Mastro Don Gesualdo

Di

Editore: Reverdito (I capolavori della letteratura)

3.8
(3504)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 383 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese , Portoghese , Spagnolo

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina rigida , Cofanetto , Copertina morbida e spillati , Copertina rinforzata scuole e biblioteche , eBook

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Descrizione del libro
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  • 4

    I soldi non fanno la felicità!

    Finalmente ho finito questo libro, attenzione, non perchè non mi sia piaciuto, ma perchè l'ho trovato un po pesantuccio, è un libro scritto e ambientato nella Sicila dell'800 e la modalità di scrittur ...continua

    Finalmente ho finito questo libro, attenzione, non perchè non mi sia piaciuto, ma perchè l'ho trovato un po pesantuccio, è un libro scritto e ambientato nella Sicila dell'800 e la modalità di scrittura e l'argomentazioni sono un pò pesanti, è un spaccato di vita Siciliana di quell'epoca e il tema ricorrente è l'importanza dei beni materiali i quali: i possedimenti, come le terre, le attività, la "roba" citata tantissime volte dal suo protagonista Mastro Don Gesualdo diventato ricco dopo una vita di lavoro e sacrifici, in certi punti è scorrevole e appassionante soprattutto quando parla di amori contrastati, dal monento in cui era davvero difficile sposarsi per amore, venivano organizzati matrimoni combinati, per mantenere una stirpe nobile, per ampliare la "roba" o per non dare la dote al futuro marito che non possedeva nulla, anche se la figlia ne era innamorata, e si perchè alla figlia si dava la dote, diciamo un "compenso" per il matrimonio, questo è stato l'aspetto più appassionate ma anche rivivere i modi di dire, le tradizioni e lo stile di vita della mia amata Sicilia di quell' epoca è stato molto bello, e alla fine ha una morale bellissima, che con i soldi non si compra ne la felicità ne la salute!

    ha scritto il 

  • 5

    Con Verga ebbi un brutto approccio da ragazzo con I Malavoglia, che nemmeno terminai. Questo romanzo mi ha fatto ricredere sullo scrittore e credo che rileggerò anche I Malavoglia, forse con la maturi ...continua

    Con Verga ebbi un brutto approccio da ragazzo con I Malavoglia, che nemmeno terminai. Questo romanzo mi ha fatto ricredere sullo scrittore e credo che rileggerò anche I Malavoglia, forse con la maturità di oggi lo apprezzerò di più.
    Il romanzo è la storia di un uomo legatissimo ai soldi, fa tutto per interesse, anche il matrimonio, e si disinteressa di tutto il resto, anche dell'evoluzione storico-sociale che sta vivendo. Cavalca le onde e ottiene grandi guadagni, però è circondato da sanguisughe. Alla fine paga a caro prezzo la sua venialità .
    Il romanzo, oltre ad offrire tanti spunti di riflessione, ci permette anche di leggere gli sconvolgimenti causati dall'affermarsi in Sicilia di una nuova classe dominante (i mercanti) a discapito dei nobili, e di vedere gli effetti delle agitazioni e dei moti che portarono all'Unità d'Italia.

    ha scritto il 

  • 5

    Per lettori giovani non è facile leggere un libro scritto così, quindi non posso dire che è stato un libro scorrevole anzi, ci ho messo una settimana per leggerlo (e di solito sono molto più veloce) m ...continua

    Per lettori giovani non è facile leggere un libro scritto così, quindi non posso dire che è stato un libro scorrevole anzi, ci ho messo una settimana per leggerlo (e di solito sono molto più veloce) ma sono stata contenta di essere riuscita a finirlo! È un bellissimo racconto, e lo consiglio a tutti!

    ha scritto il 

  • 4

    Davvero bello. Forse il mio commento è riduttivo, ma è l'unica cosa che riesco a pensare. Scritto in maniera che unisce il drammatico al comico, rispecchia perfettamente e ancora in modo attualissimo ...continua

    Davvero bello. Forse il mio commento è riduttivo, ma è l'unica cosa che riesco a pensare. Scritto in maniera che unisce il drammatico al comico, rispecchia perfettamente e ancora in modo attualissimo la società. Sei ricco, ti guardano male. Sei povero, ti guardano male. Sei nato povero e hai guadagnato, ti guardano male.
    Una sola grande domanda: qualche figlio con Diodata ce l'ha fatto?

    ha scritto il 

  • 5

    La prosa limpida e lineare di Verga è un piacere immenso. Per giorni sono stata in Sicilia insieme ai protagonisti, ne ho respirato l'aria, ho sentito il calore e i profumi, ho incontrato i personaggi ...continua

    La prosa limpida e lineare di Verga è un piacere immenso. Per giorni sono stata in Sicilia insieme ai protagonisti, ne ho respirato l'aria, ho sentito il calore e i profumi, ho incontrato i personaggi così antichi e così attuali. Consigliato

    ha scritto il 

  • 2

    Uno dei libri che ho odiato di più

    Sì, d'accordo, lo so che è un capolavoro del verismo, so che non si possono mettere due stelle a capolavori riconosciuti. Ma questo libro mi ha sempre tremendamente rivoltato. Non lo sopporto, non sop ...continua

    Sì, d'accordo, lo so che è un capolavoro del verismo, so che non si possono mettere due stelle a capolavori riconosciuti. Ma questo libro mi ha sempre tremendamente rivoltato. Non lo sopporto, non sopporto il protagonista, non sopporto l'ambientazione, l'ipocrisia che dipinge, la realtà della società del tempo. Giovanni Verga per me chiudeva bottega. Prendete la recensione per quel che è, non amo né amerò mai il genere verista siciliano proprio per la sua caratteristica principale del tenere l'autore fuori dal libro. L'autore per me dentro il libro c'è, comunque la si voglia mettere, e il fatto che certi scenari vengano resi con un forzato distacco per me è innaturale. L'autore in ogni caso impronta di sé quello che scrive. Ho subito Verga al liceo come lettura obbligatoria, e mentre le Novelle e I Malavoglia li ho trovati accettabili, questo continua ad essere il mio osso duro. Non ce la posso fare.

    ha scritto il 

  • 5

    Senza esagerare, ritengo questo libro un capolavoro. Da ragazzino, iniziandolo, dovetti subito abbandonare i miei propositi:stile troppo complicato per leggerlo integralmente. Son stato "costretto" a ...continua

    Senza esagerare, ritengo questo libro un capolavoro. Da ragazzino, iniziandolo, dovetti subito abbandonare i miei propositi:stile troppo complicato per leggerlo integralmente. Son stato "costretto" a leggerlo per un esame universitario e devo dire che mi ha emozionato ed insegnato cose nuove. Mastro don Gesualdo, un personaggio che ha passato tutta la sua vita nel desiderio di incamerar soldi, si renderà conto che, pur con essi, sarà vinto negli affetti. Lo ritengo uno dei personaggi meglio riusciti non solo della produzione verghiana ma addirittura dell'intera letteratura italiana

    ha scritto il 

  • 5

    Secondo romanzo del ciclo dei vinti (visto l'esito c'è da rimpiangere che Verga non abbia proseguito il progetto),non posso che riconoscerne la grandezza.Come spesso i capolavori si presta a diverse i ...continua

    Secondo romanzo del ciclo dei vinti (visto l'esito c'è da rimpiangere che Verga non abbia proseguito il progetto),non posso che riconoscerne la grandezza.Come spesso i capolavori si presta a diverse interpretazioni e contiene molto materiale di discussione.
    A mio avviso non è solo il ritratto di un uomo ossessionato dalla "roba",peraltro riuscitissimo e già da solo materia per sostenere un intero romanzo;ma anche - ed è forse l'aspetto che ho ammirato di più - la descrizione dell'ascesa (e caduta) di una classe sociale che tenta di ritagliarsi un posto al sole sfidando privilegi secolari.
    Tant'è che la prima parte, quando Mastro Don Gesualdo si scontra e mette sotto la nobiltà parassitaria del suo paese, ti rende il protagonista persino stimabile nonostante i suoi indubbi difetti.
    Ci vuole una grande maestria per creare dei personaggi così complessi.

    ha scritto il 

  • 1

    Abbandonare un classico è come abbandonare qualcosa di compiutamente perfetto, siamo noi a non avere capito nulla ma con il Mastro non riesco proprio ad ingranare, è la seconda debacle e non lo ripren ...continua

    Abbandonare un classico è come abbandonare qualcosa di compiutamente perfetto, siamo noi a non avere capito nulla ma con il Mastro non riesco proprio ad ingranare, è la seconda debacle e non lo riprenderò in mano mai più.
    Rivoglio I Malavoglia!

    ha scritto il 

  • 5

    Ci sono libri che si leggono velocemente e non lasciano nulla e ci sono i libri come Mastro Don Gesualdo.

    Una lettura che procede lentamente, per la lingua e per il contenuto così lontano da me che mi ...continua

    Ci sono libri che si leggono velocemente e non lasciano nulla e ci sono i libri come Mastro Don Gesualdo.

    Una lettura che procede lentamente, per la lingua e per il contenuto così lontano da me che mi ha portata nella Sicilia rurale della prima metà dell'800. Lentamente si delineano i personaggi e lentamente si dipana la non-azione che copre una ventina d'anni. Ma negli ultimi due capitolo tutti i fili vengono dipanati, tutte le questioni aperte risolte.

    ha scritto il 

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