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Massa e potere

Di

Editore: Adelphi (Biblioteca, 116)

4.3
(248)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 615 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco

Isbn-10: 8845904873 | Isbn-13: 9788845904875 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Furio Jesi

Disponibile anche come: Altri

Genere: Non-fiction , Philosophy , Social Science

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Descrizione del libro
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  • 4

    https://antoniodileta.wordpress.com/2015/05/15/capovolgimento-del-timore-dessere-toccati-elias-canetti/#more-5783

    “Nulla l’uomo teme di più che essere toccato dall’ignoto. Vogliamo vedere ciò che si p ...continua

    https://antoniodileta.wordpress.com/2015/05/15/capovolgimento-del-timore-dessere-toccati-elias-canetti/#more-5783

    “Nulla l’uomo teme di più che essere toccato dall’ignoto. Vogliamo vedere ciò che si protende dietro di noi: vogliamo conoscerlo o almeno classificarlo. Dovunque, l’uomo evita di essere toccato da ciò che gli è estraneo. Di notte o in qualsiasi tenebra il timore suscitato dall’essere toccati inaspettatamente può crescere fino al panico. Neppure i vestiti garantiscono sufficiente sicurezza; è talmente facile strapparli, e penetrare fino alla carne nuda, liscia, indifesa dell’aggredito.
    Tutte le distanze che gli uomini hanno creato intorno a sé sono dettate dal timore di essere toccati. Ci si chiude nelle case, in cui nessuno può entrare; solo là ci si sente relativamente al sicuro. La paura dello scassinatore non si riferisce soltanto alle sue intenzioni di rapinarci, ma è anche timore di qualcosa che dal buio, all’improvviso e inaspettatamente, si protende per agguantarci. La mano configurata ad artiglio è usata continuamente come simbolo di quel timore... (omissis) ... La ripugnanza d’essere toccati non ci abbandona neppure quando andiamo tra la gente. Il modo in cui ci muoviamo per la strada, fra molte persone, al ristorante, in treno, in autobus, è dettato da quel timore. Anche là dove ci troviamo vicinissimi agli altri, in grado di osservarli e di studiarli bene, evitiamo per quanto ci è possibile di toccarli. Se facciamo l’opposto, vuol dire che abbiamo trovato piacere in qualcuno: nostra è quindi l’iniziativa di avvicinarci a lui.
    La prontezza con cui gli uni si scusano se ci toccano involontariamente, la tensione con cui attendiamo quella giustificazione, la reazione violenta e a volte aggressiva se essa non giunge, il disgusto e l’odio che proviamo per il “malfattore” - anche se non possiamo affatto essere certi che sia stato lui - tutto questo groviglio di reazioni psichiche intorno all’essere toccati da qualcosa di estraneo, nella loro labilità e suscettibilità estreme, ci conferma che si tratta qui di qualcosa di molto profondo, sempre desto e sempre insidioso: di qualcosa che non lascia più l’uomo da quando egli ha stabilito i confini della sua stessa persona. Anche il sonno, durante il quale le difese sono molto minori, può essere disturbato fin troppo facilmente da un timore di questo tipo.
    Solo nella massa l’uomo può essere liberato dal timore di essere toccato. Essa è l’unica situazione in cui tale timore si capovolge nel suo opposto. È necessario per questo la massa densa, in cui corpo si addossa a corpo, una massa densa anche nella sua costituzione psichica, proprio perché non si bada a chi “ci sta addosso”. Dal momento in cui ci abbandoniamo alla massa, non temiamo d’esserne toccati. Nel caso migliore, si è tutti uguali. Le differenze non contano più, neppure quella di sesso. Chiunque ci venga addosso è uguale a noi. Lo sentiamo come ci sentiamo noi stessi. D’improvviso, poi, sembra che tutto accada all’interno di un unico corpo. Forse è questa una delle ragioni per cui la massa cerca di stringersi così fitta: essa vuole liberarsi il più compiutamente possibile del timore dei singoli di essere toccati. Quanto più gli uomini si serrano disperatamente gli uni agli altri, tanto più sono certi di non aver paura l’uno dell’altro. Questo capovolgimento del timore d’essere toccati è peculiare della massa. Il sollievo che si estende ad essa - e di cui si parlerà in un altro contesto - assume proporzioni vistose nelle masse estremamente dense.”
    (Elias Canetti, “Massa e potere”, ed. Adelphi)

    ha scritto il 

  • 4

    E' un testo molto complesso e interessante. Alcune descrizioni appaiono, ad un inesperto di sociologia come me, troppo psicanalitiche e difficili da seguire.
    Tuttavia è un'opera che ritengo fondamenta ...continua

    E' un testo molto complesso e interessante. Alcune descrizioni appaiono, ad un inesperto di sociologia come me, troppo psicanalitiche e difficili da seguire.
    Tuttavia è un'opera che ritengo fondamentale sullo studio di come si esplica e appare il potere e come esso viene seguito dalle masse.
    Alcune parti sono un po' difficile per la sottile classificazione che Canetti descrive di tante forme di massa e di potere.

    ha scritto il 

  • 5

    Immenso e monumentale

    "L'istante del sopravvivere è l'istante della potenza"
    (Elias Canetti)

    Facendo ignobilmente, ma meritatamente per Canetti, il verso ad alcuni di coloro che mi hanno preceduto nella recensione...
    Sempl ...continua

    "L'istante del sopravvivere è l'istante della potenza"
    (Elias Canetti)

    Facendo ignobilmente, ma meritatamente per Canetti, il verso ad alcuni di coloro che mi hanno preceduto nella recensione...
    Semplicemente immenso e monumentale.
    L'essenza stessa del pensiero a 359°... Un grado in più e si finisce fatalmente in loop.
    Un uomo di pensiero (un filosofo in senso lato x lato x 3,14) che meriterebbe di essere insegnato ed appreso molto di più, a fronte di altri (filosofi e pure dannosi) che meriterebbero di essere insegnati ed appresi molto, ma molto di meno.
    Liberatore d'aperture, ove altri ingreppiano ed incatenano.
    Un gigante.

    E a proposito del tempo attuale:
    da "Massa e potere" di Elias Canetti (1960)
    "L'Islam come religione della guerra"
    I combattenti dell'Islam devono innanzi tutto sottomettere, più che convertire, gli infedeli. Il Corano, il libro del profeta ispirato da Dio, non lascia alcun dubbio in proposito.
    "Dopo che siano trascorsi i mesi saci, uccidete gli infedeli ovunque li troviate; afferrateli, opprimeteli, tendete loro ogni insidia".

    ha scritto il 

  • 5

    Immenso

    Ad una prima lettura da subito l'impressione di essere di fronte a qualcosa di importante. Non solo per la vastità dell'opera (ben 571 pagine), ma anche per il modo di investigare, kantiano direi, con ...continua

    Ad una prima lettura da subito l'impressione di essere di fronte a qualcosa di importante. Non solo per la vastità dell'opera (ben 571 pagine), ma anche per il modo di investigare, kantiano direi, con tutti i pregi e difetti che questo comporta. E' il lavoro di 40 anni, e si vede: spazia dalla storia dell'India agli sviluppi della psichiatria, dalle tradizioni religiose di mezzo mondo all'antropologia tra le popolazioni indigene africane e aborigene. E questo solo per citare le cose che mi vengono in mente, perché il sistema creato da Canetti è tanto vasto da essere quasi spaventoso, pur rimanendo strettamente coerente e anche piuttosto applicabile nello studio delle masse. Mantenendo anche quel tocco di umanità che spesso elude le scienze sociali. In una parola spaventoso, e nel senso buono

    ha scritto il 

  • 5

    Libro complesso ma assolutamente consigliato. Requisitoria contro il potere e i potenti, visti come paranoici e potenziali assassini. Cerca di dotarci di mezzi di difesa contro le nostre debolezze e l ...continua

    Libro complesso ma assolutamente consigliato. Requisitoria contro il potere e i potenti, visti come paranoici e potenziali assassini. Cerca di dotarci di mezzi di difesa contro le nostre debolezze e la nostra acquiescenza. Canetti dimostra non comuni doti di sensibilità, intelligenza e cultura.
    Tra l'altro è un libro sempre attuale perché ci dimostra come, nella personalità dei vari Tamerlano, Gengis Khan, Hitler, Stalin e (nel suo piccolo) Berlusconi le somiglianze sono molteplici.

    ha scritto il 

  • 4

    un libro impegnativo e difficile, ma ne vale la pena...un'ottica di antropologia in cui l'uomo non è più visto al centro dello sviluppo sociale, per chiarire meglio molti aspetti della realtà sociale. ...continua

    un libro impegnativo e difficile, ma ne vale la pena...un'ottica di antropologia in cui l'uomo non è più visto al centro dello sviluppo sociale, per chiarire meglio molti aspetti della realtà sociale.
    la sua lettura è una sfida e può non essere lineare, ma ricorsiva e tornare più volte su alcuni punti fondanti.
    Scrittore "illuninato" e per molti aspettti unico!

    ha scritto il 

  • 4

    Lo dico subito: è una lettura MOLTO pesante. Canetti, d'altra parte, ci ha lasciato un tomo eccezionale, i cui contenuti hanno un valore proporzionale già solo al tempo impiegato per elaborarli e mett ...continua

    Lo dico subito: è una lettura MOLTO pesante. Canetti, d'altra parte, ci ha lasciato un tomo eccezionale, i cui contenuti hanno un valore proporzionale già solo al tempo impiegato per elaborarli e metterli su carta (38 anni). Mai avrei pensato che tanti banali concetti, a tutti noi noti, potessero rivestire un ruolo così fondamentale e periodico nel determinare il susseguirsi delle epoche. Il trattato iniziale sui tipi di massa e quello, al cuore del libro, sul comando, raggiungono un grado d'acutezza che mi ha sorpreso profondamente. Dopo questa lettura mi sento più ricco.

    ha scritto il 

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