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Mastro-don Gesualdo

Di

Editore: Giunti Demetra

3.8
(3227)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 416 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese , Portoghese , Spagnolo

Isbn-10: 8844039737 | Isbn-13: 9788844039738 | Data di pubblicazione: 

Illustrazione di copertina: Vittorio Esposito ; Prefazione: Laura Trenti

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , Copertina rigida , Cofanetto , Copertina morbida e spillati , Copertina rinforzata scuole e biblioteche , eBook

Genere: Fiction & Literature , History , Social Science

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Descrizione del libro
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  • 5

    Il capolavoro assoluto di Giovanni Verga.

    Verga è stato uno dei più importanti scrittori a cavallo tra '800 e '900 in Italia, e la sua scrittura ha rappresentato la vita siciliana dell'epoca come in un quadro magnifico.
    Questo romanzo è la rappresentazione suprema dell'arte Verghiana.
    E' un romanzo denso, vero, ricco come una ...continua

    Verga è stato uno dei più importanti scrittori a cavallo tra '800 e '900 in Italia, e la sua scrittura ha rappresentato la vita siciliana dell'epoca come in un quadro magnifico.
    Questo romanzo è la rappresentazione suprema dell'arte Verghiana.
    E' un romanzo denso, vero, ricco come una natura morta o un paesaggio al tramonto.
    Il travaglio di un'epoca, i modi di fare delle popolazioni dell'isola, la decadenza della nobiltà, la rabbia del popolo e l'accumularsi delle ricchezze e della Roba:
    un magnifico affresco, dove Mastro-Don Gesualdo ne è l'antieroe dalla sfortunata sorte fino alla fine.

    ha scritto il 

  • 2

    Se alla fine dei Viceré il lettore è arrabbiato, vorrebbe smuovere il mondo per rovesciare questo sistema ingiusto e corrotto, alla fine di Mastro-don Gesualdo il lettore è schiacciato da un senso di ineluttabilità, una inesorabile tristezza che lo paralizza, lì, nel letto di Gesual ...continua

    Se alla fine dei Viceré il lettore è arrabbiato, vorrebbe smuovere il mondo per rovesciare questo sistema ingiusto e corrotto, alla fine di Mastro-don Gesualdo il lettore è schiacciato da un senso di ineluttabilità, una inesorabile tristezza che lo paralizza, lì, nel letto di Gesualdo morto.
    Il romanzo di Verga non è brutto, anzi; si fa un po’ di fatica all’inizio, ma poi scorre anche piacevolmente. Ma mi ha messo ‘na tristezza.
    Da leggere sicuramente perché è una pietra miliare della nostra letteratura e perché è oggettivamente bello. Poi però leggete una commedia per carità.

    ha scritto il 

  • 4

    Tanti sacrifici per diventare benestante ed essere alla pari con i nobili. Ieri come oggi un povero arricchito rimane un povero ricco, fuori dalla casta. Mastro don Gesualdo i ricchi non lo accettano ed i poveri cercano di sfruttarlo. CVon tutta la gente che lo circonda muore solo e deriso. Bella ...continua

    Tanti sacrifici per diventare benestante ed essere alla pari con i nobili. Ieri come oggi un povero arricchito rimane un povero ricco, fuori dalla casta. Mastro don Gesualdo i ricchi non lo accettano ed i poveri cercano di sfruttarlo. CVon tutta la gente che lo circonda muore solo e deriso. Bella stotia.

    ha scritto il 

  • 4

    3 stelle e mezza!

    Quando ho cominciato a leggere questo libro le aspettative erano prossime allo zero eppure devo dire che mi ha piacevolmente stupita grazie alla sua trama che mi ha intrigata e spinta a proseguire a leggere nonostante un paio di cose abbiano rallentato la lettura: il linguaggio usato sicuramente ...continua

    Quando ho cominciato a leggere questo libro le aspettative erano prossime allo zero eppure devo dire che mi ha piacevolmente stupita grazie alla sua trama che mi ha intrigata e spinta a proseguire a leggere nonostante un paio di cose abbiano rallentato la lettura: il linguaggio usato sicuramente non contemporaneo mi ha un po' confusa soprattutto all'inizio e il gran numero di personaggi (ciascuno nominati una volta col nome e un'altra col cognome) a volte mi ha stordita.
    In definitiva però sono contenta di aver letto mastro don Gesualdo e ne consiglio la lettura :)

    ha scritto il 

  • 5

    "Mastro Don Gesualdo" era una lettura che volevo fare dai tempi del liceo, quando studiando Verga venni colpita subito dalla storia, ma poi per un motivo o per un altro rimandavo sempre. Ora invece eccomi dopo aver finalmente letto questo splendido romanzo che non ha per niente deluso le mie aspe ...continua

    "Mastro Don Gesualdo" era una lettura che volevo fare dai tempi del liceo, quando studiando Verga venni colpita subito dalla storia, ma poi per un motivo o per un altro rimandavo sempre. Ora invece eccomi dopo aver finalmente letto questo splendido romanzo che non ha per niente deluso le mie aspettative create nel corso degli anni. Mastro Don Gesualdo è il classico uomo che si è fatto da solo attraverso il proprio lavoro che gli ha permesso di riscattare la propria condizione ed entrare così a far parte di un'altra classe sociale. Una persona come lui dovrebbe creare ammirazione, cosa che però non accade a Gesualdo Motta: la sua famiglia quasi lo rimprovera della sua nuova ricchezza non sentendosi mai all'altezza di chi ricco lo è nato; i suoi compaesani si rivolgono a lui solo al fine di ottenere benefici, salvo poi lasciarlo solo e criticarlo quando ciò non avviene. Un matrimonio d'interesse e una sola figlia a cui lasciare tutta la ricchezza da lui accumulata nel corso degli anni , Gesualdo si ritroverà a passare gli ultimi giorni della sua vita solo, come spesso si è ritrovato in passato: solo a costruire la propria fortuna, solo contro la sua famiglia e solo contro chi lo voleva amico solo per i propri interessi.

    ha scritto il 

  • 5

    “ Oggi non si ha più riguardo a nessuno. Dicono che chi ha più denari, quello ha ragione... “

    Credo che in tempi attuali , anche se ciò non vale come regola assoluta , per leggere ed apprezzare compiutamente un romanzo come questo sia quasi indispensabile avere un certo numero di primavere sulle spalle per assaporarlo come merita , per distillarne la bellezza di ogni singola parola , per ...continua

    Credo che in tempi attuali , anche se ciò non vale come regola assoluta , per leggere ed apprezzare compiutamente un romanzo come questo sia quasi indispensabile avere un certo numero di primavere sulle spalle per assaporarlo come merita , per distillarne la bellezza di ogni singola parola , per farsi rapire dalla potenza descrittiva e dalla sapida corposità delle immagini .
    Un’opera splendida che attraverso la parabola umana del protagonista , che partendo dal niente ed anzi schernito dai sui compaesani già coi beffardi appellativi di “Mastro” e “Don”, raggiunge una solidissima posizione sociale riscattando una condizione di grande povertà ma sacrificando l’intera sua vita e tutti i suoi affetti più cari , descrive la decadenza della nobiltà siciliana sino all’avvento dei moti rivoluzionari che hanno poi segnato la caduta della monarchia.
    Ma esso costituisce soprattutto un tratteggio mirabile quanto impietoso della condizione di estrema povertà e di diseguaglianza sociale nella Sicilia borbonica , per il quale l’autore utilizza un linguaggio “toscaneggiante ” che mi ha lasciato inizialmente perplesso ma che forse , nella sua intenzione , meglio si adatta ad esprimere le differenze di censo della maggior parte dei protagonisti rispetto al popolo .
    Un capolavoro senza tempo della nostra letteratura che dovrebbe trovare spazio nella libreria di ognuno .

    ha scritto il 

  • 4

    Mastro-don Gesualdo

    Che amarezza mi viene da dire..


    Da un'infanzia povera e un'adolescenza avventurosa alla maturità, la storia di un uomo che appagato dal successo economico, fallisce miseramente sul piano degli affetti e dei rapporti umani. Gesualdo Motta, amareggiato dagli egoismi della sua famiglia d'orig ...continua

    Che amarezza mi viene da dire..

    Da un'infanzia povera e un'adolescenza avventurosa alla maturità, la storia di un uomo che appagato dal successo economico, fallisce miseramente sul piano degli affetti e dei rapporti umani. Gesualdo Motta, amareggiato dagli egoismi della sua famiglia d'origine che lo sfrutta e nello stesso tempo gli rimprovera la conquista della ricchezza sposa poi la nobile decaduta Bianca Trao. Il matrimonio non riesce però a far dimenticare la sua modesta estrazione sociale e presto si rivelerà un "affare sbagliato". Un senso di estraneità e di alienazione domina Gesualdo che viene escluso dalla sua famiglia perché arricchitosi, dalla moglie e dalla figlia e dal resto della nobiltà poiché di umili origini, fino alla solitudine e alla morte, senza in realtà godere veramente dei frutti sacrificio di una vita. Muore solo, da vinto.

    Tuttavia Mastro-don Gesualdo ai cui personaggi, forse poco simpatici, a volte perfino irritanti, ci si affeziona, è un romanzo molto godibile. I protagonisti sono così vivi, così ben descritti e inseriti in un ambiente così realistico (la Sicilia rurale e paesana) da finire per sentirsi coinvolti, da non avvertire per nulla la “finzione letteraria”.
    La potenza descrittiva di Verga, i dialoghi in una lingua più semplice del cosiddetto italiano colto ma non per questo meno efficace, il ritmo incalzante delle vicende, ne fanno un romanzo di straordinaria resa emotiva.

    ha scritto il 

  • 4

    ....in teoria mastro don gesualdo non era in lettura, il suo è stato un acquisto sbagliato, è stato comprato al posto delle ultime lettere di jacopo ortis, il caso mi ha portato ad incontrare nuovamente verga di cui ho apprezzato questo straordinario romanzo dicendomi che non fosse da meno a balz ...continua

    ....in teoria mastro don gesualdo non era in lettura, il suo è stato un acquisto sbagliato, è stato comprato al posto delle ultime lettere di jacopo ortis, il caso mi ha portato ad incontrare nuovamente verga di cui ho apprezzato questo straordinario romanzo dicendomi che non fosse da meno a balzac.

    p.s. non mi funziona il tasto delle maiuscole

    ha scritto il 

  • 4

    A chi ti vuol togliere la roba levagli la vita!

    Mastro-don Gesualdo si piazza in pieno periodo risorgimentale italiano, con le rivoluzioni che chiedono la fine delle Monarchie e un'Unita sempre più agognata.


    Il romanzo è, in modo anche pedante, una caterva di personaggi antipatici e arrivisti, ipocriti e superstiziosi, rappresentati lar ...continua

    Mastro-don Gesualdo si piazza in pieno periodo risorgimentale italiano, con le rivoluzioni che chiedono la fine delle Monarchie e un'Unita sempre più agognata.

    Il romanzo è, in modo anche pedante, una caterva di personaggi antipatici e arrivisti, ipocriti e superstiziosi, rappresentati largamente quella parte tradizionalista che ancora oggi appesta la società italiana. Ognuno pensa per sé, mentre l'amore "per i parenti" vien a galla quando ci sono in gioco interessi economici di non poco conto.

    Mastro-don Gesualdo è l'incarnazione dell'ambizione. Nasce come un uomo umilissimo e povero, e con il sudore e i patimenti della fame mette da parte a poco a poco il denaro per comprare la mitica roba: i terreni fruttuosi della sua terra. L'ambizione è ambigua (basti pensare al doppio titolo mastro -lavoro umile- e don -segno distintivo di una classe borghese ricca); l'ambizione rende Gesualdo ricco ma disperato. L'attaccamento alla roba è qualcosa che arriverà a soffocarlo, a farlo sentire inutile e senza scopo. Dopo un matrimonio sbagliato, fatto senza amore ma, ancora una volta, per amor dell'ambizione, don Gesualdo finisce per essere sfruttato e trattato in modo ingrato da tutto il paese, solo perché è riuscito ad appropriarsene quasi interamente.

    Indubbiamente è un capolavoro senza pari. Verga tratta della realtà in modo asciutto e ironico, dove c'è un destino ma non un Dio regolatore che dia all'uomo ciò che merita. Pregno di influenza marxista, oserei dire, il romanzo oltre a rappresentare la decadenza morale di una classe sempre più in ascesa, anche nel Regno delle Due Sicilie, mostra anche uno spaccato storico-sociale delle rivolte carbonare e rivoluzionarie.

    La lingua poi è emblematica per il suo uso sociale, per il suo essere rappresentativa e per il suo essere altamente attaccata, mediante il suo uso, ad una realtà umile e atavica come quella della Sicilia.

    ha scritto il 

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