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Mastro Pulce

Fiaba in sette avventure

Di

Editore: l'Unità / Einaudi

3.7
(30)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 216 | Formato: Paperback

Isbn-10: A000014034 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Giorgio Vigolo ; Postfazione: Claudio Magris

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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    La favola di Mastro Pulce è l'odissea di Pellegrino Tyll, un nevrotico sulla soglia dei quaranta che sceglie l'isolamento dal mondo barricandosi nella propria casa natale in seguito alla perdita dei ...continua

    La favola di Mastro Pulce è l'odissea di Pellegrino Tyll, un nevrotico sulla soglia dei quaranta che sceglie l'isolamento dal mondo barricandosi nella propria casa natale in seguito alla perdita dei propri affetti, decidendo di cronicizzare le sue abitudini famigliari e ricorrenze per conservare intatti i suoi ricordi. Pellegrino teme di crescere, per questo si rifugia in una visione edulcorata della vita fissando ritualità che osserva in modo sacrosanto. Hoffmann invoca lo sconcerto del lettore quando mostra Pellegrino che prepara l’albero di Natale infilandovi sotto dei giocattoli che compra per sé per poi accedere nella sala dove con meccanico stupore la notte di S. Nicola rievoca e drammatizza le puerili emozioni. Mastro pulce è il prodotto del suo inconscio, legato a miti arcaici infantili è la proiezione miseranda di se stesso (la pulce ha un aspetto orribile anche se dotata di intelligenza e saggezza più di quanto non lo siano gli uomini; ma di questo è lo stesso Pellegrino a beffarsene). Essa simula il desiderio di un contatto relazionale esterno a sè, ma purtroppo represso a causa della sua misantropia. La Pulce gli da in dono una lente microscopica che gli permette di leggere i pensieri della gente con cui Pellegrino ha a che fare. La lente è lo stumento che permette al personaggio di bypassare le difficoltà della relazione umana e di prendere le distanze da coloro che potrebbero nuocergli. In compenso, gli dà un senso di onnipotenza poichè lo conduce al di sopra delle facoltà umane. Pellegrino si innamora perdutamente di una donna, esistita probabilmente in un’altra vita, in cui egli stesso è stato qualcun altro: il tema dell’identità diffusa è parte del pellegrinaggio che il protagonista compie alla ricerca delle parti scisse del sé. Questa dama di alto rango, desiderata da tutti, è ciò a cui Pellegrino anela almeno inizialmente per risollevare la parte bruta del sé, ma non è la soluzione. Pellegrino amerà una donna di umili condizioni che incarnerà i valori familiari e permetterà la maturazione del personaggio.

    ha scritto il 

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    "Mi sono forse avvicinato troppo al timone manovrato da forze oscure e sconosciute che mi ha afferrato nei suoi giri? Non ci sarebbe forse da credere che in queste cose, quando capitano nella vita, ...continua

    "Mi sono forse avvicinato troppo al timone manovrato da forze oscure e sconosciute che mi ha afferrato nei suoi giri? Non ci sarebbe forse da credere che in queste cose, quando capitano nella vita, si potrebbe perderci la testa?... Eppure, mi ci sento benissimo..."

    ha scritto il 

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    Questo testo fa parte di una collana che l'Unità, allora diretta da Walter Veltroni, distribuì nel 1996. Si intitolava Scrittori tradotti da scrittori e contiene veri e propri gioiellini. Qui la ...continua

    Questo testo fa parte di una collana che l'Unità, allora diretta da Walter Veltroni, distribuì nel 1996. Si intitolava Scrittori tradotti da scrittori e contiene veri e propri gioiellini. Qui la traduzuione è affidata a Giorgio Vigolo.

    ha scritto il