravity's rainbow" in lingua originale, e ora, che ho appena terminato con malinconia e a malincuore di leggere l'ultimo Foster Wallace disponibile.

    La trama di questo romanzo narra l'autentica vicenda dell'astronomo Mason e del topografo Dixon, due scienziati inglesi dell'800 che sono passati alla storia per aver tracciato il confine tra il Nord e il Sud degli Stati Uniti. Esattamente tra la Pennsylvania e il Maryland. Mason e Dixon disegneranno letteralmente la Storia quasi inconsapevolmente e Pynchon ce lo racconta nella sua solita maniera virtuosa, ma in questo romanzo utilizzando toni più morbidi, a volte anche toccanti.

    David Foster Wallace e Thomas Pynchon hanno diversi aspetti in comune. Prima di tutto, entrambi sono dei dannatissimi geni. In possesso di una mente brillante, visionaria e aperta a un modo di vedere le cose inusuale, ed entrambi in grado di analizzare le persone e i sentimenti assolutamente fuori del comune. Pynchon ha scelto una strada più complessa ma legata comunque al nostro mondo e alla Storia, pur elevandosi a vette estreme. Wallace invece, si è spinto a fondo. Ha voluto fare della sua depressione una ricerca profondissima, ironica e commovente, delle sue scoperte, anzi, della sua sensibilità. Pynchon ha deciso di vivere da eremita e di farsi conoscere soltanto attraverso i propri romanzi. Wallace chiacchierava, rilasciava interviste, scriveva reportage su qualunque argomento. Ma entrambi vivevano ai margini della terra. In un certo senso, lontani da noi. Pynchon è riuscito a convivere con il suo genio isolandosi da tutti. Wallace ha tentato di tornare a galla e di poter vivere in un mondo che non gli apparteneva. Ha provato a scrivere libri sul tennis, sul cinema, sui film porno, sulla depressione, sull'amore, sulla noia e sul divertimento. Ha provato a capirne il senso per venirne fuori. Ma non ce l'ha fatta.

    Perchè ad immergersi in territori non battuti, capita che ti trovi a guidare nella nebbia, e anche se possiedi un navigatore Gps, dieci volte su dieci non può aiutarti a scampare il pericolo quando dopo la nebbia trovi le luci rosse di un camion contro il quale ti schianterai. E se sopravvivi al botto, consultando il tuo navigatore satellitare potrai solo dire - Ecco. Questo è il punto esatto dove sono andato a schiantarmi -. E allora, se decidi di proseguire, di tentare ugualmente a guidare nella nebbia, puoi solo sperare. Sperare di finire la benzina e fermarti per tempo. O aspettare che succeda qualcosa di diverso. Di fermarti sul ciglio della strada, magari, e trovare a terra una qualche droga oppure un libro o qualsiasi altra cosa che ti distragga da quel che stai inseguendo. E sperare che non arrivi nessuno a romperti le scatole, e se qualcuno arrivasse, che si fermi stavolta una bella persona, e che ti voglia offrire un passaggio per una destinazione certa e sicura. Sperare che la nebbia si sciolga e che al suo posto, una volta tanto, ci sia qualcos'altro.

    ha scritto il 

  • 5

    Prima di disquisire di Mason e Dixon bisogna mettersi d’accordo sui parametri da usare per criticare un romanzo: deve esso far divertire o commuovere i lettori? Deve essere fruibile e scorrevole? ...continua

    Prima di disquisire di Mason e Dixon bisogna mettersi d’accordo sui parametri da usare per criticare un romanzo: deve esso far divertire o commuovere i lettori? Deve essere fruibile e scorrevole? Deve parlare il linguaggio del volgo? Deve avere una morale? Deve insegnare qualcosa in maniera chiara e piacevole? Oppure si può tollerare che un romanziere scriva per se stesso, per dare sfoggio della propria cultura e fantasia, infischiandosene della capacità del lettore di seguirlo sulle perigliose cime della sua abilità letteraria? Leggere M.&D. richiede un alto grado di intelligenza, cultura, pazienza, masochismo, intuito, necessari per sopportare 700 pagine di una storia scritta con la lingua del XVIII secolo infarcita di neologismi, piena di disquisizioni scientifiche e storiche quasi del tutto incomprensibili, di eventi e sentimenti da interpretare e da intuire... però la fatica è ripagata da frasi ed eventi spassosissimi (su tutti l’anitra meccanica ed il rapimento del figlio di Tom), da alcuni momenti di pura commozione (il dolore di Mason per la morte della moglie e il rapporto con il secondogenito che viene spiegato e risolto in poche, strazianti, righe nella sest’ultima pagina) e in generale dal dono di poter rimirare un capolavoro assoluto che anche se scarsamente accessibile è una prova straordinaria e rincuorante di cosa possa creare l’ingegno umano.

    ha scritto il